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| Bianco e rosso (contest 49) di belgarath commento di caracol |
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Anche per me una delle preferite.
Credevo fosse un incontro tra Mondrian e Dalì (nella finestrina, gli orologi che si sciolgono), artistici i VVF sloveni!
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| Bianco e rosso (contest 49) di belgarath commento di Novrain |
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Una delle mie preferite del contest, veramente complimenti per il gran colpo d'occhio e la decisione di ruotarla!
Mi sono arrovellato per cercare di capire cosa fosse, grazie per aver risolto l'arcano  |
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| Bianco e rosso (contest 49) di belgarath commento di Sisto Perina |
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in questa foto vi è una sorta di equilibrio degli elementi in composizione dove il dualismo bianco e rosso (quest'ultimo con le sue varianti....) viene regolato da elementi estranei al tema e da sottili linee nere di stacco...
parte della preferenza data a questo scatto ammetto vada anche alla curiosità di sapere in che contesto sia stato prodotto...
curiosità ora appagata dalla descrizione dell'autore...
ah....gli ho dato un buon voto....mi devi una birra...
ciaoo |
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| Bianco e rosso (contest 49) di belgarath commento di belgarath |
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Un grazie a tutti quelli che l'hanno gradita
Si tratta di un particolare della facciata di una caserma dei vigili del fuoco sloveni; stavo facendo un giro in moto e attraversando un paesino il bianco e rosso mi ha colpito. Successivamente la sfida è stata decidere cosa fotografare (e come).
Suggerimenti e critiche sempre bene accetti.
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| s.t. di belgarath commento di belgarath |
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Grazie surgeon.
In ordine sparso: il punto di ripresa era obbligato, il lampione "impiccia" anche per me ma sono molto contento che hai notato l'effetto prospettico
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| s.t. di belgarath commento di surgeon |
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| L'istantanea di Belgarath non rappresenta un "cameriere esperto ed un giovane garzone in pausa" ma un "cameriere esperto ed un giovane garzone in pausa, visti dall'alto, da molto lontano, dietro una quinta, rappresentata da un palazzo ristrutturato, con l'appendice di un vecchio lampione che si interpone fra l'osservatore ed i soggetti umani raffigurati, occupando il primo piano del fotogramma verticale". La lampada del lampione, con la sua forma circolare ed il colore chiaro, la sua posizione alla base del fotogramma e la sua nitidezza, costituisce un elemento attrattivo che rallenta e rende ambigua la vera intenzione dell'autore, ossia di dipingere con la luce calda del pomeriggio, un buon momento life. Un punto di vista privilegiato che mette in scena un cameriere anziano mentre scrive il menù del ristorante-pizzeria per i turisti che passeranno a breve nel vicolo ed un giovane aiutante che attende già stanco, appoggiato al muro d'ingresso, con una postura svogliata. Una situazione quotidiana, rappresentata fotograficamente bene, con una precisa disposizione spaziale che implica uno sguardo curioso dell'autore. Uno sguardo curioso che si fa tutt'uno, che si fonde, con un'altro sguardo interno all'istantanea, quello principale, a partire da destra verso sinistra, dato dall'effetto luministico della luce e potenziato da quello prospettico nella medesima direzione. |
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| Kleine Berlin di belgarath commento di belgarath |
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Grazie della visita caracol
| caracol ha scritto: |
Ma adesso, oltre che i led, ti porti dietro anche la bomboletta spray? |
Guarda, non so chi abbia avuto quella bella pensata, ma se lo trovo della bomboletta farei un uso diverso... i luoghi storici vanno rispettati  |
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| Kleine Berlin di belgarath commento di caracol |
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Un interessante esempio di "speleologia sotto casa"!
Se poi sono foto prese durante un giro in comitiva, con tempi ristretti, gradimento doppio.
Mai vista, tra il resto, una scala a chiocciola di tubi Innocenti.
Ma adesso, oltre che i led, ti porti dietro anche la bomboletta spray?
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| Kleine Berlin di belgarath commento di NEROAVORIO |
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Documento storico ottimamente interpretatocon bellissime foto.
Interessanti le spiegazioni.
Oltre ad averci incantati con le tue belle foto, ci hai svelato una cosa nuova, che immagino pochi di noi conoscono.
Grazie,
Ciao Franco |
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| Kleine Berlin di belgarath commento di Sisto Perina |
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Viene automatico seguire insieme: racconto, didascalie e foto ....L'introduzione e le spiegazioni di ogni singola immagine ci portano a conoscenza di luoghi che se quasi sconosciuti ai triestini...figurarsi al resto del mondo....
Sembra che tu ci voglia dirigere in questi cunicoli e pozzi come in un videogioco in prima persona dove manca solo la capacità fisica di interagire ma la voglia c'è.....
