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| LONDRA - Antica malinconia musicale di Gannjunior commento di Mario Zacchi |
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| Gannjunior ha scritto: | | ... mi trovo adesso in seria difficoltà su come approciare i miei prossimi scatti !!! |
Non è l' unica referenza possibile, ma è senz' altro molto valida: quando hai un po' di tempo fai un giro qui (se non lo conosci già) http://www.magnumphotos.com Troverai spunti d.o.c. per ragionare a tutto campo.
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| LONDRA - Antica malinconia musicale di Gannjunior commento di Mario Zacchi |
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Le foto ricche di elementi sono potenzialmente interessanti, ma sono un terreno difficile perché facilmente può accadere di infilare troppe cose nel quadro che, se troppo poco organizzate nella composizione e nello sfruttare le peculiarità dello stile (monocromatico in questo caso) marginalizzano poi quello che si vuole dire effettivamente.
Tutta la costruzione dello scatto, dalla composizone alla scelta del bianconero, concorre a mostrarci soprattutto la città (non tanto come panorama sullo sfondo, ma come essenza della foto). Credo di immaginare l' intenzione, ma in questa contesto la figura è più marginale di quanto non dovrebbe e non tanto per la posizione, ma perché nell' economia della foto, nonostante tutto, la si percepisce come una comparsa qualsiasi e non come una comparsa rappresentativa, se non proprio come soggetto.
Il suggerimento più immediato da bianconero e osservare come le luci non sottolineino per nulla il ruolo, più che la presenza, del sassofonista. Ma pure una diversa condizione, sotto questo aspetto, a parità di scatto (inquadratura, focale, punto ripresa ...) non credo muterebbe la sostanza perché in questa foto così com' è credo parrebbe più una nota formale che sostanziale, un po' come accade quando si vignetta pesantemente senza un vero motivo: la foto è la stessa; ha solo dello scuro intorno.
Ma non si tratta solo di questo. La visione appare piatta nel significato. Per risollevare questo aspetto la forma non basta; occorre qualche altro elemento capace di elevare la caratura di quella presenza intorno e da cui si sviluppi la lettura della foto, ma soprattutto del messaggio. L' esempio più immediato: un passante a sinistra (che esce dall' inquadratura, che vi entra, che guarda il sassofonista ... )
Ciao
PS: Mi permetto di aggiungere un' ossevazione su un aspetto che mi pare spesso ignorato (a volte anche in foto votate). Tutte le immagini si metabolizzano, cioè non importa se sono fatte bene o no se sono realmente significative o no: alla fine vengono comprese, assimilate, metabolizzate, appunto. Ciò vuol dire che guardando e riguardando, presto o tardi si finisce per trovare la maniera di dar loro un significato a prescindere da come son fatte. Ma ritenere "interessante" una foto per questo mi pare una pratica lato osservatore acritico, non lato fotografo capace e tanto meno lato critica fotografica. Cioè la foto, comunque vada, conserva tutte le sue carenze. |
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| Controluce a Barcellona - 3 di vLuca commento di Mario Zacchi |
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Magari fraintendo, ma mi suggerisce l' idea di un approccio sperimentale. Nel caso farei questa osservazione. Il disordine nelle inquadrature e l' alternarsi degli elementi presenti, ora nel ruolo di protagonisti, ora nel ruolo di subalterni rende, nel complesso, questi elementi più interessanti del controluce per cui si fatica a focalizzare su di esso come tema portante. In altre parole il controluce è evidentemente presente, ma più che altro come uno degli elementi delle foto.
Ciao  |
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| st di Salvatore Gallo commento di Mario Zacchi |
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Bella e funzionale cromaticamente, è composta in maniera essenziale ed in modo da alludere ad un dialogo tra i due angoli che in realtà non nasce banalmente basato (questa è la parte interessante) su una chiara, ovvia relazione tra i due elementi che li occupano, quanto piuttosto dal fatto che essi appaiono legati solo dal fatto che occupano i due opposti del fotogramma. E’ insomma una contraddizione: la posizione ci spinge a legarli, ma la loro natura ci dice che non lo sono. Tutto questo nell’ immediato. A guardar bene poi la passerella in primo piano prende forma in quanto tale e una relazione s’ intravede, ma a rimettere in discussione lo spettatore interviene ora l’ astruso suggerimento che essa dà a guardare di lato, fuori dal fotogramma, tornando ad allontanare così l’ osservatore dall‘ elemento opposto. Un continuo dividere e mettere insieme che introduce una dinamica nel significato che obbliga ad interrogarsi.
