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| MOSTRA IN MOSTRA: Mapplethorpe a Milano di Valerio Zanicotti commento di gparrac |
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Mi inserisco in questa (a tratti anche piacevole) discussione per fare alcune considerazioni ...
Supponiamo ad esempio che il reportage sia stato realizzato in una mosta di fotografie di Ansel Adams ... pensate che ci sarebbero stati tanti interventi? Io non lo credo ...
Il fatto è che come reportage mi sembra un po' debole: se immaginiamo di sostituire le fotografie di Robert Mapplethorpe con quelle di Ansel Adams il risultato non cambia.
Questo perché più che un reportage sulla mostra il tutto mi appare come una serie di fotografie di fotografie ... quello che dovrebbe dare un senso a tutto il avoro, cioè la reazione dei visitatori alle fotografie, quali esse possano essere, mi sembra mancare del tutto.
Ed alcune volte ho quasi l'impressione che le persone siano passate di lì per caso, entrate nell'inquadratura contro il volere del fotografo.
Robert Mapplethorpe è un fotografo discutibile e discusso ... non voglio prendere posizione sull'argomento, sia perché al riguardo non me la sento proprio di assumere un atteggiamento manicheo, sia perché il discorso sarebbe da parte mia lungo e complesso ma soprattutto, in questo contesto, assoluamente fuori argomento.
Ma il semplice fatto che si sia discusso più sulle fotografie esposte nella mostra che delle fotorgafie relative alla mostra mi sembra giocare a favore della tesi proposta, in sintesi quella che protagonista del reportage non siano i visitatori, ma le fotografie di Mapplethorpe ...
Spero che questo intervento sia considerato per quello che è, cioè una disamina del reportage proposto, senza provocare nei miei confronti accuse di bigotteria e scarsa apertura mentale.
Un saluto a tutti. |
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| Norvegia 3 di stellina commento di gparrac |
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stellina, la tua fotografia mi piace ...
Comincio con alcune considerazioni forse al limite del regolamento, anche se la fotografia proposta è un esempio eclatante di quanto intendo spiegare.
Nella tua galleria ci sono a mio avviso un buon numero di scatti in cui, più che curare la parte per così dire tecnica e di composizione tu hai cercato soprattutto di cogliere l'attimo giusto ... e come in questo caso l più delle volte per me ci sei riuscita bene.
Qui però forse ancora meglio di quanto accade nella fotografia su cui hai richiesto commenti in seguito ed è il motivo per cui scrivo a commento di questa.
Pur se estremizzato (e le stremizzazioni sono sempre deleterie) c'è del vero nel motto "non pensare, scatta!" che è un po' il vangelo della Lomofotografia ... o meglio, c'è del vero se lo si intende di non pensare a piccoli dettagli come messa a fuoco, esposizione o composizione, almeno in prima battuta.
Fotografa comunque ... concentrandoti solo su cosa fotografi, non come.
Poi, se c'è la possibilità, si può (anzi, si deve) scattare di nuovo, cercando di farlo secondo i sacri canoni.
Scattare da un bus in movimento (credo sia così) non lascia certo molto tempo, quel poco è meglio utilizzarlo per cogliere l'attimo giusto.
Certo ci sarà chi è pronto a dire che questo modo di fotografare porta ad un elevato numero di scarti, di foto irrecuperabili ... è anche vero, ma se non si prova a fotografare d'istinto in situazioni come questa la probabilità di portare a casa una fotografia è per definizione ... zero!
Mi sembra che qui sia stao colto un quadretto di vita molto descrittivo dei paesi del grande Nord: le bimbe, bellissime e biondissime, la madre (sempre che sia la madre) che sembra non preoccuparsi molto se una delle due fa i capricci, la tira avanti con un gesto insieme affettuoso e deciso, mentre blocca l'esuberanza dell'altra che sembra intenzionata ad andare per i fatti propri.
Un piccolo capolavoro (anche se dovuto ad un po' di fortuna ... ma come detto la fortuna bisogna cercarla) l'intreccio delle mani, che assume particolare evidenza per la presenza, dietro, di un'area scura.
Tecnicamente ... si, tutte le critiche sono giustificate.
Ma se ti fossi preoccupata di premere il pulsante di scatto solo dopo aver ragionato sulla migliore accoppiata tempo-diaframma non saremmo qui a parlare (e criticare) una simpaticissima fotografia.
