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| 12-11-2013 di frank66 commento di S R |
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Tridimensionale e molto... "cinematografica"!
M fanno ridere quelle "gambette" con i pantaloni bianchi al ginocchio che spuntano da sotto la bandiera
Mi piace davvero, bravo! |
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| 26-10-2013 di frank66 commento di frank66 |
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Grazie mille
Marisa: vero, lo spazzolino come un flauto traverso....
Mario:
Storm in a tea cup: contento dell'apprezzamento |
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| 26-10-2013 di frank66 commento di gattapilar |
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Bellissimo anche lo spazzolino che, in mano alla bimba, sembra dare un sottofondo musicale all'immagine.
Molti complimenti
Marisa |
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| 26-10-2013 di frank66 commento di frank66 |
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| Liliana R. ha scritto: | Complimenti Franco, la tua foto è stata scelta dallo Staff come Foto della settimana dal 28 Ottobre al 3 Novembre 2013 della sezione "Street & Life Photography" [/url][/b]
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Che bello! Grazie di cuore a tutti  |
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| 26-10-2013 di frank66 commento di Liliana R. |
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Complimenti Franco, la tua foto è stata scelta dallo Staff come Foto della settimana dal 28 Ottobre al 3 Novembre 2013 della sezione "Street & Life Photography"
Potrai vedere tutte le altre Foto della Settimana delle varie sezioni, cliccando sulla miniatura della Foto della Settimana ospitata in Home Page, oppure dalla pagina Le migliori della settimana
Liliana  |
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| 02-11-2013 di frank66 commento di frank66 |
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Webim: grazie mille per il gradito commento.
Salvatore Gallo: oltre a ringraziarti per gli apprezzamenti (esagerati, direi), é stato un vero piacere leggere la tua descrizione di questo ritratto: i particolari della postura, le posizioni delle mani, etc. Ho davvero tantissimo da imparare su questo genere fotografico, che spero di riuscire a poco a poco a praticare e, spero, ad onorare almeno un po'.
aerre: che emozione tornare a leggere uno dei tuoi stupendi commenti, e per di piú su un mio scatto. Lo sto leggendo e rileggendo cercando di assorbirne ogni sfumatura.....Grazie davvero, di cuore. |
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| 02-11-2013 di frank66 commento di aerre |
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C’è un filo sottile che lega trasversalmente due generi apparentemente distanti come il “Ritratto” e la “Fotografia Street” …ed è sostanzialmente l’intento narrativo che segue quel loro “entrare in sintonia con la vita” (per usare le parole di Edgar) per poi cercare di “rappresentarla”.
Vita, …sostanzialmente “Vita”, … raccolta, ..percepita, …annusata …a volte anche respirata e quindi interpretata , celebrata e raccontata secondo il filtro narrativo del proprio orizzonte umano ed emozionale.
Così che sia che si parli di una immagine in cui il fotografo ricompone i frammenti che isola da un determinato scenario fusi nella visione di una realtà nuova ed inaspettata, …sia che colga ed interpreti alcune delle sfumature di quell’universo umano che egli scruta …indaga ed “ascolta”, …è comunque un “racconto di vita” ciò che muove le fila di tutto, …il vero motore cui dobbiamo la genesi di ciascuno scatto.
Credo che in questo senso l’atteggiamento del nostro Franco sia sempre stato lo stesso, sia nel confezionare uno scatto secondo gli schemi formali e narrativi più dichiaratamente “street” …sia nell’imbastire i contorni di un’immagine che si fa “ritratto” in quel suo scrutare tra le complessità dell’universo umano.
Da qui il l’importanza che nelle sue immagini ha sempre avuto il rapporto quasi simbiotico tra il soggetto ed il contesto entro cui questi viene “rappresentato” nel senso di “raccontato”, …all’interno cioè di scenari che si fanno ben più che semplici palcoscenici, ossia veri e propri spazi esistenziali.
Sempre.
