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| Astratto di Flavia Daneo commento di pamar |
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Bello bello. Un astratto che risulta molto piacevole all’occhio. Toni che stanno bene insieme e non danno un risultato troppo urlato ma armonioso e che procede senza intoppi estetici. Un’immagine che vedrei bene stampata su carta high gloss o metallica super lucida.
Marco |
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| #9900 di -Max- commento di pamar |
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A mio avviso uno scatto con elementi che, considerati da soli, non hanno il fascino della bellezza o l’effetto meraviglia tipico di taluni soggetti. Questo sia considerati da soli che nel loro insieme. Tuttavia qui vi è accortezza. Accortezza (non comune) di aver saputo “vedere” (vedere, non vuol dire semplicemente guardare…) e accortezza di aver saputo proporre in B&N. Vedre, ossia rendersi conto che l’elemento basilare è il palo. Esso divide, stravolge la linearità dell’insieme, rompe i piani (intesi come superfici piane), evidenzia e/o sminuisce. Il B&N poi ha funzione di pareggiare i vari elementi togliendo ogni accento dato dal colore. B&N che, rende ancora maggiormente preponderante la funzione spaziale/fisica del palo.
Marco. |
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| .. di oltre n commento di pamar |
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Un’immagine a suo modo interessante. Tuttavia (mia personale ma ferma convinzione) immagini del genere perdono molto del loro perché quando presentate sole. Intendo dire che se una fotografia possiede solide basi di chiarezza riguardo cosa raffigura e/o cosa vuole comunicare, essa ha connotati di piena comprensibilità da parte del fruitore. Se i risvolti astratti e/o concettuali sono invece preponderanti, sovente una sola fotografia difficilmente viene assimilata nella sua completezza. A tal proposito la presentazione di un portfolio può essere maggiormente esaustiva. Con quanto detto non intendo assolutamente bocciare quanto proposto; anzi la ritengo un’immagine affascinante ma incapace di esplicitarsi nella sua completezza. Di essa, io come semplice spettatore, posso apprezzare gli aspetti estetici ed arrivare (forse) a lambire ed immaginare altro. In parole povere voglio dire che tale immagine può essere considerata un promettente punto di partenza.
Marco |
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| Trieste di essedi commento di pamar |
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Non mi addentro in interpretazioni sul significato di questo scatto, perché sono state precedentemente esposte alcune interessanti ipotesi. Dico solo che costruttivamente trovo che sia molto buona come fotografia. In particolare trovo ottimo il bianco e nero che, con le sue caratteristiche, esalta la pulizia complessiva della scena ed incentra il fulcro del racconto sulle figure presenti (donna e statua) , ambientando lo scatto ma facendo sì che quanto vi è intorno non distragga e rubi attenzione ai soggetti, fisici e concettuali della scena.
Marco |
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| Lungo il Fiume... a colori... di gfalco commento di pamar |
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Anche se l’immagine è la stessa. Anche se la versione a colori non presenta toni squillanti e come gradazioni potrebbe essere assimilata ad un monocromatico, le due fotografie sono molto, profondamente diverse. Cambia profondamente l’aspetto dell’ambiente e di pari il mood e la collocazione mentale o affinità don l’immagine. Da un lato il colore rende la scena maggiormente affine. Si entra in sintonia con l’ambientazione. Si tratta di una zona boschiva familiare (anche se non abbiamo esperienze di quella zona particolare). Sembra quasi di esserci stati, di conoscere il luogo. E se non è cosi’, rende comunque partecipi del tipo di ambientazione. Il bianco e nero è qualcosa di altro e diverso. una semplice mancanza di riferimenti cromatici rende il tutto piu’ etereo e lontano. Emergono elementi e dettagli che paiono “nuovi”. Nel BeN mancano i colo ri ma la scena acquista maggiore attenzione per dei dettagli, magari minimi, ma che mostrano la loro ragione d’essere. quale migliore? Non sono in grado di dirlo. Quanto comunica l’una non riesce a farlo al volo l’altra. Ognuna ha pregi che emergono o meno rispetto all’altra. quello di cui sono certo è che sono 2 versioni profondamente diverse….tanto da non sembrare la stessa identica scena.
Marco |
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| st di -Max- commento di pamar |
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Interessante. Oltre alla fattura dell’immagine, architettonicamente precisa, oltre al buonissimo bianco e nero scelto, questa figura presenta un elemento “sghembo”. Non è una critica, intendiamoci subito. Con il termine sghembo intendo un qualcosa non in linea con la filosofia della scena, con la sua costruzione. Questo dettaglio conferisce un connotato in più ad una scena pulita e precisa ma altrimenti non sopra le righe. Mi riferisco alla chiusura di fronte alla porta. Non c’è, nella scena, altro. Ragion per cui la funzione del portone è semplicemente quella di via d’accesso. Eppure è chiusa, inaccessibile. In fondo per capirne il motivo basta poco…può essere ipotizzata una ragione anche banale. Eppure, in una foto di tal fatta, con nessun elemento esplicativo, sorgono ipotesi senza risposta incontestabile…ed è questo il bello dello scatto. La sua domanda dettata da un semplice particolare.
