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| Templi Moderni di daniele.b83 commento di Mario Zacchi |
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Sono molte: considerate le difficoltà materiali che un luogo così pone nell' offrire spunti diversi, non troppo ridondanti, converrebbe selezionare molto. Al limite meglio 4-5 foto impeccabili che una serie che, a tratti, rischia di essere un lungo "elenco".
Dal mio punto di vista le vedo così.
- L' apertura è interessante.
- La 1 appare più come l' effettaccio che come l' interpretazione, secondo la tua chiave, di questa architteura
- La 2 mi pare una ripresa senza idee. Sembra l' inizio (mi sto ambientando) o la fine (sono stanco) della sessione.
- Per la 3 vedi quanto scritto a proposito della 1.
- La 4 ci sta come testimonianza di sé (o di chi per te). Ma quel cavalletto "galleggia" sul verde. Avresti dovuto inquadrare la figura con il cavalletto appoggiato circa al margine inferiore della foto (oppure reinquadrare in post)
- Tra la 5 e la 6 preferisco la 6.
- La 7 come la 2
- La 8 è discreta: capitello, cornicioni e "sole greco" sono narrativi e si prestano alla lettura che proponi.
- Anche la 9 è piacevole, anche se meno iconografica.
- La 10 è quella che preferisco: il rimando all' iconografia delle riprese architettoniche nei templi veri è palpabile, non solo come punto di ripresa e/o porzione di soggetto in rovina, ma pure come contesto naturale. Quindi, a parte la resa bianconero un po' fredda (comune a tutte le proposte) è una bella foto.
- La 11 sarebbe decisamente fuori tema, più orientata sull' iconografica tipica delle foto che testimoniano il degrado. Però la vedo bene come ritratto a margine, da accostare alla foto di te con l' attrezzatura (se sei tu o sennò chi è). Un paio di foto che possono rappresentare il racconto della genesi del lavoro. Direi lo stesso per la 12.
PS: il tag [img] non serve. Se apri in modifica il messaggio iniziale che ti ho sistemato, puoi vedere come richiamare le varie immagini dalla tua galleria, soprattutto usando un solo messaggio. |
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| Arte di Mister blues commento di Mario Zacchi |
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| Mister Solo ha scritto: | | L'unico merito che riconosco a Mister blues è quello di aver scelto un soggetto in chiave ironico-critico, nei confronti dell'arte, da inserire nell'immagine del museo. |
Visto che si è giustamente sottilizzato sul metodo e sulle matrici, intorno ad una immagine che dovrebbe esprimere un concetto, tanto vale andare fino in fondo: l' accostamento scelto è una "capronata" delle più prevedibili, altro che merito (detto con il sorriso naturalmente). E' la raffigurazione di uno stereotipo da sottocultura, tra l' altro calato in un museo che espone arte classica, nemmeno arte contemporanea che, in un certo comune sentire, sarebbe spazzatura, presa in giro. Diciamo che il merito principale di questa immagine è di poter essere letta simbolicamente, nella maniera in cui denuncia, involontariamente, un legame tra povertà di mezzi (intesa come una sorta di pigrizia nella loro ricerca) e povertà di motivazioni.
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| wella di huncke commento di Mario Zacchi |
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| Sarei curioso di sapere cosa pensi (cos' hai pensato) a proposito di quello che pare essere un chiusino dell' acqua e che, nella foto, appare alla base del palo. |
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| exit wounds di huncke commento di Mario Zacchi |
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Il problema principale è che il corpo del mostro cui tendevi tu è molto meno bianco del corpo del mostro a sinistra. Quindi sfugge all' immediatezza la costruzione che si realizza tra lo spacco sporco nello sportello e la figura sotto.
Resta un collage di tracce sulle quali il micromosso opera un piacevole effetto straniante. Da stampare in modo che non diventi eccessivo (troppo grande che accentua troppo il mosso) oppure scarso (troppo piccolo che fa sembrare più nitido). |
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| Lost Childhood di Francesco Ercolano commento di Mario Zacchi |
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L' oggetto, le scarpe e il vestito, visti in questa chiave tonale, fanno un po' anni '50 e tendono a rafforzare il senso. Però mi pare che, a prescindere dal peso che gli si voglia dare quanto a genuinità, l' intervento per variare la tavolozza in post sia parecchio marcato, al punto da cambiare il colore effettivo degli oggetti usati (vestito e scarpe) e sul terreno appare anche più travisante.
