|
|  | | Commenti |
|---|
 |
| st di -Max- commento di pamar |
|
ciao Max, ogni tanto passo, ho postato qualcosa e lascio qualche commento. Felice anche io di leggerti.
Dopo avere letto le tue parole aggiungo qualcosa….ho capito il tuo perché, e penso che mi si siano schiarite le impressioni iniziali. Mi permetto di aggiungere una valutazione…senza la pretesa di giudicare il tuo intento. Dico solamente quanto mi “arriva” di quello che era il tuo proposito. Come ho detto prima la foto mi lasciava indeciso. Dopo le tue parole ho capito il perché. Parli di acqua intorno alla roccia, giochi d’acqua e mulinelli. Ebbene a mio giudizio, il vero ed unico soggetto principale è la roccia. L’acqua con i suoi movimenti passa nettamente in secondo piano. Insomma, non ci ravviso presenza dei giochi d’acqua a discapito della presenza preponderante della roccia. Una buona idea ma non altrettanto la realizzazione…..hei è solo una mia personale valutazione, senza offesa. Bella ritrovarti.
Marco |
| |  |
| st di -Max- commento di pamar |
|
Ciao Max,
butto due considerazioni al volo. Non riesco a decidere se si tratta di un’immagine sopra alle righe o un qualcosa di non fantastico. Senza dubbio sono sicuro che non si tratta di una fotografia fatta a caso. La scelta della maf, l’uso del bianco e nero e l’inquadratura lo testimoniano. E’ il risultato finale che mi lascia una certa indecisione.
Marco |
| |  |
| ... di gattapilar commento di pamar |
|
Sono poche le immagini che mi colpiscono. Ci sono in giro innumerevoli belle immagini, piacevoli esteticamente, con soggetti accattivanti. Poche riescono a colpire nel segno ed hanno un quid in più. Questa è una di quelle. Fra le altre cose si tratta di un dittico. Formato affascinante e capace di “dire” molto. Ma c’è il rovescio della medaglia, in un dittico si corre il rischio di abbinare due immagini, anche stupende, ma incapaci di formare un duo che apporti un di più rispetto alle due singole immagini.
Questo dittico è composto da due fotografie che si completano e rafforzano l’una con l’altra. Io personalmente ci vedo una doppia lettura. Quella che “arriva subiti” è incentrata sull’urlo della bambina e la conseguente rottura dello schermo di vetro. Azione e conseguente reazione. La seconda sensazione che mi è arrivata (anzi, a dire il vero mi è arrivata prima…) è una sorta di conseguenza fra immagine della bimba furiosa ed oggetto in frantumi…quasi fosse lei stessa ad andare in pezzi come conseguenza della sua ira….una sorta di frattura di sé stessa e della sua anima (sono forse un poco folle in questo ragionamento ?....). Rabbia che ha come conseguenza non la semplice rottura di un oggetto esterno, ma una sorta di ferita verso il proprio io. Ira conseguenza di……qui’ sta il bello. Ognuno è capace di credere e formulare pensieri e congetture a lui affini.
Marco |
| |  |
| Ombre di Luigip commento di pamar |
|
Ciao,
dico cosa ne penso. Due valutazioni in contrasto.
Le foto prese singolarmente sono veramente buone e ottimamente realizzate. 10 e lode.
Le foto, a mio avviso non costituiscono un portfolio, nel senso che non formano un insieme. Ognuna è un ottimo scatto a sé, ma ognuna non è affine alle altre. Situazioni diverse, contesti diversi. In alcune presenza di ombre ed in altre solo controluce.
Concludendo, come detto, ottime singolarmente ma non ha motivo di essere raggrupparle in un unico lavoro.
Marco |
| |  |
| The room di MC82 commento di pamar |
|
Un lavoro circa il quale non è semplice esprimere un giudizio sensato, senza scadere in valutazioni banali.
