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| La Fioritura di Castelluccio di Norcia di Ciuciu74 commento di Mario Zacchi |
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| La 1, per quella citazione pittorico-impressionista che contiene e per la composizione coerente con questo suggerimento. E la 3, perché da corpo ad un astrattismo convincente, in cui si perde l' identità reale del soggetto che si stempera nella trasizione dei colori, vero centro della foto. La 9 sarebbe potuta essere molto bella, diversa dalle precedenti due, con una vena malinconica spalleggiata da quella sensazione di acquerello. Ma è composta maluccio: il modo in cui sono inseriti i tralicci, elemento chiave, al di là dell' esercizio compositivo (ricerca della coincidenza con l' angolo del fotogramma) appare incerto e poco significativo. Le altre fanno numero, ma non sono molto interessanti (almeno dopo aver visto le due di cui sopra). Poi si sa, i colori di questo luogo sono sempre un po' ruffiani, quindi, facilmente, piacerà tutto. |
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| Rosato di timo commento di Mario Zacchi |
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Il fondo della bottiglia mi pare molto invasivo, tanto che
non mi sembra neppure parte della bottiglia stessa. |
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| ... di flurry commento di Mario Zacchi |
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Ma è così importante dove sta di casa una foto in un forum? Perché se è importante, qui, questa, ci muore. Perché non è la foto ad essere buona o meno buona: sono le attese su di essa che la fanno buona o no. Siccome le attese in questa sezione sono molto canonicizzate, omino di spalle fronte mare è una caduta di stile; non un fine incontro di linee, di pesi, di attimi. Cest la vie.
PS: non è una criticas a Caracol, ne un apprezzamento alla foto; solo una considerazione su come spesso ci confrontiamo con la fotografia e su come le fotografie vivano anche del contesto nel quale vengono proposte. Mettici una gnocca, su quel sasso e vedrai  |
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| Adorable di zanve commento di Mario Zacchi |
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Specchio d' acqua e riflessi che guidano a sinistra; luce sui monti che guida a destra.
Nella realtà va bene; nella foto non mi pare d' aiuto alla composizione. |
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| Innocence di Fabio Moscatelli commento di Mario Zacchi |
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| E' nel maggior dialogo con l' ambiente che si esalta il significato della presenza e non solo del gesto che, preso troppo in sé stesso, tende a rendere banale il risultato. Per questo preferisco la seconda versione che, leggermente più larga e con luce meno dorata ed ombre meno drammatizzate (anche se di poco) sottolinea maggiormente questo ambiente. L' inquadratura trasgredisce le aspettative di composizione più usuali, ma in questo modo assegna un ruolo più enigmatico al buio alle spalle, oltre a rendere la foto, in generale, meno tediosa. E' perciò, dal mio punto di vista, una ricchezza fotografica. |
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| CAREZZE di fabrizio caratelli commento di Mario Zacchi |
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Anello, scarpe, ciuffo di capelli sulla gamba ...
Troppo curata in tutto perché poi quei particolari appaiano coerenti.
Anche il frammento di spalla sopra la gamba
appare estraneo all' idea compositiva, per me. |
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| Ironic Marta di YaGunslinger commento di Mario Zacchi |
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Due di queste foto hanno ben poco a che fare con "il bello" che intendi tu: tanto oggi, quanto quando furono scattate. L' altra la si può probabilmente definire "bella", sempre nel senso che intendi tu: tanto oggi, quanto quando fu scattata. Le due foto che poco hanno a che fare con il bello sono di due autori diventati pietre miliari della fotografia; quella che probabilmente si può definire "bella" è di un illustre sconosciuto, del tipo di quelli le cui foto trovi incorniciate all' Ikea, la quale deve unicamente compiacere gli acquirenti, al pari di un professionista che deve fotografare per un catalogo e non deve, necessariamente, preoccuparsi del valore artistico di una foto, perché all' acquirente non interessa. Ciò che gli interessa è infatti solo che stia bene con l 'arredamento, così come ad un committente interessa che il catalogo invogli a comprare e non che le foto siano di alto o basso profilo artistico.
