|
|  | | Commenti |
|---|
 |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di Cooperman |
|
| cmag ha scritto: | Cari tutti,
ieri sera, a letto ho provato a rileggere tutti i messaggi ingrandendoli quanto possibile sull'ipad, in modo da leggere i commenti senza vedere l'immagine e il nome del mittente!!
E' uno sforzo non da poco, ma che consiglio a molti !
Leggendo i commenti, senza sapere chi scrive è veramente interessante.
Trasuda una sorta di perbenismo, ah i fascisti, che orrore, ah che roba, ma non ti vergogni a pubblicare/fotografare sta roba etc. etc.
Solita intellighentia (si scrive così?) trita e ritrita.
Basta per cortesia!!
Guardate il servizio fotografico, certamente interessante, coraggioso e ben riuscito. Dedicate il resto ad altri forum, certamente non foografici.
Non agganciatevi alla fotogtrafia per sdoganare tutto...
 |
Verissimo, anche perchè allora gli stessi identici commenti andrebbero fatti a chi posta fotografie che trattano manifestazioni di partiti socialisti o comunisti  |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di cmag |
|
Cari tutti,
ieri sera, a letto ho provato a rileggere tutti i messaggi ingrandendoli quanto possibile sull'ipad, in modo da leggere i commenti senza vedere l'immagine e il nome del mittente!!
E' uno sforzo non da poco, ma che consiglio a molti !
Leggendo i commenti, senza sapere chi scrive è veramente interessante.
Trasuda una sorta di perbenismo, ah i fascisti, che orrore, ah che roba, ma non ti vergogni a pubblicare/fotografare sta roba etc. etc.
Solita intellighentia (si scrive così?) trita e ritrita.
Basta per cortesia!!
Guardate il servizio fotografico, certamente interessante, coraggioso e ben riuscito. Dedicate il resto ad altri forum, certamente non foografici.
Non agganciatevi alla fotogtrafia per sdoganare tutto...
 |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di Cooperman |
|
| reimada ha scritto: | | apologia del fascismo ... e poi sono pure brutti. |
ciao reimada, guarda che l'apologia del fascismo trattata dalla Legge Scelba-Macini è un'altra cosa ... vieta la reintroduzione del Partito Fascista e del Fascio Romano, ma non del Fascio Littorio. |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di Cooperman |
|
| cmag ha scritto: | Dal punto di vista fotografico, direi reportage SPLENDIDO, moderno, azzeccato
Il tema trattato, beh a qualcuno fa venire l'orticaria...
evidentemente ad alcuni non danno alcun fastidio gli "spaccanegozi", magari anche loro di nero vestiti! ... e si allarmano per un normale reportage, a quanto pare commissionato...
e non vado oltre, nel rispetto del regolamento che a suo tempo ho sottoscritto!
 |
quoto al 100% sia per quanto riguarda il commento fotografico sia per quanto riguarda il pensiero. |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di ciun |
|
Cerco di rispondere punto per punto, non per voler avere l' ultima parola, quanto per scacciare ogni possibile e pur piccolo dubbio che il mio atteggiamento abbia tendenze da "normalizzatore", che se mi conosceste di persona non avreste dubbi a posizionare esattamente agli antipodi del mio carattere.
Nel punto 1 sfondi la classica porta aperta: non valeva la pena, per me, spenderci tempo. Nel punto due trovo diverse cose opinabili e visto che si tratta di aspetti inerenti la fotografia, ti dico la mia.
Anche per me non era certo il punto saliente, sopratutto in questa sede, ma siccome mi è sembrato che l' argomento abbia suscitato motivi di dibattito vivace ho detto la mia.
2) Sempre per il fatto che si tratta di un reportage, al suo redattore almeno una critica mi sento di muoverla (e in parte lo si è già detto). Non è inerente l' aspetto della fotografia in se, quanto piuttosto il come si è proposto il lavoro.
-Sono convinto che l' autore non abbia nessun obbligo di manifestare le proprie convinzioni in merito a quanto riporta
Mi pare un’ osservazione quantomeno ingenua: è sostanzialmente inevitabile che un autore (di qualche caratura) “firmi” con la sua sensibilità. E’ per non farlo che deve farsi violenza, non il contrario.
Certo che l' autore è libero di manifestare non solo la propria "sensibilità", ma anche pienamente le sue tendenze, se vuole, io mi sono limitato a dire che non ne ha obbligo. Credo di essere molto democratico. Non capisco la violenza che ci si fa riuscendo a porsi in maniera neutrale rispetto a un evento. Tanti autori di grande caratura sono noti e stimati per riuscire a essere sempre obiettivi ed equidistanti. Oserei dire che ci vuole più caratura ad esserlo che a non esserlo.