Mi pare suprfluo, ma .... qui di paesaggio per me non c' è nulla: non c' era la mente, non c' è il risultato. Meno male
E comunque, anche volendolo intendere (alla lontana) come tale, come nelle foto di Mauro fatico a vederci un paesaggio esteriore.
Solo che te mi sembri più terreno, più concreto
Direi che è una delle tue più belle  |
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| ... di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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Direi che ci sono due foto abbastanza diverse, qui. Quei pochi centimetri scuri, alla base del molo (mi riferisco alla parte che viene verso di noi) hanno un grande peso nel dirci quale delle due. A te pare? Se anche a te pare è stata una scelta consapevole proporci questa foto e non l 'altra? Oppure è stato un riflesso condizionato, retaggio di un vedere formale (la righetta scura sta bene) che in buona parte in questa foto non ci sarebbe?
Appena ho un momento vado a vedere: voglio scoprire se Salvatore ha ragione
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| st di Salvatore Gallo commento di Mario Zacchi |
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Per la seconda riconfermo la mia impressione originale (hai tolto i riflessi che sporcavano il primo piano). Sulla prima non nascondo che la sfocatura delle quinte in primo piano, pur con tutti i probelmi, mi affascina sempre un po' per quella sensazione che lascia, di esser lì a guardare di persona.
Vabbé che oggi è stata una giornatina campale quindi neuroni in libera uscita più del solito, ma ho qualche dubbio sul senso dell' accoppiata. Mi piace pensare all' antitesi, ma forse è troppo immediato. Altrimenti ???
Ciao  |
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| #0001# di aldo feroce commento di Mario Zacchi |
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| sdomenico ha scritto: | | L'unico problema che vedo in questo scatto, un grosso, enorme problema è riposto in una sola domanda: dopo questo che fare???[/ |
Posso suggerire qualcosa?
Aldo Feroce: http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=243413
Aldo Feroce: http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=248718
Aldo Feroce: http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=507753
Aldo Feroce: http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=243850
Aldo Feroce: http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=507760
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Se poi proprio non basta ... beh! alloraci sono sempre Sebastiao Salgado o, se preferisci altri generi, Diane Arbus, Dorothea Lange ...
Vedi Domenico il problema è che si può certo essere inamorati di un autore, ci mancherebbe, ma non gli si può fare un torto (all' autore) mettendo sullo stesso piano i capolavori che ha scattato (vedi sopra) con foto come questa. Il torto lo fai a lui. E poi crei, in persone più inclini a farsi stordire, piuttosto che altro, la sensazione che questa (e non quelle sopra che ho cercato nella sua galleria) siano Le Foto.
Ciao  |
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| esplorare il buio di nhio commento di Mario Zacchi |
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La parte buona di questa proposta sta nell' aver conservato intatta, cioè senza contaminazioni da eccessiva regia e da spettacolarizzazione, la percezione che può avere chi si trova immerso quel buio. La parte meno buona è che troppo poca regia (lasciamo stare la spettacolarizzazione) porta anche ad imprecisioni che, in quanto la foto è anche un prodotto fisico, sono vissute da chi guarda come qualcosa che compromette il risultato.
Per esempio mentre l' apertura e la 130 offrono un buon compromesso tra lo scopo e le difficoltà di raggiungerlo, le altre sono molto più approssimative.
Ciao  |
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| italian next top model di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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Questa meriterebbe un bell' approfondimento intorno alla personalità percepita che sei riuscito ad infondere, più che a ritrarre in Cipolla ( perché credo che sia difficile parlare di personalità di un animale).
Ciao
Mauro ma chi è questo, Elliott Erwitt in incognita?  |
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| pierrot di ShellyPh commento di Mario Zacchi |
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Il discorso nel suo complesso meriterebbe un topic di approfondimento con un eco lasciato sotto la foto. Troppo spesso non ci interroghiamo, qui, sul significato che ha per noi la foto che proponiano, da dove arrivano i motivi che ci hanno spinto a scattarla, cosa ci proponiamo di fare, cosa dovrebbe fare questa foto. Troppo spesso una bella foto è una figata e una brutta è da cestino. Troppo spesso ci rifugiamo nei commenti tecnici e nelle regole che sono la strada semplice, ma anche la più breve, la meno interessante, quella che offre meno spunti di crescita. Il tenore di questa discussione è quello che si vorrebbe avere sotto ogni foto. E se poi vien fuori anche qualche osservazione tecnica ben venga.
