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| dachau 6 di gt76 commento di Mario Zacchi |
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Come sei conformista Mauro
Mi piace il soggetto (intendo gli alberi). Potendo mettere da parte il significato del luogo, mi sbizzarrirei con variazioni nella post, visto che ormai è fatta. |
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| St. di alexab commento di Mario Zacchi |
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| Vero. La palma si fa antropomorfa in questo mosso. E questo vale la foto. |
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| Le panchine di Demetrio. commento di Mario Zacchi |
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| Non è tanto il taglio quadrato. Quello è solo un escamotage seguito a partire da una foto ormai scattata, per creare una tensione tra due elementi presenti nella scena: il libro e lo stacco tra le due panchine. Chi è soggetto? Il libro? lo stacco tra le panchine? Nessuno dei due perché non sai deciderti? Ecco, questo già crea un minimo di vibrazione che nella tua foto manca, perché un libro bianco su uno sfondo mediamente scuro è ovvio che è soggetto; perché è ovvio quel che vuol dire appoggiato sulla panchina; perché scattare simmetricamente è la prima cosa che viene in mente; ecc. Troppe ovvietà (il senso, la gestione dei toni, il soggetto, il modus fotografandi, ecc.) rendono una foto troppo immediata e quindi facilmente dimenticabile, anche se scattata con cura, cioè scolasticamente. |
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| Uncommon places di blueanto commento di Mario Zacchi |
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| Mah ... vedo solo la foto ad una vetrina di notte. Nel quadro di Hopper la luce che irradia il locale proietta l' osservatore dentro al locale stesso, come parte dei protagonisti. Nello stesso tempo egli ne resta anche fuori, come un semplice passante , ma che getta uno sguardo che è davvero tutto in quel quadro. Nella foto di Blueanto (che ne fa anche di belle) chi passa resta assolutamente furori, resta passante davanti ad una vetrina solitaria che tra l 'altro non ha nulla di particolare da comunicargli e quindi da comunicare a noi che siamo passanti per interposta persona. |
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| ...nel vento di Smarc commento di Mario Zacchi |
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| Tema e impostazione della foto sono molto prevedibili. Non c' è qualcosa che la renda particolare. Quando una foto è comune a tante altre, pure se curata, si dimentica davanti a quella dopo. Va bene se è un ricordo personale; ma fotograficamente ha poco peso. |
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| Le panchine di Demetrio. commento di Mario Zacchi |
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E' realizzata con una certa cura. Un po' perché è un tema svolto da tanti fotografi; un po' perché non ti sei sbilanciato con inquadrature un po' meno immediate, appare un po' scolastica.
Ti mostro un taglio diverso che può prolungare l' osservazione e fissarla più probabilmente nella memoria di chi guarda. |
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| Mare in inverno 2 di efke25 commento di Mario Zacchi |
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A colpo d' occhio mi piace. So che sono considerazioni del piffero, ma mi
immagino l' astrazione potente della stessa scena senza cavo e pali. |
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| "A forza di essere vento" di HiGiò commento di Mario Zacchi |
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Se ho inteso bene il principio.
I connotati della ripresa architettonica si perdono, tranne che nella foto d' apertura, nella 2881 e nella 2839, per me. E' un' idea interessante, ma non so quanto facile da realizzare in concreto, mantenendosi coerenti. Mi pare che debordi rapidamente su sbirciate fugaci o su foto-confronto un po' ovvie (lo sfondo delle case). L' effetto drammatico suggerisce più l' idea di una condizione subita che dell' adesione ad uno stile di vita che sarebbe addirittura una sorta di religione. Tante volte questo tono drammatico è surrogato a mancanza di idee. In questo caso l' idea c' è; del mood drammatico non afferro un senso che non sia, appunto, abitudine. |
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| ''' di opeio commento di Mario Zacchi |
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Bravo. Allarga il nero che si presta. Non sarà proprio tutta foto, ma sicuramente valorizzerai l' effetto.
PS: i piccoli particolari che fanno una foto: il filo (disassato) |
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| Skinny love di Maria Cairo commento di Mario Zacchi |
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| E' bella nel suo genere. Apprezzo particolarmente il bagliore sulla parte bassa della finestra, il segno dietro il materasso, la rottura delle linee offerta dal materasso, i pelucchi, la scansione così così (mi pare) ... insomma penso che sia una bella immagine, anche se non proprio una foto. |
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| s.t. di essedi commento di Mario Zacchi |
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Se vogliamo fare un complimento all' agilità e alla prontezza, ok: sei agile e pronto
Ma 1) non si tagliano così drasticamente le foto Street: non è etico.
2) il tema è svolto in maniera davvero ovvia. Se fosse un racconto si
direbbe che è fatto di luoghi comuni narrati per stereotipi.
Punta più in alto. |
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