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| Arrivare a fine mese non è un gioco... di Fabio Moscatelli commento di Mario Zacchi |
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| Il titolo è una pesante forzatura per un' immagine di cui colpisce ed interroga, con immediatezza, il nonsenso su sui s' incardina tutto il suo valore, al punto che una volta letto il titolo, il risultato si affloscia. In altra sede, ovvero in una eventuale nuova presentazione, eviterei di usarlo, lasciando libera da vincoli questa bella immagine. Molto efficace l' opposizione delle espressioni tipicamente giocose dei pupazzi, con la forzata austerità del personaggio strega, che rende ancor più surreale la situazione. |
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| Cappella Madonna del Sasso di 12|40 commento di Mario Zacchi |
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Mi devo scusare …
Habibi mi ha fatto notare, giustamente, che quello che ho scritto si legge come un intervento aggressivo, cosa che non era assolutamente nelle mie intenzioni fare, anzi. Purtroppo ho usato istintivamente un registro discorsivo troppo esplicito che può andare bene de visu ma non per scritto.
La sostanza di ciò che volevo dire, in altri termini, è questa: la domanda che poni, pure se non infinite, avrà perlomeno molte risposte, “tutte ugualmente valide” perché in realtà si tratta di rispondere ad un'unica domanda: come sento e come voglio esprimere quello che sento? E’ chiaro che non lo può dire nessun’ altro che chi la domanda la pone a sé stesso. Molto spesso i commenti che facciamo non tengono conto di questo e del fatto che abbiamo di fronte, in molti casi, proposte compiute attraverso le quali un autore cerca, appunto, di esprimere. Che ci riesca o meno non dipende tanto dal fatto che "la lucidata" l‘ avrei vista meglio in altromodo io che commento rispetto a quella che ha deciso lui che l' ha pensata.
Se esistesse davvero “una risposta valida erga omnes” a domande tipo quella che hai posto è facile intuire che esse sarebbero la morte della creatività. L’ arte, in fin dei conti, è la diversità espressiva che nasce da dentro. Magari in questo contesto potrà sembrare un discorso troppo ampio, ma il senso della tua domanda pare proprio essere rivolto in quella direzione, anche se solo fosse una curiosità. Quindi penso che la risposta deva essere ampia.
Inquadrata la questione si può scegliere in base ai propri scopi: mi ci voglio specchiare nelle mie creazioni (artista o, diciamo, fotoamatore profondo – stiamo parlando di fotografie) o le voglio piazzare, oppure ho necessità di piazzarle in qualche ambito (professionista o, chiamiamolo, fotografo della domenica – faccio le foto come piacciono: l’ uno e l’ altro, per motivi diversi e ugualmente legittimi)?
Scusatemi ancora per il tono usato in precedenza. |
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| Cappella Madonna del Sasso di 12|40 commento di Mario Zacchi |
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| Ma tu per salare la pastasciutta chiedi consiglio o vai col tuo palato? Non ti rendi conto che poni domande che non hanno senso, anche solo per il fatto che dieci interlocutori ti daranno dieci risposte diverse o con sfumature diverse, tutte buone almeno quanto quelle che tu puoi darti da solo? Non ti rendi conto che se esistesse davvero una risposta buona per ogni domanda tipo quella che poni tu qui, di riflesso non esisterebbe più l' arte? Non vedi come le foto si somigliano tutte proprio perché si cercano le risposte buone alle domande tipo quelle che fai tu qui? E perché si danno i consigli-pareri che cerchi tu qui? Un conto è chiedere cos' è la sensibilità, la profondità di campo, l' otturatore, come si sviluppa una foto, come ridurre il rumore ... altro è chiedere: come devo sentire e come devo esprimermi? (implicitamente: "per potervi andare bene ..."). |
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| st di Salvatore Gallo commento di Mario Zacchi |
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Bella.
Però le banane mi suggeriscono un approccio più elaborato di questo e che mi stuzzica anche di più.
