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| Gallipoli - Baia Verde, aprile 2014 di Alessandro Signore commento di Alessandro Signore |
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| foto apprendista ha scritto: | comincio con una domanda: perché iso 400 e 1/1600? te lo chiedo perché spesso mi capita ma nel mio caso è che mi dimentico le impostazioni |
Su suggerimento di Antonino Di Leo ho settato la X-Pro su "DR200" (funzione per espandere la gamma dinamica, se non ho capito male, e che non conoscevo) e pare che di default imposti 400 iso. Qualche fujista mi corregga se sbaglio...  |
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| two di ShellyPh commento di Alessandro Signore |
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| Nel complesso funziona, anche se non mi convince appieno (gusto personale) questa diversità di proporzioni. |
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| RitrattTo di cmag commento di Alessandro Signore |
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| oltre la vignettatura esagerata trovo poco funzionale anche la collocazione nello spazio della modella, troppo a margine e con spazio eccessivo a destra. Serviva una luce di schiarita per evitare le fastidiose ombre sull'occhio e e sulla spalla. |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Alessandro Signore |
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non so perché, ma in genere mi viene spontaneo associare questo tipo di immagini, raffiguranti luoghi momentaneamente abbandonati tipo le strutture degli stabilimenti balneari, a scene e toni più tenui, meno contrastati, più in stile ghirriano, per capirci.
Ovviamente qui è una chiara questione di gusto personale, intendiamoci, ma trovo la scena particolarmente "incasinata" (non per colpa tua) e dai toni forzatamente trendy e ciò cozza con la mia idea di luogo in "quiescenza", pertanto questa opinione non conta una mazza!  |
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| Centro Lungo Savio - Vittorio Gregotti di HiGiò commento di Alessandro Signore |
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| HiGiò ha scritto: | | Queste mie fotografie potranno anche sembrare impersonali (anche se a me non lo sembrano) ma occhio perché nel dire cose del genere si rischia di catalogare come "foto con poca personalità" anche le immagini di autori molto più autorevoli di me. |
Beh, anche a paragonare le mie foto, le tue e quelle di molti di noi "amatori" a quelle dei Grandi Autori (non solo per la capacità, ma soprattutto per l'esperienza) si rischia di scivolare di brutto eh...
Tornando coi piedi per terra, io credo che nessuno abbia inteso utilizzare il termine "documentazione" in senso negativo, anzi!
Personalmente, quando parlavo di "interpretare", mi riferivo al fatto che hai ripreso per la maggior parte degli edifici che tra loro si somigliano, in maniera sistematica: ciò inevitabilmente fa "sembrare" simili molte foto, anche se non lo sono! Ricordati che non tutti guardano le foto col tuo stesso occhio! Il risultato è che tutta la serie rischia di passare troppo velocemente e in maniera superficiale o, almeno, questa è la mia sensazione, ma anche quella di qualcun altro, mi pare.
Nel portfolio mancano - a mio personale modo di vedere - dei particolari a testimonianza del modus vivendi di chi vi abita, ciò avrebbe contribuito - forse - a rendere più vive e meno monotone le immagini e di conseguenza la lettura dell'insieme.
Ovviamente, questa è la mia sensazione, ma se a te sta bene così e sei contento del lavoro svolto, che senso ha alimentare dibattiti?!  |
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| Centro Lungo Savio - Vittorio Gregotti di HiGiò commento di Alessandro Signore |
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| HiGiò ha scritto: | | Tutte le fotografie di questa serie (e anche della precedente) sono state realizzate con la macchina tenuta perfettamente in bolla |
Scusa la IMG_3126 come può essere stata scattata con l'obiettivo parallelo al terreno??
A parte questo, noto anch'io un certa ripetitività delle scene che, a parte le due praticamente uguali, è causata anche dall'aver condotto la ricerca senza tentare di diversificare i punti di ripresa e/o l'oggetto dello scatto. Un quartiere fatto di case identiche restituirà foto tra loro simili se si cerca di documentare senza interpretare.
Con questo non voglio dire che questo lavoro è sbagliato, assolutamente: se il tuo intento è la mera documentazione del quartiere, (e ci sta tutto), devi per forza di cose sfoltire, eliminado, per esempio, due delle tre foto dei portici (terrei quella con le bici frontale); del parchetto ne basta una, (direi quella con la panchina); una o massimo due dove si vede la strada e la segnaletica, (magari una dritta e una in diagonale, da decidere in base alle esigenze di sequenza); quella di copertina mi pare ok; la ciminera compare troppe volte...
Ovviamente la sfocatura è di troppo: dà quel senso di artistico con con questo genere non serve a nulla.
