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| Progetti di generalevag commento di Mario Zacchi |
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E' una bella foto e questo nulla glielo può togliere (e non è poco) ma effettivamente la sensazione è che il soggetto reciti (nella la parte di sé stesso). Come dire che somiglia di più ad un intenso frame cinematografico che nel tratteggiare un personaggio esalta lo stile della regia, più di quanto non sottolinei la persona in carne ed ossa. Ma, come detto, resta una bella e meritevole fotografia.
Ciao  |
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| il ponte di danyalina commento di Mario Zacchi |
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Ottocento pittoresco per composizione e soggetto (incompleto perché il contenuto della spalla destra e della relativa porzione di primo piano in basso è risicato).
Il viraggio fa il resto.
Ciao  |
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| st di laifisnau commento di Mario Zacchi |
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Una volta stampata la bruciatura sulla mano (che diventa carta bianca e non illuminazione) è meno invadente e comunque, in quel punto, non è tale da fuorviare la lettura dell' immagine perché cattura l' occhio nella posizione da dove effettivamente essa si articola. Diciamo che se non ci fosse stata sarebbe stato meglio; ma visto che c' è, il fatto che sia lì, paradossalmente, aiuta, più che ostacolare, lo svogersi della lettura stessa. Inoltre non ha un' estensione tale da rendere, a vista, brutta o pasticciata la foto. Sotto questo aspetto sono più criticabili la bruciatura della fontana in alto e l' imprecisione d' inquadratura nell' angolo destro alto. Due elementi sui quali se s' interviene abbassando l' esposizone si ottiene un grigino triste, perciò forse è meglio (eventualmente) lavorare di forbici e di leggera vignettatura sul crop.
Ciao
PS: ma l' hai colta di sorpresa o l' hai fatta posare? Perché vedo pure il rubinetto a lato che butta acqua che pare fatto apposta ... pensavo alla coincidenza |
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| Alessia M.C. di BELLAVITA commento di Mario Zacchi |
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So che può sembrare banale dirlo di un ritratto "vecchio", ma sono convinto che nel '78 mi avrebbe fatto la stessa impressione e avrei detto la stessa cosa: è uno sguardo dal passato. Magari mi spingo troppo in là e per questo preferisco dichiararla come completamente soggettiva, questa impressione: credo dipenda dal fatto che associo l' iconografia di questa foto a certe figure, a certe pose, a certi sguardi di pitture rinascimentali che ci guadano da un profondo silenzio.
Bella foto, bellissima donna.
Ciao
PS: mi vengono i brividi a pensarla in digitale, senza morbidezza, senza trama nella pelle, senza sfumature ... senza vita. |
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| solo di alessandro.pighini commento di Mario Zacchi |
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| Queste focali (e magari con diaframmi piuttosto aperti) producono un effetto di isolamento molto marcato che in questo genere di fotografia di solito non è un gran che. Qui, però, l' isolamento calza bene perché riesce immediato interpretarlo come la rappresentazione visiva del sovrapensiero ed è quindi un' appropriata cornice nella quale collocare quest' uomo visibilmente pensieroso. In sostanza, quindi, si tratta di uno scatto che ha una sua coerenza forma-significato. Se questa scelta di ripresa non è stata casuale, ma è nata da una previsualizzazioe di questo risultato, complimenti. |
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| San Salvi, ex Manicomio di Firenze di compagno.sir commento di Mario Zacchi |
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Come spesso accade sono foto che documentano lo stato di abbandono della struttura; in questo caso senza una particolare enfasi. Che sia un manicomio, inteso come luogo di frustrazione e annullamento dell' essere o di un ospedale che, all' opposto, è inteso come luogo di speranza nella guarigione, l' effetto di foto come queste è lo stesso. Da questo reportage non traspare nessun dramma, nessuna atmosfera particolare: solo un "normale" degrado, frutto più che altro della nostra italiana incapacità di riconvertire tempestivamente preziosi patrimoni di edilizia e di spazi. Sotto quest' ultimo aspetto è una serie di scatti utile se inserita in un documento.
Ciao  |
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| Ape 50 di nerofumo commento di Mario Zacchi |
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| nerofumo ha scritto: | | ... nella mia l'interesse che volevo fissare era sull'altarino ambulante ... |
Esattamente il mio pensiero. Del resto è evidente che il coinvolgimento della persona è, se non proprio marginale, complementare-subalterno. In questo senso il difetto dato dal grandangolo a me pare meno invadente rispetto alla lettura. Magari sarà un po' forzato, ma tutto sommato, considerata quella smorfia che dipenderà probabilmente dal sole, ma che sembra tanto un gesto di fastidio, a me pare che quel difetto ci possa addirittura stare a rafforzarla. A parte questo ciò che mi ha portato a qualche riflessione-comparazione è il diverso rapporto tra fotografo e soggetto che si può instaurare in condizioni tutto sommato abbastanza simili. Niente di nuovo, naturalmente. |
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| Ape 50 di nerofumo commento di Mario Zacchi |
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Due belle foto, molto diverse. Sarebbe interessante approfondire.
