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Commenti di frank66
Commenti alle foto che gli utenti sottomettono alla critica
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Commenti
Tibet, 1995
Tibet, 1995 di frank66 commento di frank66

Grazie mille
Webmin
Salvatore Gallo

Liliana e gparrac per le ulteriori considerazioni Smile
Tibet, 1995
Tibet, 1995 di frank66 commento di Salvatore Gallo

Molto bella, la preferisco decisamente a colori Wink
Tibet, 1995
Tibet, 1995 di frank66 commento di Webmin

... francamente, Franco, per me le due, pur con le ovvie differenze, si equivalgono.

La prima è più asciutta ed atemporale, in linea con una pubblicistica convenzionale; la seconda, semanticamente più articolata, ma narrativamente più interessante.

Ogni piccolo dettaglio di quel quotidiano possiede una tale forza narrativa che ometterla potrebbe non essere la scelta migliore.

Webmin
Tibet, 1995
Tibet, 1995 di frank66 commento di gparrac

Ok! In effetti la versione a colori non convince del tutto neppure me, anche se mi convince ancora di più del fatto che - con una resa cromatica appena un po' migliore sarebbe stata la scelta giusta.
Non mi aspettavo fra le coperte quel bell'azzurro che spicca piacevolmente fra tonalità prevalenti di marrone ...
Ma i se lasciano il tempo che trocano e restando nel reale non mi resta che condividere quanto scritto da Liliana R., anche perché la resa dei volti nel colore è la prima cosa che ho notato, prima ancora di leggere il suo commento.

Che dirti ancora? Tecnicamente ammetto di non conoscere molto del comportamento della Fujifilm Velvia 50 ASA ma penso che anche per questo materiale valga quanto già verificato in altre 50 ASA, cioè che una sottoesposizione appena un po' pesante porta oltre ad immagini scure ad un diverso comportamento degli strati sensibili ai colori (parlerei di diversa latitudine di posa, ma temo che non sia la parola esatta) per cui utilizzando lo scanner per cercare di recuperare in luminosità il bilanciamento dei colori si perde del tutto.
A parità di densità ho trovato le 100 ASA sottoesposte un po' più facili da recuperare in scansione.
Chiaramente era un problema non sentito, a quei tempi ... il destino di una diapositiva sottoesposta era allora quasi sempre il cestino, il recupero con il duplicatore sull'apposita pellicola o la stampa erano operazioni davvero poco comuni.
E 20 anni sono già abbastanza per peggiorare ancora la situazione.

Quindi la tua diapositiva era veramente uno scarto, inguardabile in proiezione (in senso letterale, se inserita fra altre correttamente esposte).
Anche se la fotografia (come immagine) è esattamente l'opposto della foto da buttare.
Molto interessante invece il tuo racconto: la fotografia (dico in generale) a volte racconta, ma non può farlo sulle circostanze concrete, lascia solo intendere (sia pure in modo puntuale, relativo al momento dello scatto) quale tipo di rapporto ci sia stato fra fotografo e soggetto fotografato.
Qui ho apprezzato molto il tuo lavoro proprio per questa sensazione, difficile da spiegare e razionalizzare, ma che ritengo personalmente bel più importante dell'aspetto puramente tecnico.
Ed in sede di commenti e critiche penso si debba affrontare questo difficile tema, necessariamente quando il soggetto è - per così dire - umano.

Very Happy Altra lunga chiaccherata ... ma personalmente la ritengo del tutto attinente all'argomento.

Smile Ancora un saluto.
Tibet, 1995
Tibet, 1995 di frank66 commento di Liliana R.

Mi piace l'immagine in b/n mentre concordo con te per quella a colori in quanto la resa è più carente sui volti.
Come ben scrive Giovanni si palesa qui "un'entrata nella realtà della vita di persone diverse con grande discrezione, rispetto e tanta simpatia"
E' stato inoltre piacevole leggere il tuo resoconto di questa permanenza nel Tibet e condividere il rammarico per immagini non scattate.
Alla prossima. Ciao
25-01-2015
25-01-2015 di frank66 commento di frank66

Mais 78: grazie mille per il passaggio Smile
Tibet, 1995
Tibet, 1995 di frank66 commento di frank66

