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| Colori ( quasi ) nascosti di marco64 commento di Mario Zacchi |
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Simpatica idea che suggerisce come si possa disporre di un tema da sviluppare senza andare chissà dove o pensare chissà cosa.
Ci vedo due filoni più interessanti che si potrebbero anche sviluppare ciascuno per proprio conto. Il primo che, dall' inizio, termina con murofoglie2p e che parla di un colore che c' è stato, ma che lentamente si va perdendo. Il secondo, che abbozzi nei tre fotogrammi centrali, dal sapore più strettamente "cittadino", che narra di un colore omnipresente, invadente o armonizzato, a volte transitorio, comunque sia per noi normale e scontato, al punto da essere diventato mimetico ai nostri sensi(*).
Ciò detto non sfugge, naturalmente, pure un terzo filone, quello più naturalistico. Ma devo dire che rispetto ai primi due mi pare meno interessante, non già per l' eventuale piacevolezza delle foto in sé, che è scontata, ma piuttosto per l' aspetto concettuale che in questi scatti sembra arrivare più diluito.
Nota personale: apprezzo, come sempre, il tuo stile da fotografo genuino.
Ciao
(*) perché in effetti certe cacofonie cromatiche non turbano, così come certe armonie cromatiche non deliziano, solo la vista ... |
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| I pensieri del capo celtico di Enfil commento di Mario Zacchi |
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C' è materiale, ma appare frammentario.
E' evidente che le riprese riguardano l' evento,
ma la loro articolazione in seno al racconto visivo
ha chiaramente degli spazi vuoti.
Ciao  |
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| Self-portrait di prontomortocheparla commento di Mario Zacchi |
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Penso anch' io che la foto sia fatta "fisicamente" bene e penso pure che qualche foto d' autore, magari non proprio famosa, postata in anonimato rischierebbe davvero di finire nel tritacarne dei commenti (sicuramente mi ripeterò, ma pensate ad un paesaggio che non colga la mitica sgrandangolata sul sasso, abbinata ai colori da animazione 3D o lo stesso paesaggio in bianco e nero che non presenti cieli apocalittici, nubi di plastica e contrasto turbosovralimentato ad 8 cilindri ...).
Ciò su cui sono più scettico è il cliché: noi maschi abbiamo una certa propensione a ritrarci con una maschera: seri e impegnati. E se fotografiamo? Seri, impegnati e con la macchina in mano. Insomma, noi davvero, mai? Naturalmente non è una critica diretta verso questa foto in sé, ma una possibile spiegazione del perché immagini così corrono maggiormente il rischio di apparire un po' dejavù.
Detto questo, nel merito della foto, se ti vedi così, cioè se l' immagine di te che proponi ti calza, non credo che ci si possa perdere troppo intorno alle innumerevoli diverse interpretazion di te stesso che avresti potuto dare ... se non fossi stato tu
Personalmente, solo per questioni tonali, vedo malissimo l' invadenza dell' orologio che, pure se può essere letto come un tratto della personalità, in quest' inquadratura urla.
Lo vedrei male anche se tu fossi Salgao o Brad Pitt; lo vedrei bene se fosse la pubblicità di un Breil.
Ciao  |
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| Senza titolo di jus commento di Mario Zacchi |
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Questa finestrella me la ricordo ... o magari era un' altra. Ma quella bella sensazione che provo guardando i riflessi appannati è la stessa.
Usarla come cornice ci sta. Il viso di questa bimba ha dei tratti che sembrano fatti ad arte per poter stare lì dentro e tu l' hai fissato in un momento di dolcezza profonda sicché tutto appare in armonia. Tranne l 'abitino, per me, che questa' armonia disturba.
Ciao Jus  |
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| Un giorno da ferroviere di EOSman commento di Mario Zacchi |
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Di nulla: è un piacere.
Preciso che la lettura del titolo di un reportage non è una pignoleria. Esso infatti ci dice qual' è il tema che l' autore si è proposto di sviluppare ed è inevitabile tenerne conto. Come dire: se una rivista ti commissiona un reportage sui bruchi, dei bruchi il reportage dovrà dare conto.
Ciao Felix  |
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| Un giorno da ferroviere di EOSman commento di Mario Zacchi |
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Più che Un giorno da ferroviere direi "Un giorno tra i treni" o qualche cosa di simile dato che, per scelta o per forza, tutto il lato umano vero e proprio lo hai lasciato sostanzialmente fuori, concentrando l' attenzione interamente sulle macchine e sulle strutture.