Ciao  |
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| Dentro - fuori 2 di piinorico commento di Mario Zacchi |
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Per adesso pensa a scattare le foto e a metterle in galleria; alla sezione e a come raggrupparle in un post ci pensiamo quando sei pronto. Non avere fretta e lasciati un po' di tempo per meditare su cos' è il dentro e il fuori, per immaginarlo, per vederlo anche senza fotocamera, per capire la relazione, per immaginarla rappresentata nei limiti stringenti di una foto. Ripassa l' esposizione e come valutarla al meglio perché ti servirà: tra dentro e fuori spesso ci sono differenze di luminosità critiche per una fotocamera.
Ciao  |
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| st di Salvatore Gallo commento di Mario Zacchi |
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Ti diverti a giocare con la banalità. E’ vero che è sul confine che stanno le opportunità migliori, ma non abbassare la guardia.
Ciao  |
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| ... di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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Sfrutta uno stilema classicissimo (due piante e una panchina) ma il formato mitiga questo aspetto introducendo, grazie al maggior spazio inquadrabile, le fronde in alto. E’ intimamente coerente: tutto ha una logica, tutto risponde ad uno scopo. Stampa piccolo (*) perché hai sfocato i rami sopra, perché la materia non è resa al meglio e quindi tanto vale che la percezione non si concentri sul particolare, ma sull’ insieme che ti fa pure un favore: il contenuto fisico e i suoi risvolti di significato sono più facilmente abbracciabili, qui, se l' immagine è piccola, in modo che si colga tutta intera con uno sguardo. Acuta l' osservazione di Mario (invidioso ... ).
Ciao
(*) per questa volta il nuovo bolide andrà al minimo  |
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| #0001# di aldo feroce commento di Mario Zacchi |
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| claudiomantova ha scritto: | | ancora una volta si cerca di smembrare uno scatto di rara intensita' |
Niente affatto. Si è cercato solo, chiaramente con posizoni diverse, di parlare della fotografia proposta a prescindere dalla poesia degli occhi e dalla bellezza intrinseca del soggetto (la ruga piace, non è una novità).
| claudiomantova ha scritto: | | Credo che Aldo per eseguire questa splendida foto abbia avuto a disposizione pochi attimi, nel quale comporre ed inquadrare. Gli elementi dietro fanno parte dell'habitat probabilmente la bici era dello stesso soggetto. Stiamo guardando un'immagine fatta in strada non costruita in studio con tanto di luci e controluci. |
Questa foto, così da sola, ha ben poco il sapore di strada inteso nel senso cui si pensa di solito. Quel che ha gli deriva dal graffiante bianconero (ma si tratta di stile riconosciuto, stereotipizzato) dal soggetto etnicamente lontano da noi (che ci spinge sempre a pensare alla strada indipendentemente da tutto il resto) e dalla bici (che sotto questo aspetto è forse l' elemento più forte, al di là dell' opportunità compositiva). Per il resto la cura posta nel raggiungere questa composizione ricorda invece molto, ma molto la foto da studio o almeno la foto ben studiata (nel senso che uno ci ha pensato; non è una considerazione sul risultato). Il che fa anche pensare che in realtà qualche attimo per scattarla ci sia stato, tanto più che è molto probabile ci sia stata anche la complicità della donna. Tanto è ero tutto questo che poi l’ autore l’ ha proposta in ritratto e non in strada (street).
