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| .. di oltre n commento di pamar |
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Sono contento per questo scambio di vedute ed opinioni che, sebbene non concordi, sono tutte fatte con argomentazioni ragionate e chiaramente esposte. Mi voglia scusare l’autore dello scatto se mi dilungo sull’argomento. Trovo che ne valga la pena.
Premessa penso importante: io personalmente valuto la cosa indipendentemente dal come è stato ottenuto l’effetto vellutato. Tempi lunghi in fase di scatto o lavoro di post produzione. il risultato in pp lo reputo fatto bene e non porta ad un risultato palesemente irreale. Ragion per cui penso si debba puntare a valutare unicamente il guadagno o la perdita in termini estetici o concettuali del’operazione.
La teoria del mio conoscente circa il “vestire” una fotografia e la valutazione se si ha un guadagno oppure un voler mascherare una certa pochezza penso ci veda tutti concordi (spero…).
La fotografia di oltre n, con il mare reso vellutato, è visto da taluni come un guadagno rispetto all’originale, da altri come un qualcosa da evitare e che sminuisce l’originale.
Partendo dal dato oggettivo che la fotografia originale è molto buona, almeno a mio avviso, si tratta di capire perché il “mare vellutato” vs il “mare normale” sia un fattore di improvement o meno.
per taluni lo è per altri no. Nel campo delle valutazioni basate sull’aspetto estetico di un’opera penso che (fortunatamente) si possa esprimere il proprio personale punto di vista senza il rischio di venire tacciati di errore…salvo casi eclatanti, chiaramente. Non si tratta di qualcosa di puramente quantitativo e non c’è un giusto ed uno sbagliato incontestabile. inoltre, la resa del mare nella fotografia (come esposto da alcuni) porta diretta ad un discorso che sfocia nel concettuale partendo da un elemento puramente formale/estetico. ne consegue che vi è, ancora maggiore, una buona libertà interpretativa. Da taluni il mare velato è visto come un’antitesi alla concretezza del pupazzo e del suo essere sulla riva; da altri il “mare normale” pare essere meno forzato e non richiede una traduzione che può essere vista come innaturale e non immediata (giusto ?).
Quindi ? Non sono in grado di rispondere. Probabilmente non ne ho le capacità. Di quanto sono sicuro è che il confronto è una palestra e fonte di scambio di vedute costruttive per tutti. Bello.
Marco |
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| .. di oltre n commento di pamar |
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Forse l’ho già raccontato, non ricordo, probabile. Comunque lo faccio nuovamente…
Un mio conoscente, un fotografo/artista, mi ha sempre suggerito una prassi, secondo lui sempre valida, da adottare nel approcciarsi ad una fotografia. Lui sostiene che bisogna sforzarsi di vederla spogliata da tutti gli abiti che la ornano. Significa giudicarla in base agli elementi costituenti privati da ogni rivisitazione e valutare se essi hanno ragione di esistere o meno. Tradotto significa sforzarsi di immaginare, per esempio un paesaggio, senza tempi lunghi, saturazioni o desaturazioni, contrasti regolati, ecc., insomma senza tutti gli accorgimenti in fase di scatto/post produzione che “modificano” il look finale di un’immagine. A sua detta spesso tali accorgimenti “vestono” con abiti accattivanti qualcosa che di per sé accattivante non è. Oppure paiono apportare un plus ad un’immagine valida, ma in realtà, non apportano nulla rispetto all’originale. Per lui, in tal modo, è possibile tentare di capire quanto sia buona una fotografia e se, quanto aggiunto, apporti o meno miglioramenti o addirittura serva solo a mascherare una pochezza di base.
La fotografia presentata da “oltre n” secondo me ben si presta a tale metro di giudizio. Per prima cosa affermo che (secondo il mio parere) si tratta di un’immagine capace di racchiudere un profondo significato che va oltre il semplice paesaggio illustrato e, credo che tutti siano d’accordo, il tutto ha il suo fulcro nel pupazzetto che giace sulla sabbia. Da esso sgorgano una serie di pensieri e riflessioni personali, dettate dall’io del fruitore. Pensieri comunque molto forti. A tutto, alla forza dell’immagine, fa da sfondo un’ambientazione azzeccata e capace di rafforzare il senso dell’immagine. Servono gli accorgimenti adottati? A mio parere si; non sono abbellimenti sterili ma strumenti che apportano connotati fondamentali alla riuscita della fotografia. Il B&N, i tempi lunghi hanno un senso, immaginando la fotografia priva di tali caratteristiche ne emerge una copia priva di carattere, fondamentale per veicolare e sostenere il messaggio in modo proficuo. Non “vesti inutili” ma elementi capaci di apportare e veicolare il messaggio espresso dall’immagine.
