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| dsc di fano commento di Mario Zacchi |
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| La curva edilizia ricorda una collinetta; questo rende la foto piacevolmente ambigua. |
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| ... di Mauroq commento di Mario Zacchi |
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La prima è davvero bella. Una vera foto a colori, con tanto di visione a colori.
Anche l' ultima. Le altre sono pure belle, ma più leggere. |
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| London_02 di Ugolino Conte commento di Mario Zacchi |
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Diciamo che di chiaro c' è la volontà di opporre le dimensioni. Di altrettanto chiaro c' è la progettualità(*) che ha previsto come dovesse essere la vittima designata (vestito scuro, camicia bianca, bicchiere bianco) e dove esattamente convenisse metterla, nel fotogramma, affinché non solo l' opposizione delle dimensioni riuscisse convincente, ma pure che ci fosse quello stacco necessario sugli elementi salienti per la narrazione che sono il collo camicia e il bicchiere (il resto poteva benissimo sfumare contro lo sfondo con buone ragioni). La progettualità ha anche messo al centro in basso la figura; una scelta netta, ragionata, funzionale in questo caso. L’ interpretazione di cosa significhino le dimensioni, di cosa significhino il collo bianco e il bicchiere è lasciato giocoforza alla conoscenza di un ambiente (la City); conoscenza che mette in moto il gioco metaforico. Se non si ha questa conoscenza la metafora non può funzionare. Ma non può funzionare nemmeno se uno pensa “ma io ci sono stato e visto tanta altra gente diversa da quelle parti”. E' senz' altro così, nella realtà, ci mancherebbe; ma il punto non è questo. Il punto è che l’ autore ha voluto mostrare la "sua" impressione; lo ha fatto in questo modo. Sono certo che un diverso autore, con una sensibilità diversa, influenzata da un diverso pensiero sul luogo (e non solo sul luogo) potrebbe aver cercato uan diversa foto, che mostrasse un diverso aspetto a lui più vicino.
PS: Potrei aver scambiato per progettualità una semplice casualità. Però la foto mi pare troppo precisa e poi ci sono altre due foto in galleria e nessuna delle due appare casuale, in particolare quelle con i fiori che non è una situazione “sulla quale” ha fatto click; è una situazione inventata nella mente. Tre foto non sono 30 e neppure 300, ma spingono a propendere, ora, più verso l’ idea che chi le ha scattate sappia cosa sta facendo quando le scatta, che non l‘ opposto. In seguito si vedrà. |
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| ... di Mauroq commento di Mario Zacchi |
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La macchina del tempo: Ghirri e Quirini a spasso sulla spiaggia.
PS: Senza un palese conflitto nella visione. |
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| ... di gparrac commento di Mario Zacchi |
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| Secondo me manca una rilettura, un' interpretazione. Diciamo che è fredda documentazione. XIV questa è bella, non solo perché bella è la foto rifotografata, ma perché così appesa, con quel gesto raffigurato, con la persona in secondo piano che se ne va, ha qualcosa da raccontare oltre il fatto in sé. |
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| Scala blu di rrrrossella commento di Mario Zacchi |
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| Personalmente starei più aderente alla visione rigorosa delle geometrie (geometrie che sono il tema della tua indagine in questo posto) che alla visione sperticata che alla lunga stanca. In ogni caso scegliere: o l' una visione, o l' altra. Più attenzione nella scelta dell' orario, cioè della luce. Probabilmente bisogna passare più volte perché il sole non lo puoi spostare a piacimento e le varie facciate rispondono diversamente a seconda dell' ora del giorno. |
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| London_02 di Ugolino Conte commento di Mario Zacchi |
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| La scelta che ha dato luogo al risultato è talmente chiara, netta, senza esitazione che discutere al di fuori di quelle che sono state le palesi intenzioni e la palese interpretazione dell' autore è fuori luogo. Visto che tempo fa scrissi che aveva in galleria tre belle foto, chi mi legge ora non dovrebbe essere indotto a pensare che ho scritto dopo avere letto le spiegazioni dell' autore. |
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| Nella notte di SamantaSollima commento di Mario Zacchi |
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| "abbandonata": questo devi rappresentare, comunicare, perché questo avevi in mente di raccontare. Appare invece "priva di peso e di rilevanza" proprio perché "è" priva di peso e di rilevanza nella rappresentazione. Se qualcosa è privo di peso e di rilevanza, che ci sta a fare in una rappresentazione? La realtà è un conto: le cose lì ci sono e basta. Ma la rappresentazione è altro: vuole raccontare una realtà e per farlo deve anche "mentire ad arte" deve proporre qualcosa di organizzato in maniera tale da esprimere. La mano qui pare entrarci per caso, non per dire qualcosa. Lo scopo è chiaro; il risultato perfettibile. |
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| ... di YoRosco commento di Mario Zacchi |
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L’ immagine ha molti punti di merito. La migliore è l‘ originale, non il bianconero. Penso che tu abbia mancato la prima pagina per questo.
