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| La Nazzicata di frankieta commento di Mario Zacchi |
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| Secondo me hai, se non proprio centrato, almeno lambito un bersaglio diverso da quello che avevi in mente. Capita di voler fare qualcosa e poi si finisce per fare altro, magari meglio. Infatti, se lascio perdere la presentazione che vorrebbe introdurre quel che le foto dovrebbero dire, trovo degli scatti che stanno bene insieme (3,6,10,11) e lasciano un certo spazio all' immaginazione. |
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| Consuetudini di DamianoPignatti commento di Mario Zacchi |
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Quel che trovo complicato, per non dire che proprio non mi riesce, è vedere questa serie come una (simpatica) testimonianza, piuttosto che come un set. Le foto sono costruite (nel senso di composte) pressoché tutte talmente bene intorno alle scope e sono talmente pulite che queste scope sembrano messe lì a bella posta.
Lo apprezzo di più come invenzione. Sicuramente molto influisce la continua ripetizione del format. Non a caso trovo più interessanti di tutte la prima (per la nota grafica che la fa uscire completamente dalla serie stessa) ma soprattutto la 37, per quel di più di mistero (anche questo estraneo alla serie) che emana il dualismo "scopa nascosta" vs "ombra in arrivo" sostenuto dalla prospettiva che lega i due soggetti e acquista una vena leggermente drammatica. |
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| pedante ricerca tonale di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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| Il chiaro scuro è bello, ma come cornice. Non è di quelli che parlano da soli, a parer mio. Manca un elemento cardine che dia un senso più compiuto alla foto nell' insieme. La scatoletta è scura, la sedia è scura, l 'appendiabiti è scuro ... nulla sembra volersi sbilanciare per dire: sono io che faccio la foto. |
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| ''' di opeio commento di Mario Zacchi |
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| Mettiamola come contributo culturale, non come metteremmo un tutorial sull' uso dell' esposimetro. In fin dei conti ciò che fa la differenza tra un grande fotografo e tanti di noi è proprio quel che ti muove, perché tutto il resto s' impara. |
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| ''' di opeio commento di Mario Zacchi |
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| Se quando hai tempo ti andasse ti tradurla, quella lettera, sarebbe molto utile per chi non usa l' inglese e in questo caso non può usare nemmeno il traduttore on-line. Grazie |
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| ''' di opeio commento di Mario Zacchi |
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Dopo tutti gli interventi precedenti, un po' contrastanti, m' imbarazza scrivere che qualcosa in questa foto a me piace (la metto sul presonale, contrariamente a come istintivamente faccio di solito, così evito critiche )
Quel che mi piace è un certo sapore Pop (soggetto, tonalità, luce, modalità di ripresa) che mi ricorda (anche se un po' alla lontana) le foto di Eggleston o Shore, almeno per la sensazione che ne ricavo a prima vista. E' composta in maniera tale da rendere importante un oggetto banale; ma soprattutto mi stuzzica l' idea plastica-plastica che riesce ad uscire da qui in varie declinazioni, tra le quali quella che è stata descritta (la plastica non scava la plastica).
Non mi pare che tu faccia abitualmente foto di questo genere. Del resto hai onestamente ammesso di non avre un orientamento preciso, ma piuttosto una passione. Questo per introdurre che foto così, che magari si prestano a stimolare un pensiero piuttosto che la funzione estetica fine sé stessa (unica, più che estrema razio di tanta fotografia forumistica) hanno maggior senso se le si può inquadrare in percorsi visivi chiari, credibili, anche se pur sempre opinabili. |
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| fuori dal coro di aledis commento di Mario Zacchi |
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Carina, soprattutto perché la posa sembra funzionale a guardare sotto: è questo che rende la scena degna di nota.
Evita il titolo che tra l' altro, qui, mette in risalto l' aspetto assolutamente meno interessante. |
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| La Forgia e L'incudine di GIOVANNI 87 commento di Mario Zacchi |
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| Un bel soggetto da bianconero. Per me sei stato troppo generoso con l' esposizione e questo toglie alla foto parte del suo fascino. Personalmente la rivedrei abbassandola un po'. |
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| Marina di Noto di Tanino commento di Mario Zacchi |
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| Gradevole per le microstorie che si possono leggere. L 'appunto che farei riguarda lo stacco preciso dei protagonisti, che renderebbe più nitida e precisa la narrazione. Poi l' attenzione ai margini, dove i tagli repentini non aiutano quella pulizia che è la spina dorsale di immagini così. |
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