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| Aracnofobia di belgarath commento di belgarath |
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Grazie Biancoenero.. onorato dell'apprezzamento di un fotografo che stimo
ps. ti devo ancora un caffè per la sfida-contest, a Reggio non ci siamo beccati ma spero che potrò rimediare in futuro
| pocket ha scritto: | | oggi il termine "straight photography", applicato alla "street photography" è ancora attuale ? |
Non solo è attuale, ma è il punto di origine del tutto, i termini essenziali del dizionario espressivo della SP. Poi le strade si ramificano, ma come tutte le strade sono collegate fisicamente con il cammino lasciato alle spalle... la differenza è che come in un anello di Moebius è possibile tornarci in qualsiasi momento, pur continuando ad "andare avanti"  |
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| Aracnofobia di belgarath commento di belgarath |
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Reporter e pocket: vi ringrazio davvero molto, l'aggettivo "innovativo" è un complimento bellissimo (anche se magari con tutti gli scatti che ci sono al mondo qualcuno avrà già fatto qualcosa del genere), così come la definizione di "psicanalitica" che mi stuzzica parecchio, e apre diverse possibilità ad un genere che spesso viene limitatao pesantemente dalla pigrizia mentale (vedi luoghi comuni e strutture tipiche ripetuti all'infinito).
E ora veniamo al pocket-Colombo, appena smetto di sghignazzare
Oddio, non avrei tanto da ridere... Colombo le domande le fa solo all'assassino...
Ti ricordi la mia foto del ragazzino in bici che fugge dai Bender con il mosso fatto in post? Quello era una simulazione di un effetto fotografico, all'epoca si diceva che si, no, forse, insomma... ma se fosse stato un tempo lungo sarebbe andato bene a tutti, giusto?
Però gli strisciati da tempo lungo non esistono nella realtà, l'occhio non li percepisce.
Usare un tempo lungo crea (fotograficamente) qualcosa che non c'è (se non concettualmente) con lo scopo di fornire un'interpretazione della realtà e mettere in luce qualcosa che non appare immediatamente.
Questa sorta di high-key fa la stessa cosa... così come scurire o schiarire parti della foto, usare un viraggio acido o un bleach bypass che aumenta la sensazione di "sporco da strada": io li vedo tutti come strumenti a disposizione del fotografo, ma dietro c'è comunque lo streepher, quello che non altera le cose.
Altra cosa: pensiamo a una foto frutto di un appostamento davanti a un cartellone, magari di qualche ora, oppure frutto di visite ripetute.. una foto nature, senza interventi di sorta. E poi pensiamo a questa, lavorazione inclusa... ma figlia di una visione non immediata (come il cartellone + passante adatto) e con una finestra utile per scattare di qualche secondo: quale delle due è più "intimamente street"?
Sia chiaro, accetto anche chi mi risponde "nessuna delle due", forse l'approccio più corretto è quello di Gibson, Jorgensen (ed altri) più tutti quelli che si muovono nella street descrittiva e antropocentrica, senza spettacolarizzazioni ed accostamenti bizzarri... però consentimi quantomeno di sentirmi la coscienza a posto, cosa che invece spostando (ad esempio) quel rametto, nero-su-bianco-facile-facile-senza-neanche-scontornare, non avrei avuto
Corollario, inevitabile: ora potrebbe arrivare qualcuno a dire: bene, a questo punto io sono giustificato a incollare un cielo preso da un'altra foto, qualora lo stesso non contenga elementi protagonisti della storia.
A parte la distinzione filosofica (alterare il presente non equivale a inserire l'assente, anche se alla fine il risultato è lo stesso), la mia risposta è: per un certo modo di fare foto sei giustificato, per altri (tra cui il mio), non lo sei.
E lo stesso è anche in un sacco altri generi... pensiamo ad esempio al paesaggio, dove le esposizioni multiple non vengono ben viste da una fetta di pubblico, e usate largamente da un'altra, idem le spennellate scherma/brucia.
Tra tutti i generi pensare che la street sia proprio quello che mette d'accordo tutti è, viste le sue innumerevoli sfaccettature, un po' improbabile.
L'etica c'è, ed è giusto che sia così.. ma è qualcosa a mio avviso di difficilmente definibile usando strumenti esterni (quali tools vengono usati, come è nato lo scatto ecc.), è piuttosto qualcosa che viene da dentro, che l'autore deve sentire alla fine di tutto (preparazione, scatto, lavorazione): quello che ho prodotto è intimamente "reale", mi soddisfa come fedeltà a quello che ho visto?
Capisci bene che le sfumature della risposta (non la sua sostanza, sulla quale credo che tutti concordiamo) sono assolutamente personali.
Mortacci ... se la postavo prima almeno la facevamo a Reggio di persona 'sta maratona..  |
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| Metti una sera... al Ponte di Normandia di Clara Ravaglia commento di belgarath |
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Mi piace perchè è uno scatto che ha ragione di essere in b/n (e non aggiungo altro... ), la mancata simmetria non mi pesa affatto, anzi: per le caratteristiche di questa scena (che non è a base grafica) non so come ci sarebbe stata, la sensazione è che sarebbe diventata più statica e meno tridimensionale.