Marco |
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| foglie morte B/N di pamar commento di pamar |
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| -Max- ha scritto: | Per me ottima così. Questo contesto meritava una resa decisa e senza mezzi termini. Ha sapore di freddo e di tetro e il contenuto si sposa bene col titolo  |
grazie per le parole Max. Sono felice che la scelta del B&N di questo tipo ti risulti sensata.
Marco |
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| Vintage - Summer's almost gone di pamar commento di pamar |
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Ciao Bruno,
che dire…wow. Ho letto con interesse il tuo intervento. Intervento che è oltre la semplice disamina formale dell’immagine ma da essa formula alcune interessanti considerazioni circa il significato che ne deriva per chi la vede. Considerazioni interessanti che illustrano bene cosa riesce a trasmettere l’immagine. Grazie per le parole.
Marco |
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| foglie morte B/N di pamar commento di pamar |
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Grazie a tutti quanti sono passati ed hanno lasciato le loro impressioni su questo B&N high contrast.
Marco |
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| Una inutile attesa di Bruno Tortarolo commento di pamar |
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Una fotografia di paesaggio ? Il paesaggio c’è e occupa il 99% della fotografia. Ma la occupa come superficie. Il peso di quel foglio colorato non è legato alla superficie occupata, che è esigua, ma al cosa esso dice e rappresenta. Quindi non è una fotografia di paesaggio (NB l’autore sapendolo bene non l’ha postata nella sezione paesaggio). L’ambientazione ha un suo fascino dato anche dalle condizioni meteo raffigurate ma…senza quel singolo foglietto non avrebbe il mordente e l’impatto notevole che ha. Tra l’altro la disposizione nel paesaggio del foglietto è di importanza rilevante. Centrale, in primo piano, posta nel mezzo del nulla, perfettamente racchiusa da una piastrella, ineludibile e vincolo obbligata sul quale si posa lo sguardo. Poi il colore vivo e vincolo obbligato che risalta nel mezzo di un’ambientazione ben più grigia e cupa. emblematico il disegno per bambini a fronte della scritta che sappiamo, oggigiorno ha motivazioni purtroppo tristi. un piccolo oggetto, un peso enorme. Una fotografia veramente notevole.
Marco |
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| piena 2020 4 di 1962 commento di pamar |
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Una delle capacità della fotografia è quella di “trasformare” il reale e rivisitarlo. Anche partendo dal presupposto di riprodurre una scena con maggiore fedeltà possibile, difficilmente si avrà una riproduzione al 100% accurata. Semplicemente perché la scena immortalata è sempre e comunque una porzione della scena reale racchiusa e delimitata dai quattro lati di una fotografia. Vi è poi tutto il discorso legato alle scelte dei toni predominanti, alla latitudine di posa, a come disporre gli elementi nel frame, alla scelta prospettica, di pdc….e chi più ne ha più ne metta. Tutto questo partendo dal presupposto di volere riprodurre il reale come è. Se poi, addirittura si vuole focalizzare ed esaltare un elemento o un mood particolare, allora nascono interpretazioni del reale che con esso hanno poco da spartire, e non parlo di interventi di fotoritocco o simili ma di variazioni all’atto dello scatto. Ne sorgono allora interpretazioni della scena (che è reale, non computer grafic, vorrei che sia ben chiaro) spesso incentrate sull’esaltazione di un aspetto capaci di produrre fotografie avvincenti e riuscite. Questo ne è un esempio lampante; una visione personale ed ottima, capace di incentrare l’attenzione su una forte ripetitività di elementi e simmetrie che conduce ad un’immagine vincente. Ottimo.
Marco |
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| L'ora d'oro.. La chiesetta. Colle Santa Lucia. di Arnaldo A commento di pamar |
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Oltre ai diversi elementi che rendono piacevole questa immagine dai toni, ala tipologia di paesaggio ecc. secondo me è ben riuscita la costruzione della scena e il suo framing nel fotogramma. si parte in ingresso dalle due alture che disegnano una V in primo piano che apre e racchiude. Poi vi è un susseguirsi di cime, sulla destra che lasciano uno scorcio molto piacevole di cielo con i suoi toni accattivanti. Azzeccata pure la posizione della chiesetta, punto focale ma capace di non celare lo sfondo, monti in lontananza e cielo.
