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| ....... di axes commento di Mario Zacchi |
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| Sono di parte: sono foto che mi affascinano; quindi mi viene facile dirti che mi piace e che la guardarei per ore lasciandomi trasportare dai pensieri e da una sorta di ipnosi. Ammetto, anche per correttezza verso chi eventualmente legga un commento così scritto da un colorato, che tante volte non so dire perché ... perché un soggetto così, apparentemente banale mi fissa in questo modo e perché sono spinto pure io a cerecare di realizzare foto simili. |
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| MIIMG6595 di marco.rilli commento di Mario Zacchi |
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| Non è di grande caratura, ma ugualmente non è banale come spesso accade quando si coglie di spalle. Anzi, in questo caso, in questa cornice, non vedere in faccia la persona regala un che di indefinito, di piacevole, a tratti di stimolante. E' composta abbastanza bene e c' è una bella complicità, un bel dialogo tra il flautista e la sua bici, sostenuto, sottolineato dal vuoto intorno che rende questi due elementi validi protagonisti. L' andicap maggiore lo vedo nella sovrapposizione tra testa, spartito ed albero. |
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| Lo scultore di perozzi commento di Mario Zacchi |
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| L' assonanza dei due gesti è chiaramente il centro convincente della rappresentazione. Cancellerei decisamente la maniglia che, bianca, spunta a sinistra del fotogramma e, magari, cercherei di attenuare le aree bianche meno interessanti (statuina sotto alla scultura con il braccio levato, nonché quel lembo di qualcosa che, chiaro, spunta alla sua destra). Così, per non disperdere lo sguardo, per evitare che ci siano troppe "lampadine" in giro per la foto. |
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| :: Mare d'autunno :: di webrunner commento di Mario Zacchi |
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Premessa: si guardano piacevolemente a prescindere. Sono ben composte e le tonalità non possono non piacere e non possono non essere accostate all' idea di fondo. Tuttavia non posso non notare pure che queste foto sono una sintesi degli stilemi più ampiamente sfruttati, di decorazione molto usuale e di frasi di accompagnamento che in calce a foto così suonano un po' banalotte. Con buona pace di Conrad, cui appartiene solo l' ultima e che si potrebbe apllicare efficacemente un po' ovunque.
Comunque ripeto: si guardano piacevolmente e l' osservazione successiva, se vuoi, è una finezza rivolta a chi è interessato. |
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| La disperazione dell'uomo di Cube commento di Mario Zacchi |
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| La trovo un po' troppo prevedibile, come interpretazione; quasi inevitabile di fronte ad uno stilema fin troppo riconoscibile. Per questo preferisco fermarmi alla piacevolezza della foto in sé, come mi viene dal vedere il piccolo uomo sotto la grande statua, nella cornice di una gradevole composizione e di belle tonalità (pure se ai mie occhi quei neri così tappati paiono eccessivi). Aggiungo che a quella lettura (la tua) manca un elemento chiave: la solitudine. I passanti occasionali sviano. |
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| Tramonto sul Cimon - Passo Rolle di Matteo Re commento di Mario Zacchi |
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| In effetti quel rossore è un po' strano. Magari l' effetto nel complesso può piacere, ma dà, almeno a me, un po' la sensazione di retroilluminazione diffusa sul monte. Mi spiego: è come se la luce sul monte fosse schermata da un flou che la rende uniformemente diffusa, così che il volume se n' è andato. E ciò è un po' in contrasto con la restante parte della foto dove regna un contrasto più marcato, con toni più decisi. Una dissonanza, insomma. |
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| Sancta Sanctorum di Viola Lorenza Savarese commento di Mario Zacchi |
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| Sei molto professionale. Gran belle foto nel sito. Curiosità: ma perché, prima o poi, chi fa nudo scatta una foto ad una donna nuda che indossa una tonaca o una parte di una tonaca da suora. Vabbé che paese cattolico implica ossessione, ma ... non è trito? Curiosità, naturalmente. |
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| Esterni di Paolo Dalprato commento di Mario Zacchi |
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Il soggetto è molto interessante ma ... non ti pare un po' irrisolta? Voglio dire, non ti pare che sia difficile decidere da che parte pesa di più (sotto o sopra) in modo da "vederla" stabile?
Magari lo scopo era instabilità ...  |
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| Carta da Zucchero di Luca Venesian commento di Mario Zacchi |
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Magari sarà a causa della riduzione e/o dell' eventuale maschera di contrasto, ma a me pontile e ragazza paiono appiccicati sopra. Non che lo siano, ma la sensazione che ho è quella. Come ripeto, magari è frutto della riduzione e della successiva mdc per ridare un po' di nitidezza.