Si tratta, fuori da alcun dubbio, di un qualcosa legato indissolubilmente ad una progettualità. Progettualità e ricerca concettuale, che ha spinto l’autore a sviluppare e finalizzare il lavoro fotografico in un certo modo. Progettualità e ricerca concettuale che non può essere assimilata da chi si approccia al portfolio, con una visione veloce, visto che ha richiesto all’autore un certo tempo per l’ideazione, pianificazione, sviluppo e finalizzazione. Insomma, non si tratta certamente di un portfolio affine ad un lavoro paesaggistico o illustrativo e descrittivo di una vicenda.
Proverei comunque a dire una manciata di cose, prima dal lato solo estetico/grafico. Poi circa l’aspetto concettuale e del contenuto (per quanto possa addentrarmici). Una premessa (se vuoi banale): penso che il come (grafica/estetismo) ed il cosa (cosa vuole esprimere, dire, provocare, trasmettere) un portfolio fotografico siano indissolubilmente legati. Insomma: l’uno serve a rendere efficace l’altro.
Dal lato grafico, giudicando le fotografie senza tenere presente l’aspetto concettuale, sono un gruppo di fotografie molto molto affini l’una con l’altra. Non sussiste il minimo dubbio che siano un insieme coeso. L’uso del B&N, combinato con una evidente granulosità ed indefinitezza, si accomuna ad una quasi completa assenza di elementi definiti, figure complete e dettagli netti. Ignorando lo statement per alcuni scatti si fatica a percepire immediatamente cosa sia il soggetto. In altri invece ci sono dei dettagli abastanza “presenti” ed esplicativi della situazione. Forse, non ne sono convinto, lo stacco formale fra questi due estremi è un poco troppo netto. Ma sono inezie rispetto all’omogeneità dell’insieme.
Una successiva valutazione, dopo la lettura dello statement, rende ancora maggiormente fruibile ed interpretabile il lavoro. La scelta dell’impostazione grafica è del tutto funzionale e coerente con il concettualismo del lavoro. L’apparente non interpretabilità si rivela essere amalgama fisica che si traduce in connubio mentale fra i corpi. Insomma, a mio avviso non ci sono discrepanze od ostacoli allo svolgersi del lavoro. Le mie, come detto, sono solo valutazioni frammentarie su un qualcosa di complesso. Tuttavia, per quanto mi è possibile, non posso che esprimere un giudizio positivo.
Marco |
| |  |
| The House of the Farmer di gattapilar commento di pamar |
|
Ti dico la verità Marisa. Mi trovo in difficoltà nell’esprimere un giudizio a questo portfolio.
Solitamente, nel giudicare un lavoro fotografico, sono solito incentrarmi sul come sono realizzate le fotografie, come si amalgamano o meno e come è il loro susseguirsi. In questo caso invece vedo un’ elencazione dell’opera dell’artista britannico che ha creato l’installazione. Risulta una specie di catalogo. Intendiamoci, molto ben fatto, ma nulla più. Risulta allora un lavoro che sottolinea la bravura e bellezza dell’opera, mentre non vi è (o io non vedo per mia pecca) uno spunto riguardante il lavoro fotografico.
Marco |
| |  |
| ForoRomano_RM_Feb22 di GiovanniQ commento di pamar |
|
Io invece sono di altro avviso. Penso sia uno scatto anche piacevole ma penalizzato da un paio di elementi.
Parto con il dire che fondamentalmente è buono ma, come detto, avrebbe potuto essere meglio. I due dettagli che, a mio avviso, sono un minus, sono quel muro che “entra” nella parte bassa della foto e risulta quasi anomalo: perché è li? Cosa è?, che scopo ha nell’inquadratura. E poi, per me basilare, la presenza degli edifici sulla destra. Essendo illuminati attirano troppo l’attenzione, rubando la centralità alle rovine, che poi sono le protagoniste.
Marco |
| |  |
| St di littlefà commento di pamar |
|
Come siamo distanti dai tuoi bei paesaggi marittimi...
