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| finestrino FS di filippo de marco commento di teresa zanetti |
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Da un treno in corsa!
Come Walker Evans!
Sempre intriganti le visioni offerte dai finestrini delle FFSS dove il dentro e il fuori si confondono, il tempo di scatto allunga le scie, la messa a fuoco gioca strani (e a volte imprevedibili) scherzi.
Buono il B/N da Bassa padana.
Una strada interessante su cui lavorare.
Hai molta carne al fuoco ultimamente.
Buon lavoro!
Tere |
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| ... di Claudia Costantino commento di teresa zanetti |
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Ciao Claudia,
stai approcciando una nuova serie?
Sono interessanti questi ritratti domestici, una signora di età, ripresa nel suo quotidiano.
Lontano dai canoni della bellezza, lontano dal finto indotto dalla visione patinata.
Applichi i tuoi colori da estate afosa anche agli interni.
Resto, curiosa, in attesa delle prossime.
Un caro saluto
Tere |
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| ''' di opeio commento di teresa zanetti |
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Eh già.
Un semplice telone di plastica.
Ma con un disegno drappeggiato, un'increspatura che si dissolve, una luce a tratti abbacinante, in contrasto con ombre imperscrutabili (e il risultato è lo stesso: l'impossibilità di vederne il dettaglio) che gli conferiscono una singolare dignità.
Un'altra magia riuscita.
Tu mi metti sotto il naso una cosa che hai trovato interessante (anche perché altrimenti non ti saresti preso il mal di pancia di fotografarla, postprodurla - per quanto poco - ridurla al giusto peso e formato e poi postarla), io mi ingegno a trovarci un senso.
Un gioco sempre affascinante.
Buon tutto.
Tere |
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| L'intruso di elmaximo commento di teresa zanetti |
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Sempre divertente registrare il backstage dei matrimoni, se poi abbiamo la fortuna di trovarci a Venezia (o in qualsiasi altro luogo iconico) diventa irresistibile.
Come guardarsi teneramente negli occhi se il fotografo ci sta strapazzando il velo, tutt'intorno i turisti fanno i turisti e per di più si corre il rischio di un bel "piccionico" regalino?
E infatti i due non sembrano precisamente rapiti l'uno negli occhi e nelle braccia dell'altro.
Buon tutto
Tere |
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| S.T. di giovanni schiavoni commento di teresa zanetti |
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Buongiorno Giovanni.
A me interessa sempre molto la decisione di portare all'attenzione un frammento del quotidiano così umile da sfociare nella banalità.
Perché questo è il significato di prendersi la briga di immortalare (cioè rendere eterno) qualcosa di così poco attraente.
Molti le liquidano come semplici boutade, altri (forse più suscettibili) ci vedono delle vere e proprie provocazioni.
Szarkowski ha guardato le fotografie di Eggleston, di Shore, di Parr e ha capito che, se da un lato registravano il visivo americano di quegli anni (i telefilm di Starsky&Hutch, la volgarità di Dynasty e Dallas, i videoclip che stavano nascendo proprio allora - chi non ricorda il video di Stayin Alive dei Bee Gees?), dall'altro avrebbero cambiato per sempre il modo di guardare degli anni a venire.
Ora, certo tu non sei uno dei tre suddetti, ma le scarpe acciaccate, il tremendo orlo ribattuto dei jeans tipico degli anni a cavallo tra la fine dei '70 e i primi '80, il calzettone di pungente lana rossa a coste ... lo stesso colore da pellicola Agfa (un po' ispettore Derrick) sono interessanti perché collocano questa immagine in un luogo di mezzo tra America e Europa di quegli anni. E questo fa pensare.
Buon tutto
Tere |
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| Vetro bagnato. di Ros Marino. commento di teresa zanetti |
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Ciao RosMarino,
hai immortalato il paradigma della tristezza autunnale in città.
La stazione deserta, il cielo senza vita, la pioggia ...
Poi magari stavano solo lavando il vetro e tutto quel biancore del cielo è dovuto all'afa estiva.