Un saluto  |
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| Ritratto di gparrac commento di gparrac |
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| francesco1466 ha scritto: | | (...)La luce calda del (tramonto?) ha reso avvolgente l'illuminazione, pur lasciando qualche ombra di troppo sul volto; un pannello riflettente avrebbe aiutato ad ammorbidirla. |
Prediligo la luce del tramonto ... anche se a volte diventa troppo calda.
Almeno in teoria non posso che dirmi in pieno accordo sull'uso dei pannelli riflettenti, non li uso semplcemente perché con il mio modo di lavorare anche il posizionarli - ed obbligare la modella a rimanere ferma più o meno in una posizione - significa perdere in spontaneità ed immediatezza.
Demando al piccolo lampeggiatore sulla fotocamera il compito di aggiustare un po' le cose ... ma spesso è difficile prevedere il riultato, quasi mai controllo subito la fotografia sul monitor della macchina, lo faccio solo a conclusione della serie di scatti.
Stupendomi sempre per il fatto che adesso è possibile avere subito un'idea del risultato, senza attendere il ritorno delle diapositive dal laboratorio.
| francesco1466 ha scritto: | | (...)Ma tutte queste belle ragazze devi fotografarle con l'aereo come sfondo ? |
In quei giorni valeva la regola no volo no foto ...
E poi ... sempre meglio una aviosuperficie che una zona contaminata dalle radiazioni, non ti sembra?
| francesco1466 ha scritto: | | (...)Quella cornice, dai sii serio, ma ti piace davvero ? |
SI!!!!!!
Sono serio ... il fatto è che considero abbastanza importante il colore dello sfondo in cui viene inserita la fotografia ... ed il grigio molto chiaro scelto dal sito proprio non mi piace, anche se proprio non saprei suggerire un altro colore adatto un po' a tutte le fotografie. Quindi ...
Scherzo anche io ... ma non troppo
Grazie del commento. |
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| ... di gparrac commento di gparrac |
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La fotografia non è certo recente ... credo sia stata fatta nel 2005, quando mi ero appena convertito (molto, molto obtorto collo) al digitale.
E' una splendida chiesa di Leopoli, in Ucraina.
Trovo davvero unica la luce (però molto scarsa), ho scattato un po' di fotografie ma non sono riuscito a comunicare quella particolare sensazione che solo le chiese ortodosse riescono a dare.
Riprovo adesso (per l'ennesima volta) a fare qualche cosa in post-produzione ...
Questa è la versione in Bianco e Nero.
Suggerimenti e critiche sempre ben accetti |
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| ... di gparrac commento di gparrac |
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| Sisto Perina ha scritto: | | (...)sembrerebbe una macro ma in realtà è lo scatto a questa gigantografia...(...) |
L'oggetto è concreto ... ha il suo spessore ed il suo rilievo, ma fotografato in questo modo diventa praticamente bidimensionale ...
Quasi nulla (almeno nella fotografia) è un indizio delle reali dimensioni.
E poi ... abiamo già appurato che io sono una persona seria (ma non a tempo pieno).
Ciaooooooooooooooo! |
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| ... di gparrac commento di gparrac |
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| Webmin ha scritto: | | ... rimanendo in curiosa attesa dei risvolti di questa discussione, sposto in Varie. |
Sempre meglio che in macrofotografia ...
La vergine di titanio, una delle più grandi statue del mondo, poggia su un enorme basamento diviso in più piani (il più basso sotto il livello del suolo).
Internamente è ricavato un museo sulla Grande guerra patriottica.
All'ultimo piano, proprio al di sotto dei piedi della staua, il soffitto ha una conformazione vagamente a cupola, al centro della quale la riproduzione molto in grande di una medaglia al valore militare.
Questa è la fotografia, scattata appoggiando la macchina fotografica su una vetrinetta esattamente nel centro della stanza circolare.
Curioso, vero? |
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| ... di gparrac commento di gparrac |
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Kiev, Ucraina ... a volte le cose sono diverse da come sembrano a prima vista!
Suggerimenti e critiche sempre ben accetti |
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| Ritratto di gparrac commento di gparrac |
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Un'altra fotografia del Luglio 2011.
Scattata solo pochi istanti prima (o dopo?) questa.
