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| Sicilia di smilegraphix commento di Mario Zacchi |
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Per ora mi limito a dire che la foto di presentazione è straordinariamente riuscita.
Se hai "visto" l' effetto del remo e della stuoia già allo scatto: chapeau! |
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| st di walter59 commento di Mario Zacchi |
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| Temo anch' io. Qui mi pare forte l' influenza "moderna" dell' iperbole. E' bello il secondo piano; il primo piano lo violenta molto. Almeno ripreso così. E poi la grande linea bianca costituita dalle scale porta lo sguardo di lato e non verso il centro del' orizzonte è appare come il punto di approdo naturale nelle intenzioni dello scatto. |
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| Strada per Tole' di Cuty commento di Mario Zacchi |
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| L' impatto del bianco (del chiaro) su campo nero (sullo scuro) è ovvio tanto quanto l' impatto del nero (lo scuro) su campo bianco (sul chiaro). Tant' è che la fotografia bianconero si basa su questo dualismo: non potrebbe essere altrimenti essendo monocromatica. Quindi questo aspetto è, in pratica, la carta d' identità tecnica della fotografia bianconero. E' lo strumento. Uno strumento da usare per creare qualcosa di interessante e non di scontato. E' un po' come se un pittore si limitasse a usare colori complementari solo perché si attivano uno con l 'altro: un' esercizio, anche utile, di conoscenza, di sperimentazione, ma non necessariamente un quadro. Per me questa è un esercizio che potrebbe essere migliore anche come esercizio. |
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| Castelli di sabbia: i nostri giovani costruiscono il loro fu di pepsorb commento di Mario Zacchi |
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ah be': è tutta un' altra cosa ... d' altra parte "giovani" è un concetto elastico, oggi: a cinquantanni a me danno ancora del tu, quindi è "normale" associare i castelli di sabbia a dei trentenni (magari sono solo studenti fuori corso).
Comunque l' argomento resta serio e non si presta all' ironia.
Le ultime sarebbero anche più chiare (perché tu ne avevi postata una sola: la prima). Però, se non metti il titolo e non spieghi (come hai fatto) io concludo sempre che hai fotografato due trentenni intenti a costruire un castello di sabbia. Da lì alla trasposizione del significato le tue foto non aiutano per niente: servono le parole tue. Certo non è molto semplice come trasposizione di significati. |
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| 09-02-2013 (II) di Liliana R. commento di Mario Zacchi |
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| Stona far notare che il soggetto in primo piano (molto forte e convincete) e i restanti in secondo piano sembrano parte di due situazioni differenti? Guardo i volti e gli atteggiamenti. |
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| Castelli di sabbia: i nostri giovani costruiscono il loro fu di pepsorb commento di Mario Zacchi |
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| Bisogna proprio volersi arrampicare per trovare una relazione intellegibile come quella che suggerisci, in questa foto. Si vedono due adulti e nessun bambino (all' opera). Siamo in un centro commerciale e, a questa grandezza di foto, il castello può anche sembrare di plastica (in quel contesto). Magari in riva al mare. Ma temo sia ugualmente difficile distrarre l' osservatore dal messaggio ludico (più ovvio) per dirottarlo sul significato della labilità del futuro. |
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| .. di El mono commento di Mario Zacchi |
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| E' più un paesaggio urbano che una S&L. Protagonisti visibili (protagonisti per modo di dire) sono molto lontani e marginali. Quelli cui allude la scena (passeggeri, passanti ...) non sono tanto più presenti di quanto non lo siano in uno scatto ad una piazza. |
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| Stop killing Somalians di Liliana R. commento di Mario Zacchi |
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| Forse manca un po' di energia e ci se la aspetterebbe. L' opinione che ci si forma dipende anche da ciò che ci si aspetta. A me pare che la prima foto, quella con cui apri, contenga almeno il minimo sindacale di energia che ci si aspetta di vedere in una manifestazione di piazza, per quanto ben ordinata. Penso alla carica emotiva dei volti, più che ad una carrellata di gente esagitata. Obiettivamente qui è tutto molto tranquillo, al punto che tutti sembrano in educata recita della propria parte, eccezion fatta per la donna nella prima foto. |
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| .....teatro parrocchiale... di lucaspaventa commento di Mario Zacchi |
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| Come spesso accade si vede che il punto di ripresa è forzatamente fisso o, comunque, molto poco variato. La luce, come ha detto Vittorio, è scialba in sé. Quindi se smanetti un po' (a fin di bene) per moderare l' esposizione e magari aggiungi, dove può essere utile, un filo di vignettattura, migliori molto la resa gli scatti. |
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| Silver Flag di Pio Baistrocchi commento di Mario Zacchi |
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Mi piace molto la 9
Capisco il senso, ma la 2 non mi piace molto (esteticamente).
Tutto il resto è un racconto efficace e, a tratti, divertente. |
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| Vespa Club, Raduno Fabriano (AN) di megthebest commento di Mario Zacchi |
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Nella foto di apertura ci stava dentro tutto il manubrio: non è forse un raduno di Vepa? E magari un po' di attenzione a non sovrapporre il cane e la seconda signora.
