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| no foto! di ssk commento di Mario Zacchi |
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| Gente ... non facciamone un caso di stato (e di lite ...) quando "qui" e con una foto presa ad un signore di Kiev tutto si riduce (si fa per dire) ad una questione di sensibilità. Tanto più che la foto merita ben poche attenzioni: piazzatevi davanti a chiunque i senta importunato dalla fotocamera ed otterrete la stessa foto decine di volte, sempre uguale nella sostanza. Sarei capace anch' io che, solo per mettere a fuoco, ci metto mezzora ... |
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| Scioperati di marco64 commento di Mario Zacchi |
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Ti dico l' impressione che ho avuto di getto guardando questo servizio: in queste foto c' è il ritratto di una società certamente problematica eppure, a suo modo, relativamente attrezzata. Confrontare con le facce nelle foto di scioperi anni '70. In questo senso lo trovo di una grande aderenza al momento, almeno per come lo percepisco personalmente nel quotidiano: città vuote nel week end, ristoranti pieni, macchine nuove, abbigliamento di buona fattura, visi puliti, facce sorridenti ...
Alla foto di apertura non manca molto per essere una riedizione contemporanea del quarto stato.
Bellissima Treberretti, con quell' articolo 1 che si legge in chiave concreta grazie ai lavoratori che impersonano quella parola: lavoro. |
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| Incrocio di tiraboschi commento di Mario Zacchi |
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Anni '80 si fa per dire: ce n' è in vendita una gran quantità pure oggi di macchine di plastica (che sono a pellicola) che danno immagini storpiate tipo questa. E ci sono pure gli appassionati.
La forma, usata ad arte, è parte del linguaggio fotografico. Personalmente prerisco che alla forma si accompagni qualcosa di più, altrimenti dopo aver guardato tre scatti mi annoio. In questa foto trovo estemporaneità senza clamore; presenza del fotografo e, di riflesso, coinvolgimento dell' osservatore; il ritratto di due tipi sociali (*) antitetici la cui reciproca posizione e direzione all' interno del fotogramma è in qualche modo la metafora della loro odierna coabitazione (sociale). In altre parole la foto mi piace.
La forma è accattivante per quanto lo sono tutte le forme che rendono caldo e "vero" uno scatto all' interno di un panorama di nitidezze esasperanti, spesso vuote di contenuti. Tuttavia, per quanto mi riguarda, non vedo una relazione tra questa forma, che pare riuspondere ad un desiderio di evocazione puro e semplice, ed il proposito della foto che è assolutamente moderno. Perciò la trovo puramente decorativa.
(*) Quando si fotografa una persona facilmente si finisce per ritrarla nel vero senso della parola, ovvero ciò che scaturisce dalla sua immagine riguarda in massima parte la persona stessa nella sua specificità. Ma non è sempre così; a volte, per come la foto è realizzata in realtà vediamo raffigurato un tipo sociale, cioè la categoria alla quale questa persona appartiene e che essa è in qualche modo capace di rappresentare. Qualcuno ricorderà l' opera scientifica fatta in questo senso - su altre basi che l 'estemporaneità - da August Sander. Ma sostanzialmente pure da Diane Arbus, almeno in parte. |
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| F.. di -michi- commento di Mario Zacchi |
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Non sono un esperto quindi potrei anche sbagliarmi ma, LarossadiKlimt, credo che questo "fotomontaggio" si realizzi facendo semplicemente sdraiare la modella a terra su ciò che costituirà lo sfondo per poi si simulare il pavimento ponendo perpendicolarmente a terra dei listoni posati su un pannello. La fotocamera riprende dall' alto.
Visto che siamo pressoché solo uomini, tecnica fotografica da studio a parte, dopo aver visto un po' di donne sdraiate ci si arriva ugualmente guardando il seno  |
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| mimetismo di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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Hai trovato una luce ideale per questa chiave alta (e pure una collaborazione inaspettata ). Stampata a dovere sarà molto piacevole, magari su fondo nero opaco. A questo propostito credo che dovrai rivedere un po' il punto di bianco e di nero, perché così, una volta sulla carta, potrebbe risultare spenta. |
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| sicuramente storta di Enfil commento di Mario Zacchi |
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Se hai in mente le tante foto (a volte autoscatti) con il volto di qualcuno-qualcosa interposta davanti al viso che fanno tanto Magritte ... beh! qui per me è meglio. La fotocamera che nasconde il volto dà all' immagine il sapore di uno specchio ideale nel quale vediamo una sorta di autoritratto per interposta persona. L' essenzialità dello sfondo e il bianconero incorniciano la scena e assegnano un ruolo trascendente alla nuvola che diventa l' icona di quel divagare della fantasia che rende possibile vedere te attraverso la bimba.