Il flare rende leggera ed enigmatica un’ espressione già molto enigmatica in sé. E’ un’ adolescente, una persona che attraversa la fase della trasformazione da bambina ad adulta. Una fase con lati contraddittori che agli adulti (dimentichi del loro passato giovanile ) appare bizzarra, difficile da capire e, in questo senso, enigmatica. La foto ne dà conto in maniera chiara e convincente.
C’ è una sensualità in bilico tra quella bambina e quella adulta già nello sguardo. Ma Rosco l’ ha poi sottolineata mettendo l’ inguine pressoché a filo del fotogramma, così da dargli un peso consistente e richiamando il tema della sessualità (che non è mai staccato dalla sensualità) in maniera dichiarata, ma non invadente, come si confà riferendosi ad un’ adolescente come “questa” ritratta.
Ci sono le mani nascoste che riportano il nostro pensiero alla bambina e non all’ adulta prossima e che qui, perciò, riequilibrano i riferimenti alla sensualità, così da non farla, ancora una volta, apparire troppo invadente, incoerente.
C’ è il contesto domestico, famigliare (il giardino, le ciabatte) in cui si stempera il riferimento alla sensualità rendendo questa, ancora una volta, perfettamente coerente la persona che Roco ci ha rappresentato.
Rosco, in definitiva, ha colto tutte insieme queste cose in una immagine (quella colori, non quella bianconero). Se fosse uno sconosciuto, potremmo pensare ad un caso: chiunque può scattare due o tre buone fotografie, in una vita; cosi diceva HCB. Ma lui non è uno sconosciuto. Ne conosciamo i propositi, la mentalità, la tensione nel cercare quel qualcosa che vediamo emergere spesso nelle sue foto. La fortuna aiuta gli audaci. Rosco è audace ed è possibile che la fortuna lo abbia anche un po’ aiutato, qui. E’ possibile che tutto quello che emerge da questa foto non sia stato visto completamente ex ante. Ma non importa: è lui che non è casuale e questo basta a dire questa è una bella foto e lui è bravo. Deve ancora maturare, ma ha qualcosa da dire. |
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| no way.. di Myriam Fossellini commento di Mario Zacchi |
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Una bella foto in stile galleria. Effettivamente pare anche a me che la messa a fuoco sia incerta. Speriamo sia la riduzione, perché in una foto così la morbidezza non ci sta a dire nulla.
Tonalmente ho il dubbio che sia poco incisiva. Il dubbio perché ho un monitor farlocco e solo guardando i livelli noto che hai un forte clip sui bianchi. Estendendo fino al bianco e poi aggiustando verso il basso il gamma, le forme acquistano carattere.
Ma gli anelli che ci fanno in una foto così, messi in quel modo? |
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| Il tempo del riposo di SamantaSollima commento di Mario Zacchi |
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Personalmente l' apprezzo proprio perché apparentemente immotivata. Tutti ci poniamo l' obiettivo di "dire" qualcosa e finiamo per scattare foto molto costruite, che certo dicono quello che si voleva dire, un po' come le immagini della pubblicità, ma proprio per questo si dimenticano pressoché subito: non c' è nulla oltre il detto che ti faccia ricordare, non solo l' immagine, ma soprattutto l' autore, il piacere di stare a contatto con lui attraverso le sue immagini. Il non detto è più difficile, perché emerge da dentro, senza ragionarci sopra: è il pensiero che esce spontaneo, come riflesso di sé. Se il sé non ha niente da dire, a nulla valgono le immagini che dicono qualcosa, perché dicono solo quel qualcosa.
Forse al posto tuo avrei scattato anche questa; ma lo dico ora che ho visto la tua, quindi è un pensiero che vale poco. |
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