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| Amareggiato di FelixJ commento di Ueda |
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La trovo ben fatta, molto realistica, con un taglio molto descrittivo del luogo
il mare, mi sembra, che perda un pò del suo colore, ma non lo posso giurare
trovo indicato il taglio verticale, molto funzionale  |
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| Campo Imperatore Panoramica di AlexKC commento di Ueda |
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360 gradi? ma pensa te, la sensazione è da vertigini,
immagino che hai conservato i stessi tempi per tutte e 11 gli scatti, perchè oltre all'invisibilità delle giunture non c'è neanche un cambio sia nell'esposizione che in quelle di tono
crea un buon effetto
OT: ho iniziato la lettura, complimenti per la fantasia  |
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| Giocando con lo sguardo (2) di Massimo Passalacqua commento di Ueda |
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grazie Massimo, si il piano americano parte dalla ginocchia,
ma a chiamarlo mezzo primo piano o ''mezzo busto'' del telegiornale mi sembrava troppo pomposo, l'importante che hai capito cosa intendevo
felicissimo che tu conosca Ejzenstejn  |
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| Giocando con lo sguardo (2) di Massimo Passalacqua commento di Ueda |
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Io il taglio quadrato non lo vedo funzionale, preferisco di gran lunga la prima versione, ma anche quella mi lascia qualche riserva, passare a ritagliare un quadro dall'ambiente senza confini che ci circonda ( quello più prettamente fisico, ma anche quello immaginario e onirico) ci si trova di fronte alla scelta tra formule tradizionali o insolite, ma sempre connesse a due fattori fondamentali: la distanza dal soggetto e l'angolo di ripresa.
La scelta della distanza di ripresa dipende, ovviamente dal contenuto del racconto. A seconda della quantità di spazio ritagliato intorno al soggetto si trasmettono maggiori o minori informazioni con risultati espressivi differenti, il bravissimo Aerre nei suoi commenti ha spesso sottolineato questa importanza.
Il primo piano e il primissimo piano di un volto descrivono per prima cosa le emozioni e i turbamenti del protagonista. Si tratta di una scelta utilizzata molto spesso in pubblicità, poichè, riprendendo un soggetto da vicino, è possibile concentrare l'attenzione dell'osservatore sulle sue caratteristiche più specifiche, metterne in evidenza i particolari e le emozioni.
Questa tua inquadratura, in piano americano direi, visto di fronte, ha un forte potere descrittivo ed è una delle inquadrature più frequentemente utilizzate.
In tutte le forme di comunicazione visiva, le inquadrature frontali sia con figure intere o a piano americano, sono le prime a essere pensate e fotografate, io mi sento di dirti di non abusarne troppo e chiediti sempre se un taglio differente non possa essere più significativo, più funzionale per raccontare la persona ripresa.
Ejzenstejn http://it.wikipedia.org/wiki/Sergej_Michajlovi%C4%8D_Ejzen%C5%A1tejn nelle sue lezioni di regia, invitava i suoi allievi a studiare sempre attentamente l'inquadratura sia di una scena che di un primo piano, di non fermarsi alla prima ipotesi pensata, ma cercando di raggiungere l'obiettivo di ottenere il massimo della forza espressiva.
Spero che non te la prendi a male Sanpit, il mio intento è spronarti a far qualcosa di inusuale e originale, di piacevole, perchè questa la vedo un pò ''banalotta'', troppo semplice per le tue capacità  |
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| una mattina nebbiosa nel parco di frapuchi commento di Ueda |
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Ciao Franco, ho visto questi tuoi reportage che ieri nel tuo commento mi avevano incuriosito, sopratutto perchè li hai definiti ''poco riusciti'', wikipedia sintetizza cosi la parola reportage: Il reportage è un servizio giornalistico tematico realizzato da un inviato, detto reporter.
