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| pensieri di libertà di Enfil commento di Mario Zacchi |
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| Se vogliamo stare alla chiave ironica suggerita da Dersu, probabilmente pensando alla nuvoletta di stampo fumettistico che raffigura il pensiero che fluisce dalla mente del protagonista, mi permetto di suggerire il 4:3 che lasci solo una parte della grata, in modo da sottolineare la parte che maggiormente si fa interprete del messaggio evitando che si perda nell' ampiezza di una scena nella quale può passare per un più semplice gioco grafico. |
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| terruna sugnu di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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| Fa pensare ad Anna Magnani. Come la grande attrice, questa donna s' impone per la sua naturale schiettezza, che la foto rivela molto bene spalleggiandola con qualche imperfezione da presa diretta e con l' inquadratura dal basso. |
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| Quando è il Paesaggio a fare la Foto di Valerio Zanicotti commento di Mario Zacchi |
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Stravagante ... uno scorcio che in realtà allude alla presenza di una creatura mostruosa: lo zampone lì a sinistra, le placche ossee lungo l' ipotetica gambona, il passo pesante in avanti, il sottopancia. Non è il solito fantapaesaggio da grafica computerizzata; sarà perché non avevi ancora la reflex Scherzi a parte mi ricorda tanto (per associazione di idee) una vecchissima foto di Marion Warren scattata sotto la Tour Eiffel.
Per me è una bella foto (con una cornice orribile). |
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| Dove osano le gru di gps73 commento di Mario Zacchi |
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| HiGiò ha scritto: | | La vedrei ad hoc per qualche concorso sul lavoro, sicurezza sul lavoro ecc.. |
Come esempio positivo: casco, imbrago, cordone di sicurezza, corrimano ... |
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| immagini di citta' di maurir commento di Mario Zacchi |
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| Sembra frutto di una sceneggiatura, per quanto la gestualità e la mimica dei protagonisti appaiono perfettamente complici nell' inscenare una situazione quasi amorevole. Non c' è, in questa foto, quel voyeurismo senza un motivo che non sia solo l' opportunismo un po' meschino da fotoamatori di strada alle prime armi. C' è invece la proposta di immaginare una sorta di "lato buono" nel quale esiste la possibilità di vivere in maniera anche un po' scanzonata questa situazione, tanto come protagonisti, quanto come osservatori. Proprio come accade nei film di Chaplin (copyright Francesco) dove il protagonista povero vive, paradossalmente, in una condizione che ha una "serenità" tutta sua, molto, molto particolare. |
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| Femme di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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| mauross ha scritto: | | Mille volte più bella di tanti mediocri nudi copiati da Playboy che si vedono in giro. Bravo |
Ho trovato qualcuno che la pensa come me sui nudi "nostrani"
Personalmente farei, tuttavia, questa osservazione: non c' è nulla che gli indumenti sul letto aggiungano alla foto che già non sia suggerito nello scatto con la sola veste. Mi pare che in questa foto tu abbia inseguito il gioco dei toni a discapito del racconto inteso come "suggerire" e ti sia avvicinato così maggiormente al "dichiarare". Naturalmente anche questo si può fare. |
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| cappelli di alessandroM75 commento di Mario Zacchi |
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| La presenza "da istantanea" della signora dichiara l' aspetto reportagistico o, se vuoi, di foto di strada, di documentazione. Ma nello scatto il protagonista principale ci appare (lo percepiamo) come "indefinito" e, in quanto tale, ci sembra voler alludere ad una storia altrettanto indefinita, sospesa, libera di essere completata in soggettività e quindi anche diversa da ciò che la foto propone direttamente. In pratica la foto pare avere due potenziali: uno documentativo, reportagistico; l' altro più vicino al tableu, alla storia immaginaria o, comunque, da immaginare. Ma sono due potenziali in bilico, cioè non risolti: non ci indirizzi completamente in un senso; non ci indirizzi completamente nell' altro. Personalmente lo percepisco come poco opportuno, pure se, a colpo d' occhio, la foto ha una sua piacevolezza. L 'esposzione appare un po' impersonale, automatica. |
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| Strisce più bianche non si può.... di KeineKass commento di Mario Zacchi |
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| Ma perché fissarsi con letture letterali (o con i tentativi di creare significati astrusi e indecifrabili) che portano solo lontano: si potrà anche fare meglio, ma è un' immagine che ha forza per il solo fatto di vedere un fustino di detersivo in mezzo alla strada. Non abbandonato, buttato in un angolo, dimenticato ... no: messo lì apposta per essere fotografato. Tanto basta. E poi fotografato senza troppo impegno, cosicché il gusto amatoriale dello scatto si sposa con il sapore di modernariato del fustino e lo sfondo cittadino da periferia, creando una situazione curiosa, stimolante da guardare. Senza considerare che la ripresa frontale toglie tridimensionalità al fustino, mentre il resto della scena la mantiene e questo crea un inganno visivo che arricchisce. Ancora: la situazione, per quanto assurda, ha una sua "normalità" che la seconda foto non ha: la macchina che interreagisce illuminando la scena e l' inquadratura ora troppo stretta sul fustino rompono l' incantesimo, richiamando ad una realtà vera. |
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| Lario in bn #2 di marco64 commento di Mario Zacchi |
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Bella così bassa ... a prima vista il pietrone in primo piano salta un po' fuori.