Molto bella, pur se carente, mi pare, come qualità fisica (con beneficio perché sto guardando da un monitor che ho trovato nel detersivo per i calzini ...) |
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| ... di Mauroq commento di Mario Zacchi |
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Bella, pure se qui è piccola
PS: posso dire ? Dalla miniatura sembrava vuota ... ed ho quasi sperato che lo fosse davvero
Sarebbe stata un' altra cosa, naturalmente.
Diciamo un gesto prettamente artistico  |
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| St di stefr commento di Mario Zacchi |
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E' fatta bene, ma è (diventata) un' illustrazione.
Somiglia ad un buon 3D. |
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| Hpper di Nikky commento di Mario Zacchi |
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Mi sa che la foto è stata scattata in una installazione dalle parti di Milano; mi pare di averne sentito parlare, ma non vorrei aver detto una colossale sciocchezza.
In ogni caso la scena non ricorda Hopper: è proprio tratta da un suo quadro ene riproduce l' idea.
Il risultato ... insomma Ma se la situazione è quella che ho detto (installazione) non penso si potesse fare tanto di più  |
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| ... di laifisnau commento di Mario Zacchi |
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Non è mai il numero di elementi nella scena il problema, quanto invece lo è il modo con il quale sono stati ripresi (foto 1; foto 2; foto 3). Mentre il minimal, però, è abbastanza facile da gestire in maniera efficace, le scene ricche richiedono maggiore abililità, perché il nostro cervello decifra meglio la semplicità, quindi la scena ricca deve essere in qualche modo messa alla sua portata "semplificandola" attraverso strategie che agevolino i percorsi visivi e, naturalmente, svelino il messaggio (che ci deve essere).
Qui pare che lo scopo fosse mettere in relazione, nello stesso fotogramma, quattro momenti distinti o, in alternativa, contrapporre la situazione in basso a destra con il contesto. In entrambe i casi mi pare che ci sia perdita di forza a causa del fatto che in buona parte le persone riprese danno le spalle in una situazione che rende questo controproducente. Inoltre dei quattro momenti, tre sono poco dissimili tra loro e questo rende la loro contemporanea presenza quasi inutile. |
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| I vattienti (flagellanti) di Nocera Terinese di genovince commento di Mario Zacchi |
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Dal punto di vista di chi guarda questo tuo c' è una discontinuità narrativa evidente tra le foto colore e le foto b&n, ma non tanto esplicitamente per la scelta di variare lo stile, quanto perché questa scelta si somma al fatto che le due serie di scatti sono già molto slegate come contenuto vero e proprio.
Sorvolando un po' sulla qualità del bianconero, 3328 è la foto singolarmente più significativa; 3327 meno, ma comunque sempre interessante. Le altre bianconero non sono apprezzabili.
Le foto colore sono focus, due o tre delle quali potrebbe anche trovare posto in un reportage ampio e completo dell' evento; ma proposte così appaiono troppo come voler circoscrivere il messaggio alla pura descrizione. |
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| La Passione di Cristo (La Vita-La Morte) di power_85 commento di Mario Zacchi |
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Per quanto riguarda la metodologia per allegare le foto guarda le indicazioni che trovi seguendo il link che ho in firma.
Per quanto riguarda le foto direi che il servizio risente inevitabilmente del fatto che hai ripreso da spettattore dell' evento e non da fotografo che è chiamato a realizzare un lavoro ad hoc, per il quale ti sarebbe stata concessa libertà di movimento non solo di fronte alla scena, ma anche al suo interno, con la possibilità, in questo modo, di assortire meglio i punti di ripresa e il modo di inquadrare i soggetti e i momenti salienti. Il risultato quindi approssima, in un certo qual modo, la partecipazione da spettatore in diretta. |
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| kids1 di elledi commento di Mario Zacchi |
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Qualche osservazione
- I protagonisti sono di spalle: si perde la mimica e la gestualità che sono ciò che renderebbe più significativi questi scatti (nota la differenza con la foto 3, unica a proporre un viso che, come vedi, spiega tutto)
- La focale è lunga rispetto alla situazione e questo ha appiattito gli spettatori in secondo piano sui protagonisti in primo piano. Meglio una focale più corta ed avvicinarsi per "entrare" nella scena, facendo entrare di conseguenza anche chi guarda la foto
- Il bianco e nero in questa situazione di luce e con quella scelta sulla focale ha ulteriormente confuso i due piani
- Se si fotografa in bianco e nero per scelta di stile è un conto; ma se la scelta colore/b&n è contingente, in questo caso ho lì impressione (ma potrei anche sbagliare) che abbia tolto anziché aggiungere. |
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| 3 minimali di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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| Mauroq ha scritto: | F/16 ? non ci andrei, f/8 e' il top, f/11 con fuoco ravvicinato, f/16 mai usato, almeno con Rollei  |
Tanto più che se hai l' otturatore centrale c' è pure il problema della sovraesposzione a diaframmi molto chiusi e mi pare che la tua Zenza abbia quel tipo di otturatore |
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| un classico di davide molteni commento di Mario Zacchi |
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I forum hanno un lato negativo: i "bella " e i "brutta " misto al fatto che c' è sempre chi se la tira, chi fa vetrina, chi fa lo scemo ... ecc.
