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| Domenica Pomeriggio di Francesco Ercolano commento di surgeon |
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Un'altro bel colpo di Francesco………
Una immagine fortemente evocativa, una trasfigurazione della realtà dove la suggestione delle forme è oggetto di ispirazione. Non descrivi il reale della strada ma ne cogli e trasmetti le impressioni più vaghe e indistinte, ci evochi emozioni e stati d’animo. Come una musica dagli accordi lievi che suggerisce immagini sfumate, senza tempo, parole che non descrivono. Qui lo spectator deve trasformarsi in un veggente, in un poeta dell’ignoto, lasciare andare i sensi e farsi guidare dall’intuito. Si, intuizione , come quella del poeta maledetto di Rimbaud: per arrivare ai desideri nascosti, nel profondo, nell’incoscio, per rievocare e vedere le corrispondenze e i misteriosi legami esistenti tra le cose più diverse.
Il nostro Francesco tenta di recuperare nella sua fotografia una sorta di spiritualità di tutto ciò che esiste nella realtà ma non è direttamente visibile dall'occhio umano e che deve essere intuita. Un’intuizione felice direi : che sotto la realtà apparente, quella percepibile con i sensi, si nasconde una realtà più profonda e misteriosa.
Il formato verticale del fotogramma veste bene le forme umane suggerite e risulta semplice e ben composto. Il titolo è del tutto inutile e dannoso alla fruizione dell'immagine.
Ancora bravo Francesco per l’idea e la sua realizzazione |
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| Le Tre Grazie di Haydée commento di surgeon |
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Ancora una street e ancora i tuoi soggetti preferiti: questa volta hai fatto centro creando davvero un 'ottima foto. Le tre signore anziane rappresentano di per sè un buon centro d'interesse grazie alle loro posture e ai loro gesti e vengono collocate molto bene all'interno della composizione. Il valore aggiunto che ne sancisce il carattere street è l'accoppiata fra le tre x simboliche sull'adesivo a sinistra della panchina e quelle tre gambe incrociate delle anziane. Ancora un pregio: una contestualizzazione perfetta e funzionale alla scena come già rilevato da Francesco. Un bel piatto gustoso, presentato bene, con dei bei toni di grigio e una nitidezza sopra le righe.
per me ottima Haydée  |
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| sole..versione 2 di principessa commento di surgeon |
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Osservo con piacere il tuo nuovo scatto principessa. Qui tutti gli elementi grafici all'interno dell'inquadratura sono disposti in maniera equilibrata; é presente sempre quel caratteristico contrasto tra luce e ombra che trova la sua maggior espressione nel solito ombrellino cinese ricolmo di luce ma che ritroviamo in tutto il fotogramma fra la pavimentazione della strada e le ombre dei personaggi a passeggio. Contrasto di luce e ombra che rappresenta ormai la tua firma in molte tue istantanee e ne denota la buona composizione. Abbiamo un contesto diverso questa volta: un fotogramma verticale dove i personaggi sono disposti lungo una diagonale data dalla pavimentazione, un effetto che dona dinamicità alla scena. A differenza della tua precedente "sole" qui è presente un equilibrio, complice il personaggio sulla sinistra che passeggia in direzione contraria al mostro ombrellino, conferendo anche funzionalità alla scena e diverse interpretazioni di lettura.
Come due destini contrastanti, uno di luce uno di ombra, uno in una direzione e l'altro contrario, rafforzandosi a vicenda. Due sole imperfezioni: il piede tagliato della signora in primo piano e quella piacevole rima visiva mancata con il tombino dell strada che aveva acutamente rilevato anche ankelitonero.
Sicuramente migliore dell'altra...
