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| Ilaria di Salvatore Gallo commento di Mario Zacchi |
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Bravo Salvatore Non hai solo fissato una bella ed eloquente espressione di Ilaria. Hai anche dimostrato un uso consapevole della tecnica unendo la precisa messa a fuoco sugli occhi al loro posizionamento strategico in un punto forte quadro (sia in senso generale che nello specifico di questa ripresa dall' alto).
Ciao  |
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| punti di seduta di thomasss commento di Mario Zacchi |
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Penso che si possa trovare un senso nell' obbligare lo spettatore a guardare immagini qualsiasi, ma capovolte come fatto in sé stesso, però nel contesto di una installazione, come mezzo per esprimere un pensiero di fondo. Se poi le foto non sono qualsiasi, ma buone anche "al naturale", oppure hanno una qualche particolarità (compositiva, grafica, tonale ...) che si sposa in maniera efficace con il capovolgimento, questo è un aspetto che forse si può anche valutare separatamente, come valore aggiunto.
Fatte queste considerazioni mi pare che questa foto non abbia punti di forza particolari (particolare in sé stessa, ingannevole se vista sottosopra ....). Credo che sia una foto qualsiasi e che quindi, se non nel quadro di un progetto particolare, come accennato prima, sia svuotata di ogni significato la proposta di guardarla qui così, da sola e sottosopra.
Ciao  |
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| ... di Mauroq commento di Mario Zacchi |
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Che è successo a lato?
L' ombra a sinistra che pare fumo, per quanto è soffusa: quella è la parte bella, per me.
Non sarà un po' canonica per essere di Mauro ... ?
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| Stato delle Ferrovie di bikeyz commento di Mario Zacchi |
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Stato delle Ferrovie. Un titolo ambivalente. Un gioco di parole (l' ambiguità per antonomasia) che alla luce della foto suggerisce precise intenzioni circa il contenuto, circa il messaggio da comunicare.
Non si può dire che la foto non affronti del tutto la tematica perché non è così. Ma presa da sola a me pare che abbia una struttura compositiva che tende a farcela percepire di più come l' interpretazione estetica di un oggetto urbano. Le linee perfette, le aperture posizionate secondo i canoni, le cromie armoniche (che sono del soggetto, ma che sommate al resto concorrono a suggerire una certa impressione) la stessa inquadratura che taglia completamente ogni contesto narrativo per focalizzare l' attenzione su questa sintesi di forme e colori, fa di questa foto soprattutto un oggetto estetico. In alternativa, io credo, ne fa l' espressione abbastanza ovvia di un luogo comune (per noi italiani, naturalmente).
Ciao  |
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| L < di gulfis commento di Mario Zacchi |
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Riguardo al riquadro intendo il passpartout, il bordo. Non penso sia naturale: c' è anche un filetto bianco ...
L' altra domanda l' ho posta d' istinto perché ho impresse nella memoria le tonalità che più frequentemente ricorrono nelle tue foto. Sicché mi sono chiesto se per caso non stessi esplorando altre strade.
Ciao
PS: la foto mi piace; mi ero dimenticato di aggiunerlo alle varie considerazioni  |
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| L < di gulfis commento di Mario Zacchi |
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E' una "diapositiva" Nel senso che la luminosità (retroluminosità - o luminosità da proiezione) è fondamentale per la rendere la profondità di questo chiaroscuro. Non so se stampata possa rendere così bene ... Aggiungo pure che quel quadro nero ha un peso rilevante nella percezione (non nella lettura) della foto: ricorda, appunto, il contesto scuro nel quale le diapositive materializzavano tutta la loro sorprendente profondità. Hai imbrogliato un po', confessa
Vabbè ... a parte queste considerazioni specifiche, ho aperto altre due (o tre) foto allineate a questo filone cromatico che indubbiamente si stacca molto dalle tue abitudini. C' è qualche novità o sono solo tre-quattro scatti episodici?