Marco |
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| Lungo il Fiume di gfalco commento di pamar |
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Una interessante fotografia. importante la sottolineatura della texture della corteccia dei rami, rimarcata dall’adozione del bianco e nero. Costruttivamente, il tronco che si spinge in là sull’acqua conferisce un’ottima profondità ed è molto interessante per il suo andamento che lo fa svettare verso l’alto nel suo proseguo. interessante ed azzeccato il voler rendere gli alberi spogli sullo sfondo con i riflessi completi sull’acqua, e disposti in una zona che non si frammischia ed interferisce con il tronco orizzontale. Senza dubbio una scena di per sé interessante, ma resa fotograficamente con tutti i crismi del caso. Ottimo.
Marco |
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| s.t. di Guido Pucciarelli commento di pamar |
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Bella ed interessante. si evidenzia, da subito, l’aspetto cromatico che balza all’occhio. Secondo me vi è un altro piccolo dettaglio che rende la scena riuscita: la linea di divisione fra la zona rossa e quella bianca non è retta ma spezzata, con un gradino. per “realizzare” appieno la diversità fra retta/spezzata dovrei vedere l’equivalente con la divisione retta, ma a naso, direi che la spezzata, con il gradino, apporta una non linearità nella divisione che apporta giovamento dal lato sia compositivo che dinamico alla fotografia.
Marco |
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| sulla retta linea di malgorzata sz. commento di pamar |
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Giocata sulla straniante atmosfera ed ambientazione. Sui diversi elementi che non fittano amalgamandosi fra di loro. Ha un qualcosa di strano e non comunemente accettato. Anche se i vari elementi, presi singolarmente, strani non sono. Lo divengono tutti insieme. A mio parere una bellissima idea e proposta.
Marco |
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| Trieste di essedi commento di pamar |
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In questo caso sono convinto che l'uso di grana evidente e del Bianco e nero si importante. L'immagine patinata e a colori non avrebbe funzionato altrettanto bene. L'estetica utilizzata supporta il messaggio che la tipologia di scena vorrebbe trasmettere. E che trasmette e comunica in pieno. Riuscitissima.
Marco |
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| st di -Max- commento di pamar |
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Una dimostrazione di come un oggetto comune possa acquistare rilievo se rappresentato in modo non standard. A mio avviso ci sono diversi modi di ritrarre una panchina. Uno è quello di collocarla in un contesto o ambientazione interessante. Solitamente, in tal modo, la panchina acquista o bellezza estetica, oppure diviene tramite per veicolare un certo tipo di messaggio. Per esempio una panchina posta in un bel paesaggio acquista valenza estetica se bene si amalgama al paesaggio e non lo sminuisce ma lo valorizza. Una panchina puo' invece divenire strumento per veicolare un pensiero, un fine, se esprime un messaggio legato al contesto del quale diviene strumento o "ospitare" e supportare un certo contesto. In tal caso é oggetto concettuale. Qui' invece direi che la panchina diviene oggetto che èoltre il suo essere strumento conosciuto. Questo grazie ad una ripresa che sfrutta la sua parzializzazione. Dettagli evidenziati ed estrapolati dalla sua interezza. Dettagli non evidenziati (fuoco selettivo e inquadratura parzializzante). Ne deriva che emergono particolari non comunemente evidenti o oggetto di attenzione da una visione standard dell'oggetto. Certamente una fotografia intelligente e non comune. Uno scatto che decontestualizza. Decontestualizza seppur non trasfigurando l'identità del soggetto (è subito chiaro di cosa si tratta), ma facendo emergere connotati sovente non presenti o trascurati. Ottimo.
Marco |
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| Nottetempo di DamianoPignatti commento di pamar |
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Un’immagine che lascia il segno. Analizzando la costruzione si nota che ci sono solo due elementi: la prua della gondola (avevi detto come si chiama ma non ricordo…) ed i pali di legno piantati nell’acqua. Un’immagine e solo due elementi. Elementi immersi nel nero profondo. Si, qualche luce in lontananza ma non esplicativa. Eppure c’è tutto quanto serve. Questi soli elementi dicono tutto quanto c’è da dire. Spiegano e caratterizzano. Non serve altro. Forse (ma è un’ipotesi) ancora meglio senza luci sullo sfondo…anche se vengono ricondotte immancabilmente al panorama della città. Ottimo.
Marco |
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| Pennichella di reddo commento di pamar |
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In questo caso non contano troppo considerazioni su inquadratura, framing ecc (comunque migliorabili), ma l'unicità della situazione e momento colti. Veramente efficace.
Marco |
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| st di -Max- commento di pamar |
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Dimostrazione di come, a volte, sia sufficiente un'inquadratura diversa dalla prassi per ottenere un'immagine interessante e capace di plasmare un oggetto comune, trasfigurandolo in qualcosa di nuovo.
