|
|  | | Commenti |
|---|
 |
| |  |
| |  |
| |  |
| Pelle... d'elefante di Clara Ravaglia commento di Mario Zacchi |
|
Vediamo ... parafrasando potremmo dire "guidando verso sud, sull' Adriatica in direzione Rimini, mentre mi avvicinavo a Cesenatico ..."
Ma come disse Guccini durante il concerto con i Nomadi, presentando Statale 17 "non è la stessa cosa ... non è la stessa cosa ... gli americani ci fregano con la lingua"
Scherzi a parte, bella mostra è stata. Guardando quelle foto si capisce bene la differenza che passa tra la fotografia bianconero e, invece, la fotografia scolorata che spesso è l' unica protagonista nel forum (nostro e non solo). Ma si capisce bene non solo questo. A tale proposito riporto di seguito un commento di Bigiaga molto interessante. Interessante soprattutto se si va a visitare la mostra dopo averlo letto.
Adams è tornato più volte sul posto finchè ha scelto quando scattare!
Significa che Adams " costruisce una sorta di quinta fotografica".
Non copia la natura, ma, attraverso di essa produce un modello mentale
che diventa forma. Le sue sono fotografie di pura astrazione
attraverso la figurazione. Procede esattamente come Raffaello,
Caravaggio, Beato angelico e Mozart.
Le pulsioni dinamiche e le tensioni dionisiache del paesaggio, sono
in perfetto equilibrio con la figurazione astratta e mentale ( apollinea)
del paesaggio.
La fotografia in questo caso diventa una perfetta sintesi tra il particolare
ed il tutto, in una unità equilibratissima.
A differenza però dell'arte pittorica nella quale i colori possono essere
posizionati secondo criteri ritmici e compositivi personalizzabili, nella fotografia non è possibile scegliere la posizione dei colori,
per cui viene in aiuto il bianco/nero.
Siccome l'occhio umano non è in grado di vedere in biancoe nero,
tende a ricostruire il colore dove il colore non c'è, e lo fa,
per motivi biologici, in modo equilibrato.
Per questo che le foto in bianco e nero funzionano meglio.
Sono colorate dal nostro occhio in modo automatico e funzionale.
In Adams questa regola è perfettamente applicata, non so se
consciamente o meno.
Tutta la foto è puro ritmo visivo:
le nuvole in cielo sono richiamate nella forma dalle luci sagomate dei sassi.
I sassi si ripetono e si moltiplicano in modo modulare seguendo linee
orizzontali e diagonali che richiamano in modo ritmico l'orizzontale
dell'orizzonte e le diagonali delle montagne e dei fasci di luce.
Tutti i bianchi ed i neri sono portati in giro nella foto in modo ritmico,
come in uno spartito, come dei tocchi pittorici alla Rembrandt.
E qui mi fermo, ma potrei andare avanti per ore a raccontare gli
elementi della foto.
Da ciò si evince che la foto è di una complessità stratosferica ma risolta
in una semplicità disarmante.
Queste sono proprietà tipiche della genialità e non tutti possono avercele.
Ma se presi come modelli questi autori hanno molto da insegnare
se capiti e studiati in modo appropriato.
Purtroppo, fino ad oggi, i trend e i modelli sono stati altri tipo
appunto Nan Goldin che, citando Carlo Sini, non fa Arte ma solo
discorsi sull'Arte, non fa Fotografia ma solo discorsi sulla
Fotografia.
Autore: Bigiagia
PS: AA ti deve aver ispirato, perché la foto è bella. |
| |  |
| Interni di Paolo Dalprato commento di Mario Zacchi |
|
Questa sera due belle foto che meriterebbero la bacheca. Una è la tua, Paul; l 'altra è questa, per me http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=560017
Magari sbaglio, ma la tua foto è un non-sense: nonostante ci siano gli elementi per una interpretazione coerente di ciò che mostri, riesce ad essere sfuggente nel significato che le attribuisci tu. Per questo è bella. Ti fosse riuscita più esplicita (ma so che non sarebbe comunque stato nelle tue intenzioni e quindi si sarebbe trattato di un errore) sarebbe stata banale, puro artificio formale. E invece, come nell' altra che ho segnalato, c' è una sottile vena di ambiguità, senza clamore. Due bei lavori, almeno sul piano dell' idea. |
| |  |
| Attesa di frenki commento di Mario Zacchi |
|
Molto bella. Per i miei gusti un po' da raffinare. Mi riferisco al fatto che forse è un filo troppo scura e merita qualcosa in più nei livelli lato bianchi. Inoltre la vedo un tantino larga. Chiaramente il formato è quello, quindi semmai il lavoro si sarebbe dovuto fare a monte ... però, se rifilo un po' a destra e un po' a sinistra mi pare regga meglio compositivamente. A parte questo la trovo una messa in scena riuscita piuttosto bene, gravida di atmosfera e di interrogativi. Ti sei scattato da solo, se non sbaglio. Guarda Jeff Walls, se ti capita: nelle messe in scena è davvero bravo.