Ma a mio avviso la maggiore lunghezza focale e - soprattutto - l'espressione della ragazza rende diverse le due fotografie.
Suggerimenti e critiche sempre ben accetti |
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| Ritratto di gparrac commento di gparrac |
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| Claudio R. ha scritto: | | (...)sembra la celebrazione di un piacere, di un feeling fra lei e l'aereo(...) |
E' proprio questo che intendevo comunicare: tieni conto che abbiamo dedicato tempo alla fotografia sempre dopo (purtroppo brevi ...) voli in cui la ragazza ha avuto modo di prendere i comandi, sia pure controllata e seguita dall'istruttore.
Grazie e ciao  |
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| Ritratto di gparrac commento di gparrac |
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Ancora una fotografia scattata in Croazia nel Luglio 2011 ...
Suggerimenti e critiche sempre ben accetti |
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| Ritratto di gparrac commento di gparrac |
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Ancora una fotografia sel Luglio 2011 ...
Suggerimenti e critiche sempre ben accetti |
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| Emarginazione di Domenico63 commento di gparrac |
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| Domenico63 ha scritto: | (...)Ho scelto di affidandomi alla interpretazione delle immagini che ritenevo (a questo punto forse erroneamente) adeguatamente simboliche.
Certamente non ti arrivano quindi, nel tuo caso, non lo sono a sufficienza.(...) |
Può essere un limite di chi osserva le fotografie, non dell'autore.
Ed in questo caso potrebbe anche essere un mio limite.
Chi guarda una fotografia è sempre condizionato dal suo substrato culturale e dai suoi preconcetti, non faccio certo io eccezione.
Non ho difficoltà ad ammettere di essere un po' prevenuto.
Resta comunque il fatto che sulla tua serie di immagini non ho certo scritto quello che scriverei (e non lo faccio per vari motivi) su altre nello stesso filone (ma evidentemente diverse).
Un saluto  |
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| Emarginazione di Domenico63 commento di gparrac |
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| tafy ha scritto: | | (...)che mi dici se invece di emarginazione l'avesse chiamato indifferenza? (...) |
A mio avviso ancora peggio ... molto peggio.
Ho cercato di rileggere le immagini, poi anche i commenti.
Molto buone a mio avviso le immagini ... sul tecnicamente buone mi sembra non ci sia troppo da discutere.
Paradossalmente mi trovo a poter condividere tutti i commenti precedenti ed il paradosso sta oprio nel fatto che alcuni sono di segno opposto.
Non è certo il tipo di fotografia che prediligo, spesso queste foto mi danno un fastidio quasi fisico. In questo caso però non avverto questo fastidio emotivamente, qui è un fatto più che altro razionale, un'idea che ammetto precostituita.
Le parole dell'autore mi convincono che l'approccio è corretto, le fotografie ... un po' meno.
Forse scrivere un commento per spiegare che non so che commento scrivere non è il massimo.
Ma le cose stanno così.
Un saluto.  |
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| *** di Krutaia commento di gparrac |
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| Sisto Perina ha scritto: | | (...)...è fatto bene, antichizzato quel giusto per riportare indietro nel tempo ma...anacronistico pensando all'abbigliamento moderno delle persone...(...) |
Su questo concordo in pieno ... la fotografia comunica anche tramite il mezzo moderno l'impressione, quasi la sensazione tattile e l'odore di una vecchia cartolina d'epoca.
Mi riferisco in particolare all'ottima resa delle statue sui due lati.
Ti trovi spesso a vedere fotografie anticate che comunicano immediatamente un senso di falso.
Qui, a mio avviso, la sensazione è diversa, la fotografia in questione sembra autentica, anche se bastano pochi secondi per capire dagli abiti delle molte (forse troppe) persone inquadrate che è stata scattata ai nostri giorni.
E questa sensazione di autenticità, sia pure fuggevole, è accentuata dalla scelta del punto di ripresa oggettivamente (ma credo anche volutamente) banale.
E che l'immagine non sia perfettamente in bolla non mi urta più di tanto: non lo sono molte cartoline di un tempo, certo è oggi un errore ma ... ch sia un errore voluto?
Per ultimo l'anacronismo riguardo gli abiti: svela l'inganno, direi in modo divertente ... porta l'osservatore a capire dopo pochi attimi di essere stato preso in giro ma ... con un sorriso divertito.