Lo stimolo conoscitivo viene in gran parte dal racconto iniziale e poi si sviluppa su ogni singola immagine stimolando così l'interesse a visionare la successiva...e così via....
Una buona prova in cui hai aggiunto al lavoro documentaristico anche immagini ad effetto, con giochi di luce e ombre per rendere al meglio l'idea del luogo....
smetto perchè mi manca l'aria.....
ciaoo |
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| Kleine Berlin di belgarath commento di belgarath |
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Vi è infine una parte non aperta al pubblico, che sono riuscito a fotografare grazie alla gentilezza del personale del CAT - Club Alpinistico Triestino che ha in gestione il complesso: si tratta del ramo che conduce direttamente all'interno del palazzo del Tribunale, a lungo impraticabile perchè allagato.
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Il quadro elettrico. L'opera non era fornita di generatore autonomo (nonostante lo spazio per installarlo fosse stato creato) ma si allacciava alla rete elettrica cittadina
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L'ingresso principale del complesso, attualmente murato
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Dietro questa parete di mattoni si trova l'attuale Tribunale di Trieste: il nostro viaggio sotterraneo si conclude qui.
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| Kleine Berlin di belgarath commento di belgarath |
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A differenza dei luoghi che esploro solitamente, questa struttura si trova a Trieste, in pieno centro cittadino, ed è pure regolarmente aperta al pubblico. Solo che, ironia della sorte, molti triestini non la conoscono affatto...
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 i tedeschi istituirono la "Zona operazioni Litorale Adriatico", e a capo delle SS e della polizia fu posto Odilo Lotario Globocnik, nato a Trieste e supervisore della costruzione di diversi campi di concentramento in Polonia, di fatto uno dei maggiori responsabili dello sterminio di milioni di persone durante l'Olocausto.
Subito iniziarono i lavori per la realizzazione di alcune opere di difesa, affidate alle ditte che collaboravano con l'organizzazione tedesca Todt.
Tra queste si iniziò a costruire un complesso sotterraneo con funzioni di ricovero antiaereo per i soldati tedeschi e il personale civile che lavorava nella zona del Tribunale. La costruzione procedette con gran riservatezza, sembra voluta dallo stesso Globocnik, che fece realizzare un passaggio segreto fra la propria abitazione, posta sul colle soprastante, e il Tribunale dove lavorava. Questo passaggio è ora noto come "pozzo Globocnik".
La parte utilizzata dai tedeschi ospita attualmente allestimenti e mostre fotografiche permanenti (ad esempio quella relativa al primo bombardamento alleato subito da Trieste il 10 giugno 1944).
Accanto a questa parte del complesso (in marrone sulla mappa), meglio attrezzata e fornita di impianti di ventilazione e fognatura, c'era una zona destinata alla popolazione civile italiana, dipendenti comunali in primis. Le uniche "comodità" erano fornite dai servizi igienici, un posto di medicazione e alcune panche in legno.
Dalle foto è intuibile la differenza di condizioni di permanenza: si pensi ad esempio che i gas prodotti dai bracieri in funzione nella parte tedesca (per deumidificare e riscaldare) venivano espulsi direttamente nella galleria italiana.
Interessante vedere come qui la natura sta lentamente reimpossessandosi dei manufatti creati dall'uomo: stalattiti e vaschette di concrezione calcarea ne sono testimonianze. Questa parte è stata utilizzata, negli anni successivi alla conclusione del conflitto mondiale, come deposito da alcune ditte cittadine (ad esempio di vini e liquori).
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Una iscrizione d'epoca fatta da militari tedeschi
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Il pozzo Globocnik
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La porta di collegamento fra la parte tedesca e le gallerie italiane
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Illuminata in verde, la parte delle gallerie in cui la natura si sta riappropriando degli spazi dell'uomo. In basso, vaschette di concrezione.
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Oltre il varco, damigiane d'epoca
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In una galleria secondaria, una cisterna
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| s.t. di belgarath commento di alxcoghe |
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| La luce di questo scatto è fantastica...detto questo, per me il momento Life c'è e lo scatto mostra il rigore compositivo che solo un autore navigato si può permettere. Meno d'impatto di quella di ikea, su questo concordo, ma quella era street, questa life, metterle a confronto non è un'operazione che ha molto senso. |
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| s.t. di belgarath commento di moebius64 |
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| belgarath ha scritto: | Thanks moebius
Il goal:
- cameriere esperto e giovane garzone in pausa
- la luce
Io ho trovato interessanti entrambe le cose..
ps. Ikea usava le strutture street, questa no...
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Concordo, molto più scena life questa, la cosa che più apprezzo è il bordo del muro che coincide in maniera quasi millimetrica con il bordo superiore del lampione, oltre naturalmente ad una luce invidiabile....
Il duo invece non mi ha dato particolare interesse, più forse l'abbigliamento del ragazzo che mi aveva ingannato sul suo gender  |
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