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| C'era una volta voglia d'America. di jus commento di Mario Zacchi |
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| rpolonio ha scritto: | c'è un titolo che indirizza....
se qualcuno vuole farti evidenziare una cosa, te la fa vedere sfocata? |
Il titolo è chiaro: suggerisce di concentrarsi su una suggestione, non sull' oggetto. Il fuoco posto sull' auto avrebbe snaturato completamente questa idea, focalizzando, appunto, sull' oggetto in quanto tale e non su ciò che il combinato della foto vuole tentare di narrare. Quindi è nel complesso che va visto lo scatto che certamente può, o meno, riuscire nell' intento ambizioso. Ma anche dove non riuscisse ad arrivare così in là, non ci proporrebbe comunque la semplice visione di un' auto vecchia pargheggiata oltre una cancellata, quale sarebbe stato il risultato, in questo caso, una volta tagliato fuori l' apporto narrativo della cancellata (che apparirebbe sfocata in primo piano, quindi come estranea al punto nodale della foto) ed eliminata quella evanescenza dell' auto che formalmente giioca il ruolo di straniante, di elemento evocatore. |
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| Madrid rarefatta di rrrrossella commento di Mario Zacchi |
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Beh .. se ti viene a favore, vuol dire che hai un punto su cui lavorare: la tecnica Perché vale sempre la pena di maneggiarla al meglio, anche se poi la si tradisce, coscientemente, per un motivo preciso e non perché non si riesce a fare meglio. Tanto più che, pure se capisco quello che intendi con la seconda parte della risposta, non sempre vero che la tecnica è fredda e l' imprecisione è calda. Mapplethorpe non era preciso: era addiritura maniaco. E le sue foto sono tutt' altro che fredde.
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| Madrid rarefatta di rrrrossella commento di Mario Zacchi |
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| Tovo bella la sostanza della foto e mi riconosco nel commento di Albatros. Credo solo che si possa fare qualcosa in più riguardo la cura, come, ad esempio, non inclinare l' obiettivo distorcendo, in questo modo, gli edifici, visto che in questo caso non sarebbe stato certo impossibile. Ad ogni modo, piuttosto che fotografie nelle quali la cura è l' unica vera cifra espressiva, preferisco cose come questa, con qualche trasgressione alla bella forma, ma con un anima. |
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| ritratto anonimo di mic.car commento di Mario Zacchi |
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| Il punto è che si tratta di una foto-imitazione dello "stile" Eva3000, tanto tecnicamente, quanto per la motivazione dello scatto "da una barca... al volo (non potevo non scattare)". Con il nome giusto in didascalia e un po' di mosso/sfocato sembrerebbe proprio uscita da uno di quegli archivi del nulla che sono i rotocalchi di quel tipo, copie conformi delle preziose menti che amano quelle letture. I commenti ironici e fuori luogo circa il culo che sono nati sotto questa foto sono la riprova circa il genere di foto e le motivazioni che spingono a scattare. Tuttavia, se l' autore aspira, legittimamente, a fare il paparazzo sui generis, la strada include anche cose così, quindi ... |
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| turisti a Milano di silma commento di Mario Zacchi |
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Spiegato, che hai, il tuo tentativo si comprende meglio il senso di una serie di foto che, appunto, appaiono piuttosto generiche. Ma non credo che basti spiegare (cosa che a volte è determinante per me) per rendere la proposta di un certo peso. Perché, se ci pensi bene, una persona che scatta foto così-così può recarsi a Milano un pomeriggio ed ottenere anche un risultato simile.
Credo ci possa stare, anzitutto, il riuscire a selezionare con calma buoni soggetti rappresentativi. Se una foto come la 5 racconta qualcosa che segue il tuo ragionamento; una foto come la 6 (così stretta sull' espressione) in questo contesto è più che altro una curiosa caricatura che, pure se simpatica, non mi pare che segua il filo o lo sostenga efficacemente. Magari in un servizio dalla robusta visibilità riguardo il messaggio può essere una digressione accettabile.
Dopo di che, senza scomodare l' autorialità più spinta, un minimo di stile personale, di omogeneità tra gli scatti non si può trascurate, direi. In questo vedrei bene partire anche da una cosa banale come unificare i formati: orizzontale o verticale a seconda delle necessità (più orizzontali è meglio comunque) ma sempre della stessa misura, dello stesso raporto tra i lati. Il cambio di formato in questi casi (soprattutto con foto "banali" - banali per uno scopo) appare più che altro come un rimedio ad uno scatto carente ed avvalla pensiero che le foto siano generiche a prescindere. |
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| Hollie di Claudia_Moroni commento di Mario Zacchi |
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Ho guardato il tuo sito ... i tuoi ritratti sono dieci spanne sopra la media,
con una preaparazione (tecnica e interiore) che non ha nulla dell' amatoriale.
