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| Il mio primo terremoto di filippo1978 commento di Kevin Lupo |
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| Habrahx ha scritto: | Sottoscrivo...
Giovanni |
Habraxh cosa sottoscrivi? internet è pieno di queste immagini postate sui social network e sono protagoniste su tutti i tg nazionali! qui devi mettere qualcosa di più! non parlo di tecnica! in questo tipo di reportage la tecnica è l'ultima delle cose importanti! è il sentimento l'emozione che la deve fare da padrone! il tempo per ragionare pensare e fotografare non ti manca! fai vedere ciò che ti colpisce ciò che ti emoziona, entra dentro il disastro con la testa! |
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| Il mio primo terremoto di filippo1978 commento di Habrahx |
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| vittorioneroma2 ha scritto: | È difficile "a caldo" e davanti a tanto sfacelo soffermarsi sugli aspetti tecnici o di efficacia comunicativa delle foto. Così mi limito a farmi toccare dal dolore che prova chi vive questa tragica e purtroppo frequente sventura, ringraziando per queste immagini che in qualche modo ce la mettono sotto gli occhi.
Ciao. |
Sottoscrivo...
Giovanni |
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| Il mio primo terremoto di filippo1978 commento di Sisto Perina |
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Il racconto propone scorci drammatici di quel che resta di monumenti ed edifici e, secondariamente, del coinvolgimento di alcune persone...
Tecnicamente è già stato detto su questa sovraesposizione globale che dipende (visti i dati exif) da un valore ISO elevato (400) e da un'apertura importante del diaframma....
Il filo guida è obbligato: una documentazione di rovine e macerie....
Non credo si debba parlare di scatti da professionista o fotoamatore in questo caso...sono immagini che documentano punto e fine....
Toglierei personalmente gli scatti alle troupe televisive...non aggiungono nulla...
Mancherebbe, a completare il percorso, il coinvolgimento della popolazione .... è un suggerimento che servirebbe a dare enfasi al reportage ma con il rischio di non pochi conflitti etico/professionali (documentare per far conoscere o per strappare le lacrime?)
Il titolo è da cambiare....sicuramente
ciaoo |
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| Il mio primo terremoto di filippo1978 commento di andreaboni |
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quoto entrambi. Peccato perché con la cura e l'attenzione dovuta avresti potuto migliorare (di moltissimo) la qualità degli scatti.
andrea
| Kevin Lupo ha scritto: | quoto la prima parte, le bruciature sarebbero il meno! è che ha fotografato da turista con poca cura!
Kevin |
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| Il mio primo terremoto di filippo1978 commento di ciun |
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Certo non si puo' pretendere che un non-professionista sia fotgraficamente ineccepibile in una situazione come questa, ma la ricerca di una resa miglio, in particolare per quanto si e' gia' detto circa la sovraesposizione delle foto, avrebbe certo contribuito ad accrescere la drammaticita' degli scatti,gia' di per se toccanti per quello che descrivono.
Un in bocca al lupo enorme a tutti gli abitatnti della zona per tornare al piu' presto alla normalita'. |
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| Il mio primo terremoto di filippo1978 commento di francescoscipioni |
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| vittorioneroma2 ha scritto: | È difficile "a caldo" e davanti a tanto sfacelo soffermarsi sugli aspetti tecnici o di efficacia comunicativa delle foto. Così mi limito a farmi toccare dal dolore che prova chi vive questa tragica e purtroppo frequente sventura, ringraziando per queste immagini che in qualche modo ce la mettono sotto gli occhi.
Ciao. |
sono pienamente daccordo. in bocca al lupo per questi giorni difficili e per il prossimo futuro. un abbraccio |
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| Il mio primo terremoto di filippo1978 commento di Kevin Lupo |
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| brembo ha scritto: | | Il valore degli scatti inteso come documentazione del tragico evento è indubbio ma tecnicamente le foto non sono un granchè, sono tutte decisamente sovraesposte ed in alcuni casi quasi completamente bruciate, credo che tu abbia qualche problema con l'esposimetro e forse anche con il tuo monitor. |
quoto la prima parte, le bruciature sarebbero il meno! è che ha fotografato da turista con poca cura!
Kevin |
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| Il mio primo terremoto di filippo1978 commento di vittorione |
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È difficile "a caldo" e davanti a tanto sfacelo soffermarsi sugli aspetti tecnici o di efficacia comunicativa delle foto. Così mi limito a farmi toccare dal dolore che prova chi vive questa tragica e purtroppo frequente sventura, ringraziando per queste immagini che in qualche modo ce la mettono sotto gli occhi.
