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| A bocca aperta... di verde1985 commento di Mario Zacchi |
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| È una bella foto. Sarebbe stato anche un lavoro coerente se avessi scattato con il proposito di sferrare un "pugno nello stomaco" al tuo spettatore. Cosa che la tua foto fa. Ma il buon lavoro nasce quando un filo unisce scopo e risultato. Da quel che ho letto non è così: "scorcio non comune" è generico e quindi poco significativo per uno scatto segnatamente interpretativo. |
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| macchie di Ale Pascal commento di Mario Zacchi |
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| Troppi soggetti in questa foto: le macchie, le persone, l' auto, il muro sulla destra, il caseggiato ... tutto sullo stesso piano, senza discernimento |
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| | ![Fantasmi a Venezia [Contest 61: Tempo lungo di esposizione] Fantasmi a Venezia [Contest 61: Tempo lungo di esposizione]](album_thumbnail.php?pic_id=571479&sid=fd966713503a9377d1706c1b4b7086c0) |
| Fantasmi a Venezia [Contest 61: Tempo lungo di esposizione] di rosario.f commento di Mario Zacchi |
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| Anche la tua foto manca di creatività: hai piazzato la macchina sul "cavalletto" e hai fatto click sull' idea di un notturno modello cartolina. Il guaio è che anche per le cartoline ci vuole almeno un minimo di perizia (che la foto non mostra) che faccia apprezzare l' immagine almeno per questo. Perizia nell' esporre, nella scelta di un soggetto e di un punto di ripresa convincenti, ecc. |
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| fotocontest: tempi lunghi di esposizione di pocck commento di Mario Zacchi |
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| E' un esercizio: manca di creatività. Siccome è un esercizio, l 'aspetto tecnico dovrebbe essere impeccabile e pulito e non lo è granché. Tutto sommato avresti fatto meglio ad applicarti con un paio di pezzi soltanto, magari in bianconero e con un punto di ripresa diagonale e con un grandangolo per rendere meno piatta l' immagine. |
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| via sassetti di huncke commento di Mario Zacchi |
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| Le foto d' autore (meglio se l' insieme delle foto) rappresentano punti di vista compiuti, frutto di un pensiero (artistico) maturo. Pensiero: qualcosa di complesso, che riguarda molto più che la scelta di un punto di ripresa o di un soggetto. La creatività non è estro allo stato puro, come ingenuamente si crede, ma è piuttosto conoscenza come materia prima, da utilizzare, assemblata in maniera personale, per rappresentare il proprio, di punto di vista. La frequentazione con l' autore che ha saputo raccontarsi è uno dei momenti (non l' unico e nemmeno il principale) in cui si crea questa conoscenza. Una frequentazione che si estende oltre l' opera visiva, toccando il pensiero dell 'artista, la sua vita, il come vede le cose e perché, il da dove viene e come matura la sua produzione, quasi a leggerne una sorta di biografia estesa. L' obiettivo non è carpire il canone, ma formare l' humus: un letto di fertilità mentale da cui giungono echi come strumenti d' interpretazione di sé stessi e degli altri e su cui possa proficuamente attecchire il proprio percorso. Gli artisti (fotografi) affermati non sono composizione impeccabile, ottimi soggetti, colore o bianconero da manuale, ecc. questi sono strumenti. Gli artisti affermati sono pensiero manifesto (pensiero importante, ovviamente). Giudicare una foto (un autore) solo sugli strumenti è riduttivo ed è quello che spesso capita qui (e in luoghi analoghi). Per cui il soggetto eclatante stimola; l' immagine sottile, che parla più per sottinteso (pure se immagine non priva di qualche difetto compositivo - e qui è giusto confrontare con Shore per vedere cosa manca a questo scatto) non stimola o stimola meno. |
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| --- di Piotre commento di Mario Zacchi |
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| La foto fa effetto, ma ... curiosità: perché mettere collare e guinzaglio al cane è normale, raccomandato o addirittura imposto e farlo ad una tartaruga da terra, probabilmente solo per evitare che se ne vada oltre il confine del giardino, no? Bucare il carapace in quella posizione non credo le faccia nulla; mi pare che pure per tenere sotto controllo singoli esemplari si proceda fissando a questo guscio trasmettitori, etichette, segnali, ecc. |
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| via sassetti di huncke commento di Mario Zacchi |
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E' un' immagine che ammicca ai contenui ed allo stile di Stephen Shore.
"Perchè l'esistente è già bello in se stesso; non ha più alcun bisogno di un Altro, di alcuna formazione soggettiva, che racchiude sempre in sè un rischio di arbitrarietà".
"Nelle immagini di Shore lo sguardo non sembra attratto da alcun oggetto specifico; è piuttosto rivolto all'intensificazione della realtà stessa, intensificazione che emerge non tanto da oggetti individuali quanto da una situazione, alla quale appartengono anche la luce e lo spazio tra le cose in quanto tale".
