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| Ti odio, ma...... di Mr.500mm commento di Mario Zacchi |
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E' molto simpatica e realizzata anche benino, mi pare. Ma, come in fin dei conti hai sottinteso in apertura e detto in altro modo ha un po' il sapore delle stock photography, con il loro esprimere i concetti in maniera palese, immediata e non, invece, sottile e stimolante.
Ciao  |
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| The Dock di pincopall commento di Mario Zacchi |
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A parte lo stilema trito e il soggetto davvero inflazionato che sarebbero (opinione, naturalmente) motivi sufficienti per rinunciare a proporre una foto così e, per essere più drastici, per rinuciare a proporre questo genere di foto (e qui mi riferisco alla platea di autori che si esercitano in analoga maniera) è un' immagine chiusa in sé stessa, senza alcuna tensione verso qualcosa di più di quello che si vede. Insomma un esercizio di stile, ma di uno stile così abusato ed amatoriale da rendere il risultato davvero poco interessante.
Ciao |
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| ST di EOSman commento di Mario Zacchi |
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L' ironia c' è, ma mi pare espressa attraverso una contraddizione che, in fin dei conti, ci si aspetta. Come dire: non c' è una vera sopresa.
La foto è simpatica (e giustamente scattata comunque) ma non è di quelle che pungono per davvero.
Ciao  |
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| ... di Mauroq commento di Mario Zacchi |
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Un po' ironica: l' accoppiata è meglio di una vignetta di Vauro
Banco con lastrina orizzontale o è un taglio? |
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| ,, di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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In effetti ... nella foto c' è una forte spinta all' astrazione che però mi pare ostacolata da alcuni elementi che invece si percepiscono in tutta la loro reale consistenza. Chissà se non sarebbe stato possibile spostarsi un po' per avre un' inquadratura grossomodo come il crop allegato.
Ciao
Ma che ve state a copià ? ...  |
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| 2003 di marco64 commento di Mario Zacchi |
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La stratificazione dei segni del tempo cristallizzata in un' immagine. La definirei una "fotografia del tempo", per quanto parziale e localizzato. La trovo allineata ai contenuti di quest' altra http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=511190 che forse è graficamente più interessante, ma non per questo più valida. Tuttavia aggiungo che nel pensiero appena espresso incide l' opinione che ho di Marco circa il fatto che non ci sia sostanzialmente mai casualità dietro le sue foto, ma anzi che ci sia sempre progettualità (consapevole o inconsapevole) e quindi anche quella che, scattata da un qualsiasi maneggiatore di fotocamere, non sarebbe altro che una foterella senza sfondo perché confinata nel suo estetismo puro e semplice (e magari per questo pure caruccia da appendere in uffico) diventa in qualche modo tassello di un pattern che, in quanto tale, non si esaurisce nella foto singola e nella sua innegabile semplicità intrinseca, ma che anzi la foto singola inquadra e valorizza.
Il bianco e nero, sempre ragionado alla luce del fatto che siamo di fronte ad un autore che ha, oltre ad una progettualità, anche un linguaggio proprio, non può essere messo in discussione come lo si potrebbe "forse" fare con un novizio, inquanto fa parte di quel linguaggio. Quindi, pure se fosse vero, non possiamo dire "a colori avrebbe avuto un altro impatto" perché sarebbe come dire ad un cinese che quel che ha detto avrebbe avuto benaltro significato se lo avesse espresso in italiano.
Ciao  |
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| due sedie di Salvatore Gallo commento di Mario Zacchi |
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Questa foto è un autentico "ritratto" ambientato. C' è un contesto, che tratteggia e suggerisce il ruolo dei soggetti; c' è una luce, che li valorizza; ci sono dei parametri di ripresa, che danno loro il pieno dominio della scena. Una scena all' apparenza semplice, ma in realtà ricca di contenuti e di rimandi e costruita in modo da lasciare molto spazio alla libera interpretazione dello spettatore.
Ciao  |
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| Pan Cake di agemax commento di Mario Zacchi |
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Non si vede nemmeno una foto ... devi avere qualche problema di collegamenti.
Sappimi dire qualcosa perché se non compaiono le foto devo spostarlo.
Ciao  |
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| il mare a dicembre di Projo commento di Mario Zacchi |
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Il mare in inverno (dicembre) è uno stato d' animo, più che un luogo. Non servono molte foto per suggerirlo e neppure serve che siano particolarmente belle. L' importante è che siano capaci di lasciare spazio all' osservatore affinché abbia la possibilità di vivere in prima persona quello stato d' animo. http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=511077
Ciao  |
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| Facce...da Reality di Clara Ravaglia commento di Mario Zacchi |
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Per i curiosi del genere http://www.dejatv.it/ E' il lavoro di un mio collaboratore che ha iniziato nel 2006 fotografando per 365 giorni consecutivi sempre alla medesima ora un frame televisivo. Poi ne ha fatto un grande pannello con le 365 foto (e pure un video). Poi, a quanto ne so, l' esperimento è continuato.
E' interessante considerare il fatto che viene chiamato reality un programma nel quale tutti sono perennemente in posa e truccati.
Questo fatto da solo dice tutto.
Ciao Clara  |
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| parrucchiere di Salvatore Gallo commento di Mario Zacchi |
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E’ un’ immagine che si apre su di un’ ora del giorno: quell’ orologio è infatti il primo elemento dell’ immagine su cui cade l’ attenzione, perché si trova in uno dei punti più forti rispetto al formato ed in uno dei punti più forti rispetto al processo di lettura fisica istintiva che compiamo. Inoltre si tratta di un elemento rafforzato dal contesto tonale che lo sottolinea con chiarezza e decisione.