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| L'intruso di moebius64 commento di surgeon |
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Uno scatto che sicuramente è legato alle emozioni dell'autore e ai suoi ricordi piacevoli di una sera d'estate. Uno scatto non squisitamente street, non rappresentando un momento particolarmente significativo, e che trova nella categoria life la sua giusta collocazione critica. E' piacevole quindi cercare in questo tipo di immagini una certa cura di composizione, di esposizione e di tecnica. Si sente la mancanza moebius64 di un centro di interesse specifico (la scritta in alto, le luci e la macchina, i poster di volti umani ai lati dell'entrata del castello, le molte persone su più piani, etc) e la composizione risulta sbilanciata a sinistra dove sono presenti la maggior parte delle persone. I toni grigi del bianco e nero e il forte rumore non aiutano nella lettura dello scatto. Dalla tua partecipazione ai commenti della sezione ti reputo un valido ed attento osservatore
alla prossima  |
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| sole di principessa commento di surgeon |
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Mi soffermo anch’io sul piacevole scatto di Principessa, che è riuscita a cogliere un meraviglioso contrasto formale di luce e ombre fermando il momento in cui l’ombrellino cinese si riempie di sole. A dare maggior pregio all’attimo è la realizzazione della silhouette con i contorni del volto della donna. Purtroppo come molte volte succede in strada gli attimi sono sfuggevoli e molte volte la composizione del particolare è di difficile realizzazione. Nel senso dell’armonizzazione del particolare con il contesto. In questo caso il contesto è piacevole ma non vive di armonia: l’occhio non è appagato cerca di andare a sinistra e a destra del fotogramma come se esistesse una divisione dei contenuti in corrispondenza di quel muro vuoto di mattoni a circa tre quarti del fotogramma. Disturba leggermente la sovrapposizione dell’ombrellino con il passante in camicia che si trova dietro. Per finire ritengo che hai fatto bene a scattare altrimenti avresti potuto perdere anche quest’attimo ma avrei provato a realizzare due o tre scatti in sequenza ravvicinata sfruttando tutto il momento di bellezza.
Una buona prova principessa
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| Biking around... di St1ll_4liv3 commento di surgeon |
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Uno scatto piacevole.
Una fotografia life di altri Paesi, che rispecchia bene l’atmosfera del posto e ci restituisce un piacevole senso di serenità e di pace interiore. Una composizione fotografica ben realizzata con il soggetto principale ripreso per intero nel fotogramma con la giusta quantità di spazio intorno. Una lavoratrice asiatica forse vietnamita per via del caratteristico cappello, con la sua bicicletta arrugginita che trasporta due enormi sacchi che accendono la nostra fantasia. Uno sguardo rilassato quello della lavoratrice, sereno, di pace interiore, quella che noi occidentali non abbiamo davvero. Uno sguardo che sa sorridere, consapevole del suo potere terapeutico che gli permette di trovare l'energia e la forza per affrontare ogni difficoltà nel modo migliore. Una persona semplice che svolge con gioia ed entusiasmo la sua giornata di duro lavoro provando gratificazione nel riuscire a fare qualsiasi sacrificio con una mente in pace. Il contesto urbano ripreso risulta funzionale allo scatto, introducendo spunti e riflessioni: basti pensare al forte contrasto che si crea fra il soggetto principale e le motociclette simbolo di modernità. Una fotografia del genere life ben fatta.
Ben fatta St1ll_4liv3
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| -st- di Francesco Ercolano commento di surgeon |
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Mi piace Franchino la tua fotografia: fondamentalmente perchè sei puro verso questa disciplina e provieni dal mondo romantico del paesaggio; questo fa si che il tuo approccio verso la scena non sia contaminato dalla terribile malattia del già visto che colpisce il genere streepher dopo il primo-secondo anno di vita La tua realtà, le tue doti percettive sono arricchite di questa freschezza e ti hanno portato a produrre un'istantanea deliziosa. L'attimo di dolcezza che hai fermato è molto originale: complice soprattutto il tono di colore che hai magicamente creato, un marrone dalle molte sfumature (dal castano dei capelli della ragazza, al marrone terra del suo zaino, al marrone bruciato del suo vestito, l'ocra, il marrone delle foglie, etc) che ritrasforma tutta la scena e le dona unità: riesci a fondere simbolicamente la triade lui-lei-il piccolo come se fossero una unica entità, ampliando la significazione. Non voglio fare della semeiotica ma sottolineare il senso originale che gli hai dato. Composizione semplice e pulita. Lo sfondo romantico rappresenta la tua colonna sonora..