Sia quando le inquadrature si fanno ampie a cogliere un respiro dichiaratamente urbano o paesaggistico, …sia quando stringono con maggiore tensione sull’espressività del soggetto.
E …”ritrattista” il nostro Franco lo è sempre stato infatti, solo che qui, …nelle sue stesse parole, …nel cercare la consapevolezza da parte del soggetto, ...l’aggancio con il suo sguardo, quell’intento narrativo si traduce in una maggiore tensione empatica, nel desiderio di una “condivisione” che fa di quel racconto l’espressione di un sentire comune nella frazione seppur breve di un istante fotografico e trasforma lo scatto nel “ritratto doppio”di chi racconta e di chi è raccontato.
E qui non potrebbe essere più evidente il tentativo di porre al centro dello scatto proprio la relazione visiva ma sostanzialmente emozionale che serra, nella fugacità segnata dal tempo dell’otturatore, due universi distinti che si …incontrano e dialogano.
E questo incontro …questo dialogo, sostanzialmente celebra il ritratto. Questo il senso di ciò che intendiamo quando parliamo di “ritratto” in termini di “racconto” che qui è tutto nella complice espressività …compiaciuta e accogliente del ragazzo, in bilico tra l’imbarazzo della posa e la divertita e curiosa soddisfazione con cui scruta l’obiettivo …come se cercasse inclinando il capo leggermente di lato di entrare in sintonia con chi lo osserva.
Sintonia.
E’ sostanzialmente la chiave di lettura del ritratto …di ogni ritratto, declinata qui nella dolcezza di un sorriso di disarmante semplicità, nella verità di una gestualità del corpo che tradisce sicurezza e imbarazzo, nella fermezza leggera di uno sguardo che ci osserva senza giudicarci.
Ma è una “sintonia” che passa attraverso la comprensione degli elementi di quello scenario entro cui si “muove” il soggetto e che si fanno frammenti di un quadro di insieme che non è mera rappresentazione formale di un palcoscenico privo di sostanza, quanto piuttosto parte integrante di uno spazio come espressione di vita.
L’inquadratura quindi non poteva non cogliere seppur con grande economia figurativa gli elementi chiave di quella lettura, i particolari cioè di quella piccola officina …come brani …frammenti di vita, di “quella” vita: …un cerchione, …un copertone, …la canottiera consunta, ..una ruota, ..tanta ferraglia, .. il tubo forse per l’aria compressa.
Ma …non solo.
Anche il casco poggiato sul tavolo in primo piano. Anche il casco …bello …nero …lucido …così apparentemente dissonante con quello scenario un po’ dimesso che ambienta il ritratto …è parte della logica di quel “racconto”, …. tenuto accanto a sé ed in bella mostra non senza un certo piglio di compiacimento.
La figura del ragazzo è al centro della composizione e tutto il suo mondo gli ruota intorno in una visione che assume il carattere di un quadro indissolubile e unitario.
Bianco nero …splendido. …Ma questo il nostro Franco lo sa, consapevole della potenza grafica di quel contrasto locale cui tante volte ha affidato l’accento drammatico, ..altre volte ironico …più spesso evocativo, dei suoi racconti che qui si fa immediato e di grande ..disarmante verità.
Bentrovato, Franco
A  |
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| 02-11-2013 di frank66 commento di Salvatore Gallo |
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E' già stato detto tanto, ma vorrei focalizzare il mio intervento su un aspetto in particolare, partendo da questa dichiarazione dello stesso autore:
| frank66 ha scritto: | | Adesso sento sempre piú spesso il bisogno di chiedere alle persone il permesso di essere fotografate, o, in ogni caso, di scattare assicurandomi della consapevolezza del soggetto (e ovviamente del suo implicito consenso). Insomma, non voglio passare inosservato, voglio interagire con chi ho dall'altra parte dell'obiettivo. |
Franco è un fotografo di grande esperienza, capace di passare attraverso i generi senza mai essere scontato, senza mai dare l'impressione di "essere fuori posto", è uno capace di fare fotografie che si ricordano.