Direi due belle fotografie. Due? Perchè? A mio giudizio troppa carne al fuoco. Mi hai abituato al mare ritratto facendo tesoro ed elemento vincente la semplicità. Qui' invece sembra quasi che hai avuto la tentazione di buttare dentro troppo. (sempre a mio parere) Se divido lo scatto in due: la metà destra e quella sinistra, con una verticale proprio al centro, ottengo una fotografia (quella destra) sublime. Nubi, monti, lago, luce, suolo. Basta ed avanza. Quale contributo è capace di regalare la metà opposta? Non che sia male, semplicemente sarebbe ad hoc come uno scatto separato e a sè stante. ripeto, per me la metà destra, da sola farebbe una fotografia in formato verticale davvero ottima.
Marco |
| |  |
| Napoli di Antonio Mercadante commento di pamar |
|
La foto paesaggistica (perchè anche quella urbana è un tipo di foto paesaggistica) ha come fulcro quello di illustrare un ambiente. Senza persone, ma solo l'ambiente fisico. Ne deriva sovente la presentazione geografica di un luogo che esalta la bellezza o, al contrario, la non bellezza del luogo geografico. Stop. Penso sia molto difficile e per nulla banale "raccontare" e comunicare qulcosa che sia oltre la semplice bellezza/banalità del luogo. Questa proposta è "oltre" una semplice illustrazione paesaggistica. Parte dalla descrizione di un ambiente e la usa per comunicare anche e soprattutto, l'insieme di sensazioni, vissuti e sentimenti che lo permeano e plasmano. Ed è una fotografia strettamente paesaggistica, perchè è capace di fare tutto questo senza tirare in ballo le persone. Bastano ed avanzano le cose, le strade, le abitazioni. E poi, tocco vincente, la resa diretta ed efficace data dalla sottrazione dei colori. Solo forme, cose, ambienti. Per me non semplice e non banale. Un paesaggio oltre il semplice paesaggio illustrativo. Un paesaggio-scusa per parlare, raccontare, fare entrare dentro lo scatto chi guarda. notevole.
Marco |
| |  |
| Un soffio leggero di Flavia Daneo commento di pamar |
|
E' incredibile. Si, pensandoci un attimo questa immagine mi ricorda come la fotografia NON sia una semplice riproduzione della realtà. Non è assolutamente vero che la fotografia è una "fotocopia" di quanto abbiamo intorno; che sia un paesaggio, un oggetto, della gente o una scena. Sono convinto che l'io del fotografo ci sia comunque. Ci sia sempre. Molto o poco, non importa; qualcosa di lui c'è sempre. Se considero questa fotografia, essa è in fondo la rappresentazione di un semplice fiore (anzi due). Ma quei fiori avrebbero potuto essere immortalati in decine di modi diversi. Colori tenui oppure decisi e vivaci. Sfondo diverso. Luce radente, oppure tenue ed uniforme. Contrasti duri e capaci di rimarcare le forme.....e mi fermo qui', ma le varianti potrebbero essere centinaia. Per non parlare di framing ed inquadratura. Da questo nasce la convinzione che un'immagine fotografica non sia la riproduzione fedele del reale, ma una sua interpretazione. Con tutte le polemiche sulle immagini giornalistiche e/o di cronaca annesse (ma non entriamo in questo ambito o non finisco piu' di annoiarvi).
Comunque; questa fotografia non è una semplice riproduzione do un oggetto. E' una sua "riproduzione interpretativa". Denota la sensibilità di chi l'ha pensata e scattata cosi'. Un modo unico nel suo io, in mezzo ad altri cento possibili. E non è per nulla semplice o banale. E', a suo modo, unica ed inimitabile.
Marco |
| |  |
| Ombre di rrrrossella commento di pamar |
|
A volte, la fotografia, ha la capacità di rendere il reale in modalità diverse, trasposte, da come comunemente la vediamo. Sottrarre è il termine che mi viene in mente legato a tale connotato.
