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| My self di Giuseppe Zingarelli commento di Mario Zacchi |
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Ma l' hai specchiata: i riflessi sono dritti e l' esposto è ribaltato
Lasciala originale: i riflessi non hanno bisogno di trucchi.
Le immagini composite che nascono sono già molto eloquenti tali e quali. |
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| La città di vLuca commento di Mario Zacchi |
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Un po' Gursky la prima e la seconda. Ma non c' è la luce, mi pare. Dico mi pare perché il monitor che ho davanti è frutto di sciacallaggio ai danni della MIR, rientrata dlo spazio nel 2001, quindi ...  |
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| Chitarrista di salseroscarso commento di Mario Zacchi |
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| Questa discussione dovrebbe stimolare la riflessione su un problema di fondo che esiste da sempre (fotograficamente) ma che la tecnologia odierna ha certo amplificato: quando e dove è stata scattata la foto proposta? Sul posto oppure "dopo", a casa? Poniamo che i tuo mezzi fossero stati i migliori: sensore gigantesco, ottica superlativa e priva di difetti, macchina stabilmente piazzata, tecnica fotografica e di post produzione da vero guru, cioè immaginiamo che l' originale fosse stato tecnicamente perfetto: sarebbe cambiato qualcosa rispetto al problema di fondo? |
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| Notturno Fiorentino: Reprise di compagno.sir commento di Mario Zacchi |
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E' un parapetto, così come un campanile è un campanile, una catena è una catena ... Tentare di trasformare "esplicitamente" in "sculture visive" gli elemeti architettonici è l' ABC che s' impara sui manualetti e che si tramanda sui forum, così come si tramandano le regolette (terzi, quarti ecc.) i soggetti d fotografare ecc. Robetta banale che non ci sta a dire nulla con l' affronatre un genere assai meno popolare, come quello cui ti dedichi in queste foto e farne una proposta interessante, anche se richiede maggiore impegno. Lascia quella roba (tipo foto 6) ai fotografi della domenica: questo era il senso
Relativamente ai soggetti di questo tema invece osservavo che purtroppo, al di là delle migliori intenzioni, non tutti si riescono a riprendere in maniera ottimale e siccome poi è la foto, che guardiamo e non il soggetto nella realtà, tanto vale scegliere quelli che si prestano meglio. Per esempio la foto di apertura, la foto 2 o la foto 8 hanno completezza che, sempre per esempio, la foto 4 non ha e forse non solo per lo scatto, ma priopio perché non è semplice cavarne qualcosa, in questo caso. |
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| Comelico e Dolomiti di tiziano_ commento di Mario Zacchi |
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Dire che hai sovaesposto è un eufemismo
Manca l' orario giusto, la luce giusta e, visto che siamo in uno degli ambiti storici della fotografia paesaggistica, un po' di modelli collaudati o, in alternativa, una vera rottura di stile. In sostanza, direi, troppo chiare e troppo prevedibili (a meno che lo scopo non fosse fare prorpio questo, naturalmente: il remake dello scatto montano amatoriale anni 70'). |
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| Scatti a Berlino di Silvio D'Amico commento di Mario Zacchi |
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Rigorosa e monumentale (in riferimento alle dimensioni degli edifici, delle architeture moderne) un' idea di Berlino la trovo ben rappresentata nella foto 5a, dove la coppia di figure dà, ad un tempo, la scala delle dimensioni e il senso di vuoto che circonda l' uomo nella città moderna, anche se in realtà è gremita di gente. Allo stesso tempo il taglio inopinato dell' architettura ad opera del quadro (quindi della Fotografia che opera, a questo livello, come notaio impassibile) dà la dimensione dell' incontenibilità, della grandezza di ciò che ci circonda nella città e ce lo rende più vivo e presente di quanto non facciano le foto che tutto l' edificio vogliono raccontare o, peggio, vogliono "interpretare", riducendo così a qualcosa di governabile e di non soverchiante quel che invece ingovernabile e soverchiante è a tutti gli effetti. Attraverso una foto così si racconta molto più che un scorcio cittadino: si racconta l' uomo oggi. Un certo uomo.
A seguire mi piacciono abbastanza le foto 2a e 3a. Ma Dove lo spirito iniziale si perde e scade nel mero paesaggismo, contaminato dalla qualche solita (involontaria) prestesa di artisticità (complice pure il bianconero) si perde anche il mio interesse. |
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| Notturno Fiorentino: Reprise di compagno.sir commento di Mario Zacchi |
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La 6, con quella ingenua pretesa "d' interpretare" è da fotografo della domenica (per non dire sempre: da forum); nel contesto delle altre stride anche di più.