Ciao  |
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| raggi di sole di doby1958 commento di Mario Zacchi |
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Personalmente l' inquadratura non mi pare di quelle che fanno sognare ... l' hai risolta in maniera un po' troppo ovvia, mettendo il caseggiato così centrale. Ma siccome l' elemento d' interesse concreto dovrebbe essere, naturalmente, il gioco della luce, questo fatto potrebbe anche passare in secondo piano. Tuttavia anche questo aspetto non mi pare immune da qualche problema.
Il raggio centrale dovrebbe sì, dare risalto alla casa colonica e, soprattutto, all' area di terreno che investe, come effettivamente fa, ma lo dovrebbe fare contestualizzando questa zona in un ricco digradare di piani di luminosità (o scurità se preferisci) differente per creare quel naturale senso di profondità che percepiamo realmente in queste situazioni di "luce strana".
Ma a ben vedere la scansione di questi piani è molto povera, cioè espressa attraverso una gamma tonale che, nelle aree a più bassa luminosità, non si esprime a pieno, di fatto appiattendo l' immagine. Inoltre l' area di maggiore luminosità in primo piano appare contraddittoria rispetto all' effetto cercato, dato che si pone in antitesi con la ricerca e la sottolineatura dell' unica area decisamente illuminata che si trova al centro del fotogramma, creando per l' occhio, a mio avviso, un motivo di titubanza.
E' vero che la foto così com' è manca un po' di contrasto; basta esaminare i livelli per capire che tutta la gamma si colloca nella zona dei toni medio-medio bassi, senza punti di bianco e di nero convincenti. Anzi: proprio senza alcun richiamo a queste aree tonali. Non che questo sia sempre un difetto a priori, ma qui si ha la percezione che questo fatto incida negativamente, pure se, come conseguenza positiva, aiuta a contenere le aree critiche e, quindi, a conservare dettagli in quei punti.
Contrastando maggiormente l’ immagine nel suo complesso l’ effetto globale migliora un po’, ma, a mio avviso, resta il problema di fondo: il basso contrasto nelle zone d’ ombra o, in altri termini, la povertà di stacco, in queste zone, tra le varie aree che dovrebbero essere resa a grigi sufficientemente differenziati mentre in realtà appaiono di un’ amalgama piuttosto monocorde che tarpa sostanziosamente la profondità della scena.
Ciao  |
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| BUIE DENSITA' di alenrylu commento di Mario Zacchi |
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In questa immagine quella cornicetta imbarbaglia parecchio la visione. Francamente l' ho scaricata e ritagliata per evitare di farmi influenzare.
Questi toni cupi un po' impastati mi suggeriscono l' idea che tu abbia cercato d' infondere un' enfasi pittorica. Ma del pittorico, di questo pittorico cui a me sembra tu abbia strizzato l' occhio qui, mi manca un po' la precisione: la schiarita a sinistra che pare un' alone, il fianco destro incerto (quella propaggine di rete che esce dal quadro).
Ciao  |
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| ... di Mauroq commento di Mario Zacchi |
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Gozzilla
E' talmente ricca che te la giostri come vuoi: morbida o anche più cattiva.
C' è quasi sempre qualcosa che spiazza nelle tue foto, che le rende, almeno in parte, imprevedibili,
ma nello stesso tempo anche "normali", in fin dei conti.
Va là che hai compreso ed interpretato bene quell' adagio di
Robertino (come lo chiami tu) Adams ...
Stampa, stampa ...
Ciao Mauro  |
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| Jogging di bikeyz commento di Mario Zacchi |
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A me quel taglio sembra eccessivo ... dopo aver strappato alla realtà il contenuto della foto, riducendola all' essenzialità del motivo grafico, le fa perdere slancio e fluidità ... contributi che, graficamente, le donerebbero. Volendo proprio tagliare mi fermerei ad escludere la curvetta in alto.
Tuttavia, personalmente, magari perché di grafismi puri e semplici siamo pieni, la trovo più interessante in originale, pure se credo avresti potuto inquadrare un filino meglio. Non è un' immagine memorabile, come contenuti e come difficoltà di ripresa, però ha una sua valenza narrativa che, tutto sommato, è espressa abbastanza bene.
