|
|  | | Commenti |
|---|
 |
| Cascate di MisterG commento di Alessandro Signore |
|
| ...a livello compositivo è parecchio incasinata... credo che la scarsa forza di questa foto sia da ricercare in questo piccolo, grande difetto. |
| |  |
| boxe di diego campanelli commento di Alessandro Signore |
|
In genere, in foto di questo tipo come in quelle di concerti e spettacoli, dopo aver osservato la sequenza, c'è sempre UNA e solo UNA immagine tra tutte destinata ad essere il simbolo dell'avvenimento fotografato, una sola immagine che ti condurrà a rivivere l'intero evento: io qui non riesco ad individuare un'immagine memorabile, vuoi perché la 1 e la 2, concettualmenter interessanti, sono compositivamente errate a causa di tagli poco opportuni, la 4 in cui l'occhio del pugile la fa da padrone, ma il soggetto in sé proprio non si vede, anche a causa delle funi diventate enormi , complice la sfocatura; la 6 è un po' avulsa dal contesto e anche qui tagli il volto e non capisco perché (se il soggetto sono le mani avresti dovuto, a mio avviso, stringere di più su di esse); nella 7 il gomito disturba e nella 8 i due parlano durante un momento topico e di relativa calma, ma in entrambi la bocca è coperta. Forse tra tutte spicca la 9, ma credo meglio in formato panoramico, però...
Il consiglio che mi sento di darti, maturato da una certa esperienza in situazioni di scatto simili, è di dimenticarti della raffica proprio perché dà una certa sicurezza, solo apparente: io uso lo scatto singolo cercando di scattare solo al momento giusto, scoprirai quanto diventa tutto più facile, anche in fase di editing.  |
| |  |
| Venezia al quadrato di Pio Baistrocchi commento di Alessandro Signore |
|
Parto dal termine "quadrato" posto nel titolo e riferito al formato di scatto. Tale formato, molto diffuso in fotografia analogica, è l'esempio di "simmetria assoluta": permette infatti di inserire con più armonia all'interno della composizione elementi geometrici, di sfruttare meglio le diagonali, di dare importanza al soggetto soprattutto se lo si colloca al centro, ecc.
Osservando la sequenza dal punto di vista compositivo, l'impressione che si ha è che molte immagini non siano state pensate all'origine in formato quadrato e questo lo si evince dai tagli, (spesso soffocanti e talvolta imprecisi, che restituiscono angoli di campo troppo stretti), e dalle inclusioni di elementi di disturbo, soprattutto nelle foto di architettura, nelle quali mi sarei aspettato di trovare l'incrocio di qualche diagonale, delle vie di fuga e l'inserimento di qualche elemento geometrico o architettonico predominante.
Altra cosa importante riveste il luogo prescelto, Venezia, una città con un'elevata concentrazione di turisti, questo si traduce principalmente in due aspetti, se vogliamo anche negativi per il fotografo: la continua presenza di personaggi assortiti all'interno del nostro mirino... e la sovrabbondanza di foto-cartoline che derivano dalla massa di gente che vi si reca in visita. Inevitabilmente di tali "difetti" soffriranno anche le nostre foto, a meno che non si tenti, in qualche modo, di essere originali (ricordo in proposito un reportage di protesta di Berengo Gardin sull'invasione delle navi da crociera...) e soprattutto sintetici, questo proprio per non essere ridondanti e rischiare di annoiare con delle foto che possono somigliare alle "foto del mio viaggio a Venezia". Trenta immagini sono veramente tante, alcune delle quali mostrano scorci della città molto simili, altre dei dettagli sì caratteristici, ma diffusi anch'essi, che personalmente avrei intervallato, e non messo in sequenza per gruppi, al solo scopo di dare vivacità nello scorrimento, un palliativo se vogliamo, anche perché di solito i repentini passaggi di focale (ma anche meno repentini...) portano a continui cambi di interpretazione che possono essere fuorvianti e/o poco funzionali alla lettura dell'insieme, ho visto che hai utilizzato addirittura due macchine e tre focali differenti...