Quot capita, tot sententiae
ma credo che sia sempre utile un confronto di opinioni.
Un caro saluto all'autore ed agli autori dei commenti  |
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| La meteorina di robi77 commento di gparrac |
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Scusa una domanda, che in fondo può essere anche considerata anche un commento ...
Perché in paesaggio?
A me sembra piuttosto un ritratto ambientato, protagonista è senza dubbio la ragazza. Il paesaggio, anche se dal punto di vista dello spazio fisico occupato sul fotogramma sembra preponderante, è funzionale solo a spiegare l'espressione radiosa della giovane.
La pioggia è finita, anche se la prudenza invita a non chiudere ancora l'ombrello ... nel cielo un radioso arcobaleno, bene in sintonia con l'espressione felice del soggetto.
Se entriamo nell'ordine di idee che ritratto non è altro che la rappresentazione di uno stato d'animo della persona ritratta (non dico dell'anima della persona ritratta, anche se in fondo lo penso ...), al limite di uno stato d'animo puntuale, della durata di un attimo, questo un ritratto.
Mentre non possono essere considerati tali ad esempio le rappresentazioni di un volto in cui il soggetto simula sensazioni o sentimenti a comando, che comunque non le appartengono, almeno al momento dello scatto.
o no?
Mah, forse sbaglio io, se ne può parlare ...
Un saluto. |
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| Ritratto di gparrac commento di gparrac |
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Una delle ultime foto del 2011 ...
Suggerimenti e critiche sempre ben accetti |
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| L :) cca di andreaboni commento di gparrac |
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| andreaboni ha scritto: | | (...)un tuo commento non estremamente negativo mi fa molto molto piacere |
Mi sembra un commento positivo, tenuto conto che siamo qui per parlare di fotografia e non per scambiarci complimenti.
Bella la versione a colori ... mi chiedevo appunto quali erano i colori delle case intorno, difficile immaginarlo.
Un cromatismo più acceso, dato il tipo di immagine, ci sarebbe anche potuto stare ... forse può valere la pena di provare anche questo.
Un'immagine un po' particolare, questa.
In Bianco e nero? Forse anche così, ma ci vedrei una nonocromia piuttosto
arrabbiata che mal si concilia con la parte destra un po' scura (a meno di interventi in post produzione che non sono alla mia portata).
Ancora un saluto.  |
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| :) di gparrac commento di gparrac |
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| cmag ha scritto: | Sei un grande Gparrac !!  |
E genovese ... se poi consideri che
| Wikipedia ha scritto: | BELIN: Sembra che la parola derivi da Belanu (o Belenos, Belemnus), divinità protoceltica della fecondità e della procreazione ed adorata anche dagli antichi Liguri entrati in contatto e convivenza stanziale con popolazioni celtiche.
Tale teoria è stata di recente riproposta da Daniel Mc Queen nel suo "Celtoligurian Paganism and Occitanian Roots", in cui tra l'altro teorizza che il culto di Belin si esplicasse mediante pratiche di iniziazione omosessuale maschile, coadiuvate dall'utilizzo di giganteschi falli lignei.
Altra teorizzazione è che sia stata assimilata direttamente, sia dai Celti sia dai Liguri, dall'incontro con le popolazioni mediorientali, ed in particolare con i Fenici, attraverso il Mediterraneo. In accadico si trova, infatti, Bel con il significato di "Signore", nome comune fenicio del babilonese Marduk, e innu che significa nostro: Bel innu è dunque letteralmente "Nostro Signore", probabilmente incrociato con bêl bêlim "Signore dei Signori".
Attribuito ad una divinità fallica assume per trasposizione il significato popolare di "pene".
Per altri autori invece il termine è affine a "budello" o "budellino" (buelu), (beela) inteso come la parte dell'intestino crasso di taluni animali, usata per gli insaccati. L'affinità sarebbe dovuta quindi alla forma del budello. Ma la parola budellino (buelin, beelin) sembra da escludere sia per il valore dispregiativo (in realtà scherzoso diminuitivo) (In nessuna antica società s'è mai affermata una definizione popolare così mortificante degli attributi maschili della fecondità) sia per la non compatibile "e" lunga.
Belin, in macelleria, è la punta di culaccia, e ci sono macellai che ancora lo conoscono come tale. |
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