Buona davvero la composizione, il formato scelto si sposa bene con la verticalità del ponte e il palo a sinistra l'hai domato bene (visto che eliminarlo non potevi).
Quello che non mi convince molto nel b/n è il forte contrasto tonale fra l'asfalto (un po' troppo piatto nella parte bassa, così come le siepi, entrambi gli elementi sono a livello di immagine grafica ma il resto della scena non lo è) e le due auto chiare a sinistra, che sono allo stesso livello di bianchi delle sorgenti luminose (lampioni e fari).
Con un ripensamento dei contrasti potrebbe essere uno dei tuoi b/n più riusciti
Ciao Clara  |
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| st di burbero74 commento di belgarath |
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Sarebbe ottima per il contest "Due"
Quando usi ombre e luci, alza il raggio, ottieni un effetto più naturale e meno effetti "di bordo" (che puoi comunque compensare con i pennelli).
Prova a portar via l'attenzione dagli elementi problematici dello sfondo usando tutto quello che ti viene in mente: bruciature, desaturazioni, sfocature... e se non hai una foto buona, postala più piccola, i difetti si vedranno meno
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| My soul is flying away di AlexKC commento di belgarath |
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| AlexKC ha scritto: | | Sono felice che sia piaciuto perché a questo scatto tengo abbastanza |
E fai bene
Clonerei via quei due pezzetti di ramo che spuntano in alto al centro.
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| Aracnofobia di belgarath commento di belgarath |
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Maurizio, biskor e R.O.S., grazie mille, felice che vi sia piaciuta
Andrea (Feliziani): interessante la tua "autopsia fotografica".. spesso le street sono accusate di essere "usa e getta", la tua lettura mi conforta
Surgeon: più che per paura che la foto non venga capita (sarebbe stato comunque un test) il titolo l'ho messo per evitare equivoci in uno scatto che riconosco possa generarli: per me rimane uno scatto approcciabile da più parti.
Grazie per il tuo commento, fatto veramente bene (e non è il primo... )
Andrea (Comelato): parzialmente ho risposto a te in quello che dicevo a Surgeon. Inoltre, il titolo è per così dire di "secondo livello": la fuga do per scontato che la vediate, con il titolo vi dico solo da cosa, specifico che quel ramo non è un riempitivo del primo piano, ma ha una sua funzione. Insomma, non è totalmente didascalico, non l'avrei intitolata "fuga" o "paura" (non so se mi spiego )
Per il BW, nello scatto originale la gamma dinamica era troppo poco estesa per una buona resa, mentre in questo la striscia di sabbia se convertita diventa a mio avviso troppo pesante, perchè conserva uno spessore materiale che si va ad affiancare ad elementi sottili e monocromatici, al tratto, risultando una "massa sospesa".. il colore invece mitiga la cosa.
Provare per credere... e grazie anche a te. |
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| Aracnofobia di belgarath commento di belgarath |
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Paolo, Neroavorio, Pugile, pocket, Nash, Umberto, lilian, Alex, Luca, charly, cugino, Luigi, Nicola, Massimo, Riccardo, sidrx, Marco e Clara... grazie molte per l'apprezzamento ed i commenti davvero graditi
Vediamo alcune cose che avete detto... a partire dal titolo: solitamente io sono del partito anti-titolo, e per una street pura credo che non ci debba essere. Però questa secondo me corre il rischio di non essere percepita subito come street perchè ha una certa valenza paesaggistica: il mio titolo vuole essere un invito a non vederla in quell'ottica, perchè a causa delle condizioni di luce e della focale usata di difetti ne ha eccome (il bordo scuro in alto e la resa del confine con l'acqua li avete giustamente rilevati). Anche la trasformazione di cielo ed acqua in bianco sono motivate sia dal rafforzare il messaggio street (felice che sia stato colto) che da esigenze tecniche, perchè la resa nello scatto originale non era affatto buona.
In sostanza: l'ho lavorata e parecchio (sia pure senza alterare la sostanza delle cose), perchè il momento e l'accostamento mi sembravano validi e mi dispiaceva perderli, ma c'era la necessità di creare un contenitore non sgradevole per ospitarli.
PS. nonostante quello che ho detto non rimpiango di non avere avuto una reflex: questa è fatta a 280mm, se non avessi avuto la TZ3 le possibilità di avere in quel contesto una focale lunga montata erano tendenti allo zero... e cambiare obiettivo significava perdere per sempre quell'istante
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| 30-04-2009 - Roma di Liliana R. commento di belgarath |
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Giuste considerazioni sono emerse dai pareri precedenti... a me comunque non dispiace, si vede che c'è di più del semplice scatto "passivo" che spesso si fa in queste situazioni. Qualcosa nella direzione indicata puoi anche ottenerla lavorando un po' le luci; l'unica cosa che non mi fa impazzire è il bianco principale così decentrato, ma lì si può fare poco a posteriori.
Ciao Lilian  |
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| Comacchio di marco1969 commento di belgarath |
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Secondo me in Architettura potresti avere dei consigli validi per questo tipo di foto; come S&L non funziona, come ti hanno detto.
Sposto, ciao  |
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