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| Softair di nig commento di Mario Zacchi |
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| Molto spiritosa la penultima. Avessero tutte carattere, come ce l' ha questa, sarebbe stata una bella serie. Così non mi dicono molto oltre la documentazione. |
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| Yana di Viola Lorenza Savarese commento di Mario Zacchi |
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Claudio.
Premesso che partecipo alla discussione sul fenomeno; non do giudizi. Siccome hai di fatto sollevato più di un aspetto e hai anche in parte interpretato quel che ho scritto in modo diverso da quel che intendevo dire, vado per punti in successione rispetto alla tua risposta, anche se slegati.
- Non ho messo in dubbio che ci sia la materia prima. Ho scritto che l’ ideale di cui parli si concretizza nella foto, non fuori di essa, neppure per la modella che lì recita e altrove è persona.
- Siccome recita ha necessità di conformarsi al modello che è chiamata ad interpretare. Il modello non è invenzione della modella; mi pare si possa essere d’ accordo. E’ inventato altrove per determinati scopi.
- Che il modello suddetto faccia da traino al comportamento di una bella fetta di giovani donne (e uomini) è un fatto quotidiano e da quotidiani. Opporsi alle evidenze è un esercizio difficile.
- “Vita reale” si presta ad interpretazioni diverse, quindi correggo la forma. Non è un’ invenzione mia, ma notizia da giornali e talk che fare la modella (non a tempo perso e per chiunque) richiede uno stile di vita piuttosto sacrificato. Fare il calciatore idem. Correre per il record dei 100 metri pure. E così via. La signora Maria ha altro per la testa anche se magari è una bella donna. Giusto o sbagliato non importa; ciò che importa è che le strade divergono.
- Danno da mangiare tante attività a questo mondo. Escludendo quelle illecite hanno tutte una propria dignità, inclusa l ‘attività di modella. Il problema del gusto, però, è importante. Visto che non è la modella ad inventarsi, ma è chi ha da ricavare nel proporre determinati modelli a stabilire quale deva essere il modello che poi la modella incarnerà per rendere tangibile l‘ idea sottostante, di quale gusto stiamo parlando? Del nostro? Siamo sicuri che sia nostro? Perché se è nostro questo gusto, Berlusconi con i suoi deprecati modelli e TV che colpe ha ? (reati a parte)
- Circa fotografi artisti o meno artisti (che era un appunto, non il tema della risposta) le posizioni sono tre: chi dice sì, chi dice no, chi dice dipende. Personalmente, nel mio piccolo, appartengo all’ ultimo gruppo; non per cerchiobottismo, ma perché è ovvio che in una retrospettiva dell’ attività fotografica lunga due secoli è possibile individuare fotografi che con la loro opera hanno scoperto ed indicato le nuove vie (e altri ne verranno sicuramente). E questi sono artisti, non c’ è dubbio. E poi ci sono tutti gli altri che artisti non sono.
- Volendo filosofeggiare davvero non c’ è nulla che si possa definire, dal punto di vista umano, realtà come un qualcosa di insindacabile, dal momento che ciascuno ne descrive i contorni mediante la propria inevitabilmente soggettiva osservazione. Diciamo che se esiste Dio come essere assoluto, emanatore dell‘ esistente, allora solo quella che genera ed eventualmente descrive lui è la realtà: l’ unica a meritare l’ aggettivo di vera e assoluta. Stabilito questo la comunicazione a qualsiasi livello, dall‘ interpersonale alla comunicazione di massa, esprime invariabilmente un punto di vista, quindi un qualcosa di parziale anche senza scomodare Dio come l’ unico possibile detentore di una visione reale. La comunicazione pubblicitaria, commerciale (quella cioè dove sono impiegate le ragazze di cui parliamo) è una delle massime espressioni del mentire in questo senso. Dici di no? Beh visto che sei un uomo comprati una di quelle creme per allungare il pene e poi misura la differenza prima e dopo con le foto del modello della loro pubblicità, che senz’ altro ce l ‘avrà lungo o allungato, ma di certo non grazie alle creme che vendono.
