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| riflessi d'autore due, anzi 3 di huncke commento di Mario Zacchi |
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Ecco, così cambia. E poi è un' imagine surreale, con quelle luci in "giardino".
PS. per Franco qui http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=566716 trovi l' inizio del discorso. |
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| ... di chicco70 commento di Mario Zacchi |
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| Da una parte c' è l' elemento forte: la persona ripresa di spalle, senza troppi indizi su cosa sta facendo e con quel ciuffo ribelle che la rende particolare, che le infonde un certo fascino. Dall' altra c' è un' indicazione contestualizzante, forse anche troppo chiara, che finisce per diluire un po' il potenziale della presenza a sinistra che fino a quel momento aveva conservato il massimo del suo fascino. Naturalmente questi erano gli elementi e con questi hai fatto. A legarli c' è la ripresa frontale che è di per sé un approccio che semplifica. In conseguenza ad essa ed alla lavorazione successiva la composizione assume un carattere grafico e anche un po' scolastico. Però funziona: tutto è al proprio posto e compositivamente, stante la premessa del punto di ripresa e gli elementi fotografati, non si può chiedere di meglio, tanto più che, dal mio punto di vista, questa foto è nata nella tua mente da un punto di vista compositivo. Il resto è venuto in dote. |
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| Una giornata a spasso per Catania di TestaPazza commento di Mario Zacchi |
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| Bel racconto fresco e spontaneo, a tratti anche frizzante, un po' più lento sul finire, che non mi pare abbia la pretesa di descrivere "compiutamente", quanto piuttosto quello di farci vivere un breve trascorso. E' vero che alcune foto non sono al top o sono più semplicistiche; ma questa loro natura ha maggior peso se le prendiamo una ad una. Nell' insieme completano un visione attraverso la quale si assapora con gusto la passeggiata e tutto sommato sottolineano anche la spontaneità di cui ho detto prima. Certo se fosse tutto fatto di quelle sarebbe diverso, sarebbe meno interessante. |
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| Ritratto di gparrac commento di Mario Zacchi |
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Giovanni ! ........... sta cornice
Non mi raccontare che rivestivi le diapo in simipelle autoadesiva una ad una
Carina l' idea dell' oblò. |
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| riflessi d'autore di huncke commento di Mario Zacchi |
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Come cambierebbe potendo inquadrare le luci più o meno così, tutte dentro la cornice? e magari con una leggera maggiore evidenza dei riflessi? Personalmente la troverei più interessante: uno scatto di pura invenzione. Nella tua versione apprezzo particolarmente la cornice ripresa in modo da essere prima deformata e poi inserita con precisione nel fotogramma: è un gesto attraverso il quale ti appropri della foto originale trasformandola in un soggetto tuo. Anche inquadrando diversamente sarebbe stato lo stesso; ma questa precisione rivela meglio l' intenzione di quanto non possa farlo un' inquadratura all' apparenza casuale. Anche le luci, potendole inserire meglio, diventerebbero un elemento capace di sottolineare l 'intenzione.
Di che ti occupi, se non sono indiscreto? |
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| Circo di GianlucaVigano' commento di Mario Zacchi |
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| L’ inquadratura non è magistrale, ma possiede una grande spontaneità che la rende gradevole e narrativa. La sostanziale prevalenza di mezzi toni le calza a pennello. Nell' insieme una fotografia dal sapore neorealista. Lo scatto alla panchina, rispetto a questo, cede un po’ di più al soggetto che non al racconto, ma il registro è ancora abbastanza vicino. Lo scatto al pontile ha invece un’ impostazione decisamente più estetizzante (e dal mio punto di vista usa un linguaggio più scontato). |
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| you and Rui Xing di huncke commento di Mario Zacchi |
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| Allora a maggior ragione mi sa che il titolo avresti dovuto introdurlo come elemento della tua immagine, altrimenti è davvero difficile realizzare (nel senso di comprendere) il legame cui alludi perché la sua comprensione si basa necessariamente sull' aspetto figurativo. Chi guarda qui deve avere questa informazione, altrimenti di questo titolo indaga il nesso logico, il suggerimento per l' interpretazione e non gli può venire in mente che tu l' abbia inteso come elemento della foto in seno alla quale collocarsi, appunto, anche in senso figurativo. |
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| you and Rui Xing di huncke commento di Mario Zacchi |
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Chiasmo con un rimando al senso letterario, visto quel che spieghi circa il titolo e non in senso scultoreo, immagino (cui si potrebbe far risalire al massimo la "postura" dei manichini). Se vuoi integrare così tanto l' immagine con un titolo (o un testo) devi rompere gli indugi e scriverci direttamente sopra e proporre un opera mista (scrivendo sotto, o di fianco, o intorno ... creando uno spazio ulteriore o sovrapponendo, ecc. ...). Adesso mi sfugge il nome di uno che fa queste cose ... vedo di cercarlo, se mi riesce. Qui ho l' impressione che lo sguardo in questione, comunque, perda parecchia forza nel chiasso che fa il resto. A prima vista colpisce il groviglio di segni: sia quelli propriamente detti perché tali sono anche nella realtà (graffiti e scritte); sia quelli che segni lo diventano fotograficamente, cioè nel momento in cui, attraverso lo scatto, si proietta l’ immagine di qualcosa sul piano fisico e, inevitabilmente, il senso che l' immagine di questo qualcosa acquista, sul piano narrativo.