-anzi il reportage proprio per definizione dovrebbe essere neutrale
Ma quando mai? Ti risulta che un qualsiasi servizio giornalistico (e le relative immagini che lo accompagnano ad uopo) non sia sempre di parte in qualche modo?
Il reportage NON è un servizio giornalistico (i Reporters fanno i Reporters e i Giornalisti i Giornalisti). E' una forma di comunicazione legata al giornalismo, ma privilegia il trasferimento diretto di una testimonianza a taluni fatti, che poi possono comunque essere (e in genere sono) passati al pettine dal giornalista che vi associa una critica e quindi lo rende di parte. Se andiamo a vedere i grandi reportages ad esempio (solo per citare) quelli memorabili durante la guerra del Vietnam, anche (o forse sopratutto) guardandoli oggi con atteggiamento più distaccato, li possiamo additare come esempi per avere "riportato" a noi la cronaca di un fatto, lasciando al mondo il giudizio su di esso, le fotografie di per se non erano filoamericane o filovietcong, ognuno le ha utilizzate unendoci il proprio condimento, ma il reporter ha esclusivamente trasmesso una testimonianza, del luogo, della situazione, delle emozioni che si vivevano. Questo se vogliamo attenerci al significato letterale del reportage, constatato che il reportage può essere poi addirittura commissionato per favorire un' opinione piuttosto che un' altra, io comunque lo intendo (forse troppo romanticamente) in quel senso
-ma quantomeno deve contenere tutti gli elementi che consentono di comprendere il senso del suo lavoro
Prima dici che non ha l’ obbligo e ora dici che deve contenere … A prescindere che in queste foto emerge piuttosto bene l’ ironia e che altro è che la si comprenda o no, ti contraddici.
Se hai letto bene, ho affermato che non ha l' obbligo di schierarsi, cioè di esprimere la propria approvazione o avversione alla situazione che riporta, però l' esigenza di chiarezza nel riportare la situazione (e quindi di definirne alcuni aspetti, come ho detto tempo, luogo, motivi, protagonisti, ecc.) mi sembra essenziale, proprio perché il reportage è testimonianza di qualcosa.
Per quanto riguarda l' ironia, ne' io ne' altri più sopra mi sembra che abbiano messo in dubbio l' ironia dell' autore, ma potrei pure essere tra quelli che non la comprendono e hanno l' esigenza di farsi spiegare alcune scelte in merito al lavoro che è stato sottoposto a critica, giusto per il fatto che non è mica scontato che l' ironia giustifichi qualsiasi scelta.
-che per esempio potrebbe essere fruito da una persona che non conosce niente di quella realtà, ad esempio uno straniero
Sarei cauto: l’ universalità può essere desiderabile, ma non è realistico pensare che popoli, ma pure gruppi di persone diversi interpretino in maniera analoga: c’ è la concreta possibilità che a ciascuno vada riservato un linguaggio adeguato.
Appunto perché ciascuno poi può interpretare in modo diverso sarebbe bene che il reportage contenesse "i dati exif della situazione", se mi passate il paragone. L' interpretazione va lasciata al giornalista, al commentatore, che sicuramente la piegherà verso scopi diversi rispetto alla mera testimonianza. Quì mi sembra che non abbia compreso affatto quello che ho detto. Infatti non è compito del reportage formare l' interpretazione del fatto, ma dare qualche dato perché chi lo fruisce possa iniziare a formarsi un' interpretazione autonoma. Prova a riflettere su quanti giovani fotografi che frequentano questo forum non abbiano la più pallida idea di quale sia l' argomento del reportage, e di cosa cavolo ci azzecchi Predappio (l'ubicazione, unico dato allegato alle foto). E non dirmi che sono cavoli loro se non conoscono la storia, in ogni caso uno degli scopi del reportage risulterebbe comunque fallito.
-contestualizzandolo cronologicamente, spiegando il luogo in cui è fatto, i motivi che muovono queste persone, ecc.
Insomma un articolo di giornale, non le sole immagini per l’ articolo che è il lavoro di un fotografo.
No. Un articolo non è un reportage. E un reportage non è un mero insieme di immagini. Ma questo l' ho già detto. Se può far comodo per non creare dubbi che la mia sia una critica antipatica aggiungo "a mio modestissimo parere"
-E' da questo punto di vista che secondo me è carente il reportage, o meglio confezionato così non ha l' aria di un reportage quanto piuttosto di un po' di foto messe così a caso, senza un senso cronologico o altro filo conduttore, oltre al fatto che, non spiegando i motivi di una scelta stilistica si sarebbe portati a pensare che anche la tecnica fotografica risenta di una certa casualità.