Ma proprio questo è il bello della fotografia.
Un'autentica bugia, come diceva qualcuno ...
Buon tutto
Tere |
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| st di elis bolis commento di teresa zanetti |
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Ciao Elis!
Questa è proprio nelle mie corde!
Pochi elementi, una composizione inusuale in cui il vero e lo specchio non sono perfettamente simmetrici, il che introduce uno scarto visivo che aumenta la curiosità.
Buona domenica!
Tere
PS: la porto in cambusa |
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| ... di MichelSon commento di teresa zanetti |
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Ciao MichelSon e benvenuto!
Una fotografia il cui soggetto è interessante per la muta tristezza che ispira.
Un bimbo senza volto che afferra, quasi strozza, un orsetto senza occhi che, a sua volta, riprende quello disegnato sulla maglietta del bimbo.
Solitudine assoluta, in una sorta di circolo vizioso da cui non si può uscire, angosciosa incomunicabilità: il piccolo è privo di tutti i sensi ad eccezione dell'udito e del tatto, l'orso a sua volta non può vedere, parlare potrebbe, ma non sa farlo.
I puntini di sospensione del titolo ci dicono che un senso deve metterlo chi osserva.
E fin qui tutto bene.
Il modo in cui hai ripreso il murale e il fatto che tu non abbia titolato la fotografia che ne è risultata aggiunge una piccola incomunicabilità e angoscia, perché non dà nessuna ulteriore informazione. Tu sei il veicolo del pensiero di Nene che lo ha realizzato? Condividi questo pensiero o lo disapprovi?
Hai semplicemente registrato qualcosa che ti ha colpito?
Ti auguro una buona permanenza tra noi, con fotografie e commenti alle fotografie altrui, che sono un ottimo modo per crescere.
Buon tutto
Tere |
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| Luci.. Quiete.Lungarno Pisa.. di Arnaldo A commento di teresa zanetti |
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Buongiorno, Arnaldo.
Se è vero (come è vero) che la fotografia titolata è un contratto tra chi la scatta e chi la osserva, secondo me tu hai rispettato i patti. Mi hai detto che mi avresti fatto vedere Pisa, le sue luci e il suo lungarno e che questa visione mi avrebbe dato quiete. E infatti è così.
Sono stata attratta dalla miniatura per la bella resa dei colori complementari (il giallo e il blu sono tra l'altro quelli della mia città, anche se tutti pensano che sia b/n o granata, ma non è poi così).
Aprendola ho apprezzato la composizione classica, che non forza il mezzo (la macchina fotografica è fatta apposta per la prospettiva centrale monofocale), la specchiatura e la generale aria di serenità e quiete che sembra di poter respirare.
Mi ha invece lasciata perplessa la resa quasi impastata degli edifici. E te lo dice una che con la maschera di contrasto ha sempre la mano più che leggera (se avrai voglia di leggere i commenti dello staff, tutti più che giustificati, a certe mie foto in sezione architettura, capirai che cosa intendo).
Volevo così chiederti se f5, che in effetti è un diaframma piuttosto aperto (in genere per questo tipo di fotografie si sta tra f8 e f11), è una precisa scelta stilistica, dal momento che non si giustifica con la necessità di abbreviare il tempo di posa (che qui è di 4 sec).
Buona giornata
Tere |
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| st di filippo de marco commento di teresa zanetti |
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Non è mio costume tornare su una fotografia già commentata, ma il suggerimento di Biancoenero sul formato 3:2 mi ha fatto riflettere.
Perché in un primo momento ci avevo pensato anch'io.
Però ho poi notato che l'immagine si compone di due parti uguali, con l'orizzonte al centro (che detto per inciso a me piace tantissimo, anche se è una bestialità il solo pensarlo), una delle quali è abitata: uomo, manufatto (surf e pagaia), gabbiano, mare, concrezioni riconducibili a rocce ... l'altra, invece, è completamente vuota. Se a questo aggiungiamo che il bianco "è la somma di tutti i colori", la faccenda diventa orrendamente complicata, perché tutti i colori l'affollerebbero.
