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| San Paolo (C.E.P.) - Bari di Mr.500mm commento di nerofumo |
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| Mauroq ha scritto: | Non spingere troppo col degrado, potrebbe far scivolare la serie nelle "foto denuncia"  |
Il che non è che sarebbe un male in assoluto |
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| I was looking 4 Imam Khomeini, but I didn't find him di filippo1978 commento di nerofumo |
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e bravo Filippo, un reportage ben definito da Valerio, sconcertante appunto ma di notevole interesse, stridente per alcuni versi con quello che ci si aspetta da un paese del genere. Molte situazioni infatti, soprattutto le più mondane non fanno parte delle mie associazioni di idee riferite all'Iran di Khomeini e vedendole altalenarsi tra i costumi più castigati e il rigore della disciplina dottrinale mi spiazza non poco.
Il ragazzo col suo skate nel suo periodico materializzarsi sembra un baco software o forse meglio più simile alla palla di Fantozzi. |
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| Pillole da Marrakech di Mais78 commento di nerofumo |
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| Come sempre ci regali dei fotogrammi tutti da godere. Stavolta però ti vedo più turistico, un po' più distaccato del solito, un po' meno dentro i fatti. Forse è solo una mia impressione. |
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| VARANASI: la città vecchia di Valerio Zanicotti commento di nerofumo |
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| Un reportage, un vero reportage di razza, se ne vedono sempre meno di ottima fattura come questo di cui apprezzo in modo particolare come padroneggi il grandangolo spinto che per sua natura tende ad inquadrare molto più di quel che vedi mentre invece tutti gli attori sono al loro posto, esattamente dove devono essere senza disturbi extra o sbavature. C'è molta attesa in questi scatti anche se sembra tutto molto naturale hai aspettato molto affinché "si allineassero i pianeti" ma il risultato è premiante. Bravo. |
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| white di Viola Lorenza Savarese commento di nerofumo |
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| mi sa che ti è stata presa come foto della settimana proprio per la castità intrinseca della foto. Nessun altra delle tue solite ce l'avrebbe fatta. Onestamente preferisco il tuo classico "graffio" a questa dolce carezza. |
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| Chi è di scena! di gippe69 commento di nerofumo |
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In questa sezione sono ammesse delle serie di immagini e non immagini singole, per cui se hai da aggiungerne altre fai pure o dovrò spostarla di sezione.
Avrai capito da chi mi ha preceduto che le desaturazioni parziali rappresentano un ubriacatura formale che spero smaltirai in fretta. |
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| Batailles de Reines di Giovanni Francomacaro commento di nerofumo |
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Non vorrei apparire troppo superficiale ma neanche troppo cervellotico. Mi inserisco nel vostro dibattito solo per ribadire un concetto a me caro, l'assolutà imparzialità di un fotografo che al di la di quello che può essere il suo pensiero, le sue certezze e la sua sensibilità sociale, economica,politica, religiosa ecc, deve continuare a documentare il mondo che lo circonda per cogliere i fatti per quello che sono. Solo i grandi fotografi riescono a piegare i fatti, ad adattarli alle proprie necessità di libera opinione o di denuncia ma ciò presuppone un impegno a monte,che oltrepassa la fotografia stessa sconfinando nell'ideologia. Per quanto mi riguarda non posso fare a meno di correre con la mente a quanti pur non essendo dei guerrafondai si ritrovano ogni giorno a fotografare tra l'odore acre del sangue e della polvere da sparo.
In allegato un esempio di maggiore sintesi dei fatti.
saluti a entrambi |
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| metro' di mauro zanotto commento di nerofumo |
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| gps73 ha scritto: | Condivido l'analisi e la critica di frank66
Ne approfitto per estendere l'analisi su un altro aspetto, più generale.
Chiedo scusa in anticipo all'autore, ma approfitto di questo topic pertinente,
e non vuol essere altresì screditante, anzi.
Ieri ho letto questo articolo e l'abbinamento è stato immediato.. |
sono sempre stato molto critico di fronte all'attuale legge sulla privacy, nata per tutelare i potenti e non certo la gente comune che spesso invece ne approfitta per estorcere denaro laddove si riconosce in foto scattate da altri. Certo, nelle foto del metrò di Torino aleggia una certa morbosità di partenza che tuttavia non viene dimostrata perchè facilmente confutabile con la mera casualità. Resto del parere che fin quando non si lede l'immagine di qualcuno si resta sempre nell'ambito dei "bravi ragazzi" ma la legge che parla chiaro, per fortuna può essere ancora interpretata e anche le pene accessorie possono essere di conseguenza rimodulate.
