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| Ritratto di gparrac commento di Mario Zacchi |
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Tempo fa, molto tempo fa, qualcuno postò un breve, ma intenso reportage realizzato, credo, in Bielorussia (ma non vorrei sbagliare luogo; comunque ex URSS). Una serie di scatti a questi monumenti alla decadenza: i loro visi vacui, le loro giacche e le loro camice non stirate, sdruccite, le cravatte allentate, ma con le medaglie. Mi fece un certo effetto vedere "eroi dell' armata rossa" ritratti come contadini in cucina: la tv anni cinquanta nel 2000, case che noi giudichiamo fatiscenti, arredi consunti, il pollaio, le mucche, le mani callose ... e la divisa con due kili di medaglie.
Più o meno questa foto è così.
Bella, ma anche molto "brutta."
Ciao Giovanni  |
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| DSCF1049 di huncke commento di Mario Zacchi |
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Con le opportune correzioni che hai apportato ai livelli in quella che proponi, per me la versione intonsa è anche meglio, meno focalizzata sul palo e basta. Però è più che altro questione di come vedo io questo genere di foto: un po' impulsivo, quindi il ritaglio che trasforma in soggetto unico mi piace, ma spesso mi piace di più quel po' d' improvvisazione che ci può essere e ci può entrare nel momento in cui ti coglie l' elemento casuale, da fotografare senza pensarci troppo (nel link che ti ho indicato puoi trovare molto istinto).
L' unica cosa che osservo è che nel taglio originale il palo della luce che lambisce il tuo palo si fa sentire di più come elemento estraneo alla composizione. Per questo sarebbe servita un minimo di attenzione in più al momento del click; un grado a destra e avresti risolto. Conviene riguardare Friedlander, precisissimo in queste cose (altrimenti un colpetto di clone  |
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| Quelle mani... (Psyco hands...) di ilioyumbo commento di Mario Zacchi |
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| E fai bene: io avevo a disposizione solo la tua foto per mostrarti, più o meno, il mio punto di vista e quindi ho agito giocoforza. Magari ripetendo lo scatto con calma si provano inclinazioni, luce, posizione mani (immaginando libertà di agire sulla scenografia). La soluzione che ti ho allegato può aiutare a fare una paio di considerazioni: allargando molto l' inquadratura hai indebolito l' effetto solo perché il telo è uniformemente illuminato e, quindi, non c' è "ombra", archetipo dell 'angoscia. Stringendo (il taglio) si è attenuato questo problema. La vignettatura, pure se artificiale, ha poi surrogata in qualche modo l' ombra mancante. |
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| Foro Italico di 2dphoto commento di Mario Zacchi |
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Qui hai cercato solo un' inquadratura e si vede. Quando fotografi il Ponte della Musica cerchi un inquadratura, ma ti esce anche un' interpretazione. Quando fotografi l' underground di Berlino non cerchi un inquadratura: la usi e ne esce una sintesi del luogo. Nella Fontana di Trevi non c' è la fontana: c' è una rilettura della situazione (anche carina). E così via.
Non è un suggerimento a cambiare ordine o foto; piuttosto a pensare a cosa vuoi dire con le foto.
Tenerle poi insieme per "discorso" è una conseguenza. |
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| Quelle mani... (Psyco hands...) di ilioyumbo commento di Mario Zacchi |
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| Sempre di impressioni si tratta. Però, se è stata l' atmosfera angosciosa l' idea di fondo, la mia impressione, per essere più precisi, è che il risultato si sia fermato a metà: da una parte propone la materia prima (la tenda, la mano, le ombre ... ); dall' altro manca un po' l' atmosfera che di solito ci accentua con il chiaroscuro per drammatizzare (non solo, ma è una componente usuale). |
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| Foro Italico di 2dphoto commento di Mario Zacchi |
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Esercizio di rotazione del quadro: non ci vedo tanto di più, neanche se sciolta
in mezzo alle altre nel sito, sezione Places, dove mischi foto completamente
diverse come visione e scopo. |
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| brum brum di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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Una scena più completa avrebbe concentrato l' attenzione sulla narrazione tradizionalmente intesa che è qualcosa che a video è molto più afferrabile di quanto non lo siano i tuoi scopi in questo tipo di foto. Se la stampi e l'appendi al muro allora la faccenda cambia completamente. Ma deve proprio uscirne una prova di virtuosismo tonale impeccabile; altrimenti casca tutto.
