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| Campobasso 2011 di Paolo Cardone commento di Mario Zacchi |
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| Non avevo ancora letto il tuo secondo commento che immaginavo il motivo della domanda; sarà perché la questione è sempre dietro l' angolo in queste foto. Diane Arbus ha fotografato un gran quantità di "persone deboli". Certo non gli rubava mai la posa: gliela chiedeva, dava loro la possibilità di presentarsi come ritenevano di doversi presentare in una foto. E ci ha lasciato foto impareggiabili, come documentazione e come umanità: umanità delle persone ed umanità sua (che non significa compiacenti, anzi). |
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| ... di Giorgio Celestri commento di Mario Zacchi |
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Classica classica ... ma funziona. Credo sia solo un po' abbondante la parte scura. Ai miei occhi ridurre il quadrato di una quantità pari circa all' altezza della firma (sotto e a destra) dà un risultato più equilibrato. Comunque da verificare, perché magari a vederla cambierei idea  |
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| Mezzi di ... trasporto di Sisto Perina commento di Mario Zacchi |
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Visto che avrai letto quello che avevo scritto "prima" di sapere che ne sei l' autore, mi fa piacere ripetere che merita il piazzamento per l' ironia e perché ben fatta.
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| Contest - Mezzi di Trasporto - di wolfbreen commento di Mario Zacchi |
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| wolfbreen ha scritto: | | Ho voluto cercare di interpretare il contest in modo diverso... |
Ed è la migliore foto che ho visto, dato il tema, per la sua
capacità di ribadire che esiste un universo mentale nel quale
è il significato e non l' oggetto ad essere creativamente interpretabile.
| wolfbreen ha scritto: | Io sinceramente mi aspettavo molte più
interpretazioni originali e meno scontate... |
E' un universo con la porta stretta ... molto stretta  |
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| in piscina... di marcosax commento di Mario Zacchi |
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| Molto in questa foto lo fa il taglio, la verticale ... il soggetto in sé non è particolarmente significativo. Per arrivare al risultato si mettono in discussione i punti di riferimento spaziali e, in questo modo, si insinua un dubbio circa la percezione del reale, dando vita, almeno a prima vista, ad una realtà assurda, quindi un po' surreale. A me pare più vicina all' ambito concettuale che alla street più comunemente intesa. Ad ogni modo un risultato intrigante. Io voto colore. |
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| Loggia dei Lanzi Hipstamatic di OrsoBubu commento di Mario Zacchi |
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| Pian ... sa d' aria fritta continuare a discutere dei mezzi e delle loro prerogative sotto una foto della quale si è detto e che se sulla quale si vuole continuare a parlare, che se ne parli nel merito. Giustamente la questione mezzi ha la sua sfera d' interesse, anche alla luce di dove e come li si usa. Opportuno, quindi, dirottare quest' ultimo contenuto su un topic apposito. |
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| Loggia dei Lanzi Hipstamatic di OrsoBubu commento di Mario Zacchi |
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Orso, con tutto il rispetto per te e per tua foto, non è una notizia che con qualsiasi cosa capace di fissare imagini in qualche modo, si possano realizzare foto significative, dando per assodato, come precondizione, che la loro significatività non risieda "anche" nella spiccata qualità fisica, ma semmai che il contrario possa aggiungere un plus (ma ci dovrebbe poi essere una rispondenza tra forma e scopi: vedi Un_Allegro_Ragazzo_Morto, vale adire No a sempici decorazioni).
Con tutto il rispetto per il signore che ha vinto quel concorso (che sarà senz' altro bravissimo comunque) qualsiasi scalcagnone che sappia adoperare una fotocamera in maniera sufficiente, che abbia lo zoom del kit, che prenoti un viaggio in India (et similia) intruppato nei percorsi stile Francororosso (et similia) tra le 12000 foto che in 15 giorni (viaggio escluso) inzeppano le sue schedine di memoria, si porta a casa un ritratto sui generis. Date un' occhiatina ai reportage qui ed alla ritrattistica che regolarmente si fonda sul piantare l' obiettivo dritto in mezzo agli occhi dell' indigeno che, a giudicare dall' espressione, non aspetta altro che di farsi fotografare da un turista di passaggio (forse ha vinto perché è una variante sul tema ...).
La tua foto non avrebbe generato molta discussione se fosse stata "normale" (iphone senza effetti speciali) e se non steste ancora qui a girare intorno ad una questione che sa tanto di aria fritta. |
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| Interni di Paolo Dalprato commento di Mario Zacchi |
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| Infatti non ha casa in street, ma neppure in life perché la figura è la giustapposizione (che quindi sa di costruito, anche se non lo è) di una comparsa che occorre per tenere ancorato all' aspetto umano l' ambiente di cui si offre una visione drammatizzata, quasi in stile cinematografico e che è il vero centro dell' immagine. E' un tableu che ha per centro il nonluogo. Accattivante come diverse tue proposte. |
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| ... di Mauroq commento di Mario Zacchi |
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| diego campanelli ha scritto: | ...ma come fai..... ....ma dove le trovi 'ste scene.....  |
è una questione di statistica: nelle foto non si vede, ma sulla spiaggia c'ha la branda
Davvero carina  |
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| giocare di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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C' è qualcosa di più della gometria che rende particolare questo scattino, all' appaenza semplice e che lo distingue da altri che sono sulla falsariga: la messa a fuoco. Non quella impostata da Diego: quella nostra nell' esplorare un' immagine cos' ingannevolmente bidimensionale. Provare a scorrere gli occhi lungo il cavo che appare verticale nella foto, fissando l' attenzione su come cambia la sensazione di metere a fuoco in maniera diversa nei vari punti.
Bella foto, Diego. |
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| FORTUNATO pose di gparrac commento di Mario Zacchi |
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- questo è per quanto ironicamente suggerisce la foto
- questo e per quanto ti sarà costato il complimento sulla cornice
e ora vado subito a sottoscrivere la tua petizione, altrimenti so che mi verrai a cercare in armi - -> |
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| Torino 2011, qualche ora tra gli Alpini di Mario Tarello commento di Mario Zacchi |
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Beh ... che con più tempo e libertà si possa ampliare, senz' altro come sempre. Comunque c' è il clima e c' è la sintesi del variegato popolo degli alpini: dai vecchi ai giovani, tutti rappresentati nel loro sincero coinvolgimento. Una cosa che fa bene vedere, soprattuto quanto, ogni volta che si parla di militari, ex militari ed affini qualcuno che sente la necessità di polemizzare (un po' stupidamente) c' è sempre.
Bel lavoro |
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