La panoramicasupersgrandangolata (seconda foto) a fronte di un grande campo visivo non racconta nulla: son tutti lì in fondo che nemmeno si vedono.
La lunga serie di primi piani alle vespe non ne presenta una di realmente particolare. Sono tutte abbastanza normali. Magari non ce n' erano di veramente strane. Allora forse meglio due-tre bene e basta. Altrimenti rischi di annoiare chi guarda.
Stessa identica considerazione per gli scatti al gruppo in movimento: o c' è il tipo che emerge dal gruppo caratterizzando lo scatto, oppure sono tutte foto uguali e ne bastano meno.
Lo scatto dall 'alto non è un granché. Per essere interessante dovrebbe essere regolare, presentare una varietà di moto interessante, ecc. Così sembra solo lo scatto ad un parcheggio. |
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| Aliens in Matera di blueanto commento di Mario Zacchi |
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L' idea mi stuzzica. Ti dico, però, che mi perdo i protagonisti negli scenari. Per esempio: nella foto di apertura mi sembra che tutto sia abbastanza ok. Poi, però, nella 2 (per fare un esempio) mi pare che non giochino bene il loro ruolo. Capisco il senso perché sfoglio tutta la sequenza; ma se devo dire che sono presenze adeguatamente forti, non mela sento.
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| Jüdisches Museum - Berlino di frankieta commento di Mario Zacchi |
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Temo che finisca come spesso accade ai reportage nei campi di concentramento: ciascuno offre la "propria" interpretazione, ma alla fine le foto proposte sono più o meno sempre le stesse, finanche nell' uso frequentissimo del bianconero che dimostra come si fatichi ad avere il coraggio di visioni realmente proprie. Magri opinabili, ma proprie.
D' altra parte non è semplice offrire una rilettura originale e nemmeno lo è documentare semplicemente il luogo, con i suoi silenzi, quando il rumore di fondo delle innumerevoli "reinterpretazioni personali" che girano in rete, cui voler sommare la propria, è così assordante.
Preambolo polemico a parte, hai scattato bene diverse foto, in un bianconero perfettamente contemporaneo. Solo che per me è come rileggere per l' ennesima volta un libro che conosco già e che non mi stimola particolarmente.
La foto del luogo con le facce di metallo e con al figura sullo sfondo che va è forse l' emblema più evidente della ripetitività fotografica. Ho cercato nel forum, ma non mi riesce, ora, di ritrovare gli autori che hanno proposto la stessa identica foto. Ricordo, perché ce l' ho in mente, ma non la trovo, una di queste particolarmente riuscita, nel suo voler essere drammatica.
Delle foto che hai pubblicato apprezzo la 2: L' Olocausto è pur sempre stato vinto (pensiero che mi suggerisce, nonostante l' alberello sia senza foglie). |
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| ... di gattapilar commento di Mario Zacchi |
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| Questa è una foto, non un manuale d' ingegneria. Una di quelle cose che, se ti piace, appendi alle pareti, da guardare. E che se perfetta, ma insignificante, lasci dove sta. Che sia architettura o cos' altro. Se, poi, per evitare che buone foto finiscano nel dimenticatoio per lasciare lo spazio a nullità tracciate con il righello, dobbiamo metterla in Varie, così sia (secondo me; l 'eventuale ingrato compito al mio omonimo Mario). |
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| Attesa di frenki commento di Mario Zacchi |
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| Aggiungo alle mie preferite "l' idea" perché la ritengo meritevole, come ho scritto. Per il risultato e gli aggiustamenti che mi paiono utili (penso soprattutto alla luminosità) vale ugualmente quanto ho scritto sopra. |
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| ... di gattapilar commento di Mario Zacchi |
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| Mauroq ha scritto: | | Mi piace così com'è, anche con le linee cadenti dell'edificio nascosto. |
Sono dello stesso avviso, ma vado oltre e spiego perché.
E’ una foto semplice perché utilizza pochi elementi; ma solo apparentemente semplice se si guarda agli elementi di raffinata composizione che racchiude. Questo le evita di diventare banale.
Le cosiddette linee cadenti qui movimentano, per la verità molto dolcemente, una composizione stretta che porta molto vicino ai margini l’ edificio in alto e, quindi, facilmente soggetta a diventare troppo compassata se troppo rigorosa.
Ci sono poi altre linee molto importanti per il loro spessore visivo che movimentano in modo raffinato tutta la composizione. Tuttavia le linee da sole non sarebbero sufficienti per rendere questa foto piacevole, interessante.
La luce è funzionale alla tavolozza dei colori e alla tessitura delle superfici, degne di un pittore. I toni caldi, in basso, avanzano verso di noi; i toni freddi, in alto, arretrano gradatamente. Tutto in perfetta armonia con il punto di ripresa e la profondità che esso suggerisce.
L' ombra sulla destra, in basso, definisce il volume, la tridimensionalità del muro in primo piano; la finestrella quasi nera, in basso a destra, mantiene saldamente ancorata alla gravità tutta la foto che, altrimenti, apparirebbe leggera, senza peso, senza stabilità.
Mi verrebbe da dire che l' hai dipinta
PS: per questa serie di aspetti ritengo questa foto meritevole e la aggiungo alle mie preferite. |
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