- Non è un male che chi si occupa di fotografia abbia un ruolo nella comunicazione. Non l’ ho detto. Ho detto che ha un ruolo. Non ho nemmeno detto che ne sia consapevole fino in fondo. Non penso nemmeno che esista un unico grande fratello che impone gusti. Ma, ripeto, pensa a Berlusconi, alla TV commerciale (caso Italia chiaramente). In trentanni i modelli che sono passati per quel canale sono o non sono entrati nel sentire comune? E per opera di chi? Per opera di una area che da quei modelli aveva da ricavare, consapevole del fatto che non andava a proporre qualcosa di ributtante, ma solo a convincere che sì: anche tu puoi. In realtà sappiamo bene che non è vero: tu non puoi, ma l‘ importante che tu creda di potere. Così contribuisci ad alimentare il meccanismo. |
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| Yana di Viola Lorenza Savarese commento di Mario Zacchi |
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Rispetto alla tua riflessione, Claudio, bisogna però constare che:
- le strafiche esisto, certo, ma rispetto all' ennecalogo che le identifica come tali non sono solo nettamente in minoranza, ma sono veramente aderenti a quel modello solo in foto: il modello è infatti artificiale e non si sovrappone alo standard naturale. Eppoi non si può trascurare il fatto che la strafica comunemente intesa qui lo è fino a quando? 30, 35? e sempre che nel frattempo non metta su famiglia, non faccia figli ecc. Vale a dire sempre che la sua vita non diventi reale, con questo perdendo la possibilità di paragonarla a quella di chi vive in funzione dello scatto da copertina.
- i gusti delle massa li fa (oggi) molto più la comunicazione (che sappiamo menzognera per necessità) che non la disponibilità di modelli reali. La fotografia rientra a pieno titolo nella comunicazione. Le scelte di chi si occupa di fotografia (da chi commissiona per i propri scopi a chi fa per il committente a chi, poi, da fotoamatore, inevitabilmente emula il trend - e quindi non è artista nemmeno per un' unghia) hanno enorme peso nel generale il cosiddetto gusto dalle massa. |
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| Padule.... di Susanna.R commento di Mario Zacchi |
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| Non intendevo riferirmi alla categoria, di cui conosciamo scopi e limiti, ma a quale fosse il centro della foto. Non quello fisico, ma quello di secondo livello: il motivo per te, il tuo punto di vista, la ragione per la quale scatti questa foto. Il motivo per me (che però è secondario: io sono lo spettatore che prova ad immaginare il motivo per decidere di condividerlo oppure no) mi porta a domandarmi perché tanto cielo. Mi sono dato una risposta che non può, chiaramente, essere definitiva e che non ha niente a che vedere con considerazioni estetiche sulle proporzioni reciproche di quello che decidi di inquadrare. Ha a che vedere con il linguaggio che si vuole usare per mettere in foto quello che si vuole dire. |
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| Berlin Diary di filippo1978 commento di Mario Zacchi |
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| Premetto che, generalmente, mi piacciono le foto e il fotografare di Filippo. E' una questione di pelle. Questo può certo influenzarmi. Ma, razionalmente, quel che c' è da considerare è che lui nelle foto riesce sempre a presentare un punto di vista (scopo della Fotografia) che non esprime in maniera banalmente didascalica; che non basa su una forma facilmente spendibile. E questo fa una certa differenza con chi, invece, sfrutta modalità canoniche, magari belle, ma poco personali. Come tutti i prodotti espressivi, quello di Filippo può catturare o meno; può presentare punti più alti o più bassi senza dubbio. Ma resta molto più genuino di quello di chi emula qualcosa di collaudato, magari pure con risultati ottimi. |
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| Padule.... di Susanna.R commento di Mario Zacchi |
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| Tutto dipende da cosa si vuol dire con la foto: paesaggio con figure o figure in paesaggio? Ma naturalmente anche le impressioni sono supportate da questa domanda e da quanto, a volte, come me in questo caso, ci si vorrebbe vedere qualcosa che magari chi l' ha scattata non ci ha visto. Non per cambiare la foto, ma solo perché c' è una sorta di amore visivo che scatta, sulle prime, nei confronti di un qualche particolare che ti fa ritenere la foto meritevole. |
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| Cripta della cattedrale di Sovana di zoe821 commento di Mario Zacchi |
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| L' impianto compositivo è molto semplice, ma apprezzabile per quanto è riuscito. E' un po' debole tonalmente, rispetto al muro, il basamento con il piano. L' angolo di muro chiaro a sinistra, ad 1/4 dall' alto, andrebbe attenuato perché salta all' occhio e non dovrebbe farlo. |
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| Vista da rifugio Auronzo di Ve-nice commento di Mario Zacchi |
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Bella interpretazione fiabesca dei picchi, delle asperità e della luce.
Secondo me manca una minima quota di nero (2-3 punti) e un altrettanto minima quota di bianchi. Considerazioni che ad ogni modo sono suscettibili di condizionamento da monitor. |
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