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| Arte moderna di Massimo Renzi commento di belgarath |
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Scatto di confine che, pur documentando un costume dell'uomo, sta meglio in Varie in quanto la particolarità risiede interamente nell'oggetto e dunque non si presta bene ad essere giudicato con i parametri della fotografia street & life.
Sposto, ciao  |
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| s.t. di puliki commento di belgarath |
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Già così è una meraviglia di idea, col cavalletto sarebbe stata da annali..
Complimenti  |
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| Urban Colours di moebius64 commento di belgarath |
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Per lo spostamento vedi mp
Per l'immagine, e per chiarezza, riporto anche qui la mia idea: non si tratta solo di reperire tracce della presenza umana, ma in questo caso la foto inserita nel tutorial Varie presenta sì tracce, ma che ci parlano dell'autore del murale, collegando direttamente uomo ed ambiente, che è lo scopo della fotografia street & life: attenzione, ho detto scopo, non semplici ingredienti.
Le biciclette, invece, non fanno altrettanto: a questo punto ci sarebbe potuta essere un'automobile, un semaforo, una scarpa e sarebbe stata la stessa cosa.
Una critica street & life, quindi, non può che sottolineare questa carenza, mentre approcciando l'immagine da un altro punto di vista essa non può che trarne beneficio, a mio avviso.
Diciamo quindi che il tutorial di Varie non è sbagliato, ma si limita ad un cenno senza approfondire il concetto (come d'altronde è normale, trattandosi di un altro genere).
Spero che i dubbi siano stati chiariti, nel caso sono a disposizione.
Un saluto  |
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| My Ireland di Topo Ridens commento di belgarath |
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La foto è bella, pulita e ben lavorata.
Ci vedo però due anime contrapposte: la prima è la struttura classica, con il primo piano forte: niente da dire, tutto condotto bene, ma neanche niente di nuovo o di unico, di personale.
La seconda si basa su quella spiaggetta illuminata, e non è un caso che da un lato se ne sottolinei la bellezza e dall'altro si vada a cercare più cielo, per darle un contorno adeguato: secondo me quella parte della foto poteva essere il "di più" che le faceva veramente fare il salto di qualità.
C'era però da inventarsi (e non lo dico a caso, perchè non la vedo impresa facile) una struttura diversa per ospitarla: immagino tuttavia che tu fossi al limite con l'ottica e che la luce non consentisse grandi manovre. Forse (ma azzardo clamorosamente) una diversa gestione dei toni, un po' più "alla Alex" per capirci, soprattutto sul cielo soprastante: se non se ne può includere di più (per dare risalto alla luce che viene dall'alto) si possono abbassare gli highlights per valorizzare la luce nella cala; analogamente per il primo piano, dove si potrebbero chiudere maggiormente i mezzitoni, rinunciando a quegli sprazzi di verde brillante in maniera da creare una linea guida verso quella spiaggetta (cfr. parte a destra delle rocce).
ps. Mi piace il simil-cross, lo trovo molto consono al luogo.
Ciao cugino  |
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| st di belgarath commento di belgarath |
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Ti ringrazio della lettura Campa, e sono felice che ti sia arrivato il messaggio
Per la percezione visiva non ho materiale, mi spiace.
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| st di belgarath commento di belgarath |
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Già già.. pure io a volte avevo riflettuto sul fatto che basta richiamare qualcosa di esistente e ben definibile per avere subito "successo".. e non credo sia affatto un bene, questo.
Grazie a tutti voi  |
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| st di belgarath commento di belgarath |
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Grazie Andrea.. anche dal tuo intervento avevo avuto ben chiaro il problema di fondo, che in realtà è irrisolvibile: con un'estensione simile della ragazza azzerare completamente i dettagli sbilancia ancora di più i pesi, mentre lasciarne di più (ho provato) sposta immediatamente l'attenzione sulla persona, che non è quello che volevo (nè aveva in questo caso caratteristiche tali da costruirci sopra una foto life).
ps. Non so perchè mi infogno sempre in queste cose ostiche, giuro che non me le vado a cercare  |
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| Biennale VE 02 di Andrea Comelato commento di belgarath |
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Interessante il tema sollevato da Ueda, ci avevo pensato pure io, già all'apparizione dei primi scatti.
Il punto focale per una corretta valutazione street (e lo sottolineo, perchè che siano belle foto "generiche" è indubbio) è riuscire a spogliare le immagini di tutta la particolarità che risiede nella scenografia inusuale, ed isolare accuratamente il surplus introdotto dal fotografo: come ha scattato, che istante ha colto, in cosa si è scostato dall'evidente.