Ciao  |
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| st di daggoo commento di Mario Zacchi |
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Per me è un po' squilibrata la composizione: molta area vuota in primo piano, il percorso della pista che punta destra, la staccionata e l' uomo che si sommano e danno troppo peso al lato destro.
Ciao  |
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| st di daggoo commento di Mario Zacchi |
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Mi piace parecchio come esercizio tonale: cielo, monte, arbusti e primo piano.
Mi sa che starà meglio su fondo scuro, con quel piede così chiaro.
Ciao  |
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| The Dock di pincopall commento di Mario Zacchi |
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Stilema:
- l’ astrazione della superficie dell’ acqua (attraverso l’ uso di un filtro neutro o pratiche di post produzione)
- il molo centrale che termina nell’ idealizzazione di un nulla rappresentato dall’ acqua astratta
- la vignettatura che risolve il problema della dispersività dell’ immagine sui lati
Soggetto inflazionato
- Il pontile
Si tratta di una fotografia che, per la sua relativa semplicità e per l’ effetto wow! che può indurre (ma non in tutti) molti di coloro che hanno un cavalletto e un filtro neutro hanno provato in maniera molto simile. Pensi che la tonalità fredda o calda o magari un bianconero o qualcos' altro di simile possano davvero cambiarne sostanzialmente il contenuto, facendone in questo caso qualcosa di diverso, di personale?
Non si intravvede nessun ulteriore contributo o sottinteso, niente che non sia solo ciò che si vede: per questo il tutto si riduce allo stile. Gli stessi commenti qui non hanno affrontato altro: tutto ruota sulla tecnica, sull’ orizzonte, sul fatto che l‘ acqua effettivamente è venuta bene, sui toni … questo dovrebbe segnalare qualcosa.
Postare o non postare non è chiaramente un imperativo, ci mancherebbe: è un esortazione a cercare di più. Tra i compiti dei “volontari dello staff” che commentano le foto c’ è pure quello di non allinearsi troppo supinamente ai complimenti se si pensa che ci siano motivi per non farlo, dandone naturalmente spiegazione: la più chiara di cui si è capaci (ragione per la quale ho replicato ora).
Se non interessa o se non si reputa valida l’ osservazione (la mia o di chiunque altro) si tira dritti per la propria strada, questo è naturale. E questo lo dico a tutti.
Ciao
PS: Bruno, se cerchi da me grandi foto hai sbagliato indirizzo, quindi hai gioco facile in quello che hai voluto fare in risposta al mio commento qui. Ma chiunque sa che essere cuochi mediocri non implica, per forza, anche non saper distinguere cosa ti mettono nel piatto quando siedi al ristorante.
L' osservazione fatta qui è, da parte mia, onesta e senza intenti polemici. C' è anche chi la pensa in maniera analoga (tra tutti noi che frequentiamo) ma non si prende la briga di scrivelo. |
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| the day after di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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| Mauroq ha scritto: | Stai in fissa co sto sole e' !! ..come l'altra l'avrei escluso, focalizzando sul secchio che gia' e' importante.
Cime sullo sfondo+acqua ghiacciata+sole+secchio (che e' predominante) ?
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Dai! Prendiamo in giro un po' Diego ... :
- Le sbornie da paesaggismo amatoriale son difficili da smaltire
- E pure la sindrome del rappresentante di commercio: più mostro più vendo
zac, zac ... nel dubbio meno è meglio
lo sai che si scherza, no?  |
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| al di là della rete.. di fryda commento di Mario Zacchi |
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E' confusa, con la rete che, nel contesto dell' inquadrato, gioca solo un ruolo di texture naturale, neanche tanto bella ed armonica e non gioca invece un ruolo significante.
In sintesi: non c' è pregio esteticio e non c' è contenuto (nel senso di contenuto pesante).
Pare più il tentativo di riprodurre l' impressione provata guardando attraverso quella rete.
Ciao  |
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