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| The sad musician di Tore jr commento di Mario Zacchi |
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| Bella foto. Belle anche diverse altre che hai qui e nel sito. A leggerti si direbbe che tu abbia imparato molte cose, molto bene e molto in fretta. Forse questo è un po' il tuo limite. |
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| I colori del Mexico - Un angolo di paradiso2 di Slemash commento di Mario Zacchi |
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| Orario un po' infausto per una foto. Ma immagino che non fossi lì apposta solo per fare foto, quindi avrai scattato al momento in cui ti ci sei trovato. Colori e paesagio mi dicono poco: solite cose, spesso riprese con più cura, anche come pulizioa d' inquadratura. Mi attirano di più gli omini che punteggiano la spiaggia, inquadrati così, dall' alto; il guaio è che sono un po' ammassati ed il gruppo più numeroso non fa nulla di particolare come invece fanno la coppia e lo spettatore. Lì per lì ci avevo visto una di quelle scene nelle quali sono rappresentate singoli, coppie e/o gruppuscoli di persone, ciascuno intento in qualche attività indipendente dagli altri e che vivacizzano la foto e invogliano ad esplorarla. Diciamo che c' è l' idea, ma non il risultato completo. Magari la prossima volta. |
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| pedante ricerca tonale di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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Formalmente molto bella. Gli highkey ti piacciono proprio
quelli veri, intendo, non quelli made by Photoshop e gomma
che fanno sbavare chi si accontenta di fotografici, anziché di fotografi.
Probabilmente occorrerà marcare un po' i toni bassi. |
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| Il tempo passa... inesorabile... di Spoke commento di Mario Zacchi |
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Il lavoro che hai fatto stabilisce una gerarchia nella foto, indicando con chiarezza il tuo scopo: parlare di questa signora che ha ora la centralità che le è dovuta; il contesto ora ne completa il ritratto senza contenderle la scena. La foto ha qualche limite; ma il concetto l' hai afferrato. Ti aggiungo un paio di idee su cui ragionare per le foto bianconero future.
Studia bene come è possibile equilibrare l' esposizione con la tua fotocamera, cioè fai pratica nelle sitauzioni difficili come queste per cercare di ottenere un originale quanto più è possibile equilibrato. In post avrai più margine per lavorare sui contrasti senza ritrovarti a chiudere troppo i neri o a bruciare le luci. Tieni a mente questo: la realtà ha una gamma di luminosità estremamente estesa che la carta (e il monitor) non possono riprodurre. Infatti, mentre il nero (toni bassi) è identico, via via che ti sposti sulle alte luci verifichi che queste sono esageratamente più estese di quanto la carta (o il monitor) possano rappresentare. Perciò dovrai sempre ragionare in modo da comprimere questa gamma di luminosità fino a renderla tutta nella carta (o nel monitor) in una maniera, diciamo, proporzionale alla realtà. Un po' come quando l' architetto disegna uno spazio in scala, in proporzione. Solo che in questa proporzionalità tu dovrai imparare a mettere l' accento sulle parti di immagine che per te sono significative perché raccontano ciò che vuoi dirci.
L' altra idea, se ti piace fotografare in bianconero è quella di fermarti a pensare a come verrà la foto in bianconero, prima ancora di scattarla. E' un esercizio visivo che si può fare sempre, anche senza fotocamera: si guarda una scena e si imagina quant scuro verrà quel pezzo, quanto più chiaro quell 'altro ... quanto equilibrato sarà l' inisme degli elementi una volta racchiusi tra i margini della foto e senza più il colore. Volendo si può anche fare qualcosa in più. La tonalità grigia con la quale viene resa una determinata superficie dipende da quanta luce riflessa da quella superficie colpisce la pellicola o il sensore (più luce=più chiaro; meno luce=meno chiaro). Siccome l 'esposizione di una scena è una e una sola, una volta stabilita troverai che alcuni elementi della scena solo più luminosi risopetto all' esposizione impostata e perciò diveteranno di un grigio più chiaro. Viceversas accadrà a quelli meno luminosi. Allora, con un esposimetro (quello della fotocamera impostato in spot ad un punto) puoi sondare la tua scena per capire quanto più chiara o quanto più scura verrà una certa parte.