Nella tua precedente c'era un gran momento quanto a disposizione spaziale; qui ce n'è di meno, ma ciononostante le tue scelte non sono assenti: penso alla similitudine fra le due donne, quanto ad abbigliamento e posizione, sia reciproca che nel fotogramma.
La ritengo una buona prova, non al livello dell'altra, ma sicuramente dignitosa; ma ribadisco che sono perfettamente concorde con chi mette in guardia dallo scattare in luoghi così carichi di stimoli e spunti come questo: il rischio di fare una foto di pura documentazione è molto grosso, e il compito dello streepher nel non farsi influenzare troppo particolarmente difficile.
Se ci torni tienilo presente... e stupiscici (i mezzi li hai)
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| st di belgarath commento di belgarath |
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Direi un'analisi perfetta, davvero una delle migliori che mi è capitato di leggere qui
Ora per "premio" ti becchi quello che c'è stato dietro questo scatto
Tutto è nato qui: http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=404002 dove l'amico Surgeon mi ha bonariamente detto di aver avuto paura a lasciarla senza titolo, instillandomi un dubbio mica da ridere: un messaggio del genere sarebbe arrivato, senza?
Da quel giorno ho cercato disperatamente (per modo di dire, conosci le mie modalità di scatto, no? fotografie immerse nel flusso normale dell'esistenza) una scena analoga, per fare l'esperimento opposto. E questa mi sembrava prestarsi bene.
Aveva però un problema ancora maggiore dell'altra (che era da lontano e con poca luce): per assurdo il da vicino e con tanta luce può rivelarsi ben peggiore, perchè i dettagli che mette in luce (portatori di informazione e quindi di distrazione) ammazzano il concept che avevo in mente, che era riassumibile dal titolo che non le ho dato: ofidiofobia.
Quei dettagli andavano quindi resi inoffensivi.
Questo ha prodotto due conseguenze: l'effetto storyboard che hai citato (ma che non mi dispiace affatto, perchè non simulare quel tipo di visione? Forse che la street deve sempre essere canonica in questo senso?) e un'altra cosa, ben peggiore: lo stravolgimento dei pesi compositivi, che a mio avviso è il problema di questa foto.
La corda dovrebbe essere il punto di partenza, e la ragazza quello di arrivo, e invece i toni in gioco (chiara su chiaro la corda, diventa evanescente; scurissima la ragazza) producono il percorso inverso.
La fusione degli elementi mette in gioco anche una confusione di forme, sì (non è un caso che ho parlato di penne della coda, io ci ho visto anche questo) ma questo fa perdere essenzialità pur essendo un ingrediente di per sè valido, come riempire un buco con il materiale sbagliato: alla fine hai ancora il buco e pure lo sporco per terra.
E tutte queste cose le hai evidenziate benissimo, andando aldilà della consapevolezza dell'autore, ma facendogli "tornare i conti". Questo per me caratterizza la perfezione di cui parlavo; questo non mi fa pentire di aver postato quest'immagine, e sono (forumisticamente parlando) più contento che quando piovono facili consensi
Last but not least.. e l'esperimento iniziale?
Apparentemente il rapporto di commenti è di 10:1 e nessuno ha esplicitamente citato la corda-serpente.. ma difficile trarre una conclusione, viste le considerazioni fatte ed anche il periodo di diffusa latitanza.
Forse l'unica conclusione che si può trarre è che la griglia su cui disponiamo i nostri ingredienti ha una superficie molto limitata in street; se ci piazziamo una costata da due kg (il tirar fuori un messaggio che non sia immediato e onnicomprensibile) difficile farci stare sperimentazioni su graficizzazione di una scena o anche semplici sbavature nell'equilibrio generale. E questa è una lezione importante, di cui avevo avuto sentore più volte... ma che mi lascia un po' l'amaro in bocca, perchè non mi spiego come sia così naturale andare a cercare universi in un astratto, ma si escluda a priori qualsiasi stratificazione diversa dal comune linguaggio del genere in una foto street.
Ci penserò
Grazie ancora Ueda, ti sono davvero molto riconoscente  |
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| st di belgarath commento di belgarath |
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| Andrea Comelato ha scritto: | | Non si riesce a recuperare qualche dettaglio dell'oggetto che la ragazza tiene in mano: faccio un po' di fatica a capire cosa sia. |
Quello? Le penne della coda
Grazie a te e a sweet  |
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