Si, sottrarre. Perché questo avviene (sovente) tramite sottrazioni di parte di quanto ci permette di inquadrare e riconoscere un oggetto. Sottrarre il contesto e gli spazi (che inquadrano il soggetto). Sottrarre la vista d’insieme, focalizzando l’inquadratura su un singolo dettaglio o mascherando l’ambientazione o l’interezza. Sottrarre il colore, facendo emergere prepotentemente forme e texture.
In questa fotografia possiamo vedere che sono state fondamentalmente utilizzate due modalità di sottrazione. Via i colori e via la contestualizzazione spaziale, grazie ad ombre profonde, date da un BN molto duro. Ne emerge un “qualcosa” che nell’immediatezza perde la sua identità (che emerge solo dopo la prima visione). Il soggetto si trasfigura e sottolinea forme e geometrie, prima di fare emergere la sua identità. Direi molto buona.
Marco |
| |  |
| St di Gennaro Morga commento di pamar |
|
Pulito, netto, geometrico e soprattutto surreale.
Se non è surrealismo questo....
Complimenti. Per me notevole, e molto....quasi ti invidio questa fotografia.
Marco |
| |  |
| PRU (Piccoli Racconti Urbani) di -Max- commento di pamar |
|
Ciao,
mi permetti ? Mi permetti una definizione (che pare) non immediatamente positiva di questo scatto?
Lo definisco "fastidioso". Se terminassi così sarebbe un aggettivo negativo. Ma tale non vuole essere. Con fastidioso intendo un qualcosa che esce dai limiti comuni del bello estetico. Bello estetico che se limitato solo a quello, spesso colpisce nell'immediato ma non lascia traccia. Qui' siamo ad un altro grado di immagine visiva. Con altro grado non intendo per forza "superiore". Intendo semplicemente "diverso". Diverso perché non presuppone unicamente la piacevolezza estetica. Sola piacevolezza estetica qui' non cé. Vi sono un insieme di elementi capaci di sgambettare i canoni comuni di bello. Dettagli "sbagliati", sia compositivamente che per quanto riguarda la resa estetica. Ma elementi capaci di colpire duro e lasciare il segno. E lasciare il segno non é cosa comune. L'ho definito fastidioso. Passami il termine contraddittorio di fastidioso in positivo. Fastidioso nel senso che induce delle riflessioni legate alla prassi fotografica. Non mi dilungo. Semplicemente lancio un sasso. Ottima idea (e coraggio nel postarlo).
Marco |
| |  |
| s.t. di Alessandro Marzi commento di pamar |
|
Sono stupito di come questo scatto non abbia ancora ricevuto una critica. Perché? In fondo vengono postati innumerevoli fotografie e capita spesso che molte passino inosservate. E poi che parlo io a fare visto che ultimamente non partecipo. Comunque, intendo dire che tale scatto si diversifica dalla consuetudine per il contenuto concettuale che presenta. Beninteso, non deve piacere o interessare per forza. Semplicemente è un qualcosa di diverso dalla prassi qui’ presente. Racchiude fondamentalmente un grande punto di domanda legato alle motivazioni della scena e a cosa comunica. Una maschera strappata dal viso? Ne scaturisce non un viso rivelato nelle sue sembianze ma ancora celato da un velo. Un essersi liberato da un impedimento, una maschera che nasconde…..ma un risultato che porta non alla liberazione ma ad un ulteriore vincolo. Un gesto verso una liberazione voluta ma solo voluta e non ottenuta. Ne scaturisce una disperazione, ben rappresentata dalla posa dell’uomo. Una dolorosa disperazione. Un corpo sferzato dal dolore. Tutto sottolineato da un bianco e nero crudo ed essenziale. Un doloroso rendersi conto e prendere coscienza che tutte le fatiche non hanno portato al risultato voluto e sperato. Una luce in fondo al tunnel , simbolo di meta raggiunta, ma tale meta all’improvviso si dilegua. Le mie sono solo congetture e forse non sono quelle dell’autore. Indubbiamente una prova interessante. Se posso permettermi, vale la pena di ampliare il lavoro, magari con un portfolio tematico.
