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| Untitled B/W di Riccardo Svizzero commento di NothingElseMatters |
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Ciao Ivo, verissimo, infatti io faccio ancora solo diapositive.
Di digitale ho solo una compatta che mi porto sempre nello zaino o nella borsa per comodità.
E' forse proprio la dia che mi porta a questo modo di fare foto, cioè pensare, guardare, studiare ed infine scattare; e la mia ragazza che diventa una belva.
Sul formato... sono io ad essere limitato, nel senso che non avendo mai stampato non ho mai provato a tagliare e per le dia... bhe orizontale o verticale la misura è sempre quella.
Dovrei prendere qualche dia e provare a farla stampare "tagliando" il superfluo. Farò delle prove.
Ciao e grazie, Mario |
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| Untitled B/W di Riccardo Svizzero commento di Ivo |
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| NothingElseMatters ha scritto: | Ciao, la regola del 3 su 36 è di Filippo Crea che scrive per la rivista Tutti Fotografi.
Nella rubrica dove commenta le foto dei lettori, spesso nomina il 3 su 36, che altro non è che tenere 3 foto su un rullino da 36 e il resto cestinarle.
Perchè questo ? Perchè serve a fare una sana autocritica sulle fotografie fatte ed a migliorarsi sempre in modo da aumentare questo 3 su 36.
| Citazione: | | Tuttavia non vuol dire che se taglio la foto in PW dò meno attenzione alla composizione in fase di scatto. Semplicemente a volte il formato dato non sta bene, e scatto tenendo conto del fatto che in PW la parte destra, per esempio, anche se include un oggetto indesiderato, lo taglio via dopo. Se invece zoomassi o mi spostassi, cambierebbe pure la prospettiva e quindi tutta la composizione. Questo era solo un esempio, per farti capire cosa intendo. |
Ho capito cosa vuoi dire e sono d'accordo con te: forse sono io che non ho ancora imparato a guardare oltre il mirino della macchina fotografica e pensare la foto sotto altri punti di vista.
Grazie, ciao Mario |
Scusate se mi intrometto nel discorso tra te e Riccardo!
La regola del 3 su 36 io l'ho sempre usata quando scattavo in diapositive, ed a volte a essere sincero ero anche più selettivo. Ora scattando in digitale la regola si è stravolta e si può dire che sia 3 su 360 senza contare che molti scatti di prova esposizione vengono cancellati subito.
Per quanto riguarda il formato condivido l'adattamento delle misure in funzione al soggetto. Non capisco questi legami agli standard e alle proporzioni.
Se visiti mostre fotografiche si vedono formati delle più disparate misure, ma sempre con lo scopo finale di esaltare il contenuto.
Saluti. Ivo |
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| Untitled B/W di Riccardo Svizzero commento di NothingElseMatters |
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Ciao, la regola del 3 su 36 è di Filippo Crea che scrive per la rivista Tutti Fotografi.
Nella rubrica dove commenta le foto dei lettori, spesso nomina il 3 su 36, che altro non è che tenere 3 foto su un rullino da 36 e il resto cestinarle.
Perchè questo ? Perchè serve a fare una sana autocritica sulle fotografie fatte ed a migliorarsi sempre in modo da aumentare questo 3 su 36.
| Citazione: | | Tuttavia non vuol dire che se taglio la foto in PW dò meno attenzione alla composizione in fase di scatto. Semplicemente a volte il formato dato non sta bene, e scatto tenendo conto del fatto che in PW la parte destra, per esempio, anche se include un oggetto indesiderato, lo taglio via dopo. Se invece zoomassi o mi spostassi, cambierebbe pure la prospettiva e quindi tutta la composizione. Questo era solo un esempio, per farti capire cosa intendo. |
Ho capito cosa vuoi dire e sono d'accordo con te: forse sono io che non ho ancora imparato a guardare oltre il mirino della macchina fotografica e pensare la foto sotto altri punti di vista.
Grazie, ciao Mario |
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| Untitled B/W di Riccardo Svizzero commento di Riccardo Svizzero |
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Cos'è la regola del 3 su 36? Me la spieghi? Non l'ho mai sentita.
Cmq riguardo la post-elaborazione: ci sono stati un sacco di discorsi in passato, e ce ne saranno molti in futuro, senza giungere ad una conclusione, semplicemente è questione di idee del tutto soggettive. Anche nella fotografia analogica, in camera oscura, si possono passare ore, cercando di migliorare una foto (spesso la cosa è più complicata che al PC, a volte anche no). Cambiano solo i mezzi, meno la sostanza, a meno di completi art-work, ma quella è un'altra cosa.
Cmq riguardo al formato, come detto, preferisco dare alla foto il formato che più sta bene al soggetto. Se devo tagliare lo faccio, perchè "standardizzare" tutte le foto allo stesso formato mi sembra controproducente.
Parere personale, posso capire anche il tuo modo di vedere. Tuttavia non vuol dire che se taglio la foto in PW dò meno attenzione alla composizione in fase di scatto. Semplicemente a volte il formato dato non sta bene, e scatto tenendo conto del fatto che in PW la parte destra, per esempio, anche se include un oggetto indesiderato, lo taglio via dopo. Se invece zoomassi o mi spostassi, cambierebbe pure la prospettiva e quindi tutta la composizione. Questo era solo un esempio, per farti capire cosa intendo.
Per la stampa e per l'incorniciatura delle stampe invece sarebbe molto meglio stare nelle misure standard..