Quest' ultimo è in realtà un discorso un po' più lungo rispetto a come l' ho semplificato ora. Ma puoi approfondirlo leggendo cos' è il -> Sistema Zonale. Tutto il discorso è fatto intorno alle pellicole; ma vale anche in digitale, salvo il fatto che l' immagine è positiva. Casomai lo leggessi e avessi qualche domanda, scrivimi.
Ciao  |
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| Come un miraggio... ( Merzouga) di Clara Ravaglia commento di Mario Zacchi |
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Clara spesso non resiste alla tentazione di aggiungere poesia alle sue foto con un titolo ... "poetico"
Questo, per me, nuoce un po' alla sua fotografia, già molto amabilmente zuccherosa (nel senso che è fatta di immagini già intrinsecamente ricche di dolcezza).
Per questo (e vale anche per altri autori) è meglio soppesare anche la foto sola, per quanto, se un autore ritiene che il titolo o un incipit qualunque ci voglia, tale "accessorio" andrebbe considerato "per capire".
Qui la finestra non è poi così banale, per quanto riesce a conservare (merito di Clara) la concretezza nonostante la sottoesposizione la riduca ad una silhouette. La polvere che ne sporca i vetri è sparsa con tocco leggero lungo i margini delle cornici; in questo modo suggerisce senza rubare nulla a ciò che vi è oltre e ci permette di sentirci "dentro", all' interno del luogo, insieme a lei che ha scattato. E' vero che poi Clara ha aggiunto un particolare un po' ruffiano: la cornice scura; essa rafforza la sensazione dell' ambiente dal quale si guarda fuori. Glielo perdoniamo ?
La finestra è quindi un parte forte della foto inquanto non è solo un elemento grafico usuale. L' altra parte forte è ovviamente l' esterno. Solitario, vuoto, ma gravido di presenza evocata: la presenza dell' ambiente rarefatto che le poche cose visibili ed apparentemente lasciate lì sottolineano. Il cielo è un piccolo colpo da maestro insieme all' armonia cromatica, perché sostanzialmente questo insieme raccoglie visivamente ciò che costituisce lo stereotipo del deserto romantico che alberga nelle nostre menti e lo sollecita perché ne si possa godere del fascino restando allo scuro di quell' ambiente che quella finestra ricrea per noi. |
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| Elegante Simmetria di Fedeltà di Gannjunior commento di Mario Zacchi |
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| La parte forte è il gesto. Potrebbe allargarsi fino a comprendere la persona; ma ne hai tagliato il viso e il carico emotivo che avrebbe potuto portare con sé nella foto. Allora tanto vale focalizzare sul cane che insieme a quella mano racconta tuttto quello che avrebbe raccontato la foto più larga e lo fa in maniera, se vuoi, più struggente. Seconda foto, quindi (o taglio se è taglio). |
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| Senza titolo di Cotoletta commento di Mario Zacchi |
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-> Questo libro è piuttosto chiaro circa i metodi di conversione in b&n (sempreché il fascino delle chimica non ti rapisca )
NB: in realtà si fotografa anche con macchina settata in b&n; ma a quel punto ti occorrono i filtri sul campo. C' è chi dice che i risultati sono migliori. Ma per ora non mettere troppa carne a cuocere  |
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| Il tempo passa... inesorabile... di Spoke commento di Mario Zacchi |
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| Stavo aggiornando il commento perché ho dimenticato il suggerimento della maschera; rileggi e lo trovi. Dovrebbe aiutarti. In ogni caso tieni presente che a volte le aree sotto esposte possono giocare un ruolo significativo nel bianconero; in questo caso, per esempio, senza eccedere, l' interno può restare "intuibile" anche se meno leggibile e in questo modo offrire uno sfondo un po' più compatto sul quale far emergere la figura, senza che questa appaia contesa, quanto ad importanza, dall' interno della casa che è importante, sì, ma come contesto. Insomma: giocare d' equilibrio per un risultato convincente. E stampa, perché a monitor ci s' inganna. |
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| Il tempo passa... inesorabile... di Spoke commento di Mario Zacchi |
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Ad occhio e croce direi che hai cercato di tirare fuori troppo dell' interno armeggiando con gli strumenti in post. A risentirne è stato il volto. Non mi pare ci sia ragione per non accettare una quota di sottoesposizione dentro, per mantenere più accettabile il risultato sul viso. Se proprio vuoi fa emergere di più l' interno, lavora mascherando prima la figura.
Tutto ammesso che il problema non dipenda da qualcosaltro. |
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