http://www.photo4u.it/viewcomment.php?t=488502 |
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| Body di Luna Rossa commento di Mario Zacchi |
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Tra ritarre qualcuno e ritrarre sé stessi c' è parecchia differenza, non solo perché le mani sono (eventualmente, perché non è detto) solo due e quindi le difficoltà di scattare nel modo che si vorrebbe sono grandi; ma c' è anche l' ostacolo di decidere cosa ci rappresenta secondo noi, almeno in quel momento e che sappiamo essere un lavoro di intima indagine, di convivenza con il proprio io e che prescinde da chi farà click. E questo ostacolo è quello che si considera superato (in qualche modo) nel momento in cui si rende pubblico l' autoscatto (o un proprio ritratto fatto da altri) perché è allora che decidiamo che la rappresentazione che diamo o che è stata data di noi ha un qualche motivo (quale che sia) per essere condivisa con un destinatario.
Precisato questo, pubblicare un autoscatto senza dichiarare che lo è equivale a sollecitare, in chi come me non ti conosce in viso, interpretazioni legate al tuo approccio ritrattistico nei confronti dei tuoi terzi e non nei confronti di te stessa, mentre lo si dovrebbe esplorare a partire dall’ altro ricchissimo versante “Stavo solo ricercando me [pausa] in luci e ambienti differenti”.
Sulle profilassi parlo per me; non vorrei essere o essere stato frainteso. Nell’ ultimo paragrafo del mio secondo scritto non c’ è nessuna profilassi: c’ è una curiosità di sapere qualcosa di più su quello che (non sapendo dell’ autoscatto) ho trovato uno scatto intrigante, finalmente un po’ staccato dalla “bella foto” di forumistica memoria. Se leggi, infatti, nel primo scritto ti ho chiesto del significato; non ho fatto nessuna osservazione tecnica. E non l’ ho fatto perché di un opera (piccola, grande, memorabile, da dimenticare, coerente, insulsa, intelligente, banale …. mettiamola come vogliamo) cioè il prodotto di un pensiero e non della semplice imitazione o della ricerca dell’ effetto, si stenta a capire che tutto ciò che l ‘autore mette (o lascia che il destinatario possa alla fine vedere) ha un suo senso. E lo ha anche “il brutto”, il tecnicamente impreciso. Quindi, prima di prendere il contagocce di PS o il righello o i livelli o ombre e luci …per misurare il suo lavoro bisogna interrogarsi sulle intenzioni dell’ autore, provando a vedere se tutto quello che ci propone non risponde ad una sua precisa logica. E se è vivo gliene si può chiedere conferma.
Significa, questo, che siamo tutti artisti e che tutto va bene e che se uno non sa esporre e comporre in maniera adeguata a quel che vuol fare-dire va bene lo stesso? Certo che no. Significa solo che sul suggerire il cestino ci ragionerei per bene. In primo luogo perché bisogna capire il motivo per cui si dovrebbe cestinare: motivo fisico o motivo di significato? Il secondo è di gran lunga più ignorato qui, perché è difficile essere significativi, mentre è facilissimo essere tecnicamente preparati. Poi perché ogni foto rappresenta un tassello nella nostra evoluzione fotografica e già solo questo sarebbe motivo sufficiente per non cestinare nulla (se qualcuno ha letto un po’ sa di quanta importanza sono, per capire il fotografo, gli scatti che sono venuti prima e dopo lo scatto buono). E infine perché, francamente, qui troppo spesso il consiglio si basa su una cultura fotografica acquisita “quotando”.
Ciao  |
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| Marina di Drakin commento di Mario Zacchi |
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Volto e corpo scoperto sono in concorrenza: non si capisce bene chi pesi di più.
A sinistra in basso "è sporca" (frammenti di nero indistinto che entrano nel quadro).
L' incarnato è piatto come lo è tutta la foto (naturalmente non più di quanto accade in tanti altri scatti simili).
Insomma, troverai senz' altro estimatori
PS: magari l' hanno chiesta proprio così, per qualche ragione, in tal caso ... |
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| ... di enzo penna commento di Mario Zacchi |
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Da copertina. E' difficile imbattersi in un ritratto più esauriente di questo. Considerato che si tratta (probabilmente) di uno sconosciuto merita davvero complimenti. Inoltre, almeno per me, nonostante l' inquadrato sia ridotto ai minimi termini la foto ha un potere narrativo unico.
Ciao  |
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| Body di Luna Rossa commento di Mario Zacchi |
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Per spiegarti il senso della mia domanda, anche se ormai sembra che tu abbia sostanzialmente già risposto.
