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| ...dolci attimi di erotismo interiore... di Vincenzo Lunetta commento di Alessandro Signore |
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è una foto "con sorpresa", nel senso che il primo impatto è quello di un volto aggraziato, delicato, rilassato. Poi si scorge l'altra faccia della medaglia, celata da una luce più tenue, riflessa nello specchio e la foto acquista il significato suggerito dal titolo. Direi un ottimo lavoro.
Ps: probabilmente è anche a causa della compressione se, effettivamente, la texture della pelle sul braccio e la schiena, appare poco convincente. |
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| Magh pleasure di Viola Lorenza Savarese commento di Alessandro Signore |
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Ci sono forse troppi elementi in giro e la foto risulta un po' incasinata.
A parte questo, trovo pertinente (e interessante) il taglio che enfatizza il momento topico... il braccio, in particolare il polso, assumono una posa innaturale e poco fotogenica (secondo me). Coinvolgente lo sguardo. |
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| il non luogo di bafman commento di Alessandro Signore |
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| nerofumo ha scritto: | | dicevo io di essere stato troppo buono. |
Spero di non essere stato "cattivo" io, era l'ultima delle mie intenzioni.  |
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| il non luogo di bafman commento di Alessandro Signore |
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Una cosa sono le emozioni personali che si attivano alla vista di un luogo e per vari motivi, altro è trasmetterle fotograficamente. Questa sequenza, che tu definisci pensiero, (ma che rimane sempre una sequenza postata in una sezione ben specifica), a me sembra più un test sulla profondità di campo, soprattutto nelle ultime tre immagini.
Il concetto di "non luogo" in fotografia è un neologismo dalle tante sfaccettature, che se posto addirittura come titolo di un portfolio crea determinate aspettative, non solo visuali, ma anche in termini di contenuti che qui, onestamente, io non vedo.
Perdona la franchezza Alberto e se non ho inteso, aiutami a capire.
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| A p e r t u r e... a E s t di Antonino Di Leo commento di Alessandro Signore |
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| Antonino Di Leo ha scritto: | | verissimo Alessandro... infatti non saranno tutte ambientate nello stesso luogo, sarebbe folle... l'idea di base è 10 scatti, una foto per un luogo (salentino) con un denominatore comune, colore e geometrie, almeno per ora l'idea è questa. In principio mi ero anche autoimposto la focale, 135, ma dopo vari "esperimenti" risultava arduo come limite, da qui spiegato il cambio di "approccio" che hai giustamente notato... |
Ok, se in qualche modo posso essere utile...  |
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| Matera (2014) di goonico commento di Alessandro Signore |
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Riesco ad apprezzarne solo il fatto di aver aperto con la luce e chiuso col buio.
Per il resto sono dei classici scontati, anche se ben eseguiti, che si ripetono costantemente. Preferisco di gran lunga i campi ristretti, in particolare la #7. |
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| A p e r t u r e... a E s t di Antonino Di Leo commento di Alessandro Signore |
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| Antonino Di Leo ha scritto: | | (...) questa farà probabilmente parte di una serie che sto preparando per il MFF che sai. |
Uhm... per quanto interessanti possano essere le foto, come sai, è un posto davvero troppo abusato (fotograficamente) al punto che le foto passerebbero per "anonime". È un po' come il Duomo a Milano o il Colosseo a Roma! Parere personale, che non voglio definire consiglio, da amico: fossi in te cercherei altri soggetti per un'esposizione pubblica.
| Massimo Tolardo ha scritto: | Posto fantastico fotograficamente, fonte inesauribile di ispirazione.
Mauroq maestro ineguagliato, diceva in un post precedente che ci sarebbe andato fino allo sfinimento. |
E invitiamolo no?!  |
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| Biciclette.. volanti di Dott_DoppiaW commento di Alessandro Signore |
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Sinceramente lo trovo poco interessante in sè e soprattutto ripetitivo.
Potrebbe essere più stimolante se le biciclette fossero in qualche modo messe in correlazione col paesaggio urbano, contesto nel quale sono state installate e dove, anche a livello semantico, il tutto potrebbe assumere un significato più forte e diretto. |
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| Giuseppe il falegname di nerofumo commento di Alessandro Signore |
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Si vede poco del suo lavoro e molti sono ritratti ambientati, infatti è difficile capire che è un falegname, se non fidandosi del titolo.
Secondo me è un attimino da rivedere anche l'illuminazione, soprattutto nella #4 e nella #6, in cui la luce sul volto appare più calda e la cosa stride un po', soprattutto se confrontate con le altre, nelle quali mi pare più fredda e naturale. |
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| C o l o r S t r e n g t h di Antonino Di Leo commento di Alessandro Signore |
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Io direi di pianificare una scattata cumulativa, almeno per chi è della zona, e sfruttare in maniera creativa le asimmetrie caratterizzanti, piuttosto che ristrutturare con Ps...
Tra l'altro da Antonino avanzo una paio di caffè, mi pare...  |
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| A p e r t u r e... a E s t di Antonino Di Leo commento di Alessandro Signore |
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Hai messo in cornice la quiete del mare. È quasi rilassante e in controtendenza con il tuo stile. Mi piace!
Abbassandoti un pelino (o con un tocco di maggggia) avresti fatto sparire quella parte di balaustra nelle due specchiature laterali: rompono parecchio, e non solo il silenzio. Provare per credere.
PS: più cerco di sbarazzarmi di te, più ti ritrovo tra i piedi! ---->  |
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| TCh di Massimo Tolardo commento di Alessandro Signore |
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| Massimo Tolardo ha scritto: | Grazie Alex, felicissimo del tuo passsaggio.
E' uno scatto di qualche tempo fa, se ricordi ci siamo incontrati proprio lì con Michele. |
Ricordo, ricordo!  |
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| Piazza S. Carlo Torino di roby_foto commento di Alessandro Signore |
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| Massimo Tolardo ha scritto: | | La figura con l'ombrello rosso sarebbe stata un ottimo punto d'interesse qualora fossi riuscito ad assegnarle una posizione meno marginale. |
Concordo, probabilmente sarebbe stato l'unico modo per tentare di farla apparire meno scontata. |
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| Hong Kong di Matteo76VA commento di Alessandro Signore |
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| Aggiungo ai commenti di chi mi ha preceduto, a mio avviso pertinenti e precisi, che le inquadrature delle architetture in diagonale stancano, soprattutto quando ripetute in numero e sequenza. |
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| TCh di Massimo Tolardo commento di Alessandro Signore |
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Ormai questo luogo è un classico salentino, visto e rivisto in tutte le salse.
Devo dire che la tua interpretazione, non a caso, non mi lascia indifferente: la sensazione di oppressione che generalmente dà un imponente muro scuro, qui è limitata dalle aperture che lasciano intravedere lo spazio e il paesaggio circostante. Curioso il fatto che il varco predominante, (quello a sinistra), riporti ad una zona inaccessibile con porte chiuse/murate.
Credo che la forza di quest'immagine sia proprio in questo gioco di ambienti chiusi, ma aperti allo stesso tempo!
Curatissima, come sempre, la postproduzione del file. |
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