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Commenti da belgarath
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Commenti
Aspettando Halloween
Aspettando Halloween di Deva commento di belgarath

Per le caratteristiche dello scatto la sezione adatta è Varie.
Sposto, ciao Ciao
Numero 10.
Numero 10. di aparty commento di belgarath

aparty ha scritto:
Comunque ho altre foto più contestualizzate... vedrò di postarle così mi dite i vostri pareri....


Sarà interessante vederle Smile
Però mettile in varie (o in reportage se le posti tutte assieme), tecnicamente la PAN non è sport.
Sposto questa, ciao Ciao
Romeo 107 anni...
Romeo 107 anni... di brembo commento di belgarath

Meglio in Natura, sposto.
Ciao
Fraintendimenti
Fraintendimenti di Haydée commento di belgarath

Un tipico meccanismo della street, l'accostamento uomo-scritta.
Questo mi sembra più raffinato della media, e questo va a tuo merito; di contro la costruzione dello scatto è molto sofferta, per la lontananza del soggetto umano e per la presenza di elementi di disturbo.
Anche il formato non canonico contribuisce a dare la sensazione di "costruita a tutti i costi" (però hai fatto bene a presentarla, altrimenti non ne potevamo parlare Ok!)
Particolare attenzione richiede la collocazione delle scritte, perchè attirano molto l'attenzione e quindi in un certo senso "pesano doppio"; qui avevi poche alternative, ma tienilo presente.. molto spesso sono loro che rendono didascalico uno scatto perchè troppo in evidenza.
Morale: positivo il fatto che ti sia scattato qualcosa in questa situazione, la parte formale è da curare meglio negli scatti futuri.

Ciao Ciao
My Abyss
My Abyss di belgarath commento di belgarath

Nonno
Historicus
seaxx79
Clara
NEROAVORIO
Tiziano
franchino

Grazie, grazie di cuore a tutti voi.. le vostre parole mi hanno davvero emozionato Imbarazzato
Mille miglia 14-15 maggio 2009
Mille miglia 14-15 maggio 2009 di Historicus commento di belgarath

Te lo dico subito: bravo Smile
Fare un reportage di questo tipo di manifestazioni non è facile, perchè si corre il rischio di diventare ripetitivi, sia visivamente che concettualmente.
Tu invece hai snellito la struttura principale con degli azzeccati intermezzi sfruttando particolari, scene quasi street (te lo dicevo che non sei "negato"...) e la giusta alternanza di inquadrature.
Bella anche la duplice versione giorno/notte che rende bene il senso della durata della manifestazione.
Le foto mi sembrano valide per cromie e toni, sul lato più prettamente tecnico lascio la parola agli esperti, da parte mia posso farti una piccola tiratina d'orecchi per un leggero calo di qualità in due momenti topici della sequenza: la copertina e la chiusura: la prima non mi sembra particolarmente rappresentativa del lavoro (soprattutto il taglio banalotto), la seconda ce l'avevi... ma non l'hai riconosciuta Ops
(e non ti dico qual è... però sta molto vicino a quella che hai scelto Wink)

Ciao
profilo maltese
profilo maltese di ilpoveropiero commento di belgarath

Difficile definirlo un ritratto, forse sta meglio in Street & Life.
Sposto, ciao Ciao
Fonderia
Fonderia di nadirco commento di belgarath

Bella foto ma non si può definire un ritratto.
Sposto in varie, ciao Ciao
My Abyss
My Abyss di belgarath commento di belgarath

(appendice B) - Backstage

L'idea di esplorare questo luogo mi è nata leggendo un forum locale, dove ho trovato citato questo tratto poco conosciuto del fiume Timavo (Reka), all'interno del parco naturale di Skocjanske jame.

Il parco offre diverse attrattive, tra cui delle belle grotte (turistiche, ossia ad accesso regolamentato con guida) superiori a mio avviso a quelle ben più famose di Postumia (e sicuramente più "selvagge"). Il tratto che ho percorso è chiuso al pubblico; questo mi ha creato qualche problema, ma mi ha consentito di fotografare (attività non consentita nelle grotte turistiche).

Grazie alle indicazioni e ad una buona carta topografica ho rintracciato l'accesso principale al complesso, ma (come era facilmente prevedibile) lo stesso era sbarrato mediante un cancello (foto A) con dei validi deterrenti (la posizione!) ad un suo superamento:

A



Di fatto, per poter oltrepassare il varco (linea tratteggiata) era necessaria un'attrezzatura da roccia o speleologia, mentre al seguito avevo soltanto delle corde e un paio di moschettoni, non proprio l'ideale per una sospensione su una ventina di metri di salto.


Ho pensato allora che, trattandosi di una galleria attrezzata con passerelle (sia pure in disuso), ci potesse essere un altro ingresso, che effettivamente ho rintracciato in una caverna nel bosco (cfr. prime foto del reportage). Anch'esso, tuttavia, era chiuso da un cancello con muro di dissuasione (foto B) ma fortunatamente si è rivelato meno problematico da superare:

B



Questa foto, tra l'altro, è un esempio significativo del fenomeno di sottostima dimensionale che si verifica in ambienti ipogei: giudicando solo da essa può sembrare che al di sotto del cancello ci sia niente più che "un saltino"; in realtà (foto C) ho dovuto scalare un muro di circa tre metri di altezza, partendo da una piccola piazzola prima della scarpata che si collega al greto del fiume sottostante, qualche decina di metri più sotto (ed anche questo non si nota dalla foto).