bravissimo
bravissimo |
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| _MG_5542 di victor53 commento di surgeon |
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La velocità devi intenderla nel senso di scattare prima con la testa, previsualizzare la scena, intuire la fotografia, poi velocemente inquadrarecomporremettereafuoco e far partire un paio di scatti. La macchina è sempre in evidenza alle persone in strada, mai tentare di nasconderla, deve stare al collo o abbassata; fino al momento che non guardi nel mirino la gente non si interessa a te. Velocità in quel senso...... Sii cordiale con la gente, sorridi e raccontagli della tua passione...
buoni scatti xero |
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| _MG_5542 di victor53 commento di surgeon |
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| Citazione: | | Sì ma come? Crying or Very sad La gente è diffidente Crying or Very sad |
Io consiglio innanzi tutto di utilizzare il grandangolo per avvicinarsi ai soggetti, decentrarli, disponendoli ai lati della fotografia, dissimulando lo scatto verso qualcos'altro. Alle persone sembrerà che fotografiamo tutt'altro.
Inizia con posti affollati di gente, specialmente turisti con altre macchine fotografiche. Essere veloci e prevedere gli accadimenti. insomma per dirla breve: bighellonare per la strada il più tempo possibile
ps. dimenticavo il fattore fortuna che molte volte aiuta......
Per quanto riguarda la piacevole fotografia di Victor ho capito il suo motivo di scatto e il risultato che voleva ottenere. Personalmente sento la mancanza di un' interpretazione personale della scena che si è presentata, mi manca il mordente, il particolare. Non riesco a capire per esempio il tipo di merce della vetrina e questo contribuisce a generalizzare la scena, la rende un attimo anonimo, facilmente ripetibile. La postura dei personaggi presi di spalle non riesce a mantenere l'attenzione più di tanto e la loro lieve sovraesposizione non aiuta la lettura. L'inquadratura privilegia il lato destro del fotogramma che contiene elementi di disturbo. La mia attenzione è invece calamitata dalla punta del bastone della signora sulla destra dal quale sembra nascere il cono di luce come aveva già intuito il nostro smaliziato Ankelitonero: è da questi particolari insignificanti che nasce l'idea di uno scatto street che funziona, ma tu già lo sai......
Le fotografie della tua galleria dimostrano il tuo buon occhio verso il genere street
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| street 49 di surgeon commento di surgeon |
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| Grazie Pex, BaroneMp, Fabius, onaizit8, ueda e malko dei consigli e dei preziosi suggerimenti. |
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| 109 di Ueda commento di surgeon |
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Fotografia aperta e chiusa non so quante volte,quella di Ueda, con l’unico scopo di trovare il piacevole gusto che si percepisce nel guardarla ma che non mi arriva totalmente alla coscienza. Non riesco a metabolizzarla. Una frustrazione questa come l’assaggiare un piatto e non capire l’ingrediente utilizzato, molto di più per uno come me abituato a trovare un filo logico per tutto. Non immediata, ambigua, indiretta, esigente: sono sicuro che sono i colori esaltati dalla luce quello che lavora sul mio studium. Si, penso che sia quel rosso dell’oggetto trasportato dalle due donne il particolare (una gabbia per animali domestici?), anzi più precisamente il trasparire della luce attraverso la plastica rossa del fondo dell’oggetto e dalle informazioni vaghe che porta con se. Questo viene successivamente legato al viso curioso della bambina che scruta all’interno della scatola stessa e questo rafforza il mio interesse con la loro curiosità. I barattoli gialli di citrosodina nella mano della signora in primo piano, (la scatola che ho a casa però non sono proprio così) sono altri oggetti trasportati per altri usi, sono le piccole faccende a cui la semplice gente dedica il suo tempo durante una normale giornata di vita. Tutto questo è confezionato con una ripresa originale: la persona sulla sinistra del fotogramma con i suoi oggetti trasportati funge da quinta scenica e introduce alla tua sperimentazione di luce sul lato destro. Per ultima a rafforzare l’originalità sopra detta, anche il tuo abbassare il punto di ripresa al livello degli oggetti per sottolineare le tue intenzioni consapevoli o no. Non ho trovato i tratti e i caratteri ricollegabili a Parke….