Tutto il resto è in stile documentario molto esplicito e di buon valore nella sostanza, per me. Non tutti i soggetti però rientrano nel quadro in maniera interessante. Proverei più scatti ai soggetti "meno fotografici" e, nel caso, passerei ad altro, eventualmente non ci fose modo di cavarne qualcosa di narrativo e piacevole. |
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| Anonimamente di perozzi commento di Mario Zacchi |
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| Un lavoro che dimostra come si può sfruttare una debolezza (riprendere la gente che non ti guarda o che ti volge le spalle) per trasformarla in Un' Idea: chiara, immediata, efficace e che conferma il vecchio adagio secondo cui riuscire è l 'arte di trasformare i problemi in opportunità. |
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| Eclissi di Periferia di Novecento commento di Mario Zacchi |
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| Stile e tematica ricorrenti. Non si può dire che non funzioni, ma credo sarebbe ora di iniziare tratteggiare altri aspetti delle periferie che non siano sempre i soliti refrain e che dimostrino che si è capaci di andare a fondo alle cose e non solo di fermarsi sulla superficie dei modelli collaudati. |
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| Cyborg emerging from the water di AlexKC commento di Mario Zacchi |
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| Non so se può essere importante, ma per i miei occhi la prospettiva non lo fa emergere (e venire verso di noi, si suppone, in conseguenza) quanto piuttosto lo fa andare verso il largo, inducendo la lettura di una fuga dell' ombra, anziché un suo avanzamento. |
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| Civiltà industriale - 1 di vLuca commento di Mario Zacchi |
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Di primo acchito non ci trovo nulla oltre una buona cura formale. Eppure la guardo incuriosito e partecipe come se da un momento all' altro dovesse arrivarmi l' illuminazione, sicuro che non è solo la sua fase decorativa, ciò che mi fissa. Secondo me le foto più belle sono prorpio (anche) questo: nessuna chiara chiave di lettura, nessun suggerimento, nessuna referenzialità; solo un intrigante invito a guardare, a trovare qualcosa e che ti tiene lì e non ti molla. Mi è capitato qualcosa di simile recentemete al Guggenheim di Bilbao, di fronte ad un quadro di Jackson Pollock dell' ultimo periodo (ritorno al figurativo, per quanto figurativo possa essere considerato ...) che ho osservato a lungo, incantato, da profano.
Direi proprio un' immagine aperta, da podio. |
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| Ma la storia sarà servita davvero?? di Dinus1979 commento di Mario Zacchi |
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| L’ idea di fondo qual’ è: l’ architettura monumentale? Il paesaggio intorno? Le scritte che sono raffigurate come una curiosa intrusione, più che come una narrazione? Oppure il vuoto ed il silenzio che simboleggiano la morte? Mi pare che non ci sia qualcosa che pesi davvero: a me pare l‘ occhiata dell’ uomo di passaggio, che vede pressappoco così. |
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| una giornata al mare di Salvatore Gallo commento di Mario Zacchi |
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Bel racconto, frizzante pure senza il colore, con tagli anche audaci che ritmano e che sanno (una volta tanto) di fotografia e, soprattutto di istantanea. C' è, qua e là, qualche pedanteria, retaggio di fasulle poetiche mistiche che con questo racconto poco hanno a che vedere; ma nell' insieme è più la parte che invoglia e poi c' è anche qualche angolino inusuale dove hai portato la macchina che riscatta assai. Quindi: promosso
PS: complimenti anche all' autrice  |
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| l'ozio è il padre di tutti i vizi di Salvatore Gallo commento di Mario Zacchi |
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La foto è l' opulenza formale applicata al dejavu, che riscuote tutte le reazioni più che prevedibili. Il titolo è un' aforisma che nella sostanza è assai concreto, ma che nel quotidiano si è traformato oramai in una vuota battuta di cui resta credibile solo la forma e che preso da solo è la spiegazione di cos' è realmente questa foto. La sintesi dei due elementi è una bella presa in giro verso chi si accontenta. Se l' hai pensata così sei davvero geniale; altrimenti mi piaci di più quando osi davvero  |
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| l'ozio è il padre di tutti i vizi di Salvatore Gallo commento di Mario Zacchi |
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La foto è l' opulenza formale applicata al dejavu, che riscuote tutte le reazioni più che prevedibili. Il titolo è un' aforisma che nella sostanza è assai concreto, ma che nel quotidiano si è traformato oramai in una vuota battuta di cui resta credibile solo la forma e che preso da solo è la spiegazione di cos' è realmente questa foto. La sintesi dei due elementi è una bella presa in giro verso chi si accontenta. Se l' hai pensata così sei davvero geniale; altrimenti mi piaci di più quando osi davvero  |
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| ... di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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Foto fatta oggi, ma ispiratissima agli anni che furono. Si guarda con vero piacere.
Non saprei che dire circa i pedali del piano che spuntano soli soletti ... |
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| ... di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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| Sisto Perina ha scritto: | Sarà anche coincidenza ma certi buoni scatti talvolta si rincorrono:
http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=539345 |
Vero. Ma nello scatto di Collega78 c’ è una dimensione fotografica esplicita che si sovrappone ad una tematica pittorica: quello che pare un velo e che insieme al filo spinato sono tagliati dal quadro, la vignettatura agli angoli, il chiaroscuro prettamente fotografico … tutti caratteri fotografici che tratteggiano un soggetto tra i più classici della pittura manierista, mentre in questa foto Diego (senza volere, direi) ci propone una dimensione pittorica che si sovrappone ad una foto.
Le parti si invertono: non è il pittore che si è ispirato ad una foto per ricavarne il quadro che vediamo, ma è il fotografo si è tanto ispirato al quadro (quello che alberga nella sua mente) da finire per dipingerlo con la fotocamera. E nel farlo si prende una licenza: quella di capovolgere il gioco dei toni, con il chiaro in basso e lo scuro sullo sfondo che nel rapportarsi tra loro, in complicità con la luce, ci rendono una scena sostanzialmente appiattita che spalleggia il carattere chiuso di questa immagine che inizia ai margini per compiersi completamente al loro interno, senza allusioni, nella cornice di un equilibrio compositivo impeccabile.
Mi piace (anche se della foto vera e propria ha poco). |
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