Ma l’ ora del giorno su cui si apre la lettura dell’ immagine è in realtà un’ ora espressa in maniera ambigua: potrebbero essere le 10 del mattino come le 22 a sera, perché non c’ è nient’ altro, nella foto, che ci dica con certezza di quale dei due momenti si tratti effettivamente.
Questo dualismo secondo me il vero punto interessante sul quale ruota la lettura della foto perché apre la strada, in certo senso, ai diversi pensieri che possiamo fare su tutto il resto di ciò che è rappresentato nell’ immagine, a partire da quella porta chiusa e, soprattutto, sui rimandi che quegli elementi suggeriscono una volta inquadrati in uno dei due contesti temporali suggeriti dall’ orologio.
Totò, guarda che se continui ti segnalo alla Settimana Enigmistica …  |
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| solstizio d'inverno di Salvatore Gallo commento di Mario Zacchi |
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Mi occorre una premessa: si fatica a capire se è vero quel grande segno curvo a terra …. conoscendoti non ho dubbi circa il fatto che lo sia, ma in questo modo mi sono parato il c..o Se l’ ho intesa, l’ hai costruita davvero bene.
Devo dire che spiazza parecchio quel grande ovale a terra che lì per lì pare non voler obbedire alla realtà prospettica dell’ immagine e nel renderla così ingannevole ad una prima occhiata, spinge lo spettatore a cercare, nell’ approfondimento, il motivo di questa apparente contraddizione. Ed è proprio solo grazie ad una più attenta lettura che poi emerge (quello che per me è) il significato sottinteso di questa bella immagine ed il ruolo particolare di quel segno.
I piedi e la borsa, ma soprattutto i piedi, introducono nella scena l’ elemento umano e in questo modo creano il presupposto perché la lettura della foto si apra ad un’ interpretazione in cui tutto deve ruotare intorno a quella chiave: ogni elemento della scena, infatti, viene così a trasfigurarsi e ad assumere un ruolo nella misura in cui si relaziona all’ umano.
In particolare ciò accade soprattutto per il grande segno ovale a terra che a me pare il vero dominus dell’ immagine e che in questa chiave perde la sua connotazione di semplice ed apparente “errore prospettico” per apparirci come la proiezione di una presenza, di un corpo, un corpo che culmina nella testa rappresentata dall’ ovale più piccolo, quello che si trova all’ interno della meridiana (?).
In questa lettura la prospettiva accentuata, sottolineata dalle linee convergenti ed il leggero, ma deciso gioco delle ombre, carica l’ immaginaria figura di un potenziale incombente che investe la figura più piccola rappresentata da quei piedi, da quella borsa. Una figura piccola, ma al tempo stesso anche ferma, decisa, determinata e che tuttavia pare essere ignara, come intenta in qualcheccosa d’ altro. Un qualcheccosa che si trova riflesso nella giustapposizione di quell’ elemento sul fianco destro della foto che dialoga con la piccola figura e ne spiega la postura, ne suggerisce l’ atteggiamento.
Una bella immagine, Salvatore, proprio una bella immagine che pare proprio ponderata bene.
L’ unica nota a sfavore è il formato visibilmente alterato e con i lati non bene in relazione tra loro.
Ciao  |
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| Islamorada di alice.esse commento di Mario Zacchi |
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C' è molto silenzio in queste foto. Un silenzio che le unisce e che ne forma il filo condutore insieme all' atmosfera lievemente melanconica che le pervade e che sa un po' di qualcosa che si è lasciato. Le foto in sé non stupiscono ne credo vogliano farlo, ma è il risultato nell' insieme che cattura chi cerca, attraverso l' immagine, quella finestra aperta sull' animo dell' autore così rara da trovare. Dovresti fotografare sempre così.
Brava brava ...  |
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| Geometrie ancestrali di aurelios commento di Mario Zacchi |
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@ Sullerive "rigore delle geometrie e l'armonia delle forme ... trasmetti ... lo stupore che si prova nell'osservare queste architetture."
Concordo osservando che però ciò può essere inteso anche come un limite e cioè che proporci un viaggio con il naso all' insù può trovare ricontro positivo in un documento, ma non nel desiderio di poter stabilire, attraverso l' opera del fotografo, una relazione con l' atmosfera del tempio, con gli echi profondi che rimandano a chi l' ha edificato e vissuto ed al loro tempo. Su questo terreno credo ci sarebbe da lavorare meglio.
Ciao  |
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| barche di Salvatore Gallo commento di Mario Zacchi |
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Nell' insieme manca l' unità narrativa: ci sono solo le barche in tutte le foto ed il loro ruolo è altalenante.
In compenso stai affinando un linguaggio tuo.
PS: la prossima volta che ci vedremo so che ti porterai il bastone per picchiarmi  |
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| amarillis di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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Qui cominciamo ad intravedere qualcosa di più ... non parlo di tecnica.
Ciao
PS: oggi e domani sono a casa; vediamo se riesco a mettere mano a quelle stampine  |
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| Senza fine di antonella ros commento di Mario Zacchi |
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| antonella ros ha scritto: | | Autodidatta; grazie per visione e commento |
Se ti interessa leggere un breve, chiaro e semplice compendio dei meccanismi che governano la composizione:
Michael Freeman - L' occhio del fotografo. La composizione nella fotografia digitale. - Edizioni Logos.
Se invece ti interessa una trattazione più profonda della materia, dalla quale il contenuto del primo testo deriva:
Rudolf Arnheim - Arte e percezione visiva - Edizioni Feltrinelli
Per la tecnica di ripresa qualsiasi opuscolo che trovi chiaro va bene: tanto dicono tutti le stesse cose.
Ciao  |
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