Ma questo suo "outing" è una chiara dichiarazione d'intenti: vuole fare Ritratto, ne sente la necessità.
Ha bisogno, quindi, di interagire con un soggetto consapevole, di instaurare con lui quella connessione empatica che gli consentirà, attraverso la posa, di poterne raccontare "la storia in quel momento".
Ed è proprio qui che viene fuori Franco che, ponendosi sullo stesso piano del soggetto che intende ritrarre, mette da parte i mezzi tecnici, le regole e si fa "tutto cuore" per presentarci l'uomo che ha di fronte attraverso un istintivo filtro narrativo e personale.
Un paio di note: nel quadro è compresa l'officina, il casco, la rivista, l'identità sociale di questo ragazzo.
Poi c'è l'atteggiamento corporeo, con tutti i suoi interessanti contrasti: le mani, una appoggiata sicura sulla coscia e l'altra dalle dita ritenute, quasi non sapesse dove metterla, ma ancora le gambe che sono aperte ad ostentare sicurezza e mascolinità, un gesto tradito clamorosamente dal timido imbarazzo di quel sorriso a labbra strette e quel leggero serrare gli occhi.
Contentissimo di avere questo tuo capolavoro in ritratto.
Complimenti  |
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| 26-10-2013 di frank66 commento di frank66 |
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| surgeon ha scritto: | Congratulazioni frank66 , il tuo scatto è stato scelto per comparire In vetrina per la sezione Street & Life nel mese di ottobre 2013.  |
Grazie mille allo staff  |
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| 26-10-2013 di frank66 commento di surgeon |
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Congratulazioni frank66 , il tuo scatto è stato scelto per comparire In vetrina per la sezione Street & Life nel mese di ottobre 2013.  |
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| 02-11-2013 di frank66 commento di Webmin |
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... come giustamente rilevato da quanti mi hanno preceduto la natura della scena è prettamente ritrattistica e di alto valore narrativo: in tal senso ogni alterazione dell'ambiente risulterebbe un inutile ricerca estetica.
Ogni soggetto si sostanzia nell'ambiente che lo circonda, attraverso il quale, di rimando, ne possiamo quasi percepire il quotidiano flusso delle emozioni.
Mario |
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| 02-11-2013 di frank66 commento di Liliana R. |
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| Liliana R. ha scritto: |
Se sei d'accordo la spostiamo. |
| frank66 ha scritto: | | D'accordissimo, grazie. |
Sposto in Ritratto.  |
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| 02-11-2013 di frank66 commento di frank66 |
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| diego campanelli ha scritto: | Spero di non essere stato frainteso, in realtà non ne faccio un problema di sezioni, che ritengo semplicemente un modo per fare ordine.
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Nessun fraintendimento Diego; grazie ancora per il passaggio e l'apprezzamento  |
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| 02-11-2013 di frank66 commento di frank66 |
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| Ostico. ha scritto: |
Lo scatto mi piace molto così com'è, sposta questo o quello e mettiti bene,
diventa studio&fashion e non mi pare il caso! |
Grazie del passaggio Ostico  |
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| 02-11-2013 di frank66 commento di frank66 |
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| Luigi Volpe ha scritto: | era solo una battuta perche al mondo nessuno fa niente per niente (...)
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Beh, pensa che invece io credo che farò stampare questa foto e la porterò in regalo al ragazzo la prossima volta che passo davanti alla sua officina, solo perchè penso che ne sarà contento. E tutto senza chiedergli un dollaro..... |
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| 02-11-2013 di frank66 commento di Luigi Volpe |
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| Citazione: | | Ti confesso che mi ha invece dato fastidio (anche se non penso fosse tua intenzione) la battuta sul dollaro |
era solo una battuta perche al mondo nessuno fa niente per niente
mi dispiace se è stata interpretata in altro modo
ciao |
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