Prevede un'analisi attenta e strutturale dell'argomento a cui si riferisce, molto spesso in relazione all'attualità e agli status-symbol sociali. Ha una forte matrice multimediale: può essere giornalistico in senso stretto, radiofonico, televisivo, fotografico o letterario. . A leggerlo cosi ,credo che i tuoi siano in tema, la voglia e la consapevolezza di quello che si sta facendo è ben presente in te, quindi non parlerei di ''mal riusciti'', la dovresti vedere come (perlomeno una volta, ora ho i miei dubbi che si proceda nello stesso modo) un tema d'italiano a scuola, dove si mettevano in pratica l'uso della grammatica con le capacità degl'alunni nel saper raccontare, un giusto mix di tecnica e fantasia. La limatura in un reportage è doloroso, spesso bisogna togliere foto che a noi sembrano perfette ma poco attinenti al tema, al racconto. Ogni foto dev'essere il continuo della precedente, sempre cercando di tenere un'altissimo livello sia tecnico che compositivo, anch'io come Buzz tendo a sottorsporre leggermente, sopratutto se scatti in raw è molto più facile recuperare dettagli, spenderei qualche euro in più per acquistare dei filtri, un polarizzatore e qualche ND, quelli un pò generici, standard che non ''dissanguano'' più di tanto le nostre finanze, la resa finale dei nostri scatti migliorerebbero all'improviso. Terrei ben presente i suggerimenti, gl'apprezzamenti, ma sopratutto le critiche, se non sono gratuite, per avere quella spinta in più a migliorarsi.
Per capire certi meccanismi , di come un progetto possa funzionare, sopratutto all'interno di un circolo (cosi vedo 4U, virtuale, ma pur sempre un circolo), bisogna oltre a far un buon lavoro anche rispettare certe regole di lettura,
ieri nel mio caso ho proposto una bozza di reportage, un fallimento totale, l'osservazione si è fermata alla riuscita o meno dei bianchi e dei neri, vuol dire che alle foto mancava una sua comunicazione, non sono riuscito a spiegarmi, e la cosa mi fà felice, perchè mi stimola a riprovare, a cercar di ''scrivere'' in un modo più fluido, finche (almeno uno) non mi dirà ''bel racconto''. E cosi vorrei vederti fare Franco, tirar fuori dalle critiche ricevute quell'input a far di meglio, a riprovare...
La locazione che presenti in questo reportage è fantastica,il tema la nebbia lo è ancor di più, l'inquadratura...ecco, la storia, la scrittura è tutta li, prova a riprendere questo posto dagl'occhi di uno scoiattolo, senza salire sugl'alberi naturalmente , con inquadrature a 20 centimetri da terra o staccati dagl'alberi, con viste a volo d'uccello, osserva gli scoiattoli e imita il loro punto di vista...e mostracelo. Il che naturalmente non significa spegnere il PC e uscire a fare quattro scatti, ma di preparare una sceneggiatura, di curare le ambientazioni, scegliere una luce adatta, farlo alle 10 di mattina non avrebbe molto senso se poi le immagini vengono rovinate da una forte luce, dove è difficile gestire un'esposizione ottimale, ecco prepara una storia a immagini, evita per esempio di fare l'errore di questo reportage di limitarti a mostrare, dove però in più di un fotogramma lo fai bene, prova a raccontare, a raccontarti...  |
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| L'impaurito di ankelitonero commento di Ueda |
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...ovvero l'intervallo dello strettarolo
in questa ti lasci andare, una mera riproduzione di un muro, semplice e complessa nello stesso tempo.
la composizione la vedo molto sicura e a te consapevole di quello stai riprendendo, ricca e vigorosa nei colori.
bravo Ank  |
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| Abbraccio caldo di Matteo Re commento di Ueda |
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Ti sei risposto da solo matteo, dipende da fotografo a fotografo
non ho detto che è un dramma o una bestemmia, e solo un mio pensiero,
ho anche scritto che attenersi rigidamente a queste regole può provocare anche confusione o perdere (come dici tu) l'attimo irripetibile, è un punto di vista...diverso, che genera inevitabilmente valutazioni diverse
ma a prescindere da tutto riquoto il mio secondo intervento, dalla tua galleria si vede che non sei uno sprovveduto  |
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| Love di Andrea Comelato commento di Ueda |
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| ZioMauri29 ha scritto: |
In questo caso, oltre all'aver visto l'ombra creare un cuore con la struttura metallica che la genera, hai avuto la grande fortuna di avere quei due omini dipinti proprio là.. a simboleggiare il cammino sicuro di due persone sotto l'aura positiva dell'amore..