Ciao. |
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| Il mio primo terremoto di filippo1978 commento di brembo |
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| Il valore degli scatti inteso come documentazione del tragico evento è indubbio ma tecnicamente le foto non sono un granchè, sono tutte decisamente sovraesposte ed in alcuni casi quasi completamente bruciate, credo che tu abbia qualche problema con l'esposimetro e forse anche con il tuo monitor. |
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| Duce! Duce! di filippo1978 commento di Sisto Perina |
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| reimada ha scritto: | ....
Non aggiungo altro visto che questo non è il luogo preposto a discussioni politiche. |
appunto...e soprattutto per un reportage ormai..."archiviato"...
Per scambi di vedute tra utenti pregasi usare la messaggistica privata
grazie
ciaoo |
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| Duce! Duce! di filippo1978 commento di reimada |
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| Cooperman ha scritto: | | ciao reimada, guarda che l'apologia del fascismo trattata dalla Legge Scelba-Macini è un'altra cosa ... vieta la reintroduzione del Partito Fascista e del Fascio Romano, ma non del Fascio Littorio. |
Scusa se ti rispondo solo ora ma non avevo notato la tua replica.
L'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione"), anche detta "legge Scelba", che all'art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque "fa propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità" di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque "pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche".
Non aggiungo altro visto che questo non è il luogo preposto a discussioni politiche. |
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| Piccoli suicidi di filippo1978 commento di filippo1978 |
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Un'altra fonte piuttosto autorevole in cui si parla del problema:
http://www.nytimes.com/2012/04/15/world/europe/increasingly-in-europe-suicides-by-economic-crisis.html?_r=1&pagewanted=all |
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| Piccoli suicidi di filippo1978 commento di Mario Zacchi |
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Come ho già detto trovo il lavoro di Filippo, nell' insieme (tematica, foto e narrazione scritta) attuale e ben fatto, in piena coerenza con il suo stile. Tuttavia ho anche detto che, come sempre, trovo che ci sia nell' informazione una ampia dose di parzialità, se non proprio di strumentalizzazione. Riporto un articolo appena letto.
Meglio dirlo prima. La gravità del fenomeno non è in discussione, la drammaticità delle singole storie tantomeno. Né la loro realtà: decine di imprenditori si sono suicidati in Italia dall’inizio del 2012. Il punto interrogativo riguarda altro: sono attendibili, da un lato, la misurazione statistica di questa vicenda e ancor di più, dall’altro, la narrazione politico-giornalistica che ne consegue, ovvero che la crisi economica ha fatto aumentare il numero dei suicidi fra gli imprenditori? Due domande che significano necessità di guardare con freddezza il trend mediatico, la statistica spettacolo, l’irresistibile fascino dei numeri che puntano alla drammatizzazione collettiva della crisi, sommando anche ciò che non si potrebbe sommare e omettendo qua e là i numeri che suscitano dubbi, anziché certezze. Il sito Fact Checking della Fondazione Ahref per la qualità giornalistica smonta il dato madre, quello fornito con un comunicato dalla Cgia di Mestre guidata da Giuseppe Bortolussi ai primi di aprile: ovvero che fra il 2008 (anno d’inizio della crisi) e il 2010 (ultimo periodo di riferimento, il 2011 non è ancora stato analizzato) i suicidi per motivi economici sono aumentati del 24,6 per cento.
I suicidi per motivi economici, spiegava la Cgia di Mestre, sono stati 150 nel 2008 e 187 nel 2010. L’associazione dimenticava però di citare il dato del 2009, quando i suicidi per motivi economici erano stati 198, e di far notare che pertanto fra il 2009 e il 2010 c’era stato semmai un calo quantificabile nel 6 per cento. E soprattutto di spiegare che “motivi economici” somma storie molto diverse e non tutte assimilabili tanto più che, fonte Istat, i moventi dei suicidi sono ricavati sulla base dei referti medici non sempre in grado di dare conto dei particolari. Senza contare che è l’intero campo delle statistiche sui suicidi a essere scivoloso: si tratta di un numero piuttosto stabile in Italia, nell’ordine di tremila l’anno, ma appena ci si addentra nelle cause si capisce che la selezione è complicatissima. Non per la Cgia e l’Eurispes, l’altro istituto che si è dedicato a questi numeri. Entrambi si sono specializzati nelle statistiche sul tamburo, sfornate settimanalmente sui temi più svariati. Ne è nata una polemica, con lettera del presidente dell’Istat Enrico Giovannini sul Corriere della Sera e inviti a resistere alla sindrome della classificazione/manipolazione proprio a proposito dei suicidi degli imprenditori, firmati dallo specialista delle piccole imprese Dario Di Vico.