Marco |
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| Critica al buio - Foto 074 di redazione4u commento di pamar |
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Uno scatto che all’apparenza risulta quasi vuoto ma che racchiude una storia e una buona capacità di cogliere una scena non immediata da fermare su fotogramma (sensore…). Vedere una scena dal vero e riuscire a “cogliere” una sua caratteristica che risulterà valevole racchiusa in un fotogramma non è certamente automatico. Pochi elementi: un cielo terso ed una costruzione cromaticamente vivi, e una nube ed una traccia luminosa che formano una sorta di raggio o scia di proiettile che pare colpire la costruzione. Secondo me il giudizio di una fotografia non deve essere troppo fiscale riguardo a norme e regole o eventuali imprecisioni che possono caratterizzarla. Se uno scatto interessante racchiude un elemento reso in modo non perfetto esso non rende la fotografia da cestinare, soprattutto se l’elemento imperfetto non è il fulcro dell’immagine. In questa fotografia tuttavia siamo in un caso limite dove l’imprecisione salta all’occhio. Non siamo in una foto architettonica ma la semplicità della scena rende la non verticalità della costruzione un poco troppo disturbante. Tolto questo, come detto, una buonissima prova.
Chi sarà ? Magari un certo Max…..
Marco |
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| Vintage - Summer's almost gone di pamar commento di pamar |
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| Arpal ha scritto: | Certamente valida, un ambiente che racconta solitudine e attesa in un atmosfera un po' cupa.
I due ombrelloni chiusi, in punti strategici, compongono un sipario sulla scena descritta sopra.
Interessante.
Bravo Marco.
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molte grazie, omonimo, per avere scritto le tue impressioni.
Marco |
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| il Mare Dentro di Francesco Ercolano commento di pamar |
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Perché l’autore ha postato questo scatto? Se l’ha fatto è perché ci tiene e nel suo intento è meritevole. Quanto ha rilevato smorfs nel suo intervento fondamentalmente corrisponde al vero. Dal lato puramente estetico e di “piacevolezza” ha dei connotati difficilmente associabili al concetto di bella fotografia. Eppure, torno al concetto precedente, se l’autore ha voluto farci vedere quest’opera, evidentemente la ritiene meritevole. provo ad interpretare. questo scatto fa suo un certo tipo di visione, quasi confusa, non limpida ma “filtrata” dalle condizioni climatiche e dal vetro, per comunicare o provare a farlo uno stato d’animo. il come l’immagine è stata colta vuole tradursi in un perché, che a sua volta vuole comunicare a chi la vede un particolare stato d’animo. Operazione per nulla semplice, perché vi è il filtro del vissuto personale e dall’io di ognuno. Certamente una prova interessante e coraggiosa. Per me comunque molto valida.
Marco |
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| Sax please di ceccodavide commento di pamar |
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Uno scatto che, a mio avviso, presenta connotati positivi ed altri migliorabili. Subito ho notato la bella posizione del sax che “riempie” il fotogramma in diagonale da destra a sinistra. Lo strumento diviene protagonista della scena, quasi maggiormente del musicista stesso. Ed è su di lui (il musicista) che ravviso un paio di pecche migliorabili. Quanto balza subito all’occhio è come è disposto nel fotogramma: il suo ginocchio tagliato disturba un poco…intendiamoci, ci sta anche visto che il protagonista indiscusso è lo strumento. Tuttavia proprio per questo motivo, per me, o senza tagliuzzi o con tagli netti, non vie di mezzo come nella fotografia. Infine trovo il lo sguardo e gli occhi un po’ sacrificati: o ben visibile o per nulla (per esempio parte superiore del viso celata dalla visiera del berretto), quell’ombra che si vede sugli occhi non è ottimale.
Marco |
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| Una finestra sul mare.. di Arnaldo A commento di pamar |
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Una bella fotografia. Costruzione ottimale ed indubbio punto focale che è la vista dalla finestra. Bella la differenza cromatica ed anche di luminosità corridoio/panorama sulla quale si regge lo scatto. Buono il cielo che essendo terso e di un azzurro saturo il giusto e luminoso, si comporta da contraltare alle pareti meno vive e un poco spente del corridoio. Vi è però un dettaglio che non mi convince, mi riferisco alla scia luminosa a destra in primo piano. Essa è elemento vivo e luminoso, quasi maggiore della vista dalla finestra. Le ruba parte dell’attenzione e centralità essendo, come lei, elemento che si staglia e contrappone al corridoio spento. Ho provato, per curiosità, a coprire con un foglio questa zona e devo constatare che il guadagno è per me notevole. tolto questo dettaglio direi che lo scatto merita.