Tutto questo per il tuo egoismo…… prendi tutto avidamente…….
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| Mission impossible!!! di maskot74 commento di surgeon |
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| Citazione: | questo esercito si appresta a conquistare la città, quanta pace e serenità su quei visi, naturali, rilassati
può anche darsi che la loro sia una missione impossibile (titolo docet Diabolico |
e pensare quanto sarebbe stata più gustosa........... anche in bianco e nero.
Un buon inizio Masko74  |
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| Chicago di Paolo Cardone commento di surgeon |
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Una sensazione di sorpresa, un ingenuo stupore figlio di uno sguardo consapevole e concentrato.
Una fra le tante intuizioni più feconde di Rolan Barthes, in la Camera Chiara, è stata quella di evidenziare la sottile affinità tra lo Zen e la pratica fotografica, ribadendo che le foto che turbano si osservano in modo “al contempo rapido e attivo, in agguato come belve” e che esse sono paradossalmente “non sviluppabili”, senza possibilità di espansione retorica, alla stregua di un haiku che provoca “un’immobilità viva”. Ci provo:
sorpresa di bambini
fragore d’acqua bagnata
felicità
Una poesia dai toni semplici questa di Paolo, senza fronzoli lessicali e congiunzioni. Una poesia silenziosa. Bisogna chiudere gli occhi allo scopo di farla risalire silenziosamente come quando si ascolta la musica: in questa maniera la fotografia ci parla. Qualsiasi riferimento alla composizione è abbastanza superfluo: l’unica cosa che mi viene da sottolineare è il carattere di osmosi che invade il fotogramma: come se quel getto d’acqua, sapientemente ripreso e indovato nel formato verticale, così ricco di energia contagiosa, invadesse oltre i contorni della fotografia ed oltre….
Bravissimo Paolo
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| Torino, 19-07-09 di Marco Petrino commento di surgeon |
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| Citazione: | | ho qualche dubbio sulla collocazione tematica |
io invece non ho dubbi sulla collocazione di questa fotografia. Ormai Marco lo conosciamo davvero grazie alle sue fotografie che ci dimostrano la sua passione e ai suoi commenti precisi e intelligenti all'interno della sezione street. Le sue fotografie di Torino sempre associate alle date sono come un bollino DOP. Le sue fotografie di Torino radunano situazioni, scenari, negozi, bar, porte e portoni, edifici e soprattutto uomini. Le sue fotografie hanno il potere di preservare l'atmosfera e l'integrità di una Torino speciale che mi vergogno tanto di non aver mai visitato. Le immagini di Malko assorbono la città più che fotografarla. Rappresentano tanti stati d'animo, come se fossero legate tutte da un filo psicologico, da un desiderio intimo, una curiosità che lo contraddistingue sempre, la curiosità di un flaneur...
una fotografia di cui si percepiscono i suoni silenziosi: quelli dell'uomo dal passo veloce che risuonano dentro l' affascinante porticato. Mi vengono in mente le figure umane delle fotografie di Strand sempre di corsa che si affrettano per andare al lavoro in quella New York già nervosa.