Mi pare indovinata la costruzione che pone grossomodo sulla stessa direttrice il basamento del monopattino con le gambe: un sottinteso del legame esistente che diventa esistito per via della linea traversale del manubrio che lo taglia di netto.
Se mai fosse possibile (e ammesso che riguardo il colore abbia visto giusto in quel che ho scritto prima) la rifarei con abito e scarpe del colore appropriato, usando così il verde nel suo naturale ruolo di giocoso complementare della gamma dei rossi.
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| Tunnel della speranza di GianlucaVigano' commento di Mario Zacchi |
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Aggiungo, ora che la vedo in un monitor più grande, che se ci ripassi e provi qualche altra inquadratura di leggero maggiore respiro che consenta di posizionare meglio la riga rispetto all' angolo inf.sx. potresti ottenere effetto migliore.
E' neotopografica. Ho un debole per queste immagini. |
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| hotel florida di huncke commento di Mario Zacchi |
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La foto è piuttosto "sporca", ma è piacevole come, grazie alla cifra fisica del protagonista che guarda fuori dal quadro, siamo indotti a pensare a qualcosa oltre il margine della foto.
Se non è un problema di scansione (negativo troppo denso per il tuo scanner o regolazione non ottimale) la camicia ti è sfuggita troppo dalle mani perché passino inosservate le bruciature sul polso e sul petto. |
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| dualismo d'ingresso di spelafili commento di Mario Zacchi |
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| Direi che il senso traspare piuttosto chiaro dalla foto: superfici e tessiture senza profondità. Uno scatto grafico, postmoderno. Può piacere o non piacere, ma non è fatto a regola d' arte, per il suo genere, che vorrebbe una maniacale precisione nelle linee e non solo un piacevole risultato della finitura. |
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| ... di Flavia commento di Mario Zacchi |
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Merita un bel passpartout bianco per sottolineare il gioco di rimandi tra le linee curve del gatto e la forma semicircolare delle macchie a terra. Ben vista.
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| Stadio di Como di GianlucaVigano' commento di Mario Zacchi |
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Appoggiare il negativo sul vetro del tuo scanner dà più problemi che vantaggi. Prima di tutto perché se poi non lo schiacci con un secondo vetro resta imbarcato comunque. Poi perché se il secondo vetro non è di qualità complichi la vita al lettore. Ancora, perché si generano anelli di Newton dai due vetri a contatto con il negativo, se non interponi un apposito fluido (scansione a umido). Infine c' è il problema che il tuo scanner ha una messa a fuoco fissa, tarata sui suoi telai per negativi, per i quali esistono anche due serie di piedini distanziatori differenti, per correggere leggermente il problema. Quindi se dalla distanza di messa a fuoco dello scanner ti sposti (verso il vetro, poggiandovi il negativo) peggiori chiaramente la situazione. E' vero che i telai dell' Epson non sono un granché; ma del resto il prezzo è di molte volte inferiore ad uno scanner dedicato, quindi ...
PS: comunque controlla bene la messa a fuoco in ripresa ( o la macchina ...?) perché, francamente, qnche con l' Epson dei post così sfocati non ne ho mai fatti. E applica la dovuta maschera di contrasto. |
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| s.t. di gi.gus commento di Mario Zacchi |
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| Ci sono due manichini di troppo, mi sa. Intuizione giusta, anche se un po' ovvia, ma l' insieme perde qualcosa per via dei due manichini a destra che sporcano la scena. |
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| Cortile Isola di Ortigia Siracusa di Tanino commento di Mario Zacchi |
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| A me, più che fotografia, sembra un appunto. Non noti anche tu che il portale è tagliato malamente, senza respiro che la foto è storta e che questi aspetti non sono motore di un significato altro che non sia, semplicemente: scatto al volo, senza guardare e riflettere (fotograficamente) bene, mi piaceva la luce là infondo, mi ha affascinato lo stacco tra il primo piano e il terzo piano mediato dall' ombra, ma non sapevo bene come metterlo in foto? |
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| In cima al mondo. di Ivo commento di Mario Zacchi |
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| La presentazione della casetta nella foto iniziale è dinamica e accattivante per l 'occhio; solo che mi appare un po' fine a sé (la presentazione). |
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