C




Naturalmente il tutto è stato fatto con la corda di sicurezza ancorata al cancello con i nodi adatti:

D



Tutto questo non vuole certo essere l'esaltazione di un passaggio che per chi ha nozioni di alpinismo o speleologia è ordinaria amministrazione, ma tende a sottolineare che ostacoli del genere non vanno affrontati alla leggera in quanto possono rivelarsi pericolosi proprio perchè (a differenza del cancello della foto A) si rischia di sottostimarli.

Il resto dell'escursione ha richiesto solo la normale attenzione necessaria quando si cammina in una grotta, in particolare nel superare alcuni tratti di passerelle e ponti ingombri di detriti o privi di protezione. Molto utile un bastoncino telescopico da escursione (per maggior stabilità e per sondare il terreno), indispensabili calzature adeguate e una fonte di illuminazione: entrare in grotta senza di esse comporta il rischio di farsi seriamente male, anche solo dopo pochi metri.

Al termine ho chiesto informazioni al personale del parco in merito alla possibilità di visitare (da turista "ufficiale" stavolta Smile) quella zona: mi è stato detto che c'è l'intenzione di aprirla al pubblico in un paio d'anni. Personalmente ho dei dubbi sulla possibilità che venga reso accessibile tutto il complesso che ho visitato, proprio per le considerazioni fatte nelle note in calce ad alcuni scatti.

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Ciao
My Abyss
My Abyss di belgarath commento di belgarath

(appendice A) - Fotografare sottoterra

Le grotte sono ambienti ostili, per l'uomo (anche se un'adeguata attrezzatura e preparazione semplificano molto la vita) e soprattutto per il fotografo.
Scrivere con la luce dove la luce non c'è sembra un controsenso: superarlo è possibile, ma occorre tener conto di molti fattori.

Le fonti di luce artificiale, prima di tutto: è necessario impiegare dei flash (spesso uno non è sufficiente) ed anche altri sistemi di illuminazione, più potenti, se si vogliono rappresentare degli ambienti ampi; un cavalletto consente di utilizzare tempi lunghi di esposizione, spesso indispensabili per cogliere le sfumature dei tenui colori sotterranei.
Tutta l'attrezzatura, inoltre, deve poter resistere alle condizioni avverse che si incontrano nelle grotte: elevata umidità, fango, polvere, senza contare la possibilità di danneggiamenti dovuti ad urti o cadute. Bisogna inoltre considerare che uno zaino da fotografo completo può non essere il bagaglio più comodo da portarsi dietro mentre si striscia in un cunicolo o si è impegnati in un passaggio difficile.

Ma le difficoltà non finiscono qui: anche risolvendo i problemi di ingombro e resistenza dell'attrezzatura, e magari potendo contare su fonti di luce miracolose che illuminano perfettamente anche le sale più grandi, non si è affatto sicuri di poter fare delle foto che descrivano efficacemente il paesaggio che si incontra nel sottosuolo.
Perchè? I motivi sono diversi:

  • Non c'è un cielo ad illuminare le cose dall'alto (e a fornire, come spesso capita, un notevole ingrediente dello scatto grazie ai suoi colori).

  • Ci troviamo in un ambiente differente da quello a cui siamo abituati, che si estende a 360 gradi attorno a noi (in particolare sopra e sotto) e non possiamo attingere agli schemi di composizione che usiamo solitamente.

  • I colori ci sembrano innaturali, non ci "scattano" i consueti automatismi (anche inconsci), reagiamo differentemente a ciò che vediamo.

  • Quasi mai abbiamo la possibilità di includere nel nostro scatto i tipici riferimenti ed ausili dimensionali: costruzioni, persone (a meno di non posizionare i nostri compagni di avventura, che comunque saranno palesemente degli estranei al paesaggio che andiamo a raffigurare), elementi in primo piano (non ci sono fiori o rami sottoterra, ed anche se ci fossero inserirli nella fotografia sarebbe estremamente difficoltoso proprio per le condizioni di luce), stacchi di colore (possiamo contare solo sulle rocce, che quasi sempre si assomigliano in una zona limitata) o giochi di luce ed ombre per separare i piani.

  • Soffriamo di un tipico effetto di chi non è abituato all'ambiente ipogeo: la sottostima dimensionale. Si tratta di un fenomeno che fa sembrare le cose più piccole e più vicine: quando visitate le grotte turistiche può capitare che la guida vi chieda di dire quali siano secondo voi le dimensioni di un oggetto distante (ad esempio una grande stalattite, una colonna, un arco); non stupitevi se sbaglierete completamente la risposta, sottovalutando le sue dimensioni anche di un ordine di grandezza: non sono i vostri sensi a non funzionare, sono i punti di riferimento ad essere diversi rispetto a quelli a cui siete abituati.
    Se questo per un fotografo significa (ad esempio) ritrarre delle strutture di decine di metri che in foto sembreranno a dimensione umana, per un esploratore non preparato può significare un grave incidente, a volte anche mortale: un "semplice saltino" può rilevarsi superiore alle nostre possibilità, quello che sembra un modesto dislivello può essere in realtà un pozzo profondo (non sono rari i casi di errori nel calcolo della lunghezza delle corde) o una salita che esaurirà rapidamente le nostre forze.