Probabilmente la disputa, qui e nell' altro topic, si è sviluppata prescindendo da questo aspetto determinante. Senza voler dare patente di artista a nessuno, è incontrovertibile che l' atteggiamento di chi si prefigge lo scopo (legittimo) di compiacere il proprio spettatore, il prorpio pubblico, il proprio committente è completamente diverso da quello di chi cerca di esprimersi in forma propria e per sé stesso. Naturalmente può riuscire o non riuscire, rispetto a chi guarda, a comunicare, ad essere compreso, ad essere ritenuto il suo un gesto di una qualche importanza. Ma in ogni caso non si possono mettere in discussione le sue scelte espressive con gli stessi criteri con i quali si opera per giudicare buona o non buona l' immagine che ha una destinazione diversa, che fa della appetibilità il suo centro. |
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| Ironic Marta di YaGunslinger commento di Mario Zacchi |
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| salseroscarso ha scritto: | | Secondo me sapere catturare il bello dove c'è è la qualità essenziale la cifra della fotografia. |
La fai troppo facile e troppo difficile allo stesso tempo. La fai facile perché è scontato che un "soggetto bello" sia già metà fotografia fatta (non per merito del fotografo, tuttavia). Ma la fai anche difficile perché "bello" non significa nulla in una prospettiva storica, perché "il bello" è spesso melense, ripugnante, noioso in una certa fotografia (di cui l' amatorialismo è spesso tra le massime espressioni) e perché "il bello" non è "il contenuto" (cioè l' unico e l' essenziale) della "buona fotografia" (e tanto meno lo è se ci spostiamo nel campo dell' Arte)  |
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| Free parking di perozzi commento di Mario Zacchi |
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| La trovo ben vista, ma faccio tre osservazioni. a) per me mancano un po' di neri e b) hai scattato un po' troppo lontano, vale a dire che, a babbo morto, vedrei bene un leggero taglio proporzionale per rendere "più centrale" l' argomento vero e prorpio ed evitare che questo si diluisca troppo nel contesto c) forse i colori avrebbero potuto essere più incisivi, date le condizioni di ripresa che tendono ad appiattire i toni dei passeggini su quelli degli arbusti. |
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| Una Fine Inaspettata di Gianpaolo La Paglia commento di Mario Zacchi |
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| La parte che colpisce di più è quella delle riprese nella cornice naturale, con particolare riguardo ai particolari "scheletrici" rivelati dal dimagrimento delle bestie ed agli accostamenti tra oggetti di industializzazione e/o comunque umani che alludono all' abbandono e i cavalli, resi in una cornice formale (inquadrature, biaconero, luce ...) mesta, malinconica. Narrazione giornalistica molto efficace e bella a vedersi (esteticamente parlando). |
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| Funuvola di Mister Solo commento di Mario Zacchi |
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| Eviterei qualsiasi titolo, tanto più quelli che alludono, anche velatamente, ad una certa ironia che lascerei eventualmente intravvedere, in libertà, a chi guarda questa immagine dalla valenza astratta, ma molto pittorica, con un sapore vagamente magrittiano. Non mi lascerei imprigionare nel ruolo dell' "ironico" in cui già in molti ti identificano. Immagini come questa dimostraco che puoi spaziare altrove che non solo sull' ironia. |
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| Domina di YaGunslinger commento di Mario Zacchi |
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| Solo per chiarezza circa quanto ho scritto io. Sono opinioni e non giudizi (sulle foto; sulle pratiche sessuali mi astengo perché sono faccende personali e poi questo non è il luogo per regolamento). Quando ho usato il termine complete intendevo più convincenti nel complesso, più stimolanti. L' ho scritto "dopo" avere guardato le altre tue foto, quindi allineandomi "prima" mentalmente (per quanto possibile a me) con la tua progettualità e solo poi, dicendoti qual' è il sapore che sento io guardando questa foto inquanto parte di un corpus. La sommarietà di cui ho parlato riguarda altro che la post produzione, la quale va dal ridimensionamento (la misura non è sempre variabile indipendente) alla pratica più estrema che stravolge l' originale per rinascerlo a "nuovo oggetto" (perché