La luce inclinata del sole proietta delle ombre rigorose e l'apertura del porticato appare come un grande istmo delle fauci che sembra inghiottire il passante e poi la sua ombra. Una composizione da manuale: tutto è fermato con perizia e diligenza. Meraviglioso è il contrasto formale di chiaro scuro che viene composto nella sua interezza dal basso del fotogramma fino alla parte superiore, dove anche nelle aree più esposte si riescono a leggere le fini ed eleganti geometrie urbane, tutte coincidenti e ricercate. Una luce fantastica che dipinge la sagoma del suo uomo dal passo veloce e ci soddisfa appieno.....
bravissimo  |
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| touch di belgarath commento di surgeon |
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Ancora un tuo scatto su cui riflettere, uno scatto nel quale ci vuoi portare per mano dandoci un titolo guida da buon padre di sezione (e due!) ma che alla fine per la mia personale lettura non mi servirà.
Scegli un fotogramma verticale dando molta enfasi al primo piano, un primo piano dominato dalla seduta in finta pelle sky come quella di sedie selle divani etc e ce la imponi come la protagonista o per lo meno gli dai molta importanza. Potrebbe essere un errore di inqudratura? Non credo proprio, anzi ne sono convinto conoscendoti (si perchè chi guarda le tue foto impara a conoscerti e tu che le offri vuoi farti conoscere, come offrire qualcosa di intimo). Io a differenza di Ueda che tenta di ascoltare la tua fotografia sul cavallo di una colonna sonora, scelgo un canale sensoriale diverso, quello cinestesico, forse una mia prerogativa: e subito vengo attratto dalla sensazione tattile e dal gesto di quella mano che cerca quella sensazione tattile, la sceglie per comodità oppure mi piace pensare per scelta volontaria: si perchè avrebbe potuto abbracciare e godere della pelle vera della persona accanto, del suo calore della sua morbidezza, della sua levigatezza e per ultimo della sua emozione... un timido gesto per essere sintetico. Tutto questo infatti contrasta con quell'asciugamano blù avvolto calorosamente e con affetto dalla donna come un messaggio non verbale di affetto che cela il bisogno di essere abbracciata, toccata e non aspetta altro poichè le distanze fra i due essere umani sono pressochè annullate sinonimo di intimità. Questa ipotesi mi sembra ancor più avvalorata dalla scelta di lasciare i colori: come se la parte superiore del fotogramma fosse dominata tutta da quei colori celeste-blù ad esclusione delle uniche parti anatomiche dei due soggetti, un braccio ed una porzione di spalla della signorina che formano un angolo di 90 gradi e a continuare una porzione della sua coscia e poi il segmento avambraccio-mano dell'uomo ed infine la finta pelle chiara sul lato inferiore che chiude idealmente e secondo la legge gestaltica di chiusura un poligono : questi elementi di pelle vera e finta accostati approssimativamente e affogati nel colore sono da me percepiti come una figura chiusa come una struttura più compiuta, una struttura che richiama il desiderio di legame, la voglia di unità, dell'abbracciarsi umano, del toccarsi e rimanere in contatto. Non ci sono momenti decisivi che firmano il carattere street e quindi deduco che tu volessi una lettura più life del tuo scatto.
Un'immagine su cui riflettere piacevolmente e questo è un bene  |
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| Insieme di cetolino commento di surgeon |
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Uno scatto molto piacevole quello di Cetolino.