| claudiomantova ha scritto: | | Ovviamente la foto la fa anche il soggetto, se fosse stato meno interessante non sarebbe valsa la pena di riprenderlo. |
Inesattezza grossolana: l' attenzione verso il soggetto lirico come motivo per decidere se scattare la foto o no è stata superata, se non ricordo male, nei primi decenni del secolo scorso (mi sfugge il nome del capostipite che inaugurò la nuova era fotografando una bottiglia di latte su una scala antincendio in US). Numerosi fotografi da allora hanno ampiamente dimostrato che non esiste il soggetto interessante: semmai è il fotografo a renderlo interessante, attraverso visione personale e tecnica. E’ la carenza in questo senso che penalizza la foto. Solo questo. A meno che non si voglia fare della poesia …
| claudiomantova ha scritto: | | Non la solita foto di bambini, qui c'è molto di piu', c'è un bw gestito e dosato a meraviglia, un soggetto interessantissimo la percezione dell'ambiente circostante in linea con il soggetto (dietro c'è una vecchia bici non una ferrari o un castello o qualcosa in contrasto con la figura ripresa). Siamo in India, si percepisce proprio da quelli che vengono definiti elementi di disturbo, sono questi elementi che a mio avviso completano l'immagine. Altrimenti senza questi spunti poteva essere benissimo una signora in costume ripresa a milano, ma cosi' non è e quella bici sgangherata , sfocata ma leggibile dietro al soggetto ci riporta all'India, senza sarebbe un'alro scatto, un bel ritratto ma si perderebbe l'ambientazione. |
Ai bambini si scattano foto. Spesso si scattano fissandoli negli occhi. Motivo: hanno espressioni eloquenti a prescindere da tutto e noi ne restiamo affascinati per ragioni antropologiche (la tenerezza verso il cucciolo che stimola l’ istinto dell‘ adulto a proteggerlo). Ecco allora che la foto "è bella" e ad uno che ha un album di foto scattate tutte così vien facile dire che è bravissimo a ritrarre i bambini. Io penso che uno sia bravo a ritrarre i bambini (e gli adulti), non se mi mostra una carrellata di volti e basta. Se non si tratta di un lavoro specifico, vorrei qualcosa in più oltre a questo. Questo è il senso (che ho esteso per completezza) della mia affermazione sui bambini.
Detto ciò proprio una foto così la si sarebbe potuta scattare a Milano, dove gli indiani e le bici non mancano proprio per nulla. Ciò che manca è la strada Indiana, quella vera. Significa che non si devono fare primissimi piani??? Niente affatto; significa solo che la giustificazione che dai agli elementi di disturbo, alla loro presenza è errata. Danne un' altra più plausibile che non un supposto contesto (tanto più, vorrei ricordare, che l' India delle bici è una fetta; l' altra fetta ci sta mangiando posti di lavoro con il computer e gli ingegneri sfornati a spron battuto mentre noi andiamo in piazza a protestare contro la pioggia. Quindi ben’ altra cosa che una bella vecchietta, ma che ai fotografi piace meno perché non ha quella presa facile che ha questa India, sia sul pubblico, sia soprattutto su di noi che cerchiamo lo scatto.
Il tutto sempre per parlare della foto: non del soggetto, non dell' autore. Aldo scusa, ma capita così di rado una discussione di qualche interesse che parta da una foto che ho approfittato. Spero non averti offeso perché non era mia intenzione e ribadisco che sempre opinioni sono.
Ciao  |
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| ritratto di maniglia in un interno di ziobato commento di Mario Zacchi |
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Bella. E' una via di mezzo tra una bella foto da catalogo pregiato che presenta oggetti come pregiati (la maniglia, il maniglione, quel che è ...) e l' interpretazione svincolata da committenza dello stesso soggetto. Esattamente il tipo di foto che mi piacerebbe in una situazione simile.
Bravo (ma te l' avevo già detto)  |
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| #0001# di aldo feroce commento di Mario Zacchi |
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Aggiungerei alle osservazioni di Romulo che tutta la foto sta nella particolarità del soggetto, un po' come nelle foto ai bimbi: hanno certi occhi che se gli punti contro l' obiettivo ti fanno dimenticare il resto. Diciamoci la verità: molti ritratti "bellissimi" che vediamo passare sono basati soprattutto, se non proprio solo, su questo (pardon Aldo, questo è OT).
In realtà, già ad una prima occhiata è evidente come gli occhi della donna (punto focale del volto) siano molto lontani dal percorso visivo più immediato che cozza proprio contro il manubrio (inquanto area chiara che distoglie lo sguardo - vedi opportunità compositive nel bianco e nero) e contro le mani (in particolare indice e medio perché perfettamente a fuoco inquanto sullo stesso piano degli occhi). E in questo è "aiutato" dal fatto che, nell' esplorazione dei rettangoli, l' occhio parte grossomodo dal centro per poi avventurarsi verso l 'angolo superiore sinistro (qui chiaro, quindi a maggior ragione). In pratica la persona la devi andare a cercare e quando anche l' hai trovata continui a sentire lo squilibrio sostanziale della foto. A dir la verità sarebbe almeno da specchiare orizzontalmente.
In sintesi la vedo più soddisfare un' idea compositiva che soddifacente sul piano compositivo (ritrattisticamente parlando, s' intende). Vale a dire che se al posto di quegli occhi ci fosse un volto meno interessante, la foto sarebbe più criticata.
E' superfluo ribadirlo, ma ovvio che sempre opinioni sono.
Ciao  |
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