Il lato positivo, invece, sono discussioni impostate come è accaduto qui: non importa se la foto è da manuale o no (se lo è tanto meglio); importa che sia motivo di approfondimento, di confronti, di letture, così che a partire, per esempio, da un piede tagliato si possa ragionare di aspetti che contribuiscono ad accrescere il bagaglio pratico e culturale.
La sostanza di ciò che ho inteso dire è che (rimanendo nell' ambito street o reportagistico perché le foto posate o comunque progettate sono un altro discorso) se quello che vediamo rappresentato ci coglie per significato e la forma non è talmente sballata da comprometterne la percezione e la lettura, su quest' ultima è più facile sorvolare. Ciò non toglie che ci sia chi è capace di virtuosismo anche scattando al volo (talento+pratica). Ma non toglie neppure che (vedi foto linkata) anche una persona dotata di talento e pratica possa, talvolta, produre scatti non perfetti da ogni punto di vista e tuttavia ugualmente interessanti. E non toglie infine che uno degli obiettivi deva essere tendere ad una buona costruzione formale affinche un deficit in questo senso non finisca per penalizzare un soggetto meritevole.
Parliamoci chiaro: la situazione proposta da questa foto noi, qui e altrove, l' abbiamo vista ormai diverse volte tutti (magari diversamente declinata); non a caso Davematto parla, giustamente, di un classico. E' questo, soprattutto, che porta ad essere più critici: siamo in grado, oltre che di guardare la scena e di attribuirle un peso (ironico in questo caso) come persone qualunqui, di attribuirle un peso fotografico in quanto appassionati di fotografia, cioè persone che grazie ad un bagaglio di conoscenza possono "paragonare" ad un certo quantitativo di già visto, di già sperimentato e proposto in maniere più o meno efficaci. Tant' è che saremmo stati "diversamente critici", a parità d' inquadratura, se uno di questi giapponesi in primo piano fosse stato in mutande: non è così?
Quindi stimoliamoci a contestualizzare quanto più ci è possibile la critica; l' esercizio non è semplice, ma è molto utile e, soprattutto, stimolante perché di mano in mano si sente la necessità di approfondire le conoscenze per coglierere sempre più nuove sfumature nelle foto e nelle produzioni che guardiamo o per focalizzare meglio quello che vorremmo dire. In questo modo, tra l 'altro, sarà pure più probabile che quella foto la quale, senza essere accompagnata dal nome dell'autore , prima del suo pregnante contenuto (veramente notevole) sarebbe massacrata o ancora meglio ignorata proprio per il taglio, abbia qualche speranza in più
PS: Contestualizzare significa molte cose: autore, progettualità, temi, momento storico, tendenze ... qui significa, almeno, guardarsi le gallerie e, quando si approfondisce la conoscenza di un autore un po' capace, capire i suoi scopi, ciò che ha in mente di fare ...
PS2: Davematto, scatta ogni volta che la situazione ti pare interessante senza pensarci troppo; sarà col tempo che il senso critico, cresciuto attraverso approfondimento personale e discussioni con altri che frequentano lo stesso genere (quale che sia) ti farà sceglire se la tale situazione vale la pena di un click oppure no. |
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| un classico di davide molteni commento di Mario Zacchi |
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| Sono d' accordo con le osservazioni sui difetti dell' inquadratura se e solo se letti alla luce del contenuto curioso, ma non così sorprendente o così sorprendentemente rappresentato. In breve, poiché quello che ci proponi non è inusuale e non si tratta di una situazione effettivamente fugace si finisce per cercare, soppesando la foto, la compensazione, cioè qualche altro "argomento fotografico" come la buona composizione, la buona resa tonale, ecc. In generale, però, non è automatico che una foto di questo genere deluda a causa di una composizione imperfetta o poco entusiasmante http://www.duckdaotsu.org/donate.html (scorrere la pagina in basso) |
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| ... di Mauroq commento di Mario Zacchi |
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| Webmin ha scritto: | | ... perchè paesaggio... non me la presteresti per la sezione Varie? Od al limite architettura, per la cura nel rappresentare lo spazio e le sue inclinazioni emotive? |
la scusa è buona, non c' è che dire  |
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