Un atteggiamento fotografico di spessore che qui non trova consenso. |
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| dancing di YoRosco commento di Mario Zacchi |
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Molto bella o, per meglio dire, molto riuscita,
nel senso che ottenere una forma umanoide
dei guizzi di luce era essenziale. |
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| effects games dependence di Spisillo commento di Mario Zacchi |
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Gli HDR che appaiono "naturali" (come questo, se ho ben capito) inseriscili nella categoria della foto come soggetto, prescindendo dall' elaborazione. Gli HDR "artefatti", cioè, come detto, quelle immagini che a valle di questo tipo di elaborazione sembrano prodotte da un software, mettile pure in Artwork Questo anche se, va detto, il vero Artwork dovrebbe avere la A maiuscola, vale a dire che dovrebbe essere un' immagine dalla genesi digit-art autentica, come quelle di Mister Solo, per esempio. Purtroppo in Artwork ci finiscono anche deprecabili trattamenti in post e ciò sminuisce il valore della sezione che sembra, talvolta, un cestino delle prove di elaborazione e non una raccolta di forme espressive che si basano sull' impiego di tecniche digitali di creazione dell' immagine.
Riguardo il Conceptual si potrebbe senz' altro creare una sezione apposta, analogamente a quanto si potrebbe fare per altri argomenti. Ma ciò renderebbe elefantiaca la gestione che dovrebbe preoccuparsi della giusta collocazione in più categorie di quante già non ve ne siano, con in più, nello specifico, la problematica di "spiegare" all' autore perché la tal foto non è poi così concettuale come la intende lui. Per esempio la tua esprime un concetto ... ma non più e non diversamente da quanto lo facciano altre foto. Chi la guarda vede principalmente, al di là delle tue intenzioni, il ritratto di un bimbo che gioca con un oggetto elettronico. Le speculazioni mentali che possono nascere in questo caso non sono poi di natura diversa da quelle che possono nascere dalla foto ad un mendicante o dalla foto a un vecchio che dà mangime ai piccioni (*). Tutti casi in cui non si tratta di foto concettuale nel senso usato correttamente, per esempio, di fronte ad un surrealista. A questo punto, stante la spiegazione piuttosto lunga, dovresti avere chiaro perché dover sottilizzare troppo in presenza di molte categorie specifiche diventa lungo, faticoso e alla fine si rischia di farlo male, tenuto conto che siamo hobbysti anche noi.
(*) Non intendo dire che nascono i medesimi pensieri; intendo che ciascuno dei soggetti menzionati stimola pensieri specifici, ma rispetto al rapporto con la foto, il meccanismo con cui si generano è sostanzialmente lo stesso. |
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| vieni a vivere con Noi. di huncke commento di Mario Zacchi |
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La foto è bella perché mostra un intreccio compositivo ricco, articolato, la percezione del quale è condizionata dallo schiacciamento dei piani, dal taglio, dalla perdita di certezze circa i rapporti dimensionali tra le varie parti, il tutto "rifinito", sottolineato dal bianconero che esalta, da un lato, il carattere grafico ed elimina, dall' altro, qualsiasi possibile informazione circa la profondità e i rapporti dimensionali, che possa eventualmente essere carpita a partire dal colore. In questo quadro le persone, a prima vista, ma anche dopo, non sembrano affatto fotografate: sembrano reali e in posa. Ciò anche grazie alla fortunosa coincidenza dell' ombra a destra con le gambe dell' ultimo ragazzo da quella parte che paiono così "scavalcare" la barriera grigia raggiungendo l' osservatore e stabilendo tra esso ed il gruppo un legame più diretto, più realistico. E grazie anche all' ombra verticale sulla sinistra che riequilibra l' altra e inoltre si proietta sulla scena come se la scena fosse tutta fotografata alle sue spalle. E' tutto questo insieme che ne fa una foto riuscita. Non c' è niente da aggiungere ad uno scatto che è "quasi" in stile Friedlander  |
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| effects games dependence di Spisillo commento di Mario Zacchi |
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Artwork sono tutte le immagini la cui identità non può prescindere dagli interventi di elaborazione/correzione/integrazione grafica applicati allo scatto originale. Oppure sono le immagini che nascono per vera e propria creazione grafica, quindi illustrazioni e disegni. Infine sono artwork i fotomontaggi e poi tutte la varie commistioni delle tecniche appena elencate. L' HDR non è un artwork in sé stesso come non lo sono gli scatti multipli poi fusi insieme per ottenere immagini più equilibrate tra luci e ombre, quando in partenza si hanno forti contrasti naturali. Certo se lo si usa espressamente allo scopo di ottenere una pseudo illustrazione, allora lo si può considerare tale.
Conceptual. Non abbiamo questa categoria. Tutto ciò che può essere chiaramente concettuale (l' immagine ha valore come momento di una qualche forma di sublimazione del pensiero autoriale) e tutto ciò che l' autore ritiene vada guardato e quindi inteso come concettuale, va in Varie.
La tua foto a connotati ritrattistici. |
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| Magredi, Acqua e Pietra di Mr_White commento di Mario Zacchi |
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Bel lavoro introspettivo, quasi innamorato, con un "commento" iniziale che dà un "la" preciso e di grande spessore.
Molto belle le numerate 1 e 5. Togli l' ultima che, visivamente, non c' azzecca nulla. |
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