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| Piccoli suicidi di filippo1978 commento di Mario Zacchi |
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Come ho già detto trovo il lavoro di Filippo, nell' insieme (tematica, foto e narrazione scritta) attuale e ben fatto, in piena coerenza con il suo stile. Tuttavia ho anche detto che, come sempre, trovo che ci sia nell' informazione una ampia dose di parzialità, se non proprio di strumentalizzazione. Riporto un articolo appena letto.
Meglio dirlo prima. La gravità del fenomeno non è in discussione, la drammaticità delle singole storie tantomeno. Né la loro realtà: decine di imprenditori si sono suicidati in Italia dall’inizio del 2012. Il punto interrogativo riguarda altro: sono attendibili, da un lato, la misurazione statistica di questa vicenda e ancor di più, dall’altro, la narrazione politico-giornalistica che ne consegue, ovvero che la crisi economica ha fatto aumentare il numero dei suicidi fra gli imprenditori? Due domande che significano necessità di guardare con freddezza il trend mediatico, la statistica spettacolo, l’irresistibile fascino dei numeri che puntano alla drammatizzazione collettiva della crisi, sommando anche ciò che non si potrebbe sommare e omettendo qua e là i numeri che suscitano dubbi, anziché certezze. Il sito Fact Checking della Fondazione Ahref per la qualità giornalistica smonta il dato madre, quello fornito con un comunicato dalla Cgia di Mestre guidata da Giuseppe Bortolussi ai primi di aprile: ovvero che fra il 2008 (anno d’inizio della crisi) e il 2010 (ultimo periodo di riferimento, il 2011 non è ancora stato analizzato) i suicidi per motivi economici sono aumentati del 24,6 per cento.
I suicidi per motivi economici, spiegava la Cgia di Mestre, sono stati 150 nel 2008 e 187 nel 2010. L’associazione dimenticava però di citare il dato del 2009, quando i suicidi per motivi economici erano stati 198, e di far notare che pertanto fra il 2009 e il 2010 c’era stato semmai un calo quantificabile nel 6 per cento. E soprattutto di spiegare che “motivi economici” somma storie molto diverse e non tutte assimilabili tanto più che, fonte Istat, i moventi dei suicidi sono ricavati sulla base dei referti medici non sempre in grado di dare conto dei particolari. Senza contare che è l’intero campo delle statistiche sui suicidi a essere scivoloso: si tratta di un numero piuttosto stabile in Italia, nell’ordine di tremila l’anno, ma appena ci si addentra nelle cause si capisce che la selezione è complicatissima. Non per la Cgia e l’Eurispes, l’altro istituto che si è dedicato a questi numeri. Entrambi si sono specializzati nelle statistiche sul tamburo, sfornate settimanalmente sui temi più svariati. Ne è nata una polemica, con lettera del presidente dell’Istat Enrico Giovannini sul Corriere della Sera e inviti a resistere alla sindrome della classificazione/manipolazione proprio a proposito dei suicidi degli imprenditori, firmati dallo specialista delle piccole imprese Dario Di Vico.
Naturalmente sarebbe difficile, oltreché cinico, sostenere che la crisi economica favorisca il calo dei suicidi; ma non aiuta la verità nemmeno trasformare il verosimile in certezza. Così facendo, gli imprenditori che hanno scelto di togliersi la vita diventano i testimonial della battaglia contro le banche e i numeri aiutano la collettivizzazione emotiva, poco scientifica ma mediaticamente efficace (“bucano”, scrive Giovannini), addirittura esposti a sortite ributtanti come quella di XXXX XXXXX, arrivato a dare dell’assassino a XXXXXXX. Freddezza dei numeri, inutili polemiche fra statistici a fronte di tragedie umane, osserva qualcuno. Ma la critica alla statistica spettacolo serve solo a non strumentalizzare. |
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| A fine day to exit di AlexKC commento di Mario Zacchi |
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| Pietro MCMLXXVII ha scritto: | | Come ho già detto una volta, mi piacerebbe che gli scatti da "Vetrina" siano votati dagli utenti...come succede per tanti altri argomenti. |
Non ti contraddire Pietro: se mi hai dato ragione qui per quello che ho scritto del contest come puoi poi reclamare la vox populi. Sai bene che nessuna delle due strategie è perfetta: ciascuna ha dei limiti. Si tratta di scegliere eventualmente il male minore. Per esempio io credo che, ragionevolmente, la foto che c' è in home page fino al prossimo, di contest, con il voto dello staff sarebbe restata nel mucchio. |
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| Venerdì santo di Alatri di Novecento commento di Mario Zacchi |
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| Di reportage su eventi simili se ne vedono tanti. Quello che mi più mi è piaciuto del tuo è il backstage abbondante e ... che speravo fosse l' unico soggetto, francamente. |
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| blind di huncke commento di Mario Zacchi |
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| Anche solo a prima vista è un immagine che colpisce per rapporti dimensionali, per colore, per organizzazione dell' estetica complessiva, per composizione e soggetto che generano interrogativi circa il significato. Un' immagine che si propone di avere una trama complessa per soddisfare le ambizioni di cui la investe l' autore delle quali lui stesso ci dà conto con la spiegazione. Una spiegazione che comunque appare coerente con la percezione, tanto più se si guarda e si legge alla luce di una conoscenza delle inclinazioni intellettuali dell' autore nei confronti del fotografare. |