Certo è che l'occhio rimarrebbe soddisfatto e appagato dalla scelta.
Ri-ciao
Buon fine settimana
Tere |
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| Gas Natural Fenosa - Plaça del Gas, Barcellona, Spagna di Davide Di Fonzo commento di teresa zanetti |
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Un'immagine spiazzante, in cui ciò che pesa vola.
I volumi complessi e massicci sfidano la legge di gravità, diventano leggeri come l'aria e fluttuano nel bianco.
A me piace, perché è una visione alternativa, che però rende giustizia al titolo, che parla di gas.
Sarebbe stato forse meglio non tagliare il vertice della struttura più grande.
Buon tutto
Tere |
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| 7451 di -Max- commento di teresa zanetti |
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Tutto si tiene, in questo discorso sommesso, legato a quel filo sottile che, dal vertice del triangolo, attraversa il ricciolo per poi andare a perdersi in alto, sui tetti, in un punto che non è di vertice e per questo spiazza, rompendo un equilibrio perfetto.
La danza delle geometrie.
Buon tutto, Max
Tere |
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| Astratto con mucche di teod commento di teresa zanetti |
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Sao Miguel?
Mi sa che possiamo giocare a "celo ... manca ..." con le nostre fotografie di questa estate.
Molto bella questa metamorfosi del paesaggio.
La mano dell'uomo ha operato in sintonia con la natura.
Scarnificando all'osso la materia hai esasperato il segno grafico e sei riuscito ad arrivare al nocciolo stesso della questione sulla necessaria collaborazione tra l'uomo e il suo habitat.
Le mucche sono infinitesimali, trasformate così in formiche.
Buon tutto
Tere |
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| st di filippo de marco commento di teresa zanetti |
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Questa è una perla.
L'uomo e il gabbiano in un immenso mare di nulla.
Metaforica, senza sentimentalismi.
Bravo.
Tere |
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| st di ant64 commento di teresa zanetti |
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Davvero un bell'incastro di pieni e vuoti, di tonalità di grigio, immerso in un cielo di sole e d'azzurro.
Sarebbe stato facile tagliare una fettina al fondo e far coincidere le due diagonali con i vertici.
Ma sarebbe stato pleonastico e infatti tu non ti sei lasciato tentare.
E hai fatto bene.
Buona serata
Tere |
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| a proposito di piccioni ... di teresa zanetti commento di teresa zanetti |
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Grazie a tutti!
Sempre troppo generosi
opisso
Claudio
Arnaldo
Antonio
Cesare
Giacomo
Max
Sergio
A Lisbona c'è questa roba pazzesca che è la possibilità di salire sul pilone n. 7 del Ponte XXV Aprile sino al piano stradale.
Mi sembrava di essere una bambina al circo!
Ma prima di arrivare in cima, si percorrono questi spazi "allestiti per far entrare il visitatore in sintonia con l'opera" (e va beh, mai mettere insieme un architetto e un letterato, ne vengono fuori questi mostri di sdolcinatezza) che sono fatti apposta per essere fotografati.
Non ho schiarito la struttura perché volevo conservare i rapporti cromatici e il cemento era più grigio delle zone ghiaiose in terra.
@Cesare: non l'ho messa in architettura perché mi sembrava che raccontasse più uno spazio che non un edificio.
@Giacomo: goffi, surreali e irriverenti. E' proprio quello che penso io dei piccioni!
@Claudio e Sergio: davvero onorata della vostra preferenza.
Un caro saluto e buon proseguimento di serata a tutti
Tere |
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| Genius Loci di jus commento di teresa zanetti |
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Un piccolo gatto ci osserva di soppiatto.
Sotto l'egida del nume tutelare dei tuoi amati e bellissimi Maine Coon.
Questi minimalismi eloquenti sono piccoli rebus da svolgere a poco a poco, con pazienza.
Il tono sobrio, la materia palpabile, i piccoli segni disseminati qua e là e la cesura centrale che, proprio perché non perfettamente dritta, magnetizza.
Buona serata
TereZ |
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