L' articolazione del reportage segue una linea collaudata, quindi non nuova, ma con riprese molto ben fatte e con un bianco e nero piacevole. Perciò l' insieme è gradevole e godibile.
Ciao  |
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| passo Rolle 3 di Sisto Perina commento di Mario Zacchi |
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Niente sgrandangolata accompagnata da tramonto fiammeggiante ? Hai licenziato l' addetto agli effetti speciali ?
Concordo sul fatto che l' altra analoga è quel filo che basta più vivace e perciò più interessante di questa.
In entrambe però si apprezza la suggestione del reale e non della sua caricatura.
Ciao  |
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| Fontana nel borgo di Toirano di David3 commento di Mario Zacchi |
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Per come l' hai impostata non sembra che tu abbia voluto fare la "Foto della Fontana nel borgo di Toirano", ma piuttosto che tu abbia scattato per in modo da conferire un ruolo a questa maschera. Solo che manca una controparte efficace, per esmpio un passante. Il vicolo vuoto, cui hai dato grande peso nell' immagine, non basta.
Ciao  |
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| I love you di shiny commento di Mario Zacchi |
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Bello ed eloquente lo sguardo della ragazza che da un senso complessivo alla situazione. Ma le scelte di ripresa non ne fanno il centro della foto. Forse hai cercato troppo contorno o un contorno così importante da contenderle con gran forza l' attenzione di chi guarda.
Ciao  |
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| Indonesia di damy79 commento di Mario Zacchi |
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Se lo sguardo non può essere che veloce, perché non fare di ciò il motivo di fondo, tralasciando tutte le foto che non sono state fatte passando in autobus o con l 'auto? Se infatti guardiamo solo quelle fatte, appunto, dal mezzo o che comunque è chiaro che dal mezzo sono state fatte, ne esce una storia con una sua logica.
Ciao  |
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| Prigione d'ombra di Cube commento di Mario Zacchi |
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Niente male questa foto, concettuale non già in virtù del titolo che gli hai imposto (che potresti tranquillamente omettere) ma piuttosto perché questi grafismi hanno una forza evocativa propria e la debole nitidezza, nella luce incerta, rende l' immagine crepuscolare.
Detto questo credo però che un filo di brillantezza in più le farebbe bene e, volendo (ma è solo un' idea buttata lì) potresti sperimentare anche un taglio più stretto.
Ciao  |
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| C'era una volta... di DavideV commento di Mario Zacchi |
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Capito: una sola barca. Pensavo ci fossero altri contributi da usare per sviluppare il tema. Butto lì un ipotesi, magari utile in altre occasioni: i ruderi abbandonati spesso subiscono un cambio nella "destinazione d' uso" .... poter raccontare questo (ammesso che esistano gli elementi per farlo) può essere un' alternativa alle riprese sul genere del secondo gruppo, che comunque, proposte in armonia tra loro, possono certamente costituire un valido filone da sfruttare, pure se abbastanza sfruttatato (scusa il gioco di parole ...). Semmai considera anche la possibilità di mantenere una certa omogeneità in post, prima di scegliere la via del misto (bianco e nero, naturale, colore processato ....) che tende, anche solo di per sé, frammentare l' insieme e se non se ne percepisce chiaramente il motivo, rischia di apparire solo un escamotage per arricchire un lavoro debole.
Ciao  |
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| quattro salti in bicocca di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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Guardando il tuo e quello di Salvatore http://www.photo4u.it/viewcomment.php?p=3910427#3910427 si notano le differenze. Tu sei rimasto più fedele al raccontare, Salvatore ha maggiormente assecondato il suo spirito creativo. E pure se non con differenze davvero eclatanti ci avete proposto due diversi punti di vista del medesimo momento.
Mi piace molto la 294 e credo piaccia molto anche a te. Per questo capisco che tu l' abbia inserita nella storia: merita grande considerazione. Ma nell' insieme l' avrei tolta dalla narrazione vera e propria per dare spazio ad altre evoluzioni e/o a momenti preparatori, proprio per asseondare l 'impostazione di massima che hai (più o meno volontariamente) scelto.
Ma la 294 non sarebbe certo da tenere a sé stante: è un' ottima copertina. Creativa, enigmatica (*) ben riuscita.
Ciao
(*) chi l' ha detto che la copertina deve iniziare il racconto? il suo significato può chiarirsi anche dopo aver iniziato la lettura e divenire così ancor più suggestiva da lasciare il segno. Quella che hai scelto tu il segno non lo lascia.
... ellassa perde 'a Tmax per 'ste foto  |
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