|
|  | | Commenti |
|---|
 |
| |  |
| |  |
| |  |
| La corsa di vLuca commento di Mario Zacchi |
|
| Be' devo dire che è molto dinamica. Del resto tra mosso e diagonali non poteva che essere così. Però c' è anche un pregio estetico dato dal modo in cui hai inserito tutto nel quadro (composizione). Nell' insieme si ha la sensazione che la scena si proietti all' esterno e venga incontro all' osservatore. |
| |  |
| |  |
| behind the rain di huncke commento di Mario Zacchi |
|
No, il senso è un altro. Voglio dire che lo sguardo critico si interroga (o prima o dopo aver goduto, eventualmente, della sensazione, ma si interroga, si chiede perché). Da qui nasce poi un' opinione. Posso aver goduto di un dejavù e continuare a farlo, perché no? ma non posso attribuirgli il patentino d' invenzione se non lo è. Allo stesso modo posso trovare, anche oltre una prima sensazione positiva o negativa, motivi di interesse.
Vale a dire, in breve, che facendosi prendere "solo" dall' impeto della spontaneità si può aver ragione; ma si possono prendere anche dei granchi più grossi di quelli che già non si rischia di prendere comunque, anche quando s' indaga un po' di più.
Più si guarda con occhio attento (sinonimo di critico, qui) più si è portati a chiedersi cosa c' è dietro una proposta, piuttosto che a lasciarsi trasportare e basta. Scoprire qualcosa è un piacere pari a quello cui sottintendi tu. E' vero che si scopre poco e raramente; ma non è colpa dello sguardo  |
| |  |
| behind the rain di huncke commento di Mario Zacchi |
|
| Il difficile non è fare (tutto s' impara). Il difficile è inventare. Per questo uno sguardo critico non si adagia sulla sensazione che è sempre personale e che ci può sempre essere, anche sul dejavu. Anzi, paradossalmente, proprio se si tratta di dejavù, la proposta si libera della possibilità di dare luogo a dissonanza cognitiva nello spettatore, cui può seguire un rigetto della proposta stessa, ponendo invece una buona ipoteca sulla possibilità di ottenere un risultato prevedibile. |
| |  |
| Die Zeit di YoRosco commento di Mario Zacchi |
|
Bella. Per la grana stampa: a video è inutile discuterne.
Sei uno dei pochi fotografi moderni che girano qui  |
| |  |
| |  |
| colorificio di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
|
| Non so cosa venga fuori a stamparla, ma se approssimativamente venisse come la vedo sul mio schermo sarei contento. E' una realtà trasfigurata piuttosto bene e questo rende l' immagine di un certo interesse. Nell' altra c' è più un documento fortunoso che una visione. |
| |  |
| A rainy day... in Patarei di Hydalgos commento di Mario Zacchi |
|
Direi che la 44 ha una capacità di sintesi straordinaria e vale tutte le altre: l' estetismo della grata del parlatorio ha un che di beffardo.
Ben fatta anche la 57; ma onestamente è un po' un refrain che ritroviamo spesso in servizi su prigioni, campi di concentramento et simili. Si fa ...
Anche la foto di apertura è piacevole, pure se spendibile anche al di fuori del tema, quindi con una valenza generica che qui trova un ragione visto ci introduci alle foto alludendo ad una giornata di pioggia per la tua visita al carcere. |
| |  |
| |  |
| Sheila di saviothecnic commento di Mario Zacchi |
|
| Sa un po' di calendario da officina. E' un' osservazione, non una critica. Complimenti alla modella per il seno: se non è rifatto ha sconfitto Newton (quello della mela, non il fotografo). Il braccio a bordo fotogramma termina in maniera strana, come se lo avessi cancellato in parte. Come mai? |
| |  |
| ... di huncke commento di Mario Zacchi |
|
Bella come l' analoga http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=570479
Al di là della più immediata lettura, basata sulle loro peculiarità figurative, nel complesso, personalmente, in queste due foto ci vedo un certo rimando al "bricolage", inteso come quel principio che sta alla base dell' attuale arte contemporanea e che consiste nel comporre idee, concetti, materiali, riferimenti anche eterogenei e che, soprattutto, non appartengono al novero di ciò che è tradizionalmente è accostato, come materia prima, all' idea stessa di arte, come occasione per creare e scoprire sensi (significati) inediti. Qui ci sono frammenti di vita che normalmente non ci si immagina meritino di essere fotografati e nello stesso tempo c' è un frammisto con un certo grado di eterogeneo (più concettuale che materiale).