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che aggiungere....
bravo  |
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| Abbraccio caldo di Matteo Re commento di Ueda |
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| Matteo.R ha scritto: | come avresti composto l'immagine tenendo anche conto di tempi limitati e della zona completamente scura e priva d'interesse verso il basso?  |
....non l'avrei scattata, ma dal momento che te lo sto dicendo solo io
evidentemente non è poi cosi importante  |
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| 043 di Ueda commento di Ueda |
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ok grazie del chiarimento
e scusami la doppia elle  |
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| 043 di Ueda commento di Ueda |
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bene, grazie mille di aver lasciato una vostra impressione
sul b/n alzo le mani mi prendo tutto e cercherò di mettere in pratica i vostri consigli
mattgior , si, infatti nel visionare qualche reportage avevo notato questa critica rivolta a una scarsa coerenza formale, allora il cambio di tonalità è importante, prendo nota, grazie
Alex tira con forza, perchè in questo modo capisco meglio, nel borgo ci sono stato e ho scattato credimi, qui volevo solo mostrare i quattro punti cardinali riprese dalla torre, pensavo che mostrando paesaggi ''lunghi'' con viottoli sarebbe stato confusionario.
C'è un modo di leggere on-line questo racconto che hai fatto su Santo Stefano?
Andrea la 044 per sottolineare il posto da dove ho scattato, è una bozza di reportage e mi fa piacere avere tutte queste informazioni, grazie
mauri, brunomar, freedam il mix con qualche miglioria può andare, bene allora, grazie anche a voi
andrea Comellato, non capisco quel ''non mi dice più di tanto'' tecnicamente o come rappresentazione? sono quattro prese da un'unico punto, stranamente molto diverse fra di loro, grazie del tuo intervento
Malina, la 044 nella mia ignoranza voleva mostrare solo il luogo di scatto, tenuta senza cornice per renderla più un allegato che una foto seriale, non funziona, ne prendo atto
tutte in verticale perchè pensavo che anche il cambio di formato potesse influire sulla visibilità, grazie di avermi tolto un dubbio e sulle considerazioni sulle foto, prendo nota  |
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| Matera, i "sassi" di Cosimo M. commento di Ueda |
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è una buona foto,
di suo era un soggetto complesso, dove di solito sussistono molti elementi dello stesso genere, se ne ricava un rapporto figura-sfondo ambiguo. Ma in questa però, la distesa degli edifici risalta abbastanza bene dal cielo. I contrasti sono ripartitti press'apoco per un terzo nelle tonalità chiare, un terzo grigio ed un terzo scura.
Buona anche la prospettiva, di solito le riprese dall'alto come quelle dal basso consentono di vedere e di osservare le cose in un modo fuori dal comune, di certo in fotografia attirano l'attenzione assai più che una prospettiva a livello degl'occhi, diciamo che è il plus nell'inquadratura paesaggistica riferita a un'ambientazione urbana.
Ottima  |
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| 043 di Ueda commento di Ueda |
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| frapuchi ha scritto: |
Ricordo che in passato mi cimentai anch'io in un reportage (ne ho effettuati 1 o 2 poi ho rinunciato), feci anch'io la stessa miscelazione e presi una tirata d'orecchi, ma a me piaceva.
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allora pensavo bene, è visto come un'errore visuale immagino
bene, prendiamoci la tirata d'orecchie
grazie  |
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| SCOIATTOLO 2 di frapuchi commento di Ueda |
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Questa al contrario della foto che avevo visto tempo fà, la trovo molto più descrittiva sia del soggetto che della sua locazione e con una messa a fuoco ben definita, impossibile evitare quel raggio di sole che si riflette sul manto bianco dello scoiattolo  |
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| 043 di Ueda commento di Ueda |
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Santo Stefano di Sessanio (Aq)
Prese dalla torre medioevale posta al centro del borgo
Con il solo scopo descrittivo del luogo.