Marco |
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| st di elis bolis commento di pamar |
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Un’immagine di un bosco, con un taglio incentrato sui fusti delle piante, escludendo le chiome, ed includendo parte del sottobosco. Un’immagine ben fatta, un immagine come ce se ne vedono molte. Da quanto detto sembrerebbe che penso che è comunissima e che vista una volta non abbia nulla di diverso dalla miriade di immagini che si vedono in giro. Eppure questa ha delle caratteristiche che la valorizzano e la rendono speciale. La costruzione è buonissima, con un albero in posizione centrale che si discosta dagli altri per il suo essere più avanzato. Esso fa da punto di riferimento visivo e sottolinea aspetti quali la profondità della scena ed é punto di ingrasso alla figura. Direi fondamentale accortezza perché quest’immagine non gioca sulla omogeneità dei tronchi schiacciando la prospettiva per renderli tutti paritari, ma invece raffigura la profondità e, come detto, la presenza di un fusto in ingresso sottolinea ed evidenzia tale aspetto. Ma al di la di tutti gli aspetti compositivi quello che trovo veramente buono è l’ingresso della luce da destra. essa indubbiamente è molto molto piacevole e conferisce una bela tonalità e poi, cosa ancora piu’ importante, essendo un fascio laterale (e non frontale) “disegna” le forme e conferisce tridimensionalità e profondità agli oggetti coinvolti. Bella prova.
Marco |
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| Rainbow on the countryside di cheroz commento di pamar |
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L’arcobaleno è un fenomeno naturale che viene immancabilmente notato e suscita sorpresa e una certa meraviglia. Questo perché non è comunissimo e non si manifesta in automatico dopo una pioggia ma richiede per apparire precise e particolari condizioni. Inoltre la sua durata e visibilità non è lunghissima e, nondimeno spesso non si manifesta, se non per poco tempo, con una soddisfacente incisione e sviluppo spaziale. Ne consegue che trovarne uno ottimale, in una zona paesaggistica buona ed avere il tempo di fotografare la scena in modo armonico non è affatto cosa semplice e da tutti. Sovente si viene colti dalla fretta e dalla voglia di fare e ne derivano scatti mediocri, perché, tutti presi dal momento, ci si concentra solo sull’arco colorato trascurando tutto il contorno. Ecco allora spuntare fotografie con un bell’arcobaleno ma su paesaggi storti, pieni di oggetti fastidiosi, costruzione da mani nei capelli ecc.
Questo scatto invece è una smentita di quanto ho detto. arcobaleno perfetto e scena perfetta. Ben costruito ed armonioso. Non serve dilungarmi in una descrizione, basta guardare la fotografia per rendersi conto della cosa. Inoltre, che non guasta, l’albero centrale (centrale come posizione ma anche come peso” nella composizione) gode di un’illuminazione capace di modellarlo ed evidenziarlo.
Marco |
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| Tramonto sul sagrato di Michelangelo Ambrosini commento di pamar |
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L’idea è buona , la scena valida ma (per me) come realizzazione ha delle pecche. In un controluce gli oggetti sono forme nere e perdono dettagli. Quanto caratterizza e rende distinguibili le forme è il loro profilo che deve essere integro senza sovrapposizioni con altri oggetti…..altrimenti si smarrisce la forma stessa. Nel tuo scatto spesso le forme, per sovrapposizioni non hanno i contorni definiti e…si perdono.
Marco |
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| Spazi Montani di Tia commento di pamar |
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un’immagine notevole. Per costruzione, framing, semplicità e toni. Vedendola, nell’immediato, non ci ho trovato nulla che avrei cambiato. Allora, visto che in fondo sono un rompi b…., mi sono detto “adesso la passo al microscopio fino a quando non ci trovo qualche difettuccio”. E guarda e pensa e prova…..vuoi la verità ? Nulla. perfetta cosi’ come è. Pongo solo l’accento su un connotato; non parlo di colori, disposizione degli elementi, atmosfera ecc. perché sono molto buoni. Il connotato principe è l’albero ed il suo colore. Unico elemento diverso dal bianco dominante. ancora e centro palese della scena; piccolo ma indispensabile nella sua “diversità”.
Marco |
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