La trasversalità della cultura cui fai riferimento, che non direi sommersa, ma dichiarata, visto che non manca di esprimersi, non la sottolinei con uno scatto singolo. Hai bisogno di “mostrare” (sei un fotografo) i parallelismi altrimenti devi integrare con spiegazioni (che come fotografo dovresti cercare di lasciare ad altri, coltivando piuttosto il senso compiuto delle foto e dei progetti). Oppure devi contare troppo sull’ intuizione del tuo pubblico che “tuo” (cioè tuo profondo conoscitore – e mi riferisco a tematiche, metodologia e linguaggio per affrontarle) non puoi aspettarti che sempre lo sia. |
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| luce diurna e rullo scaduto di massiboy87 commento di Mario Zacchi |
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Siccome praticamente tutti quelli che, da ragazzi oggi (e non solo ) prendono in mano una cam a pellicola scattano almeno un rullo scaduto e s' innamorano del mood, che la foto non stia solo nel rullo scaduto: è una scoperta già fatta  |
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| Bambina di stefano_fornari commento di Mario Zacchi |
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| Significa che sembra lì ad aspettare lo scatto e non in preda ad un accesso di paura. Per esempio prova a farle portare le mani al volto di scatto, e dille di farlo immaginando che all' improvviso qualcosa le si sia parato contro; probabilmente noterai i capelli che si alzano per effetto del movimento repentino. Se riuscissi a congelare questo otterresti una certa dinamica che, in questo caso, acquisterebbe un tono drammatico e sottolineerebbe la situazione "rappresentata". |
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| La Sila Piccola di genovince commento di Mario Zacchi |
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| Direi che sono foto ricordo. Un timido tentativo di ricerca grafica nella 494569283_n; un timido tentativo di interpretazione paesaggistica classica nella 1252698825_n e nella 172397529_n. |
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| Bambina di stefano_fornari commento di Mario Zacchi |
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| E' evidente dalla modalità dell' intervento che ti ha portato a teatralizzare in maniera un po' drammatica la foto che il gesto ti ha colpito per il rimando cinematografico. Non è molto originale, ma un po' funziona. Le manca una quota significativa di realismo che il solo mood non può dare (il gesto è composto). Sul taglio dissento da Claudio perché la sgranatura-sfocatura fa molto televisivo e quindi è coerente non solo con il rimando sul piano intellettuale, ma pure sulla sua connotazione fisica. |
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| ny museum 0 di jacklamotta commento di Mario Zacchi |
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La seconda e la terza mi paiono il (consueto) tentativo di sfruttare l 'ambiente museale rarefatto per tirar fuori qualcosa che non sia solo documentazione, ma che proponga un po' di enfasi. Preferisco la terza (anche se non capisco se è un ritaglio o cos' altro ...); nella seconda quest' enfasi è diluita nell' eccesso di realismo della figura e della sua azione.
La prima ha un impianto grafico molto forte; ma la figura ha una "presenza" anonima e non porta quanto potrebbe alla foto.
Le ultime due sono pura documentazione. La prima direi che lo è geneticamente a prescindere dalle intenzioni che probabilmente avrebbero voluto cogliere la profondità della scena. La seconda, che in pectore (e credo anche nelle intenzioni) avrebbe potuto ricalcare i propositi della seconda e della terza, lo è diventata per come hai inserito la figura sulla sinistra. Se ti fossi spostato un po' sulla destra in modo da non sovrapporla all' opera e facendo in modo di riprenderla escludendo quel che tiene in mano avresti ottenuto un risultato meno definito, più interlocutorio e quindi con un' enfasi generale che ora non c' è.
Nel complesso è una serie indecisa negli scopi, scattata probabilmente senza porsi la precondizione della coerenza, ma piuttosto attingendo direttamente alla memoria visiva senza quel filtro che è l' obiettivo finale. |
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| nudo di stefano_fornari commento di Mario Zacchi |
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| Se è tutta farina del tuo sacco, ti faccio i migliori complimenti per quanto è significativo il processo mentale che ha accostato il rimando ad una persona, in qualche modo figurativo, al traslato del concetto di nudo sull' arancia sbucciata, cioè spogliata del suo "vestito". Da curare meglio, magari concentrandoti di più sulla "modella" e un po' meno sul "vestito", almeno quello in primo piano. |
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