Marco |
| |  |
| Affaccio di rrrrossella commento di pamar |
|
Domanda. Manca qualcosa in un’immagine tanto semplice? No, direi che c’è tutto q1uanto serve: parete, finestra, bambino. Altra domanda. Non è tutto troppo centrale? No, quello che conta è il bambino che si affaccia dalla finestrella. Perché metterlo lateralmente? Avrebbe apportato qualche sorta di guadagno estetico? No, non direi. Il bambino è unico elemento di interesse ed unico elemento nel fotogramma. Il suo guardare dalla finestrella è la sola azione. Deve e vuole essere centrale perché deve arrivare subito. Che bella questa fotografia; tre soli elementi: bimbo, finestrella, muro. Eppure da soli costruiscono ordito e trama della fotografia.
Marco |
| |  |
| #0291 di -Max- commento di pamar |
|
Un soggetto di una linearità e semplicità estrema. Un soggetto che, visto dal vero, non si pensa abbia attrattive fotografiche particolari. Invece questa è una dimostrazione lampante di come la fotografia sia capace di plasmare un oggetto e modellarlo per fare emergere alcuni connotati degni di nota. Nasce allora una sorta di illusione visiva e rende un’immagine indubbiamente affascinante. Bella prova e non banale perché bisogna essere capaci divedere e fare la cosa, che è semplice solo in apparenza.
Marco |
| |  |
| riflessi di elis bolis commento di pamar |
|
Translazione del reale. Io questa immagine la chiamerei così. Ed uso il termine immagine, non fotografia. Sono sottigliezze terminologiche, o meglio differenze legate all’uso comune dei termini. Solitamente fotografia significa riproduzione del reale in modo che sia una copia fedele. Immagine vuole significare “figura”, e può essere tutto, non tassativamente una copia della realtà. Un’immagine puo’ essere una foto ma anche un disegno o uno schizzo. Immagine puo’ essere la raffigurazione di un’idea o un concetto. Immagine non è tassativamente legata alla realtà. Questa fotografia per me è un’immagine. Una traslazione di una porzione di realtà delle cose. Una sua trasfigurazione. Trasfigurazione che parte da un oggetto realmente presente e ad esso fedele (non ci sono elaborazioni grafiche). Ma comunque una trasposizione del reale fatta con un uso sapiente del cogliere una parte del tutto ed una rinuncia al colore con parallela esaltazione e sottolineatura di forme, texture ed elementi non immediatamente percepibili. Concludendo una bellissima ed efficace opera.
Marco |
| |  |
| #0025 di -Max- commento di pamar |
|
Un’ulteriore dimostrazione di come isolare un particolare da un contesto senza particolari attrattive fotografiche e visive, possa generare un’immagine affascinante. Questo grazie all’accortezza di estrapolare l’elemento dal suo contesto, facendogli perdere i connotati che portano ad un’immediata identificazione e “trasformandolo” in un qualcosa di “altro” rispetto a quanto è nella realtà.
Marco |
| |  |
| Astratto di Flavia Daneo commento di pamar |
|
| gfalco ha scritto: | Concordo in tutto!
E' davvero una valida immagine... peccato per quella striscetta tutta bianca...
 |
Non sono d'accordo. Si tratta in fondo di un'immagine astratta e slegata dal reale. Non deve sottostare ai canoni di una scena fotografica classica. Il bianco, a mio avviso, non inficia il suo valore.
Marco |
| |  |
| II di Antonio Mercadante commento di pamar |
|
Personalmente chiamerei questa immagine “La rottura della simmetria”. Quella minuscola figura umana, tanto limitata come superficie occupata, ha un peso enorme e risalta immancabilmente ed ineludibilmente. Spezza l’insieme tutto giocato su simmetria strutturale e completa. Piccolo ma “enorme”.
Marco
P.S. dimenticavo…ottima immagine |
| | br> |