Mi tornano in mente i temi e l’immediatezza delle scene campagnole di alcuni quadretti dei pittori macchiaioli con le loro riproduzioni della Maremma Toscana. Una fotografia che accolgo volentieri in questa sezione street perché la sento vera e forte con tutti gli elementi caratterizzanti: la presenza umana, l’istante catturato e una molteplice presenza di storie e interpretazioni. Una vera e propria melodia da ascoltare in silenzio : fatta di suoni e ritmo, combinati secondo le regole dell’armonia. Dalle braccia dei bambini nasce una esplosione di gesti contrappuntistici tutti tesi a formare un gioco formalistico ed una molteplicità di tenere storie fatte di dialoghi interni, di fantasie, di giochi, di sogni ma anche di domande ingenue e di voglia di conoscenza. Il tenero mondo dei bimbi… Uno scatto che mi anima: soprattutto per un particolare secondario ma non di importanza: quelle quattro dita stese della bimba che sembra voler contare qualcosa e che mi rimanda inevitabilmente a ricordi recenti di mia figlia. Ottima la composizione: vincente la scelta del formato verticale che accoglie bene gli elementi compositivi fotografati: le linee verticali degli alberi creano una spinta gravitazionale verso il basso mentre il piano d’appoggio in primo piano dove sono seduti alcuni personaggi funge da piano orizzontale. Questa organizzazione spaziale di sovrapposizione di linee verticali e orizzontale produce un profondo senso di soddisfazione, forse perchè simboleggia come diceva il pittore Maurice de Sausmarez l'esperienza umana dell'equilibrio: lo stare in piedi sulla terra. Sono presenti alcune zone di sovraesposizione all’interno dell’immagine dovute alle difficili condizioni di luce ma che non diminuiscono la fruibilità dello scatto. Titolo non necessario e firma sull’angolo destro in basso che disturba moltissimo l’atmosfera creata.
bravo  |
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| Maxim di Alessio Matteucci commento di surgeon |
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Un immagine misteriosa ed affascinante, ricca di enigmi visivi. Una fotografia da scoprire. Sia il volto dell’artista sia la sua opera ci sono precluse allo vista. Innanzi tutto viene a mancare quello di cui ogni essere umano ha di più caro, il suo sguardo, il suo volto, la sua identità; e ci è precluso anche il piccolo lavoro del pittore dal cappello elegante, rendendo impossibile il partecipare per un attimo al suo mondo artistico, e di immaginare quali erano i suoi soggetti, se erano presenti nella strada o solo nei suoi pensieri. Sappiamo solo che è il numero 2……maxim……. Immagine surreale, lontana, un appannamento dei nostri sensi, un distacco dal sé e dalla realtà. Tutto sembra in silenzio, come durante l’ascolto delle note di una melodia, e che si fa richiesta di ascolto visivo. La composizione fotografica è eccellente: tutti i margini del fotogramma sono curati : il personaggio principale è inserito all’interno del fotogramma in maniera equilibrata: risulta avvolto da tutta una serie di geometrie rettangolari, innanzi tutto dai meravigliosi scampoli di muro, dalla tavolozza da disegno personalizzata, dalla scatola degli attrezzi del mestiere, dalla finestra sulla destra. A tutto questo fa contrasto quell’elegante e raffinato cappello di forma circolare che insieme ai frammenti di giacca scura, camicia bianca e orologio da polso ci danno degli indizi sulla classe dell’artista da strada. Un’altra ottima foto di Alessio, così sei firmato alla base dell’immagine insieme al link del tuo sito personale: avrei preferito che questi simboli non partecipassero all’ atmosfera della fotografia……
bravissimo |
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| Biennale VE 02 di Andrea Comelato commento di surgeon |
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Vorrei cercare di dare la mia interpretazione su ciò che stà avvenendo. Personalmente sono stato molto influenzato nella lettura della fotografia intitolata Biennale VE 02: l’ennesimo scatto della biennale di Venezia, quindi di un luogo ricco di determinate e specifiche opere, installazioni , già viste e già descritte nei loro contenuti e già usate per location (qui nel forum ed altrove) di fotografie molto simili, quindi già avvolte da altre interpretazioni, da altre critiche (vedi blog, commenti forumistici, etc) Nella fotografia di Andrea abbiamo diversi contenuti, grafismi, che saltano subito agli occhi e di cui possiamo dare molteplici descrizioni, farne uno “studium” semplicemente. Questa immagine così come tutte le altre in