PS: mi sai dire se poi tornate ? |
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| Ritratti di perozzi commento di Mario Zacchi |
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Viva le diverse opinioni? Allora eccone un' altra Secondo me v' incartate, interrogandovi su come si sarebbe potuto inserire meglio la donna. Pensate alla foto "senza" donna: ce n' è d' avanzo per ottenere un ottimo scatto. I protagonisti affacciati (Mao e Gramsci) ci sono già. Personalmente qui vedo l' inserimento della figura reale come un riflesso condizionato, come un abitudine che, in questo caso, ha velato la visone di qualcosa di già pregnante. |
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| DSCF1049 di huncke commento di Mario Zacchi |
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oh yes: a luce sul palo da un senso compiuto all' averlo messo lì.
Tra l 'altro capita a 1/3 in alto, quindi in posizione utile.
Non è che l' originale e largo a destra e sinistra?
Nel caso perché non lo posti? ho lì impressione
che potrebbe essere anche meglio.
PS: questo è pane per i tuoi denti http://www.paolorosselli.com/ |
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| Meditazione e fotografia di Mario Zacchi commento di Mario Zacchi |
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x100
.........................
La meditazione è il cammino che
libera la mente dai propri pesi..
Chi medita non arriva mai,
perché il cammino non ha termine.
Esperimento a partire dall’ omologo
libro di Diego Mormorio |
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| in una foto di huncke commento di Mario Zacchi |
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Si fatica a capire cosa è foto e cosa no: niente male per questo. Voglio dire che pare di sostare di fronte ad un vetro, oltre il quale ci sono due persone che guardano dei quadri, delle cornici. Ora non riesco a dire se è vero questo o se invece hai fotografato una foto che fotografò i due tizi che guardavano una mostra ... Resto con il dubbio e questo mi piace  |
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| st di Pio Baistrocchi commento di Mario Zacchi |
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| Be', guardando i rami e il taglio in basso e considerando che avrebbe potuto tranquillamente escludere la luna senza cambiare più di tanto il punto di ripresa o, al limite, riprendendo dal lato opposto, vien da pensare che la luna sia importante non poco. Non in sé, d' accordo, ma in quanto parte della relazione (rami-luna) che appare essere il soggetto, il motore dello scatto. Sfortunatamente la luna è il "motivo" per quel grigiore (dargli uno sfondo) che smorza. Smorza a video; in stampa di più. |
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| Dove esporre e dove focheggiare di yuric27 commento di Mario Zacchi |
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Per sintetizzare la serie di contenuti che già sono stati proposti:
- Fai delle prove di scatto in situazioni di contrasto naturale elevato (come questa) per capire la risposta del tuo apparecchio, vale e dire quanti stop gestisce in maniera accettabile. Più o meno l‘ equivalente di ciò che fece Adams con le pellicole. Tu terrai conto poi di quanto accettabilmente puoi recuperare usando poi PS su basse e alte luci, ricordando che è più facile recuperare sottoesposizione che sovraesposizione, in digitale. Con le pellicole negative è esattamente il contrario.
- Non è possibile rendere in maniera equilibrata una scena come questa, a meno di effettuare diversi scatti esponendo di volta in volta per una delle zone critiche, in maniera che poi l’ insieme degli scatti copra un ampia gamma di stop. Ad ogni modo domandati prima se rendere la scena esattamente come sono in grado di mostrarcela gli occhi equivale ad ottenere una fotografia interessante. Non dimenticare che proprio la visione alterata che la fotografia ci dà è parte del suo linguaggio espressivo. Vale a dire, per esempio, che i contrasti che conducono ad immagini con zone fortemente adombrate, insieme a zone correttamente o fortemente illuminate sono da sempre uno degli elementi chiave per costruire immagini significative.
- Se i contrasti sono di questo tipo e non puoi o non vuoi comporre un immagine a più livelli in PS, dovrai decidere quale zona sarà il tuo grigio medio, cioè quale area dovrà essere esposta correttamente, lasciando che le altre vadano di conseguenza, salvo quel minimo di recupero che il software ti consente. Per capire questo metodo, leggi Ansel Adams, il sistema zonale: la sua applicazione chimica non esiste lavorando in digitale; ma la struttura teorica del come si espone una foto è e sarà sempre quella fintanto che la tecnologia non avrà inventato, posto che sia auspicabile dal punti di vista espressivo, sistemi più efficienti.
- Ogni volta che non devi scattare al volo (street o altro) usa sempre l‘ esposizone a spot, singolo punto su area ristretta. Guarda la scena, scegli il punto su cui valutare l ‘esposizione per ottenere la foto che vuoi tu, rileva la luce con lo spot. Poi componi la scena, metti a fuoco e scatta.
- Prima di scegliere il punto di MAF devi decidere la PDC che si confà alla foto che vuoi realizzare, cioè a come vuoi che sia. E’ solo in relazione a questo che puoi stabilire dove focheggiare, tenuto conto di come si estende la PDC accettabile (a fuoco c’ è un solo piano; gli altri sono solo accettabili, non realmente a fuoco). |
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