Marco |
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| verso sera... di Enrico Lorenzetti commento di pamar |
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Calda e avvolgente. La zona arancione, colore caldo, è “racchiusa” dal blu’, tono freddo e dal nero delle rocce. questo sottolinea ed evidenzia ancora maggiormente l’arancione. Superficie del mare che poi è riempita dall’imbarcazione. Elemento che costituisce buonissima rottura dello spazio, altrimenti vuoto, del mare.
Marco |
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| Il corrimano di Flavia Daneo commento di pamar |
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| Flavia Daneo ha scritto: | .....per certi scatti, mi piace immaginare la foto come se dovesse essere pronta per essere appesa a qualche parete di casa mia. E quindi provo più opzioni per poi puntare su una...😉
Di nuovo grazie
🤗 |
Allora mi permetto. Gusti personali, ma se deve essere appesa ed incorniciata, io opterei per la foto senza il bordo blu' stampato, ma avvalendomi di un passepartou blu'. E poi una cornice nera e sottile.
Marco |
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| urban # 26 di paolo cadeddu commento di pamar |
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Un pattern formato da mattoni rossi. Un balcone ed una parte inferiore della facciata di colore contrastante. Una finestra rettangolare. Una tappetino sul balcone a disegnare una forma precisa e perfetta. Forme, geometrie, costruzione con simmetrie ineccepibili. Quasi una sorta di perfetto scrupolo di stile architettonico. Sarebbe quasi fattibile applicare formule matematiche e calcolare i rapporti fra le varie superfici. Fredda ? Troppo geometrica ? No. A mio avviso no. Perchè vi é un fulcro centrale che cattura sguardo ed attenzione. Un elemento quasi arcano e non banalmente interpretabile nella sua interezza. Forme ed elementi distorti e fonte di congetture, senza spiegazioni sicure ed ineccepibili. Frammischiamento di interno ed esterno.
Dimenticavo. Parlo e mi riferisco alla finesrta con i suoi vetri e riflessi.
Marco |
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| Il corrimano di Flavia Daneo commento di pamar |
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Mi piace. questa fotografia contiene un elemento che, solitamente, non reputo un plus. Un “abbellimento posticcio”. Parlo della cornice. La reputo un’aggiunta che non serve per valutare la bontà di una fotografia. Essa è valida o meno indipendentemente dalla sua fattura e/o presenza. In questo caso devo smentirmi.
A contorno di un’immagine blu’ monocromatica, vi è una cornice blu’. Oltre alla semplice e più immediata assonanza cromatica, che dona omogeneità, essa, con la sua liscezza, sottolinea ed evidenzia la texture e scabrosità della parete. Assurge ad essere parte integrante e importante per la fotografia; non banale aggiunta o abbellimento. questo aggiunge positività ad uno scatto ottimo nella sua fattura. Uno scatto che (con i dovuti distinguo) assimilerei ad un B&N. Alla fine si tratta di un’immagine monocromatica proprio come un B&N. Monocromatismo che ha il pregio di accentrare l’attenzione su forme e texture. In piu’ tale immagine possiede i connotati della sua tinta blu’: colore che richiama calma ed equilibrio. unico appunto, forse (forse) tale equilibrio sarebbe stato ancora piu’ armonico adottando un formato quadrato del fotogramma.
Marco |
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| ... di Claudia Costantino commento di pamar |
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Una buonissima fotografia. Un pattern naturale creato dallo stormo di volatili in cielo. La resa esposimetrica è azzeccata; non semplice non rendere gli uccelli come macchie nere contro il cielo. Tu invece li hai resi leggibili. ho visto alcune fotografie di stormi ripresi contro il cielo e tutte sono affascinanti. quelle con un quid in più hanno una caratteristica in comune. Caratteristica non facile da ottenere e legata anche ad una certa dose di fortuna. Mi riferisco alla forma dello stormo, la creazione di una forma fatta dagli uccelli in volo. ripresa quindi ampia in modo da includere l’interezza dello stormo e parte di cielo intorno ad esso.
Tu hai adottato un diverso approccio: visione di una parte e creazione di una sorta di pattern e sottolineatura della densità ed omogeneità. Anche l’adozione del formato quadrato mira ad evidenziare questa uniformità. Due approcci diversi ma entrambi validi e capaci di risultati visivamente piacevoli.
Marco |
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| giochi di ghiaccio di elis bolis commento di pamar |
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Sono sempre affascinanti i ghiacci. In particolare le superfici ghiacciate formate da veli d’acqua non troppo fondi e con dell’aria imprigionata nello strato sottostante. Si creano disegni, linee, bolle, texture dei tipi più particolari ed intriganti. Questo è un esempio molto bello. l’uso del monocromatismo pone l’accento sulle varie forme che connotano la superficie ghiacciata.
Marco |
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