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| Barbara di Emanuela53 commento di GiovanniQ |
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Mi piace molto da provare a inserire l'occhio nel terzo in alto a destra, cosi' ffacendo si toglie anche quello spazietto d'aria sopra...
p.s. ho tolto anche un po di rosso.....
Che ne dici?
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| Gabriele di opisso commento di GiovanniQ |
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Complimenti per il riconoscimento Marco, mi ricorda questo scatto di RiccardoC.
Clicca qui:
http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=679265
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| Poste Italiane di antonio Pica commento di GiovanniQ |
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Il soggetto ripreso e' un ufficio postale, lo capiamo sia dai loghi sulle porte, che dalla cassetta sulla via, che dal titolo.
L'autore ha posizionato la foto nella sezione Varie anziché Architettura, ma questo non giustifica le linee cadenti, il tetto mozzato, la bombatura dell'edificio, il taglio della cassetta rossa, proprio perché l'intenzione era di documentare, spero al meglio, quanto da lui osservato.
se ci fosse stata una scena particolare con persone, ad esempio, sarebbe stata Street e allora tutte quelle informazioni architettoniche potevano anche essere omesse, ma trattandosi appunto di una foto descrittiva di un ufficio postale, questo andrebbe rappresentato al meglio, a meno che non si voglia fare una caricatura, o qualcos'altro.
Mi viene il dubbio che a volte Varie sia utilizzata affinche' le foto non vengano misurate con il righello, sbaglio abbastanza grossolano. |
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| domenica mattina di davidelli commento di GiovanniQ |
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| Troppa carne al fuoco, da riprovare magari focalizzandoti su un aspetto, o i bimbi sull'altalena, o il gruppo che esce dalla Chiesa, o il bimbo da solo, ma presa cosi' e' un po caotica. l'albero, la chiesa e l'auto a metà...fanno il resto. |
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| st di fiore blu commento di GiovanniQ |
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| Ok per la tua idea, pero' il biancore delle imposte rubano molto l'attenzione rispetto al bel crocefisso, potresti cercare di scurire la parte sopra per raggiungere lo scopo di far risaltare il crocefisso... |
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| st di antonella ros commento di GiovanniQ |
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interessante la ricerca del grafismo che pero' non e' supportata e penalizzata dallo sfocato, dalla poca pulizia in primo piano e dalle ombre che si sovrappongono all'albero sfocato, non so se si tratta di scelte ben precise, ma a mio avviso non si ottiene cosi' una foto accettabile.
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| pdn48 di opisso commento di GiovanniQ |
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| interessante questa onda metallica in primo piano che e' in contrapposizione alla calma piatta dello sfondo... |
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| st di fiore blu commento di GiovanniQ |
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la ripresa dal basso verso l'alto, quasi a ridosso dei soggetti inquadrati non aiuta, forse allontanandosi un po....sarebbe stato meglio.
I due soggetti, finestra e crocefisso vanno un po in competizione tra loro, l'uno pero' non vince sull'altro e l'occhio rimane un po sull'uno e un po sull'altro, forse si poteva scegliere una composizione che privilegiasse o l'uno o l'altro...
Un po troppo contrasto.
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| ... di Atatap commento di GiovanniQ |
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| Atatap ha scritto: | eh ma giustamente... sai per caso dirmi come inserirli nella foto?  |
http://www.photo4u.it/viewtopicnews.php?t=589629
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| Jaws di essedi commento di GiovanniQ |
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| essedi ha scritto: | Grazie Giovanni per la magnifica ed ampia lettura di questo mio veloce scatto analogico.Vedendo questo scafo affiorante mi è venuto immediatamente in mente il titolo del film,poi ho inquadrato e premuto il pulsante!Da tre anni mi sono spostato da Latina a Trieste,già da qualche tempo avevo riposto le mie fotocamere analogiche in diversi scatoloni preso dal furore del digitale.Giunto a Trieste ho riaperto quegli scatoli,ho cominciato a maneggiare le vecchie macchine e l'antico amore è tornato:ho deciso di farle rivivere,di riprovare antiche emozioni,di tornare ai miei anni migliori!L'onore e la gioia che le tue parole e la tua preferenza mi procurano sono grandissimi.Un caro saluto,Sergio.  |
Grazie a te che condividi con noi il tutto, prima o poi passero' da Trieste e portero' con me la mia vecchia Asahi Pentax Spotmatic F con il 28mm per una passeggiata.... Contento che tu abbia gradito il commento...
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| Jaws di essedi commento di GiovanniQ |
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Jaws di essedi
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Passeggiando per il canal grande di Trieste, l'autore si affaccia e scorge la sagoma di una barca che affiora dall'acqua. Questa è bicolore, bianca la parte superiore, scura quella inferiore, è legata con due corde, una sembra essere piu' nuova dell'altra.
In alto il riflesso dei palazzi, due, che costeggiano l'altra riva del canale, in basso e intorno si trovano dei rifiuti, sembrano essere di plastica.