Molto brava |
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| Rimini, stab. 118 di rasù commento di Mario Zacchi |
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| 3 e 9 le migliori, per me. In queste due, un filo di contesto in più, credo avrebbe donato loro un maggior sapore di estemporaneo, attenuando quello di focus preciso su un oggetto/soggetto che hanno. |
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| Una volta sono morto di filippo1978 commento di Mario Zacchi |
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Leggiamo l' incipit, leggiamo che vedi queste navi come grossi centri commerciali galleggianti, un po' abbiamo imparato a conoscerti, anche se da lontano sicché ... ... il pistolamento con Hipstamatic acquista una valenza: un fasullo per sottolineare il fasullo
Belle foto e, nel senso dianzi descritto, forma motivata. |
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| psychedelic wood di fabri970 commento di Mario Zacchi |
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| Non è una novità, ma nulla vieta di provare ad ottenere buoni effetti. Esteticamene dviderei i risultati in due sezioni: quelle striate e quelle più impressioniste. |
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| Alba all'isola d'Elba di generalecluster commento di Mario Zacchi |
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| Bello l' effetto sull' acqua della foto di apertura; bello anche l' effetto nella foto 8. Però tra le due c' è una sorta d' incoerenza di fondo. Come se fossero fatte per porfolii con obiettivi diversi. Il discorso si può estendere a tutto l' insieme che ha qualche foto piacevole, diverse piuttosto comuni, e sembra obedire a logiche diverse tra gruppo e gruppo di foto. |
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| Passeggiata per Poffabro di Cuty commento di Mario Zacchi |
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| Le foto sono usuali. Lo stile aggiunge qualcosa che le rende più godibili (a chi apprezza il trattamento, naturalmente). Il "guaio" è che se passa un altro che scatta foto analoghe ed applica lo stesso trattamento è facile che non si distingua tra te e lui. |
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| turisti a Milano di silma commento di Mario Zacchi |
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| Portafortuna.jpg è interessante al di là dello scopo del servizio. Le altre presentano soggetti assolutamente neutri, senza alcuna particolarità vera (o che non sia già molto vista come i giapponesi che scattano alla luna) e lo stile di ripresa è pittosto convenzionale, cioè non aggiunge, almeno lui, qualcosa. |
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| Il Testimone di Luigi T. commento di Mario Zacchi |
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| Guarda, detto in parole semplici: è fisionomico. Fa, cioè, della fisionomia di questa persona il centro della foto. Oltre questo non ci si trova altro, almeno presa così, da sola. Può essere certamente una foto utile, può completare l' album; tanto si sa, non è che chi commissiona una servizio matrimonaile è necessariamente sempre un critico fotografico e più spesso va al sodo: vede questa fo to e dice "toh! guarda com' era giovanni (filippo, marcantonio ...)" |
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| stile2 di Piergiulio commento di Mario Zacchi |
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| Non sono un fotografo: scatto fotografie e guardo fotografie. Per suggerimenti tecnici specifici, che vadano oltre il semplice "luce piatta" oppure "manca il chiaroscuro che da corpo ai volumi e racconta di un' atmosfera" (cioè dà una vita all' ambiente e non si limita a farne un rilievo fotogrammetrico); cioè per come tecnicamente si opera sul posto, ti occorre uno specialista. Ma al di là di questo, che ha la sua "importanza pratica", il suggerimento c' è a fianco all' opinione: guardare l' opera di qualche autore (io ricordo quello in interni simili, ma ce ne sono altri) che ha prodotto scatti importanti e magari leggere il suo pensiero per capire, non tanto dove metto la lampada o da dove riprendo, ma piuttosto quale approccio voglio seguire, sulla base del quale poi piegare alla mia volontà la tecnica. Non si tratta di copiare ma di arricchirsi. |
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| stile2 di Piergiulio commento di Mario Zacchi |
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Sembra scattata dal falegname al termine dei lavori.
Cerca tra le foto di Luigi Ghirri, gli interni: vedrai la differenza. |
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| Stile di Piergiulio commento di Mario Zacchi |
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Sembra scattata dal falegname al termine dei lavori.
Cerca tra le foto di Luigi Ghirri, gli interni: vedrai la differenza. |
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| Stoà di Attalo di vLuca commento di Mario Zacchi |
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| Molto bella. Stampa "piccolo" (in relazione alla distanza di visione) così il chiaro scuro si rafforza nello sguardo; diversamente rischi che ci si perda a guardare i dettagli in ombra, mentre si deve percepire solo il gioco dell' ombra con l 'architettura. Credo valga la pena di ripulire gli elementi inutili tra le colonne (non la persona, ovviamente) |
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| Naviganti di smphoto commento di Mario Zacchi |
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| Se da un lato "non esiste una sola definizione di fotografia di strada" come suggerisce Hero, dall' altro la tua foto offre all' osservatotore, senza ombra di dubbio, l' effetto della panoramica ottenuta con una focale cortissima come primo elemento determinante, ovvero come quel che salta all' occhio subito. Siccome poi, a seguire, tutta la scena non è altro che il resoconto di un piazza affollata, senza nessun particolare in evidenza se non un elemento architettonico che, pure se trasfigurato un po' dalla scelta di riprendere in questo modo, non mi pare assuma il ruolo di centro portante della scena, la strategia di ripresa appare l' unico vero valore aggiunto dello scatto. Poiché questa strategia non valorizza davvero nulla di particolare e poiché la tua produzione non si fonda su di essa come scelta di linguaggio fotografico, questa foto ha il sapore di un esercizio, di una prova, di uno strattagemma per incantare l' osservatore. Ma è uno strattagemma "ingenuo", troppo semplicistico, peraltro adottato "ingenuamente" molto spesso. |
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| via giulia di lordshiva commento di Mario Zacchi |
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Cos' è un fotografo moderno se non una persona che sa rinnovarci i pregi della fotografia usandola negli ambiti più remoti e inusuali, nelle situazioni più contraddittorie, che sa disattendere le aspettative per scoprire attraverso di essa, attraverso la rigidità del suo occhio di vetro, attraverso la sua incapacità congenita di mediare tra luce e ombra, per svelare, per fare emergere, senza nasconderne i difetti, i limiti che essa ha e che le sono peculiari, che la rendono unica, a suo modo, ma anzi palesandoli e sovrapponendoli al contenuto in una stratificazione della forma che crea un nuovo e più vitale contenuto complessivo?
Sei un bravo sperimentatore
Visitate la galleria di questo ragazzo, che merita. |
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