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| Rajasthan - Il Triangolo d'Oro di Uva commento di Mario Zacchi |
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| Penso che il tuo, come quello di tanti, sia un problema "mentale" (e anche di tempo che è possibile dedicare ad immergersi nella situazione). Colpisce la diversità culturale di queste società (e francamente non vedo come non possa che essere così ...) ma poi l' immagine che se ne porta a casa è sempre quella turistica, fatta dei soliti soggetti, che alla fine trasforma la cultura in folklore. Grazie anche ad un minimo di perizia ne esce quasi sempre anche qualche scatto piacevole; ma il più delle volte interscambiabile con qualche omologo scattato dal compagno di viaggio (metafora). |
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| FALLITALIA di FOR3V3R commento di Mario Zacchi |
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| Direi che è arduo assumere questa foto a simbolo di fallimento. La mancanza degli alettoni di coda e il cielo minaccioso si raccordano e rimandano ad un significato solo perché hai titolato la foto e anche così la foto appare più come un documento di manutenzione (neanche di danno) che altro. |
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| st di zet-a commento di Mario Zacchi |
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Non credo sarebbe servito, per mutare radicalmente e in senso positivo la scena, attendere, perché la parte vivace della foto è il proscenio scuro, animato dal protagonista in primo piano che apre la narrazione, che valorizza e si raccorda con lo sfondo contro il quale si staglia il gruppetto in fondo, interlocutore. Le due parti dialogano con efficacia e il primo piano, poi, presenta una bella armonia tra la postura del protagonista e la deformazione prospettica che esalta lo stacco tra primo e terzo piano, sottolineando il senso di solitudine del ragazzo a capo chino. Il piano intermedio non ha una storia se non quella di raccordo tonale e di sottolineatura della profondità. Il fatto che sia animato dai due ragazzini (anche in posa curiosa, ma inutili) è il vero vulnus della foto. Allego modifica per spiegare quello che penso e che ho scritto.
In breve: potenzialmente avrebbe potuto essere una bella foto; resta il potenziale, che si coglie, ma non il risultato pieno che manca. Per me a causa di "estranei" in mezzo. |
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| The Guardian di cluster commento di Mario Zacchi |
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| Credo ci possa stare una leggero aumento del gamma, per dare un po' di profondità ad una scena che non è solo silhouette. |
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| Torino dall'alto di paolo cadeddu commento di Mario Zacchi |
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| Bello l' effetto atmosferico, ma la foto in sé risente della posizione obbligata, nella quale magari ti trovavi durante il suo verificarsi. L' evento è tutto spostato sulla destra, mentre dovrebbe essere sostanzialmente centrale. Il piede è chiaro. Sulla sinistra spunta un corso d 'acqua che in bianconero è diventato bianco-bianco creando uno sfregio senza senso grafico-visivo. |
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| Burano di Ale74 terni commento di Mario Zacchi |
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| Mi pare che le ombre siano un tantino aperte rispetto ad una resa dell' ambiente che posa dirsi, non tanto realistica, quanto accattivante. Magari puoi provare a rivedere il gamma, abbassandolo un po'. A quel punto la saturazione, che visivamente cresce con la sottoesposizione, andrebbe moderata leggermente. L' inquadratura non è entusiasmante, soprattutto a sinistra. |
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| "Tutto in saldo...o quasi!" di Emanuele Gasparetti commento di Mario Zacchi |
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| Be', Giovanni, è un problema di linguaggio nel senso più ampio del termine. Quindi non solo di quello scritto-parlato. Il simbolismo stesso, quello secondo il quale la mercedes coupé può essere usata (come la panda all' opposto) per significare qualcosa in una immagine come questa, si fonda su elementi di un linguaggio condiviso. |
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| Kung Fu - Gioia di Liliana R. commento di Mario Zacchi |
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| Liliana R. ha scritto: | | mi piaceva la sua espressione assorta e quel giocare con la ciocca di capelli. |
E' esattamente ciò cui intendevo riferirmi dicendo che era importante farla.
Qualcosa che non ha a che fare con il risultato fotografico immaginato, a partire dal quale ti sono state mosse le critiche. |
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| su quel treno per Agra di aldo feroce commento di Mario Zacchi |
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| Più che la sfocato in sé è la sua posizione dominante (nel quadro) ai fini della lettura a rendere precaria la foto, per me. Occupa due terzi dell' immagine e non ha significato (anche in quanto sfocato) se non come conseguenza del terzo che viene dopo, sulla destra, nel guardare l' insieme. Inoltre il braccio che spunta da dietro la ragazza a me suona incoerente. D' altro canto è una scena non preparata e quindi si prende anche un po' come viene. Non la metterei tra le tue migliori anche se il suo aspetto retorico sicuramente porterà consenso. |
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