Grazie per le precisazioni  |
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| Untitled B/W di Riccardo Svizzero commento di NothingElseMatters |
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| Riccardo Svizzero ha scritto: | Ciao e benvenuto nel forum!!
La tua mi sembra una domanda un po' particolare, anche tra formato analagico e digitale c'è una differenza in fatto di misure. Tutto dipende poi dal taglio finale che vuoi dare ad una foto.
Mi sembra inutile "forzare" una foto in modo da farla stare in un formato prestabilito. In questo caso secondo me ci stava bene un formato "panormico", visto che sia il cielo sopra, che l'acqua sotto, non offrivano nulla di particolare.
Il taglio che vedi secondo me enfatizza la disposizione orizzontale degli elementi che compongono foto.
Di post-elaborazione ce n'è, è ovvio, e più precisamente: crop, passaggio al B/W con miscelatore canali, curve (leggero aumento contrasto), aggiunta della cornice e leggera USM finale per la pubblicazione.
PS: il discorso vale pure per la pellicola a mio modo di vedere: mi capitava di tagliare le foto nel modo in cui preferivo. Per esempio il formato quadrato mi piace molto, ma non per questo mi sento costretto al grande formato  |
Ciao Riccardo, la mia perplessità sta solo nel fatto che io cerco sempre di attenermi alle dimensioni fisse del fotogramma in modo da dovermi sforzare di cercare la composizione migliore per rendere il soggetto.
Non contesto il risultato della fotografia, ma il fatto che lavorando principalmente in post-produzione mi perdo tutto il bello della fotografia, cioè il saper guardare e cogliere l'attimo.
Lavorando in post-produzione tutte le fotografie possono essere migliorate e rese al meglio, ma secondo me lo sforzo non dev'essere fatto a casa davanti al computer, ma dietro la macchina fotografica.
Per me vale sempre la regola del 3 su 36 data da un noto personaggio su una nota rivista del settore: in questo modo mi sforzo di fare sempre cose migliori.
E' solo un mio punto di vista personale che, per puro caso, mi sono trovato a discutere con te studiando la tua fotografia.
Ciao Mario |
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| White Stream - B/W di Riccardo Svizzero commento di argentique |
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Vi consiglio rencontres d'Arles nel sud della Francia...anche se degli esperti come voi penso che conoscano. Dura sino a settembre e ci sono delle mostre magnifiche. Mi sono pagato Joseph Koudelka...sono veramente dei soldi spesi bene.
Buone foto.
Ciao, |
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| White Stream - B/W di Riccardo Svizzero commento di claudiom |
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Penso che Riccardo sia persona "di buona volontà" e un parere ce l'avrei:
Andare a vedere tante mostre di fotografia di alto livello in b/n.
Masse amorfe ha detto l'acuto Arg., questa foto è il tentativo di graficizzare una immagine a colori, non una fotob/n.
In basso a dx una macchia chiara.
I rami dell'albero non si staccano.
L'ombra dell'albero non è nera come la montagna.
La cascata sembra una colata di dentifricio.
Le rocce intorno un pavimento in graniglia.
Con una massa così importante di scuro a sinistra si deve avere un filtro per staccare meglio i piani.
Qualcosa di bianco ci deve essere anche da qualche altra parte.
(se non pensassi che capisci non perderei tempo a commentare).
ciao, Claudio
ps non comprare una press, la teoria è un conto, la pratica un altro. |
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| Untitled B/W di Riccardo Svizzero commento di argentique |
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Viva il taglio quadrato...anche se é difficile da disegnarci dentro
Scusate l'OT.
Io, in mancanza di chimica mi diverto con i burn etc...simulando gli aumenti e diminuzioni di stop. Certo claudiom, non é lo stesso...
Ciao a tutti, |
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| Untitled B/W di Riccardo Svizzero commento di Riccardo Svizzero |
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Ciao e benvenuto nel forum!!
La tua mi sembra una domanda un po' particolare, anche tra formato analagico e digitale c'è una differenza in fatto di misure. Tutto dipende poi dal taglio finale che vuoi dare ad una foto.
Mi sembra inutile "forzare" una foto in modo da farla stare in un formato prestabilito. In questo caso secondo me ci stava bene un formato "panormico", visto che sia il cielo sopra, che l'acqua sotto, non offrivano nulla di particolare.
Il taglio che vedi secondo me enfatizza la disposizione orizzontale degli elementi che compongono foto.
Di post-elaborazione ce n'è, è ovvio, e più precisamente: crop, passaggio al B/W con miscelatore canali, curve (leggero aumento contrasto), aggiunta della cornice e leggera USM finale per la pubblicazione.
PS: il discorso vale pure per la pellicola a mio modo di vedere: mi capitava di tagliare le foto nel modo in cui preferivo. Per esempio il formato quadrato mi piace molto, ma non per questo mi sento costretto al grande formato  |
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| Untitled B/W di Riccardo Svizzero commento di NothingElseMatters |
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Ciao, questo è il mio primo messaggio nel forum.
A prescindere dalla fotografia che considero ben fatta, una domanda mi sorge spontanea, come mai alcune fotografie hanno le dimensioni di una "fotografia" mentre altre (come questa) sono palesemente più piccole ?
Sono frutto di una post-elaborazione per rimettere a posto una foto non proprio perfetta, oppure ci sono macchine che fanno foto con queste misure strane ?
Scusate la mia domanda, ma io sono ancora fermo alla pellicola.
Ciao Mario |
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