L'autore, in fase di presentazione della foto sul nostro Forum ci indica dei riferimenti tecnici importanti, ovvero la fotocamera utilizzata, una Nikon F501 con obiettivo Nikkor 35/70 3,5 e la Pellicola Kodakcolor 200 iso - Epson V500. Quindi un ritorno al passato, come giustamente sottolineato dall'autore, che ci racconta che era solito fotografare con questa fotocamera negli anni '80 e che ultimamente e' tornato allo sviluppo della pellicola.
Lo scatto e' stato eseguito in verticale, il raccordo dei due cavi che mantengono in "vita" la barca, e' stato posizionato nell'angolo destro in basso, questo accorgimento rende molto pulita ed essenziale l'entrata nel frame della barca donandole importanza.
L'acqua nonostante sia sporcata da rifiuti di natura prettamente umana, e' di un bel blu, la resa del colore è molto realistica. La parte superiore del frame, con il riflesso dei palazzi, quasi come fosse un cielo fatto di mattoni, spinge l'occhio giu' per approdare al vero soggetto della proposta: la barca.
Quanto scritto fino ad ora e' da ritenersi una lettura superficiale ed oggettiva della proposta, credo ci sia dell'altro nelle intenzioni dell'autore che non quello di una mera raffigurazione della realtà da lui riscontrata. Lo capiamo già dal titolo, chiaro riferimento ad uno dei film piu' visti nella storia del cinema, quel Jaws (ovvero fauci) ma in Italia tradotto con il piu' famoso "Lo Squalo", del 1975 del regista Steven Spielberg.
Ed e' proprio questo che ci si prospetta davanti, forse inconsapevolmente anche ad un primo sguardo, poi analizzando meglio, entrando in contatto con il modo di vedere dell'autore.
Lo squalo che, dopo essere stato infilzato con le lance (nel film le lance erano agganciate a dei grandi serbatoi di plastica dura che servivano da galleggianti e che dovevano, oltre che rilevare la posizione dello squalo, anche sfinirlo proprio perche' molto pesanti) si presenta qui, nel canale grande di Trieste, affacciandoci ci si prospetta in tutta la sua grandezza e penosa condizione.
L'occhio allenato e clinico dell'autore, abituato a scattare vedendo oltre cio' che superficialmente si potrebbe lasciar andare, qui definisce la scena, la previsualizza e la mette in pratica, donandoci una locandina vivente del film, costruita con cose di tutti i giorni, cose che sono sotto i nostri occhi, ma che, abituati al solito quotidiano, dimentichiamo o non ci accorgiamo di loro.
La parte bianca della barca ricorda la pelle dello squalo, che affiora dolcemente dalle tenebre ma rimane li perche' ancorato al molo. La parte superiore, i palazzi riflessi, sono ripresi in modo da non intaccare minimamente il nostro predatore di un tempo, ma concorrono a chiudere la parte superiore del frame, forse non una scelta dell'autore, poiche' i palazzi sono parte integrante dell'ambiente circostante, non si possono escludere, ma si possono inserire chirurgicamente in modo da non togliere spazio al soggetto principale della proposta, come fatto dall'autore.
Il riferimento allo squalo non e' dato solo dalla sensazione che abbiamo al primo sguardo o dall'aiuto che veicola il nostro pensiero in tal senso grazie al titolo, anche la colorazione ha un suo peso, nella locandina originale del film infatti troviamo il bianco e il blu (oltre alla scritta rossa che in questa proposta e' assente). La forma a cuneo della barca ricorda il muso del mammifero, i cavi, come detto, concorrono ad alimentare quell'aggancio con il film.
L'autore ci propone questa sua personale visione e noi siamo i primi a credergli, a dargli credito, in quanto abbiamo gia' assimilato, grazie ai media e al cinema, i dati riguardanti uno dei film piu' visti in assoluto nella storia della TV e del cinema, e quindi non fatichiamo, anche senza input, a percepire, prima di qualsiasi ausilio o spiegazione, i riferimenti che attraverso la fotografia l'autore vuole mostrarci, il messaggio arriva chiaro e forte, veicolato attraverso la chiarezza del linguaggio che visivamente ci conquista e ci lascia felici nel tornare indietro con la mente alle sensazioni provate durante la visione del film.
Complimenti e foto preferita.
GiovanniQ |
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| Casualmente... di Emanuela53 commento di GiovanniQ |
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No lasciala, il mio e' solo un parere, non e' legge, ci mancherebbe..
non e' offensivo, ma mi metto nei panni di chi, cosa rara, potrebbe riconoscersi in questa foto, tutto qui.
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| Trieste fragments img. 017 di essedi commento di GiovanniQ |
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Bel documento che descrive come la natura possa fare il suo corso nei posti piu' impensati, laddove il materiale costruito dall'uomo, dopo un po si degrada e muore, e' proprio li che la natura inizia un nuovo cammino verso la vita.
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