talvolta, di fronte a certe proposte è difficle parlare di fotografie a partire da come ancora le intendiamo oggi in molti). A questo proposito il tuo livello d' intervento è basso? Lo trovo coerente con l' approccio se la tecnica non ti manca, cioè se si tratta di reale scelta espressiva. Non vedo infatti perché dovresti, con le idee che sembra tu abbia, proporre un sadomaso da calendario del camionista (o di chi altro). Ciò nondimeno, anche tra le foto di questo genere, in particolare tra le tue, ce ne sono che appaiono decisamente più riuscite. Questa la si colloca nel filone, ma, a miei occhi d' osservatore (perché come autori ogni cosa trova la sua spiegazione) su un gradino diverso da altre (tue). Tutto qui. |
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| :: Campagna sotterranea :: di webrunner commento di Mario Zacchi |
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| Un presentazione giornalistica interessante. Le foto non sono tutte dello stesso livello, per me, ma il pezzo forte (le sepolture) è molto narrativo e "vale la visita", come dicono nelle guide. La parte terminale è molto leggera. |
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| 199 Less Motels di mrgilles commento di Mario Zacchi |
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Singolarmente mi piacciono tutte (inquadratura e bianconero) tranne l' apertura che propone un punto di ripresa che per me allunga un volto già fisionomicamente allungato. Personalmente leggo una sottile incoerenza tra l' espressione in 2 e tutto il successivo sviluppo. Niente di male: in 2 leggo determinazione, un po' di aggressività e nelle successive aria più languida (tranne in 4 che di queste è forse la meno interessante per espressione). Anch' io voto per le ultime due come scatti di punta di questa breve serie. Per la grana video-no-docet, quindi ... (e comunque a me piace).
PS: non starai andando sulla strada del Rubbi?  |
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| Domina di YaGunslinger commento di Mario Zacchi |
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| Ho guardato il tuo sito: mi sembra che ci siano scatti più interessanti, più completi. A me "questa" pare un po' sommaria al di là di tutte le chiacchere su pelle, tema, privato, verità ... (parolona per le foto ...). Chiaramente hai un approccio "verista"; ma questo non significa che possano passare in cavalleria scatti sotto tono, anzi. |
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| I piccoli riti della giornata. di blackblade86 commento di Mario Zacchi |
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| Ha un contenuto, una composizione abbastanza organizzata e un punto di ripresa che sanno molto di still life, soprattutto in primo piano dove gli oggetti sono visibilmente disposti in maniera studiata. D' altra parte il fatto che non ci sia un punto di fuoco netto corregge un po' questo aspetto, evitando che tutto appaia come una foto da studio e non come un' istantanea. La sua forza principale è nel colore. |
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| Viviamo tutti sotto lo stesso cielo, ma non tutti abbiamo lo di blackblade86 commento di Mario Zacchi |
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mah ... è già abbastanza difficile, questa sovrapposizione, che, per me, se l' aereo fosse stato più a fuoco la foto si sarebbe trasformata in un ginepraio di forme di scomoda (e spiacevole) lettura. Lo sfocato aiuta a districarsi all' interno di una composizione complicata, frutto in massima parte delle posizioni reciproche dei due mezzi, rispetto alle quali, probabilmente, non si sarebbe potuto fare nulla.
Il titolo sembra voler sottintendere una genesi complessa, profonda, meditata; in realtà la foto offre la contrapposizione di due mezzi antitetici: un espediente abbastanza semplice e collaudato che non corre il rischio di essere male interpretato e che allude più facilmente ad una certa ironia che non a riflessioni complesse. Ironia che comunque a sua volta può far riflettere. Diciamo che lo vedo come un ragionamento indiretto.
Personalmente, tralasciando acrobazie intelletuali, la trovo una foto simpatica, dai bei colori, tutto sommato efficace, anche perché non mostra la solita composizione lineare. Su questo punto, però, perché abbia un valore, questo modo di comporre dovrebbe specchiarsi nelle tue abitudini fotografiche; altrimenti rischia di apparire come casuale (ed errato). |
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