Naturalmente sarebbe difficile, oltreché cinico, sostenere che la crisi economica favorisca il calo dei suicidi; ma non aiuta la verità nemmeno trasformare il verosimile in certezza. Così facendo, gli imprenditori che hanno scelto di togliersi la vita diventano i testimonial della battaglia contro le banche e i numeri aiutano la collettivizzazione emotiva, poco scientifica ma mediaticamente efficace (“bucano”, scrive Giovannini), addirittura esposti a sortite ributtanti come quella di XXXX XXXXX, arrivato a dare dell’assassino a XXXXXXX. Freddezza dei numeri, inutili polemiche fra statistici a fronte di tragedie umane, osserva qualcuno. Ma la critica alla statistica spettacolo serve solo a non strumentalizzare. |
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| Piccoli suicidi di filippo1978 commento di chano |
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| caracol ha scritto: | Compatto e terribile.
Non sono convinto però della 03 (trattata anche nella 10): se anche le altre possono essere intese come "ultimo sguardo", questa lo è troppo. Troppo vicina. Forse era meglio un passo indietro, fuori dai binari. | "tecnicamente" quoto caracol
per il resto complimenti per il coraggio nella scelta dell'argomento e lo stile delle foto, molto toccante...
personalmente mi ha colpito molto, ammetto di risentire anche io nel mio lavoro degli effetti della crisi e del credit crunch di questo periodo, ho dalla mia la giovane età ma di fronte a queste cronache non posso evitare di pensare se questa sia la fine a cui ci abbandona la società, dopo una vita di sacrifici e fatiche....... spremuti fino all'estremo, e poi buttati via come un limone rinsecchito... |
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| Piccoli suicidi di filippo1978 commento di caracol |
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Compatto e terribile.
Non sono convinto però della 03 (trattata anche nella 10): se anche le altre possono essere intese come "ultimo sguardo", questa lo è troppo. Troppo vicina. Forse era meglio un passo indietro, fuori dai binari. |
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| Piccoli suicidi di filippo1978 commento di filippo1978 |
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Ciao, grazie a tutti per il passaggio. In realtà questa "epidemia" va avanti da quando è iniziata la crisi e alcuni dicevano di non preoccuparsi che tutto va bene.
L'aumento di suicidi è coinciso con l'entrata dell'Italia in recessione, quindi non penso sia dovuto a persone che non riescono a tirare avanti in quanto infedeli contribuenti. Penso piuttosto che il concentrarsi dei suicidi in Veneto in particolare, sia spiegato dal paesaggio di capannone/casa=lavoro/vita, un'identificazione che viene portata fino alle sue estreme conseguenze. |
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| Piccoli suicidi di filippo1978 commento di Mario Zacchi |
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Premesso che certe statistiche non se le fuma nessuno quando non servono a fare notizia, nonostante di gente che si ammazza per debiti ce ne sia sempre anche senza crisi. E premesso pure che, molto cinicamente, farei la tara di chi si ammazza perché deve pagare fior di multe per gestione infedele del bilancio o altre porcate simili (pace all' anima loro, ma se prendono multe per centinaia di migliaia di Euro che poi non riescono a pagare, forse il problema non è la crisi).
Premesso questo mi piace il lavoro. Sai sempre raccontare bene. Il vuoto, che nelle immagini ci rappresenta un silenzio desolato, richiama di primo acchito l' attuale debolezza economica; ma assume poi un connotato tragico quando comprendiamo lo sopo del lavoro. In questa lettura la foto dell' auto nel parcheggio è inquietante e commovente. |
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| Piccoli suicidi di filippo1978 commento di Daniele78 |
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| All'inizio non capivo il titolo! Poi sono entrato a vedere! Quando ho realizzato, il mio corpo si e' coperto di brividi di sconforto e amarezza! Grazie per aver postato queste foto, grazie per avermi fatto riflettere ancor di più! Grazie per non farci dimenticare!!! |
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