Ti allego la mia impressione. Poi la tolgo.
PS: ho il video un po' scuro ora; non vorrei che l' appunto circa il fatto che mi pare un po' scura sia dovuto a questo, anche se ho esaminato l' istogramma e credo di non essere andato troppo fuori strada |
| |  |
| ... di gulfis commento di Mario Zacchi |
|
Stavo giusto guardando qualche foto di Gurski ....
Non sai quanto fa male alla foto quella cornice.
Ottima |
| |  |
| PLATONICO RIFLESSO. Forse siamo solo un'ombra di Sherazade commento di Mario Zacchi |
|
La “scienza” del peso visivo sta spesso negli occhi. Nel senso che la collocazione degli elementi avviene “istintivamente”. Ovvio che in realtà non esiste nessun istinto, almeno nell’ accezione che vuole questo moto come realmente puro, non dipendente. L’ istinto è la somme di reazioni codificate. Codificate dalla natura (succhiare il latte da piccoli) o dalla forma mentis (premere il pedale del freno di fronte ad un ostacolo). Quindi dietro ciò che ci fa dire “ecco, così va bene” c’ è qualcosa: un bagaglio mentale, a prescindere da come si sia formato. Bagaglio che può dare, in chi ha una qualche attitudine e per restare alle immagini, bei risultati. Riguardo la foto non credo serva uno sforzo di astrazione: basta cancellare la firma. Ed è quello che ho fatto per una conferma circa l‘ impressione. La conseguenza è un leggero vuoto a destra, un piccolo sbilanciamento che la rende più instabile e quindi più dinamica. Se è vero, allora il gesto di inserire “qualcosa” (la firma non ha un valore simbolico pregante per me) e di averla inserita giocando con il suo peso, la sua trasparenza, mi suggerisce l’ idea di un gesto estetizzante e/o di una propensione (in questo caso) a smorzare le tensioni dell’ immagine.
……
Evidentemente ogni spiegazione indirizza. Personalmente non credo troppo che alle foto non si debba mai, assolutamente, unire qualche altro indizio per una comprensione completa. Bisogna vedere qual’ è il proprio scopo nell’ utilizzo delle immagini, perché esso può giustificare determinate scelte. Eppoi che vuol dire esattamente “non si deve” in un ambito creativo? Quale senso ha? Meglio conservare dei buoni margini di libertà. E conservarli anche nel modo di articolare il proprio discorso, le proprie intenzioni, nella consapevolezza che a monte di tutto c’ è comunque un unico grande lampo che si riverbera: siamo noi, con il nostro punto di vista il quale, filtrando, genera le “nostre” proposte. Le quali però, viste dall’ angolazione di un’ aspirazione artistica, non possono essere puro onanismo. Per cui ci culla tra le proprie idee catturati, prigionieri del piacere personale che si prova nel vedersi rappresentati nelle proprie creazioni, quasi ci stessimo guardando, ad un tempo, con il gusto di scoprirci e con quello di ritrovarci (una sorta di stupefacente conferma di sé). Dal punto di vista di un’ aspirazione artistica c' è l’ interlocutore, il quale ha un ruolo. E un ruolo che non è solo quello che gli lasci per gentile concessione. Un ruolo che ti porta, tu lo voglia o no: quello di leggerti "interpretando" la tua comunicazione e il tuo comunicare. |
| |  |
| Umbria di alb74 commento di Mario Zacchi |
|
| Avresti potuto spiazzare tutti mettendolo al centro: esatto o appena percettibilmente inesatto. Ne avresti ricavato una foto meno scolastica e più trasgressiva perché in opposizione alla media dei comportamenti fotografici. |
| |  |
| PLATONICO RIFLESSO. Forse siamo solo un'ombra di Sherazade commento di Mario Zacchi |
|
La firma qui è una traccia chiara verticale come lo sono, nella foto, gli orli a giorno verticali. L’assonanza e la posizione fanno dell’ insieme una costruzione che sta in equilibrio. Quindi se tolgo qualcosa l’ equilibrio può alterarsi. E’ certamente una pignoleria e può essere altrettanto certamente qualcosa che sfugge o che può essere considerato ininfluente da sensibilità differenti (compresa la tua). Solo che c’ è un fatto: in una foto “grafica” (bianconero, poi) tutto è grafica, più di quanto ciò non sia vero in qualsiasi altro genere; quindi anche una scritta, al di là del suo significato, al di là del suo valore semantico, ha un peso, appunto, grafico. Per inciso: non troverei strano e neppure da scartare che qualcuno abbia piacere di creare un’ immagine mista, nella quale un’ aggiunta di questo tipo ha un ruolo (che ovviamente non sia solo quello di ribadire: “questa foto è mia”).