Se ci si attenesse alla legge nuda e cruda, servizi come questo e non solo, non avrebbero mai visto la luce e quindi ?
Quindi che campiamo a fare ? |
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| metro' di mauro zanotto commento di nerofumo |
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| Non considero determinante il fatto che una foto sia scattata o meno con la macchina ad altezza d'occhio. Non mi interessa la consapevolezza cognitiva nè la mancata partecipazione del soggetto. Sono fattori che si valutano ugualmente ma che non inficiano sulla qualità di un lavoro che pur non celebrando un tema originalissimo riesce comunque a mantenere un elevato standard visivo e omogeneo che tuttavia rischia di apparire, scorrendolo, a tratti ripetitivo. La carrellata di viaggiatori seduti, solo alla fine ci solleva dal torpore. l'ultima foto è un must. |
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| Batailles de Reines di Giovanni Francomacaro commento di nerofumo |
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| Le ho viste anch'io un decennio fa in valle, uno dei pochi momenti in cui ho visto delle pacifiche mucche darsele di santa ragione. Il lavoro documenta l'evento dignitosamente, forse qualche ripresa di tele avrebbe giovato ad isolare meglio i soggetti sfocando meglio lo sfondo transennato. Inoltre come spesso raccomando, mi sarebbero anche piaciuti degli scatti inediti dietro le quinte. |
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| abandoned di robocop commento di nerofumo |
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bhè, difficolta a parte, quello che proponi è un reportage che però entra nella sfera del dejà vu, nel senso che sono in molti a subire il fascino dell'abbandono, realizzando foto sulla propria scia emotiva ma che risultano all'osservatore spesso molto simili tra loro.
Se avessi fatto una ricerca nel web, se avessi visto molte altre foto in giro, avresti notato che questo è un tema ricorrente e che la difficoltà maggiore consiste nel rendere originali degli scatti che non lo sono.
In altre parole non basta recarsi in un luogo abbandonato per portare a casa delle foto interessanti, serve un progetto di base che attribuisca loro una valenza maggiore. |
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| Omaggio a un ballerino... di Perretta Giuseppe commento di nerofumo |
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A me no sembra una brutta luce anzi, era anche particolarmente intensa da garantirti tempi di congelamento che a teatro è difficile avere senza scomodare grandi sensibilità.
Credo che la più grande dote che bisogna avere in questo genere fotografico è la conoscenza dell'opera che si andrà a fotografare, pensa che i più grandi fotografi di scena sono anche quelli che conoscono a memoria tutta la Traviata. |
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| Parigi di mauro zanotto commento di nerofumo |
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| Ecco, qui comincio a vedere una Parigi un pò inedita, sembra comunque sia un lavoro più pensato a tavolino, frutto di un progetto che si sapeva già di poter e sapere realizzare. Alcune foto non mi prendono, prima,seconda,terza e sesta ma le altre sembrano aggiustare il tiro verso uno stile più maturo evidenziando buona conoscenza del mezzo e di tecniche espressive raffinate. Le ultime due sono un must. |
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| Il panno rosso di nerofumo commento di nerofumo |
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Nella cultura di un tempo un panno rosso indossato da una donna stava a significare che la stessa era sposata e quindi non più contendibile, viceversa un velo bianco in testa voleva significare che la donna era libera e disponibile al corteggiamento.
Questo aspetto dei nostri costumi d'epoca, notoriamente conosciuti come abiti delle pacchiane aveva un importante ruolo sociale per quei tempi, segnava delle regole comportamentali a cui tutti si attenevano con semplicità. Inoltre quello che oggi può essere considerato un abito folcloristico da esibire in feste e raduni di piazza, era un secolo fa il costume delle nostre donne che nelle sue svariate sfumature ne avevano fatto l'abito di tutti i giorni. Molto spesso il termine "pacchiana" viene oggi usato in termini spregiativi per indicare una persona con gusti grossolani ma quanta grazia e quanto amore si celava allora tra le pieghe dell'abito della pacchiana di tutte le età, quante bellezze calabresi si sono adornate di simili ornamenti, quanta saggezza di donne canute ha fatto strada nell'accostamento di colori e tessuti. Il vestito della pacchiana non era cucito a casaccio, nulla veniva lasciato al caso, la donna doveva parlare con il suo abito prima ancora che con la bocca, ad esso erano affidati i mutanti stati d'animo del gentil sesso di quei tempi che gentile lo sarà stato sul serio.
Ringrazio la pro loco di Lamezia per l'opportunità che mi ha dato e per l'evento felicemente riuscito. Spero ce ne siano degli altri.
Canon 5D mkIII + sigma 35 mm 1,4 Art |
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