Chiedo venia, mi rendo conto che mischiare foto a colori con b/n non è molto indicato
Ma pongo una domanda: può essere il colore un'elemento di disturbo, di distrazione nella rappresentazione di un luogo o può essere un valore aggiunto? |
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| 043 di Ueda commento di Ueda |
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| Suggerimenti e critiche sempre ben accetti |
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| Abbraccio caldo di Matteo Re commento di Ueda |
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| pisolo ha scritto: | | assolutamente lungi da me creare polemica |
Magari Pisolo ci sarebbero delle polemiche, almeno si parlerebbe un pò di fotografia, per lunghi periodi il forum sembra come la scena degli sposi appena usciti dalla chiesa, dove i parenti vanno a fare le loro felicitazioni, si avvicinano, stretta di mano, bacetti e via, avanti un'altro, nulla è dato, nulla rimane.
Mettiamola cosi...si può anche non scattare
A me non piace, il che non vuol dire che sia brutta o fatta male, è un mio pensiero, lo sottolineo sempre, mi fa piacere dirlo (il mio pensiero) e sopratutto quando qualcuno non la pensa come me, e lo scrive ne approfitto per assimilare il punto di vista degl'altri utenti ( assimilare chiaramente non vuol dire condividere). Io parto dalla convinzione che se ci sono molteplici norme che orientano la composizione di un’immagine, la regola dei terzi è tra le più importanti. Alcune centinaia di anni fa, gli antichi artisti e matematici scoprirono la sezione aurea, dividendo un tutto in due parti, di forma e maniera che la parte minore sta alla maggiore come la maggiore sta a tutto. Sulla carta, e limitandosi al campo fotografico (sebbene sia anche applicabile alla pittura o al cinema e anche al teatro da come dice AlexKC), questo postulato consiste nel dividere i lati della fotografia in tre parti uguali. Partendo da queste divisioni, si tracciano delle rette parallele alla
base e all’altezza. I punti nei quali queste rette si incrociano sono i vertici di un rettangolo centrale nella scena, denominato zona aurea
qui collochiamo i nostri principali motivi fotografici, quindi saranno i punti nei quali si trovano i nuclei di attenzione.
Bisogna stare attenti, certo, una rigidità nel rispettare queste regole porta a volte a una grossa confusione compositiva.
La ''teoria'' indica che nella zona aurea si deve collocare un solo elemento principale, mentre nell’angolo opposto collocheremmo un motivo di interesse secondario, in modo tale che avremmo una linea diagonale che rafforzerebbe ancora di più a entrambi gli elementi. La collocazione di questi oggetti principali dell’immagine nei due vertici opposti della zona aurea attraggono la vista dello spettatore. Così, la fuga della simmetria crea un’armonia compositiva molto più interessante per l’occhio umano.
La regola dei terzi sarà sempre un poderoso alleato quando abbiamo uno sfondo con linee orizzontali -cioè, per esempio, i paesaggi. In questi casi, utilizziamo la divisione in terzi per disporre la linea dell’orizzonte sull’inquadratura. Se accettassimo sempre di collocare l’orizzonte nel centro geometrico o a un'estremo, quello che otteniamo è una composizione piatta e senza espressività. Cosi io la vedo, è stato il mio pane quotidiano, come gli scapellotti in testa di chi mi ha insegnato, difficile cambiare ora, facile migliorarsi però.
Le sfumature di un cielo non possono fare una foto, se vogliamo farcela piacere mi sta bene, non mi costa niente, ma non è una buona foto  |
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| Energia solare di frizzo commento di Ueda |
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| cini ha scritto: | Ciao e benvenuto,l'idea è davvero spettacolare,e la realizzazione idem..bravo,un bell'ingresso nel forum  |
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