Franceso Ercolano: grazie mille

Clara Ravaglia: troppo buona!

gparrac: altro che annoiato! mi hai stimolato:
La foto è stata scattata all'interno di una tenda di nomadi, dove, insieme al mio compagno di avventura, ero stato invitato da questa giovane madre a bere un tè. La avevamo incontrata all'esterno; dopo qualche minuto di "conversazione" a gesti abbiamo capito che era la moglie di un lavoratore impiegato nella zona (ci troviamo vicino ad una centrale geotermica (*)), con il quale viveva nella tenda che ci invitava a visitare.
Così ho avuto modo di scattare questa foto, dovendo usare un tempo di scatto piuttosto lento (infatti sui soggetti c'è micro-mosso), comunque non abbastanza da evitare una forte sottoesposizione. Ovviamente non ero preparato a scattare in interno, meno che mai con la pellicola che avevo in quel momento in macchina, una Fujifilm Velvia 50 ASA! Quindi la diapositiva era finita tra gli scarti. Adesso, grazie alla scansione, ho provato a recuperarla, ma sulle zone più sottoesposte non c'è veramente niente che si possa recuperare. La scelta della conversione è nata dalla frustrazione nel cercare di ottenere colori convincenti. Visto il tuo giusto appunto, propongo comunque anche la versione a colori, aggiustata al meglio delle mie possibilità.

(*)
Nella lontana estate del 1995 ho avuto la fortuna di trascorrere, per motivi di lavoro, 3 mesi in Tibet, vivendo per la maggior parte del tempo in un piccolo insediamento situato in un altipiano a 4200 m di altitudine e a 90 km dalla capitale Lhasa (che invece si trova "solo" a 3600 m di altitudine). Se avessi avuto la capacità di documentare e trasmettere nelle foto la metà delle cose che ho visto e delle emozioni che ho provato, avrei le foto più belle del mondo. Il mio collega ed io abbiamo vissuto a stretto contatto con i locali, condividendone gli aspetti della vita di tutti i giorni; dal cibo al modo di lavarsi (non c'era acqua corrente). Nei 20 anni successivi a quell'esperienza ho avuto modo di viaggiare in altri posti "esotici" e anche vivere in altri paesi per periodi prolungati, ma niente di tutto ciò è paragonabile ai quei 3 mesi vissuti letteralmente in un'altra dimensione, quasi senza contatti con il mondo esterno (ad eccezione della telefonata a casa che si riusciva a fare ogni 15 giorni dai telefoni pubblici di Lhasa) e circondato dalla gente più cordiale ed aperta (e più sporca) che fino ad ora mi sia capitato di incontrare. Ho avuto il privilegio di essere invitato alle numerose feste che i tibetani amano organizzare (ogni occasione è buona), visitare monasteri sperduti tra le montagne, assistere a rappresentazioni di vario genere, dalle corse di cavalli pigri alle incredibili e coloratissime feste religiose, dove il mio collega ed io eravamo gli unici occidentali, e, per molti dei presenti i primi occidentali che avessero mai visto dal vivo.
Ovviamente ho anche avuto modo di rendermi conto dello scempio in corso in quella regione, che una volta era una nazione indipendente. Ma questa è un'altra, triste, storia.

Ecco la versione a colori. A me convince poco....
Tibet, 1995
Tibet, 1995 di frank66 commento di gparrac

