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| .....Sud Ovest Est! di Davide C. commento di Mario Zacchi |
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Vista l’ obiezione che mi hai mosso riguardo il linguaggio che ho usato nei tuoi confronti, chiarisco.
Se dico che un’ affermazione è superficiale intendo dire esattamente questo. Non intendo né sottintendo dire che sei superficiale tu che l’ hai scritta. Se volessi dire questo direi semplicemente: sei superficiale. Senza giri di parole.
Dico che è priva di fondamento perché se prendi anche solo uno di quegli autori (ma ripeto: ce ne sono molti altri) tutto puoi dire fuorché la loro (indiscussa) perfezione sul piano tecnico li abbia snaturati al punto che la loro produzione sembra fatta in catena di montaggio. Forse tu pensavi a quei “fotografi” che discutono nei topic dei forum di come postprodurre velocemente i loro 35-40.000 scatti all’ anno … ?
Se dico che Albatros con la fotografia propriamente intesa non c’ entra molto, voglio dire (anzi ribadire, perché a lui lo dissi già) che ne faceva uso diverso, orientato a cercare qualcosa. E per questo mi sempre piaciuto (più lui che i suoi risultati, per la verità).
Se dico che Albatros è nessuno voglio intendere dire che è una delle tante persone di questo mondo che si dedicano legittimamente e con passione propria a qualche forma di espressione. Fintanto che da più parti (possibilmente autorevoli e non forumistiche) non sarà stabilito che si tratta di qualcuno e non di nessuno, trovo forviante suggerire, anche indirettamente, che rappresenta una sorta di modello. Tanto più un modello per suffragare che “La perfezione tecnica snatura il fotografo e la sua visione rendendo le immagini tutte uscite dalla stessa catena di montaggio.” |
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| :: gente di mare :: di webrunner commento di Mario Zacchi |
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| La prima appare un po' ovvia. Piuttosto è meglio la seconda (numerata 1). Il tipo in 10 è curioso; ma con gli altri tre personaggi c' entra pochino. La 2 non mi pare adatta a restare nel gruppo di questi ritratti ravvicinati. Si sente un po' la ripetizione, nel senso che hai più scatti della stessa persona che suggerirebbero un singolo lavoro su di essa. Magari ritornando sul posto trovi qualche altra faccia da aggiungere. Comunque da 3 a 12 sono molto belle. |
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| .....Sud Ovest Est! di Davide C. commento di Mario Zacchi |
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| RiccardoC. ha scritto: | | La perfezione tecnica snatura il fotografo e la sua visione rendendo le immagini tutte uscite dalla stessa catena di montaggio. |
Affermazione superficiale, priva di ogni fondamento: Weston, Bresson, Adams, Strand, Mapplethorpe ... ...
| RiccardoC. ha scritto: | | ...... Il nostro caro amico Albatros in questo era un maître à penser..... |
Albatros e la fotografia propriamente intesa c' entrano poco. In ogni caso, comunque la si pensi su quegli esperimenti, essi non possono suffragare quel che dici al pari di come, al contrario, gli autori che ti ho citato (ma ve ne sono molti altri) possono dimostrare esattamente il contrario. E questo perché Albatros, fino a prova contraria, è nessuno. Per inciso: personalmente preferisco Albatros a tanti che si cimentano sui binari. |
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| MOSTRA IN MOSTRA: Mapplethorpe a Milano di Valerio Zanicotti commento di Mario Zacchi |
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La fotografia di Mapplethorpe non è morbosa: è scultorea. Essa si avvicina moltissimo alla bellezza del classico perché al classico si rifà e tende. Che sia un pene (o un cazzo, come dice lui) un vaso di fiori o che altro non fa nessuna differenza dal suo punto di vista. Per questo non ci può essere scandalo di fronte alle sue immagini. Quello che ci fu al suo esordio dipendette molto dal moralismo americano che rendeva difficile accettare le sue opere in una esposizione di rilievo e anche, in generale, dalla difficoltà con la quale il pubblico si pone verso la creazione artistica che non si pone limiti, ma che anzi si pone l' obiettivo di allargare quelli esistenti, di indicare nuove strade. Senza porsi il problema di cosa sia giusto o sbagliato, l' artista indica, mostra. Chi avrebbe immaginato, prima di Piero Manzoni, che, per farla banale, cagando dentro una scatoletta del tonno si sarebbe potuto finire in un museo?
Riguardo il reportage ha detto bene Derby al punto 1: non ci sono riletture interessanti dell' evento; qualche scatto come quelli che menzioni tu (la bimba, la gente di fronte ai peni) non fa primavera e sa di apprendistato street fatto con i cartelloni. |
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| Cascata di GianlucaVigano' commento di Mario Zacchi |
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| Anche in questa lo sfocato è controproducente. E' minore che nell' altra; ma non rende un buon servizio alla foto paesaggistica nel complesso. Con quella luce, diaframma a 8 e maf non molto distante dal punto di ripresa e tutto ti viene ragionevolmente a fuoco, soprattutto il primo piano. Nell' obiettivo che hai dovresti avere la leva per chiudere il diaframma prima di scattare e verificare così, con la luce effettiva, la messa a fuoco direttamente nel vetro del pozzetto. |
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| Non riesco ad andare oltre di tiziano_ commento di Mario Zacchi |
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| La chiave di lettura che suggerisci rende questa breve serie di foto (scattate bene e con il mood giusto) molto più stimolante. La 55 mi pare faccia fatica a stare al passo con le altre, dato che rivela un po' troppo dell' orizzonte. |
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| the comeback di YoRosco commento di Mario Zacchi |
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L' italiano si mostra compito davanti alla bandiera, poi si gira e parcheggia in doppia fila (con le doppie frecce accese, naturalmente, quasi avessero il potere di smaterializzare l' auto e l' inciviltà del proprietario). Gli americani la bandiera la stampano anche sulla carta igienica, tanto amano l' America che vive in quella bandiera e non il pezzo di stoffa in sé. Questo per dire che, pure se mi duole ammetterlo perché a mio modo sono un bacchettone, riguardo al moralismo Rosco ha ragione. E ha i numeri: fonde sé stesso con la propria pulsione creativa (che a quanto racconta ora pare essere diventata irrefrenabile) e giustamente ignora questioni che nulla hanno a che vedere con l' espressione artistica (vedi la morale): piccola o grande che questa espressione sia. Unico neo: con l' arte non si campa facilmente (anche perché bisogna dimostrare d' essere veramente grandi). Quindi mi sa che nell' attesa ti toccherà trovarti un altro lavoro
PS: bella quella con le persone: quelle gambe sono qualcosa. |
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| Emarginazione di Domenico63 commento di Mario Zacchi |
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| Il problema è che si tratta di un tema molto difficile da trattare senza cadere nell’ uso facile di un linguaggio retorico che per certi versi sembra l‘ unico possibile. L’ approccio scelto dal nostro amico unisce abbastanza bene le foto tra loro, ma cade inesorabilmente proprio su questo punto: l‘ essere molto retorico. Non significa che le foto sono brutte o sono fatte male; significa solo che affrontano il tema, una per una e anche tutte insieme, attraverso una serie di luoghi comuni figurativi (visto che si tratta di fotografia). Queste foto sono l’ equivalente di “non ci sono più le mezze stagioni”. Tutti sappiamo cosa vuol dire e il detto è efficacissimo. Ma tutti la riteniamo anche una “frase fatta” con tutto ciò che questo significa. La critica, quindi, va intesa da fotografi, non da cittadini. Cioè va intesa come rivolta a persone che hanno l‘ ambizione di proporre una visione personale, possibilmente innovativa. |
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