Dai un' occhiata ->qui.  |
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| campagna romana di bibio commento di Mario Zacchi |
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La tecnologia moderna offre mezzi potenti che aprono nuovi scenari in cui l’ orizzonte delle possibilità (espressive, in questo caso) si allarga. Tra anni, quando altre tecnologie subentreranno a soppiantare quelle attuali, ancora una volta accadrà lo stesso. E’ inimmaginabile che chi fotografa in maniera moderna oggi lo voglia fare con la testa pianta negli anni ’60-‘70: temi e tecnologie. E’ inimmaginabile perché anche l‘ arte si evolve e la “nuova” arte necessariamente accoglie figure che vogliono esprimersi anche attraverso nuovi mezzi, per esplorarne le possibilità e i limiti.
La fotografia dei primi anni s’ innestò in un quadro dominato dalla pittura e, tra l ‘altro, risolse in maniera pratica alcune necessità riconducibili ad un’ unica macro necessità: quella di fissare velocemente e precisamente l‘ immagine, senza doverci lavorare per giorni di pennello e/o di camera obscura (si può dire che fosse proprio questo il motivo per cui si cercò di mettere a punto questo processo). La fotografia attuale si è evoluta tecnicamente, risolvendo alcuni problemi, superando alcuni limiti della teconologia precedente. Ci sono delle analogie con quanto è accaduto agli inizi dell’ ‘800: allora si allargò la base di quanti, con relativa semplicità, potevano produrre immagini; oggi si è ulteriormente semplificato e velocizzato il raggiungimento di risultati accettabili nel produrre immagini (sempre fotografiche).
Ma il talento è un’ altra cosa: il talento non si misura in MP, in lunghezza focale, in zoom-per-tutti (il vero zoom del fotografo sono le gambe …), in sensori, in software, in …. Il talento è un'altra cosa. Ecco perché immagini come quella sopra sono così diffuse: piacciono, è relativamente più semplice ottenerle, internet ce ne riempie gli schermi e perciò entrano nella nostra memoria e, se fotografi senza talento, le replichiamo pedissequamente, vale a dire che, fatta la tara di chi ha inaugurato il nuovo corso proponendo quelle immagini come la novità, il resto copia, emula. E’ una moderna forma di manierismo: può legittimamente piacere e investe anche molte altre tematiche oltre che il paesaggio.
Il guaio nasce quando i manieristi moderni si convincono di essere artisti, mentre al massimo fanno qualcosa di “artistico”, cioè che scimmiotta l’ arte senza essere arte. |
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| Soho di andreanico commento di Mario Zacchi |
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Scena urbana con prospettiva discreta, ma composta con troppa fretta. Ci sono sovrapposizioni che creano disordine. In queste scene, dove non c' è nulla di realmente particolare, è la composizione accurata che stacca i soggetti ed assegna loro il giusto spazio, che li pone nella giusta posizione, che esalta la prospettiva proiettando l' osservatore all' internlo dell' immagine, che diventa il vero contenuto della foto. Appostarsi e pazientare  |
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| Indignazione di marco.rilli commento di Mario Zacchi |
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| Le espressioni (avendo poi in mente le "facce" dei manichini) mi paiono più di stupore che di indignazione. Per dire che se il tema verte intorno al mendicante (supposto tale) la trovo un po' evasiva, mentre se immagino dietro l' angolo qualcuno (anche una coppia) che fa qualcosa di strano e non che mendica o dorme per terra, la leggo più coerentemente. Insomma: anche per me il titolo è forviante, come minimo; forzato, volendo essere più chiaro. E' una bella immagine: lasciamola libera da vincoli. |
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| Seguendo la fede di angxy commento di Mario Zacchi |
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Rumorose .. parecchio. Anche un po' mosse o non ben a fuoco. Premesso questo, che condiziona non poco, la prima è convincente per inquadratura e per soggetto. La seconda ha un particolare interessante che è la contrapposizione tra direzione-verso della prospettiva e la direzione-verso in cui si sposta la figura evanescente. Insieme al riflesso ed al coro di archi che crea un rimando a persone in fila, ciò crea un' atmosfera suggestiva, misteriosa arricchita da un senso dinamico. La terza andrebbe corretta nelle linee; ma se non c' è margine non si può fare (e se poi la qualità fisica del file è già bassa, a maggior ragione). E' comunque la meno interesante.