Ok! Foto singolla ... Mi sfogo un po' con l'alibi che tu hai lasciato la scritta Suggerimenti e critiche sempre ben accetti sotto la tua didascalia.
Che sia una fotografia che veramente vale molto non credo sia solo una mia opinione, mi sembra un concetto abbstanza oggettivo.
La madre guarda verso di te, il bimbo guarda la madre, lo sento un po' interdetto, forse non è abituato a vedere qualcno al di fuori della cerchia di parenti e conoscenti, ti sente forse diverso.
E probabilmente lo sei davvero ... nei vestiti e nell'armeggiare con una reflex che - seppure quelle di un tempo erano ben più discrete ed esibizioniste delle nuove digitali - può apparire al bimbo un oggetto sconosciuto, forse minaccioso.
Il caos di abiti, coperte ed oggetti che ho difficoltà ad identificare caratterizzal'ambiente ed i personaggi, il loro modo di vivere, penso quasi che questo che per me è solo un grande disordine sia in realtà frutto di un razionale comportamento per avere tutto a portata di mano, senza curarsi dell'effetto scenico.
Come già rilevato in altre occasioni parlando di altre fotografie mi sembra rappresentare un'entrata nella realtà della vita di persone diverse con grande discrezione e rispetto, tanta simpatia (uso il termine sempre nel suo significato etiologico, in luogo dell'adesso abusato condivisione).
Ma non mi convince del tutto la resa del B&N ... l'angolo destro in basso mi sembra un po' troppo scuro.
Nel '95 l'invertibile colore ad alta sensibilità era ancora carente in fatto di sensibilità, lo si usava solo se non c'era altra via per portare a casa una fotografia e non c'era modo di alzare la sensibilità con un pulsantino, per cui mi viene da ipotizzare un tempo di scatto piuttosto lungo, i volti mi sembrano carenti sul piano della nitidezza e la tua mano ferma non ha potuto far molto, sono a mio avviso definite meglio le coperte piegate sullo stesso piano.
Mi viende così da pensare che tu avevi in macchina una pellicola più adatta a fotografare all'esterno ...
Ma se devo essere sincero fino in fondo ... non mi convince il B&N come scelta!
Potrebbe essere una scelta obbligata ... dopo 20 anni mi sono trovato in mano troppe diapositive con un equilibrio cromatico già pesantemente alterato, non ho ancora capito se dipende solo dalla marca (ma le mitiche Kodachrome sono sempre un discorso a parte) o - ed è l'ipotesi più probabile - dalla cura con cui il laboratorio ha effettuto il lavaggio e la stabilizzazione ... certo spesso la colpa è da ricercarsi in quei plasticoni economici, usati perché quelli in carta con pH neutro (attenti a non confondere pH con i Ph ...) costavano veramente troppo.
Ma il colore - un colore discreto, non urlato - per me avrebbe aggiunto ancora qalche cosa ad una fotografia già molto buona, tanto buona da meritare un bel po' di lavoro per riportarla all'antico splendore.
Raffrontandola al tuo precedente reportage - senza con questo voler sminuire un ottimo lavoro - trovo questa tua nuova proposta almeno alla pari di quelle che ti sono state indicate come migliori, e - anche se non mi piace molto parlare di classifiche - anche un piccolo gradino sopra!

Smile Spero di non averti annoiato ... ed ancora un saluto.
Tibet, 1995
Tibet, 1995 di frank66 commento di Clara Ravaglia

Molto bella , dal bianco e nero denso e deciso , ricco di accensioni luminose e di chiaroscuri, in questo interno di vita familiare. Mi ricorda tanto le atmosfere degli interni delle foto di J. Koudelka fatte in Slovacchia..

Ciao
Clara Smile
Tibet, 1995
Tibet, 1995 di frank66 commento di Francesco Ercolano

Molto bella...
Complimenti
Smile
Tibet, 1995
Tibet, 1995 di frank66 commento di frank66

Conversione di scansione da diapositiva a colori.

Suggerimenti e critiche sempre ben accetti
25-01-2015
25-01-2015 di frank66 commento di Mais78

molto bella
25-01-2015
25-01-2015 di frank66 commento di frank66

Grazie Salvatore Gallo Smile
Tibet (1995)
Tibet (1995) di frank66 commento di frank66

troppo buono robocop Smile
25-01-2015
25-01-2015 di frank66 commento di Salvatore Gallo

Smile bellissima Franco
Tibet (1995)
Tibet (1995) di frank66 commento di robocop

beh sono tutte belle, ma la prima...
quei volti belli innanzitutto e che dicono molto, un pò stile ragazza pakistana di Mccurry...
Tibet (1995)
Tibet (1995) di frank66 commento di frank66

Grazie !
Webmin
bpphoto
nicola.milani
Tibet (1995)
Tibet (1995) di frank66 commento di nicola.milani

Ottimo lavoro. Ok!
Tibet (1995)
Tibet (1995) di frank66 commento di bpphoto

Una bellissima serie..., complimenti per il lavoro svolto. Ciao
Tibet (1995)
Tibet (1995) di frank66 commento di Webmin

Un applauso

Webmin
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