Di immagini qui non ne hai ed una sola non può raccontare nulla di veramente attendibile sul fotografo perché le componenti casuali in uno scatto sono tante e nessuna può essere mai ragionevolmente esclusa a priori. Allora, dato che in qualche modo ci si deve fare un' idea di chi si ha di fronte se si vuole tentare di esprimersi tenendone presente le intenzioni (almeno quando la foto non sembra rispondere ai soliti canoni scopiazzati) mi sono andato a leggere un po' dei tuoi commenti. Ne ho ricavato la sensazione che le scelte di ripresa potrebbero non essere casuali o, meglio, non semplicemente contingenti.
Riguardo la foto, gli aspetti interessanti più evidenti: posa forzata, deformazione del volto indotta dalla focale, toni dissonanti rispetto a foto analoghe in circolazione, contesto anonimo e anche un po’ squallido, nessun desiderio di compiacere, un titolo … e un illuminazione selettiva dei seni, che potrebbe anche sfuggire nella foga di uno scatto al volo, ma non mi pare questo il caso: l’ hai fatta posare, quindi è ragionevole attendersi che ci se ne accorga di aver sistemato la persona in un punto in cui questi s’ illuminano come lampadine, mentre il resto è in ombra aperta, tanto più che, per come cadeva la lama di luce, sarebbe bastato poco per corrompere un effetto così preciso.
Ora, se tu fossi, per esempio, Diane Arbus, si potrebbe parlare della foto a partire da tutte le dissonanze che presenta per leggerle alla luce del suo modo di rapportarsi al fotografare, ma visto che non lo sei la domanda aveva questo senso: hai voluto cercare un significato oppure no? C’ è un’ idea dietro questa foto che, apparentemente bruttina, non ha certo l’ obiettivo estetico nel senso comune del termine (se vuoi anche piuttosto banalotto, pensando a cosa potrebbe fare la "foto ad una persona" che non sia solo omaggiare ancora una volta “il bello” producendo immagini pseudo pubblicitarie o fingere di ritrarla realizzando, in realtà, belle fototessera). Perché la sensazione suggerirebbe che sì, lo hai cercato. Ma poi alcuni tratti polemici tuoi ed alcune controverse discussioni sulle tue precedenti foto suggeriscono prudenza.
Ciao
PS: Se non è un segreto: sei un uomo o una donna? A giudicare dalla foto direi che sei una donna. |
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| candid di alessandroM75 commento di Mario Zacchi |
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Quella fila di soldati al seguito della signora è un simpatico soggetto street che ha senso compiuto a prescindere dal primo piano che sembra inserito per creare un rimando, un' analogia con la curva che descrive la fila o, in alternativa, a causa della fretta di scattare. La scenetta è troppo significativa perché si presti attenzione ad altro e perciò l' inquadratura, con la sua base molto ampia, finisce per apparire imprecisa, tanto più che a questo si asscia il fatto che manca spazio vitale nella parte alta del quadro.
Ciao  |
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| 1702011 di belgarath commento di Mario Zacchi |
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A prescindere dal fatto che è bella in sé, semplicemente così, per la ricchezza e la separazione dei toni medio bassi e per le forme, è un' immagine a 360 gradi e più. Ci potresti allestire una parete con quattro versioni (0-90-180-270) e le relative specchiate e ciscuna avrebbe qualcosa da dire. Il lavoro, nell' insieme, sarebbe un piccolo manifesto dell' intelligenza fotografica (qualcuno direbbe dell' occhio, ma siccome non ho mai visto un occhio che pensa e nemmeno uno intelligente ... ).
Ciao  |
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| LONDRA - Antica malinconia musicale di Gannjunior commento di Mario Zacchi |
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No, non ci sono guide, non si tratta di un sito come questo. E' un' associazione perstigiosa molto famosa che raccoglie alcuni tra i più grandi fotografi, contemporanei e/o scomparsi. In gran parte puoi trovare fotografia urbana, reportage e street. Naturalmente ci sono anche tanti altri fotografi molto bravi in giro; per conoscere qualche nome è meglio che chiedi a chi si inetressa maggiormente di questo genere (vedi sotto).
In fotografia le regolette sono utili, ma non fanno di te un fotografo, nel senso che purtroppo non basta mettere le cose dove e come sarebbe più opportuno: serve qualcosa in più che s' impara a trovare in sé stessi frequentando la materia. Tutto sommato è quindi proficuo osservare l' opera dei fotografi più dotati "assorbendo", più che imparando il modo di accostarsi a questo, ma pure ad altri generi. E' perciò che ti ho suggerito quel sito.
I forum fotografici sono interessanti per tante cose, ma hanno un difetto: raccolgono soprattutto fotoimitatori. Imitare per imitare, tanto vale farlo a partire dai migliori, piuttosto che da chi è già una semplice copia, non trovi?
Un facile tutorial che trovi qui: http://www.photo4u.it/viewtopicnews.php?t=391816
Gli autori del tutorial sono molto preparati e possono anche suggerirti qualcosa di più se ti interessa.
Ciao  |
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