Tutto questo però non centra con il resto del discorso che ho fatto. Tu apri con un manifesto delle tue intenzioni, un po’ come facevano (e fanno) gli artisti moderni. Bene: un solo lavoro può, io credo, apparire coerente con il manifesto, sostenerlo; ma per rendersi conto se un autore riesce a svilupparne i contenuti, è necessario che lo faccia: che sviluppi, cioè, i contenuti attraverso una serie di lavori, quando non attraverso l’ intera sua opera. Per questo, sostanzialmente, in quel pensiero che ho espresso, c’ è il suggerimento a proseguire (a scattare o a proporre ciò che hai scattato). E’ ovvio che proseguendo puoi riuscire a dare prova di saper sviluppare il tuo manifesto, rendendo partecipe lo spettatore di ciò che vuoi comunicare. E naturalmente è ovvio pure che può accadere anche il contrario. In questo caso potremmo dedurre che questa foto, nella quale ci si può trovare un’ embrionale (embrionale rispetto all’ osservatore) coerenza con i propositi dichiarati, potrebbe essere solo casualmente aderente a tali propositi; oppure potremmo dedurre che ne è addirittura l' origine: l’ hai scattata e ci hai visto in un lampo quel che poi hai dichiarato vorresti fare; qualcosa di comunque fertile, ma che non equivale al contrario, giusto?
Circa la consapevolezza c’ è in parte una risposta nelle ultime battute che ho scritto. Molto personalmente credo che la consapevolezza non sia per ciascuno uguale quanto a tempi e modi e comunque non del tutto necessaria sempre e in ogni caso. Che arrivi penso sia …. anzi penso debba essere nell‘ ordine delle cose: trovo difficile immaginare che ci si ponga, rispetto ad una forma espressiva, qualche interrogativo e qualche proposito cui poi non si dia una risposta, una qualche risposta consapevole, magari fallace, magari negativa, ma consapevole.
“Non ha un significato immediatamente chiaro” in questo caso, stante le premesse, per me è funzionale. Troverei troppo banale un racconto diretto, esplicitamente allusivo. Trovo più intrigante e tutto sommato più raffinata la suggestione che arriva (che può arrivare) per “vie traverse”. |
| |  |
| PLATONICO RIFLESSO. Forse siamo solo un'ombra di Sherazade commento di Mario Zacchi |
|
| Esteticamente è gradevole e suggerisce che tu abbia una certa sensibilità, in questo senso. E' vista e impostata bene, anche se, volendo essere pignoli, la firma dà un contributo non proprio secondario all' equilibrio grafico. Non ha un significato immediatamente chiaro; per questa sua ambiguità e grazie anche al favorevole apporto del chiaroscuro, appare "riflessiva". Forse in questo senso può essere che rispecchi le tua idea. Ma una foto da sola non basta a chiarire il punto di vista di un autore, né basta a chiarire se l' esito è incidentale, per cui in altri casi la sensazione che trasmetti è diversa da quella che trasmette questa foto e lo scopo appare meno univoco. |
| |  |
| |  |
| ... di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
|
La collocazione della linea di terra al centro è corretta perché valorizza il colore simmetrico che è il vero plus di questa foto che non ha nessun altro elemento veramente interessante.
Quindi tanto di cappello a questa scelta apparentemente banale che è invece lucidamente trasgressiva per "fare la foto". |
| |  |
| ... di Mauroq commento di Mario Zacchi |
|
Te la ricordi la guerra dei mondi? Ecco, mi è venuta in mente guardando tutte quelle chione elissoidali. Colpa dello spumante
Bella. E se i vari neri saranno ben separati ci sarà da perdersi a guardarla. |
| |  |
| |  |
| Salendo le scale di vLuca commento di Mario Zacchi |
|
| Bel soggetto, reso cromaticamente convincente. Ma punge poco nell' insieme ... il terzetto è poco percepibile e poco narrativa appare il suo apporto. Magari piazzandosi con il cavalletto si becca una situazione più confacente. |
| |  |
| Ponte della Musica di rrrrossella commento di Mario Zacchi |
|
| Il contenuto della foto è abbastanza eloquente: le persone non hanno grande significato fotografico, mentre l' enfasi posta sulla struttura, sulle sue linee e sulle linee delle ombre e della pavimentazione spiega cosa ti ha colpito. Il risultato complessivo suggerisce di coltivare, se ti piace, l' approccio mediante il quale sottolineare le forme di un manufatto come questo. |
| |  |
| |  |
| Giriamo pagina di Ophelia commento di Mario Zacchi |
|
Stratificazione del tempo: è quel che penso sempre quando guardo immagini come questa.
La piega è "bella" e per questo disturba la mi personalissima lettura. |
| |  |
| | br> |