Ma coprendolo con la mano si capisce la ragione di una presenza così "anomala". |
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| Telefonando a casa di vLuca commento di Mario Zacchi |
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| Ti rispondo qui, con premessa che il genere a me piace (ogni tanto mi diletto con le vetrine). La seconda foto è quella che, tra tutte, mostra un equilibrio tra la percezione della figura e la percezione del contesto, senza che questo la adombri troppo. E' un mix fortuito (date le condizioni) tra intensita del riflesso e "consistenza della figura". Questo equilibrio, secondo me, è il punto di partenza per sviluppare una immagine che funzioni: una leggibilità "abbastanza chiara". A fianco a questo, però, occorre che i due piani paralleli (come li hai chiamati) abbiano un qualcheccosa a che spartire e che questo sia in qualche modo intuibile. Diversamente rischi di ottenere solo una bella immagine composita, nella quale ciascuno di noi si lascia affascinare da ciò che crede (colore, sfocature, pensieri ...). Mi immagino un esempio. Nella seconda immagine, in cui è chiaro il gesto (telefonata) un contesto meno ricco di elementi (tipo quello delle altre, per capirci), ma ripreso in maniera più sfuggente, più mossa, a ricordarci il viaggio e non a fotografare solo un paesaggio notturno dal finestrino, creerebbe una situazione fotografica di notevole impatto perché farebbe leva su una struttura del pensiero nostro in cui la figura cui rimanda quella situazione c' è. Ora, questo è un esempio semplice; nulal vieta di cercare costruzioni più complesse, ovviamente. |
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| Tornando a casa. di vLuca commento di Mario Zacchi |
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| In foto così la precisa definizione è deleteria. In tutte le immagini la figura appare come estranea al contesto; questo le rende poco convincenti, per me. |
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| Più bianco non si può??? Forse per l'epoca... di KeineKass commento di Mario Zacchi |
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Ma sei un rigattiere questo è un pezzo da museo del packaging: vietato buttare!
Gli manca, però, il coperchio bianco in plastica antenato del frisbiye per quelli come me (o forse era di cartone nei primi ... la memoria )
Anche il parato alle spalle è coetaneo, come disegno: l' avevamo identico in casa mia, 1974. |
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| Rovato 2011, Via Lamarmora di Adamas commento di Mario Zacchi |
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| Per l 'ampiezza e per il fatto che le presenze appaiono dialogare poco con chi guarda (il cane di più; l' uomo per nulla) è una scena dal contenuto assai diluito: sostanzialmente è uno scorcio con figure. Il colore la riempie prendendo il sopravvento sul resto. Il bianconero fa meno rumore e quindi lascia "udire" di più la medesima presenza dei soggetti animati. In pratica, fermo restando il peso di un punto (le figure) lo esalti togliendo importanza al resto (nel bianconero). |
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| letture mattutine di Marea commento di Mario Zacchi |
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| Molto bella, ma un po' grezza per me. Meno luminosità, una leggera rifilatura sulla sinistra ed una lieve vignettatura la renderebbero formalmente più aderente all' idea di intimità che il soggetto chiede con forza. Mi permetto una prova (casomai dimmi che la tolgo). |
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| "Appesi ad un filo" di axes commento di Mario Zacchi |
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La cornice è orribile, frustrante e forviante.
Il titolo è ripetitivo e inutile.
Il taglio è esageratamente panoramico.
Perché ammazzi così una bella foto?  |
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| Forever di axes commento di Mario Zacchi |
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| Alla post ci hai pensato dopo? Perché l' effetto adombra i "volti" che son quelli che fanno la foto. A pensarci prima avresti potuto sovrappesare un po' la parte alta, in modo da lascire un po' più in luce le espressioni. |
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