Il viraggio non mi entusiasma, ma è una tua scelta "di gusto" e non ha senso che io la commenti.
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| Chiara di Viola Lorenza Savarese commento di Alessandro Signore |
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| Viola Lorenza Savarese ha scritto: | ...le mani.. ehhhhhhhh le mani.... ^___________^ certo, sarebbero potute essere intere, ma non mi servivano e quando qualcosa non mi serve tendo a non prestarci attenzione e come si sa quando non presto attenzione a ciò che non mi serve affetto persone.. |
ehhhhh... quando si esprime un concetto in italiano lo si può fare usando termini e punteggiatura corretti, oppure no. Quasi certamente il messaggio giungerà comunque all'interlocutore, ma con più fatica nella seconda ipotesi.
In questo caso le mani non sono un elemento marginale, primo perché sono le mani... e poi perché terminano una posa definita e caratterizzata dalle braccia allungate, inoltre a livello percettivo sono poste a chiusura della figura predominate, posta nel fotogramma nel senso di lettura che ci è più congeniale, da sinistra verso destra. Spesso non ci si fa caso, ma il nostro cervello sì, sempre, e il motivo per il quale un'immagine ci colpisce più o meno di un'altra, a volte, sta proprio in questi piccoli, grandi particolari.  |
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| Urban nude di cmag commento di Alessandro Signore |
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PREMESSA:
Il ritratto è un genere complicato perché presuppone un'empatia tra fotografo e soggetto che si costruisce nel tempo. Pertanto, se come penso in questo caso il soggetto principale è "la gnocca che ha caldo", da eterosessuale praticante lo trovo di una noia mortale e di una inutilità disarmante. Quindi, in maniera molto diretta, non provocatoria né offensiva, non mi riesco ad interessare molto a questo genere fra il "nudo artistico" e non so cosa, appena abbozzato e non approfondito.
Tornando a noi, tecnicamente questo è un "ritratto ambientato". In questo genere di foto io mi chiedo sempre in che modo il soggetto dialoghi col fotografo e con ciò che lo circonda.
Guardando la posizione della testa mi verrebbe da pensare che stia cercando qualcosa che magari le è caduta dalle scale in basso... quando non riesco a capire chiedo all'Autore, che come da copione consolidato risponde provocatoriamente e con altre domande: fa sempre così.
Ora, al di là delle simmetrie e delle asimmetrie del contorno, molto relative dato che qui il soggetto è la tipa seduta, mi spiega cortesemente l'Autore qual è per il lui il senso, il motivo di questa posa? Perché ha chiesto alla modella di assumerla? Se lo ha deciso la modella, perché l'ha pubblicata e come la intende lui?
Per quanto mi riguarda, a parziale integrazione della premessa di cui sopra, il lato puramente tecnico e filoestetico di cui si è discusso fino ad ora, è del tutto marginale o, se preferite, secondario, rispetto al contenuto (sempre se c'è). E non mi si dica che questa è arte e che non ci deve essere per forza un motivo, perché questa giustificazione vale tanto quanto nulla e gli Artisti in senso stretto, non me ne voglia Cmag, ma, ancora senza offesa, per me sono altri.
Grazie, resto in attesa. |
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| Urban nude di cmag commento di Alessandro Signore |
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| cmag ha scritto: | | non ho capito qualcosa? |
Sì, non hai capito proprio la domanda, ma non fa nulla.
Bella "esposizione" comunque!  |
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| ... di gparrac commento di Alessandro Signore |
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L'originale, quella appena sopra questo commento, mi piace molto, ne apprezzo la gestualità delle modelle e la colorazione multipla, insolita, ma d'effetto.
Quella elaborata, che personalmente avrei (s)postato in artwork, non mi convince: a dirla tutta faccio anche fatica a definirla "fotografia". |
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| Cagli - Palazzo Tiranni di Cube commento di Alessandro Signore |
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| Cube ha scritto: | (...) Nino Migliori e' DAVVERO alto  |
...ho avuto la fortuna di conoscerlo: un esempio di umiltà, cultura (anche "moderna", nonstante i quasi novant'anni) e intelligenza davverto al di fuori dell'immaginario comune. |
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| Cagli - Palazzo Tiranni di Cube commento di Alessandro Signore |
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Mi ricorda il lavoro "Muri" dell'immenso (come fotografo e come uomo) Nino Migliori...
| Webmin ha scritto: | | (...) forse per una esigenza di omogeneità, ti suggerirei di sperimentare una resa tonale in post produzione che, magari travalicando leggermente la lettura aderente alla realtà, consenta di livellare un pò le differenze. |
...oppure all'opposto, differenziare la postproduzione per farli apparire meno simili.
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