Concludo con la scelta del bianconero che non discuto perché lì è una questione proprio di gusto, ma non saprei dire quanto, all'atto pratico, risulti funzionale oppure un ripiego per mediare le condizioni meteo non sempre favorevoli e ottimali per restituire scatti più vivi.
Ovviamente, la mia è una lettura personale dettata da quelli che sono i miei punti di vista, resta inteso che è opinabile e non condivisibile al 100%.  |
| |  |
| ... di Mauroq commento di Alessandro Signore |
|
| Mauroq ha scritto: | (...) settembre 2013  |
Ah ecco, il primato è ancora nostro, dato che iniziamo a marzo mediamente!  |
| |  |
| ... di Mauroq commento di Alessandro Signore |
|
di quand'è 'sta foto?! No, perché se è di questi giorni vuol dire che i pazzi non stanno solo qui in Salento.
La foto, manco a dirlo, è molto bella: fa della semplicità il suo punto di forza. E anche il tuo marchio di fabbrica...  |
| |  |
| |  |
| |  |
| STARI MOST (VECCHIO PONTE) di allegri commento di Alessandro Signore |
|
Ci sono stato l'anno scorso e penso che questa sia l'interpretazione più classica e scontata che si possa dare al ponte che teneva insieme la Jugoslavia.
A parte questo, le dimensioni da francobollo non aiutano certamente ad apprezzarla.  |
| |  |
| |  |
| |  |
| Lecce... tramontana di Antonino Di Leo commento di Alessandro Signore |
|
per evocare bene bene la tramontana, di solito fredda e sferzante, io avrei preferito avere i panni mossi, ma proprio mossi, mossi...
certo, a guardare bene, ma bene, bene, ce ne sono alcuni attorcigliati, ma si perdono un po', confondendosi col cornicione, non sono immediatamente identificabili insomma, almeno da questo monitor che uso ora, poco profilato.
Bello anche l'angolo barocco in alto a dx che bilancia il lampione, hai fatto bene ad includerli entrambi.
Questa Fuji ti sta miglioranto Antonino, #sallo!  |
| |  |
| ... di Mauroq commento di Alessandro Signore |
|
io invece la vedo inserita bene nella tua produzione, perennemente caratterizzata dalla costantre presenza dell'acqua, oltre che dai toni caldi e vintage.
Certamente meno coinvolgente di altre, ma come rappresentazione di un luogo ha il suo perché. |
| |  |
| |  |
| \____0__ di Piergiulio commento di Alessandro Signore |
|
una composizione equilibrata, che dà all'immagine una connotazione più astratta che architettonica.
Sempre vigile il tuo occhio, davvero.  |
| |  |
| Esti di mauro p commento di Alessandro Signore |
|
Penso che la chiave di lettura sia l'angelo tatuato: il colpo di luce sul ginocchio e sui capelli è un pugno nell'occhio che penalizza l'intero lavoro.
Fermo restando l'idea, secondo me valida e interessante, riproverei illuminando meglio, come suggerito da Mario. |
| |  |
| ((( di MauMa commento di Alessandro Signore |
|
Da questo monitor mi sembra tendenzialmente scura.
Probabilmente è stata una scelta precisa dell'Autore, ma a mio personale avviso, così com'è, l'immagine perde forza. |
| |  |
| |  |
| Domenica di Salvatore Gallo commento di Alessandro Signore |
|
...a metà tra la storia di un cantiere e foto d'architettura. Nel primo caso manca l'avanzamento dei lavori, dato che ce lo mostri ormai ultimato (o quasi); nel secondo le immagini risultano afflitte da imprecisioni compositive importanti. Un reportage incompleto (a mio avviso) che racconta poco.
Nel qual caso, molto probabile, avessi mal interpretato le tue intenzioni, t'inviterei a ad aiutarmi nel trovare la giusta chiave di lettura.  |
| |  |
| |  |
| | br> |