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Ho affrontato questa avventura sotterranea "armato" solo della Panasonic TZ3, di un cavalletto e di uno straccetto per asciugare la condensa.
Per quanto detto finora, le possibilità di fare qualcosa di valido in una grotta con una simile attrezzatura sono prossime allo zero; è stato quindi necessario "barare" un po' nella scelta della location: ho optato per un tratto di in galleria del fiume Timavo, della lunghezza di circa mezzo chilometro sotto al paese sloveno di Skocjan (vedi immagine) in corrispondenza al suo punto di inabissamento, quando lascia il suo corso in superficie per riaffiorare diversi chilometri più in là e sfociare nel golfo di Trieste.



L'ambiente ipogeo ha tutte le caratteristiche citate, ma ho potuto beneficiare di ampi fessuramenti della roccia che permettevano in alcuni punti il passaggio della luce. Questo ha risolto il problema principale (la mancanza di luce), ma ne ha creato un altro: quasi sempre la differenza di esposizione fra zone illuminate e non era davvero notevole, tanto da consigliare decisamente la doppia esposizione; tuttavia, non essendo una tecnica che amo particolarmente, in questi scatti ho voluto provare a farne a meno.
Utilizzando la misurazione esposimetrica in modalità spot, l'estesa profondità di campo della compatta consente di "giocare" sul punto campione (che è tale anche per la messa a fuoco) e controllare la luce su tutto il fotogramma mediante, appunto, la variazione del punto stesso.
Le esposizioni lunghe sono state invece ottenute con due modalità che prevedono la posa B (sia pur limitata) e impiegano la sottrazione del fotogramma nero per ridurre al minimo il rumore.

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My Abyss
My Abyss di belgarath commento di belgarath

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My Abyss
My Abyss di belgarath commento di belgarath

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My Abyss
My Abyss di belgarath commento di belgarath

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My Abyss
My Abyss di belgarath commento di belgarath

Tratto ipogeo del fiume Timavo (Reka), Slovenia.



Suggerimenti e critiche sempre ben accetti
rosso colore..versione 1 e 2
rosso colore..versione 1 e 2 di principessa commento di belgarath

Io preferisco la seconda.. compositivamente è meno corretta, ma la violazione delle regole ha un preciso valore narrativo: nella prima la scena non va oltre il dualismo uomo-fiore, è una rappresentazione del presente e solo di esso; in questo è composta secondo tutti i crismi.
La seconda introduce però una dimensione temporale: c'è l'uomo che sta camminando e dopo aver percorso una certa strada passa vicino ad un fiore.
Tra l'altro se si guarda bene si vede che lo sguardo non incontra il fiore. Ecco che la prima diventa meno giustificata, e la seconda acquista valore: nel suo percorso passa vicino al fiore ma è perso nei suoi pensieri.

Per la compressione, probabilmente la prima è penalizzata perchè è più grande. Questo, unitamente all'alto numero di dettagli presente (le piante sotto) mette in crisi la compressione jpeg al momento di far rientrare l'immagine nei 300kB previsti dal forum. Ti consiglio di usare delle dimensioni come la seconda, sufficienti per valutare bene la foto, e se ci tieni di linkare una versione più grande (senza limiti stavolta) su un sito di hosting come quello che hai usato.

ps. Una valida alternativa gratuita a Photoshop è Gimp Wink

Ciao Ciao
Papilio macaon adulto e bruco
Papilio macaon adulto e bruco di Antonio De Santis commento di belgarath

Complimenti!
Il tuo scatto si è classificato al quinto posto fra Le migliori della settimana Ok!

Ciao
[Raduno Photo4U Reggio Emilia] Sul Ponte di Calatrava
[Raduno Photo4U Reggio Emilia] Sul Ponte di Calatrava di robyc69 commento di belgarath

Complimenti!
Il tuo scatto si è classificato al secondo posto fra Le migliori della settimana Ok!

Ciao
The Ray of Dance God
The Ray of Dance God di pentaxteo commento di belgarath

Sposto in Varie.
Ciao
reggio emilia
reggio emilia di lamartinz commento di belgarath

Ma no.. Smile
Alla fine le cose da tener presenti non sono molte; se insisti e se segui il forum sono convinto che in poco tempo puoi migliorare parecchio: l'hanno già fatto in tanti Wink
reggio emilia
reggio emilia di lamartinz commento di belgarath

Manca un po' la ratio dello scatto.. troppi elementi per un semplice ritratto, ma difficile collegarli fra loro. Come rappresentazione di una scena di vita l'ìinquadratura è un po' stretta e spostata a sinistra, forse con un'altra composizione avrebbe funzionato meglio.

Ciao Ciao
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