Un filone che approfondirei. Magari con immagini articolate a partire da riferimenti che non offrano un risultato figurativo troppo ovvio (questa è una critica alla tua foto) affinché la ricerca dello spettatore non approdi subito a letture pertinenti, come quella di Giovanni, ma dettate, appunto, da una superficie troppo letterale che finisce per sviare da eventuali obiettivi più ambiziosi. |
| |  |
| ... di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
|
| Forse non ha quel particolare contenuto che la fossa far annoverare tra le foto street senza l' uomo: qui non c' è un sottinteso, ma una chiara sostituzione. Tuttavia è una foto riuscita negli obiettivi. La costruzione è convincente. Solo ho il dubbio che sia un po' lunga. |
| |  |
| Intimacy 03 di Viola Lorenza Savarese commento di Mario Zacchi |
|
E invece queste frasi bisogna sentirle, ascoltarle e pesarle.
Se la Viola diventerà un' artista avrà avuto ragione lei.
Diversamente queste frasi avranno misurato il suo ego.
Direi che è equo, no?
Discorso che vale per tutti né ....
PS: caro Smile64 è la sua foto in discussione, nel senso che è in discussione
il prodotto, il risultato, la coerenza, ecc. non è in discussione come l' avresti fatta tu. |
| |  |
| distant shores di huncke commento di Mario Zacchi |
|
brisa(*) sta roba qua ... linguaggio convenzionale e messaggio stantio
Brutto l' angolo di ripresa convenzionale,
brutto il soggetto di spalle (in questo caso)
brutto il messaggio, sempre uguale a sé stesso, di 'ste cose.
(*) forma di negazione bolognese: sta più o meno per non, per no. es. Brisa faer axé! (non fare così!)
 |
| |  |
| Intimacy 03 di Viola Lorenza Savarese commento di Mario Zacchi |
|
Non ho trovato immagini simili alla tua; ma forse è meglio perché sarebbe sembrato un confronto (impari) e il discorso sarebbe scivolato su aspetti banali. Pure se con i limiti imposti dalla visualizzazione web, cui peraltro entrambe siete sottoposti (lui di più perché sono foto scaricate e riscaricate mentre la tua proviene da un originale) c' è o non c' è una differenza narrativa dovuta, in prima battuta, "solo" al bianconero, cioè a all' esercizio della tecnica? come dire al pittore: la tua pennellata è convincente a prescindere da cosa hai rappresentato? L' estensione tonale non è sinonimo di buona foto (vedi l' ultima immagine che "spiritosamente" ti allego
PS: alcune precisazioni:
- ho scaricato Newton perché da qualche parte ho letto che ti piace
- che tu abbia personalità è fuori discussione: il tuo modo di parlare (scritto) è un chiaro segnale e la tua fotografia (in alcuni casi più che in altri) nella quale cerchi di mettere questa personalità, lo è altrettanto (sempre detto da ignorante).
- ho parlato di questa foto, non di altre
- qui non discuto e le opinioni altrui, che rispetto; documento semplicemente le mie |
| |  |
| |  |
| Intimacy 03 di Viola Lorenza Savarese commento di Mario Zacchi |
|
Ci vedo molta ingegneria e poca foto (*)
Ma prendila così: io non me ne intendo.
(*) ambientazione, composizione, diagonali, incroci ... ma alla fine
tutto si risolve in una serie di giustapposizioni che dicono poco.
La foto, poi, per me, è più scolorata che bianconero. |
| | br> |