Immaginando una stampa di grandezza normale, direi che la ragazza è lontana, per cui il l' apporto che può dare alla foto come caratura del personaggio è assai limitato; addirittura direi quasi inesistente (dimentichiamoci di aver visto l 'altra, altrimenti creiamo inconsapevolemente una pre-immagine nella nostra mente). Il gesto appare approssimativo, casuale più che spontaneo. E' vero che le due cose sono assai contigue e perciò è facile debordare. Ma ciò che acclara poi questo senso di approssimato e casuale è l' impostazione ben poco preziosa della foto. Prezioso non significa costruito in chissà quale modo, ma semplicemente "particolare". Per esempio la foto che è stata eletta a FDS è semplice, ma preziosa e la spontaneità della ragazza, l' estemporaneità del suo sguardo e tutta la foto insieme non hanno nulla di approssimato.
Naturalmente è un parere. |
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| Il Pis del Passet di Luca71 commento di Mario Zacchi |
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| bellavista ha scritto: | Bellissima scena e bellissimi colori. peccato per il taroccamento del getto dell'acqua che per me rovina tutta la poesia. Ma possibile che tutti dobbiate in qualche modo alterare la realtà?
ciao bellavista |
Ma per te allungare il tempo di posa che, in presenza d' acqua che scorre, dà questo risultato, equivale a "taroccare"? Io non direi, altrimenti sarebbero "tarocchi" anche le foto in cui le macchine si muovono perché più veloci del temèpo di scatto, no? Non so ... mi sarei aspettato una critica più consistente e mirata eventualmente a mettere in rilievo l' aspetto un po' naif di questo modo di fotografare (peraltro più che legittimo: ognuno ha le proprie preferenze). L' avrei trovato più sensato. Ma di taroccamento dell' acqua della cascata non mi pare si possa parlare, tanto più che c' è pure questa che ho l' impressione sia stata scattata nel medesimo luogo, da posizione differente e che presenta le stesse caratteristiche, quindi ...
(*) di solito con la parola tarocco e taroccare ci si vuole riferire a falso e falsificare, quindi il non vero, l' artefatto, il mistificato. Non ad interpretativo, per quanto naif e ridondante sia l' interpretativo in questione. |
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| infotografabile Pina di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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Come avevo detto ciò che trovo meno opportuno è lo sfocato in primo piano. Per il resto a me piace: la luce è piacevole e il musetto salta fuori piuttosto bene, nel senso che il fuoco lo stacca. |
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| Sfumature di bikeyz commento di Mario Zacchi |
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| Ad occhio mi pare che ruotata di 90° antiorario (scuro in basso) ed eventualmente poi specchiata orizzontalmente (scuro sempre in basso) si impreziosisca. |
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| ... di Mauroq commento di Mario Zacchi |
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Beh ... magari non tristezza, ma una vena malinconica non manca quasi mai nelle tue foto.
Inutile chiederesi perché il cane è tagliato; meglio apprezzare il risultato che dà questa scelta: dal punto di vista dei pesi bilancia più efficacemente il cane in primo piano (il taglio che colloca il cane in profondità al margine gli conferisce maggiore importanza); ma più che questo il suo contributo si avverte quando consideriamo come questa scena sia aperta e non chiusa in sé stessa. La mezza figura (ed il suo sguardo oltr il margine opposto) sottolinea questo aspetto che, tra l 'altro, è peculiare di molta (o di tutta la) fotografia di Mauro.
PS: Ma che gli hai fatto? l' hai asciugata col rastrello  |
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| L'AQUILA DOPO IL TERREMOTO di tecnico commento di Mario Zacchi |
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| tecnico ha scritto: | | Volevo andare da tempo in questa citta' colpita alcuni anni fa dal terremoto per vedere cosa e' stato fatto in questo lasso di tempo. |
Ti prendo alla lettera: se proprio avessi voluto rappresentare cosa è stato fatto a L' Aquila avresti dovuto fotografare anche le abitazioni nuove.
Il tuo è il solito punto di vista già ridondato innumerevoli volte da altri nella stessa identica maniera (le foto si somigliano tutte; poche hanno un po' di spunto e le tue non fanno eccezione) che da solo racconta una parte e che ha il pregio di mostrare, una volta di più, la parzialità della fotografia. Nel bene e nel male il resoconto di situazioni così, soprattutto se improntato all' oggettività che caratterizza immagini scattate come hai scattato queste, dovrebbe essere un tantino più aderente alla realtà, lasciando davvero allo spettatore il compito di trarre conclusioni le quali, son certo, non sarebbero indulgenti solo perché alle foto della distruzione si affiancano, in un costrutto documentativo coerente, le foto degli interventi, quali essi sono e sono stati.
Come ho detto prima le foto che proponi non hanno (fotograficamente) nulla di importante o di diverso da molte altre simili, tanto sul piano stilistico (molto amatoriale) quanto sul contenuto (solite macerie con qualche traccia di passato, nella conice di un atmosfera in bilico tra il sospeso ed il fermo per sempre). Sono foto che mi fanno dire: ci volevi andare, ci sei stato, non mi hai portato nulla che già non sapessi nella sostanza e nella forma. Quest' ultimo aspetto, per un fotografo che fa reportage non è trascurabile. |
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