generale, raccoglie significati nel tempo, via via che ciascuno apporta la sua interpretazione e la sua esperienza in merito al famoso evento artistico veneziano. Lo scatto si carica inevitabilmente e si riempie di implicazioni ovvero di nuovi significati che possono influenzare nuovi pensieri. Per dirla come il filosofo austriaco Ludwing Wittgenstein: “il significato è l’uso”. Io vado controcorrente e sforzandomi di non farmi guidare da tali implicazioni e cercando di osservare la fotografia con uno sguardo più ingenuo posso godere della riuscita e della fruibilità di questa istantanea di Andrea. Secondo il mio modesto parere può rientrare appieno nella categoria street perché la rivisitazione, l’atmosfera, la realtà tutta, presentata nel piccolo fotogramma, è stata creata dalla fantasia di Andrea, ed è stata isolata bene dalle implicazioni delle famose scenografie. Se tale scatto fosse stato senza titolo, anonimo, senza essere seguito da altri in galleria con lo stesso comune denominatore e slegato temporalmente, non si sarebbe presentata nessuna opinione. In questa fotografia scorgo una originale composizione, efficace e minimalista, che può essere riassunta semplicemente alla figura geometrica di triangolo; un triangolo particolare, con la base in alto, agli estremi dei due personaggi , ed il vertice in basso, con l’apice rivolto verso lo spectator come un’arma: una struttura compositiva che ispira associazioni mentali di chiarezza,decisione, dinamismo ma anche di aggressività. I personaggi umani sottolineano questa tensione: vedo un contrasto fra di loro: uno si muove mentre l’altro è fermo, uno si dirige verso un’estremità e l’altro fa l’opposto. Entrambi però sono avvolti, trafitti, da una tempesta elettronica, metafora per innumerevoli interpretazioni. Rimane il fatto che la produzione di Andrea è costituita da una serie di scatti fatti in un ambiente e in un arco temporale ben definito: alla fine se l'autore vuole portarle a critica tutte, credo che il reportage sia la soluzione migliore, come ha già suggerito il saggio Ueda.
Ps non vi è dubbio che il sapore di una street nata genuina dalla strada e conquistata dopo un bel cammino spensierato senza i presupposti concentrati che assecondano lo scatto darà ancora maggiore soddisfazione….
Bravo Andrea |
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| VE 10 04 2009_1 di Andrea Comelato commento di surgeon |
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Uno scatto molto piacevole Andrea: buona l'organizzazione dei vari elementi all'interno dell' inquadratura. I soggetti dello scatto sono stati disposti sapientemente in posizione non centrale ma eccentrica, e questo contribuisce a creare una relazione fra personaggi e sfondo contestualizzando l'azione e fornendo numerosi indizi sul luogo. Inoltre l'aver ripreso la scena in maniera angolata rispetto ai bambini ha prodotto un fotogramma con delle linee convergenti che donano dinamismo al racconto, in particolare quella in alto, non tagliata (bravo anche qui) della ringhiera del terrazzo e quella in basso coincidente con la soglia della strada. Perfino la luce aiuta la lettura e l'interpretazione della scena.
Il momento street c'è ed è molto piacevole
bravo |
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| Il castello errante di belgarath commento di surgeon |
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Una bell'esempio di pareidolia.
Tutta la mia attenzione e percezione è rivolta alla favolosa nuvola, alla sua plastica forma, specchio dei nostri desideri, che per deviazione professionale mi fa venire in mente le illusioni fisiologiche di non esseri umani, frutto della nostra attività volontaria e cosciente percettivo-costruttiva che raccoglie e interpreta gli stimoli sensoriali vaghi e indistinti, come potrebbero essere le nuvole nel cielo appunto, strutturandoli in configurazioni più articolate e complesse con carattere di concretezza, talvolta riflettendo desideri e pulsioni. Questo mi stimola a fare il tuo scatto, a fantasticare, nel vero senso della parola, mettendo tutto in relazione alla gustosa coincidenza di posizione con il tuo castello. ( grazie al titolo), e questo mi sembra sia successo più o meno agli altri (franchino di Più ). Mi vengono in mente anche i test di Rorschach, strutturati sullo stesso meccanismo.................me li hanno chiesti all'esame di Psichiatria......
I limiti della compatta si notano, nonostante la tua perizia, mentre l'interpretazione del paesaggio è veramente lodevole.
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