Su tutto resta, comunque, quanto detto in apertura. |
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| Heels di Morphe commento di Mario Zacchi |
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| Potrebbe sembrare uno scatto dal gusto trash; ma guardando le altre foto che hai in galleria ho l' impressione che, più probabilmente, tu sia in fase di prova. |
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| VOGLIO IL SOLE! di sirrahanna commento di Mario Zacchi |
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| Tenedo a fuoco solo la spiga in alto che, per contro, vorrebbe dire sfocare il resto, avresti "confuso" il primo piano in una situazione che non ne sente il bisogno. Tuttalpiù avresti potutto ripulire la scena (sul posto) da quei due ramoscelli che si accompagnano alla spiga nello slancio verso l' alto. Ma forse la foto, a quel punto, sarebbe diventata troppo artificiosa, troppo perfettina. Così è più vitale e ha pure dei colori convincenti, mi pare (vabbé che ho un monitor da corsa, quindi ...) |
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| I colori del Mexico - Un angolo di paradiso di Slemash commento di Mario Zacchi |
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Caro 1240, non ti scordar l' effetto ola Se i commenti precedenti son positivi s' accoda chi la pensa alla stessa maniera, finché non ne viene lasciato uno contrario cui s' accodano quelli che la pensano, nuovamente, allo stesso modo. Perché? Perché opporsi è difficile e tutti sappiamo che seguire la scia non richiede quelle spiegazioni che ci si attende da chi la scia, per qualche motivo, non la segue. Se il tuo commento non ha mutato la scia, probabilmente è perché chi avrebbe voluto accodarsi si è trattenuto perché non abbastanza sicuro di te
Un po' scherzosamente ... ma più o meno va (anche) così. Un motivo in più per proseguire nel fare le proprie oneste osservazioni (tanto più che la meccanica dell' otturatore è l' unica cosa veramente oggettiva di tutta la Fotografia, quindi ...  |
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| The sad musician di Tore jr commento di Mario Zacchi |
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Per quanto posso capire hai una tecnica già molto buona; puoi permetterti di lasciarti alle spalle le citazioni di cui è molto ricca la tua produzione
e provare ad essere più personale. Se non lo fai tu che sai usare bene gli attrezzi, chi lo dovrebbe fare ?
IMHO, naturalmente.
PS: dimenticavo ... la firma, qui, è un po' "ruffiana" perché, oltre ad avere uno stile grafico che, incidentalmente, risuona l' atmosfera dello scatto, bilancia l' area a sinistra che ti è rimasta un po' troppo vuota. Non che cambi la sostanza che resta, per me, sempre buona, se colta in strada. Anche la cornice che hai usato non è propriamente neutrale perché ricrea l' idea di leggero spazio in più, sotto e sopra, che sarebbe stato meglio, semmai, avere nella foto. |
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| agguato di fabiocam commento di Mario Zacchi |
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Beh! 252 è praticamente bianco, perché l' effetto è quello. Pace. Se il volto a sinistra, per questo, dovesse essere andato perduto la foto ci avrebbe perso.
Per me la scenetta è curiosa per le posture che suggeriscono, ciascuna, un momento individuale, ma nell' insieme raccontano un momento collettivo. Certo che l' inquadratura, probabilmente frutto della necessità di scattare repentinamente, alla fine dà molto peso alla cornice contestuale e finisce così per diluire la parte veramente significativa. Altrettanto vero è che la coppia a destra inscena un momento già molto convincente, se adeguatamente isolato.
Entrambe le osservazioni si possono verificare tagliando (con buona pace dell' etica streettarola  |
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| Flamenco di Giordano85 commento di Mario Zacchi |
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| Un momento di prova personale, in solitaria? Ma perché renda devi costruire gli scatti suggerendo che gli attimi colti sia spontanei. Questi sembrano scattati in successione libera. |
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| ROMA di lacrimas commento di Mario Zacchi |
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| Forse è meglio scegliere un filone e/o uno stile: personaggi? architettura? curiosità? inquadrature canoniche? o provocanti? insomma non solo frame messi insieme, ma anche un idea complessiva. |
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