Reitero: forse è meglio prima guardare la fotografia di Filippo: per conoscere, non per approvare, sia chiaro. Essa infatti può benissimo non piacere, un po' come a me dà la noia la fotografia a soggetto bellinabellina, ma che non dice niente. Ti direi lo stesso anche se si trattasse di un altro.
Reitero anch' io. Secondo il mio modestissimo parere il reportage avrebbe dovuto dare la possibilità di farsi un' idea almeno ninimamente corretta del fatto senza doversi documentare sulla fotografia di Filippo. Io ho fatto una critica sul metodo, non sullo stile. E comunque in un forum di fotografia due righe in merito a una scelta stilistica sarebbero state senz' altro motivo di discussioni costruttive.
-Anche qui, è ovvio, l' autore non ha nessun obbligo, ma se siamo in una piazza in cui si gioca tutti allo stesso gioco e ci sono un minimo di regole che consentono di discutere su basi comuni, sarebbe a mio avviso cosa utile attenersi a quelle regole
A parte che, ripeto: bisogna conoscere un autore per inquadrare bene ciò che vuol raccontare attraverso il proprio approccio, le regole cui pensi in merito sono la morte dell’ espressività, sono i binari sui quali non troverai mai granché. Tanto è vero che dopo un po’ che guardi foto da forum (o da circolo) che sono proprio il risultato di quelle regole, ti stanchi perché tutti le seguono (o perché ci credono o perché le hanno assimilate da chi ci crede) con risultati prevedibili.
E' questo che non ho trovato. Un minimo di accenno sull' approccio offerto dall' autore. Vai tranquillo che le regole cui penso io non sono quelle che dici tu. Non sono regole sul contenuto. Probabilmente ho sbagliato a utilizzare il termine "regole", e "attenersi alle regole", allora riformulo. Visto che siamo quì a svagarci in un posto dove si parla insieme di una passione comune, non sarebbe bello se i fuoriclasse (se la loro ironia non li rende troppo superiori per farlo) dessero qualche dritta agli altri su come uscire dai binari delle foto bellinebelline?. Non un obbligo, sia ben chiaro, solo un auspicio, imparare dagli altri è sempre positivo.
-Se poi si vuole giocare a scatenare un putiferio credo che per questo non ci voglia bravura, i temi da lanciare per innescare le polemiche sono tanti e tutti li conosciamo. Sarebbe bastato dare al reportage le caratteristiche che dovrebbe avere (ovvero il corredo di informazioni che deve fornire, oltre alle foto) perché nessuno osasse permettersi di porre questioni sull' opportunità politica di un tale lavoro.
Perdonami, ma ho l’ impressione che qui emerga (molto prevedibilmente, date le premesse del tuo intervento) un certo spirito “normalizzatore” che proprio gli "antesignani" dei signori ritratti nelle foto di Filippo (e cui in ultima analisi sono rivolti sempre gli strali in quanto origine del male) coltivavano assai bene. Certo su tutt’ altra scala e con ben ‘altro impatto sulla vita delle persone. Ma guarda che quando si inizia a dire cosa è buono e cosa no circa l ‘espressività ed il suo diritto ad autodeterminarsi ci si incammina su quelle strada. Non dimenticare che le dittature fanno fuori per primi intellettuali ed artisti (cioè i pensatori, cioè quelli che ti mostrano tutte le possibili e diverse facce della realtà e dell’ immaginazione, quelli che contestano l’ idea del pensiero unico); dopodiché fanno fuori quelli che hanno fatto fuori intellettuali ed artisti. Così fanno piazza pulita, ovvero, “normalizzano”.
Proprio questa non me la dovevi dire. Se rileggendo quello che ho scritto mi venisse il minimo dubbio che le mie parole possano rappresentarmi come uno che vuole ledere il diritto all' espressività sarei disposto a ingoiare non una, ma dieci di quelle bottiglie di olio di ricino immortalate in una delle foto. Ti salvo solo perché si evince da che parte stai (e dove io sto) vedendo dove rivolgi gli strali. Ti perdono, ma stavolta la tua impressione è proprio sballata. Perché fosse prevedibile dalle premesse, poi, non lo capisco proprio.
-Poi l' autore potrebbe anche "dichiararsi" nei riguardi delle simpatie rispetto al fatto che ha rappresentato, liberissimo di farlo, ma questo darebbe senz' altro adito a meno polemiche, sapendo già dall' inizio il suo punto di vista.
L’ autore si è chiaramente dichiarato: con la sua ironia. Se non la si coglie o non la si vuol cogliere non è colpa sua.
Purtroppo non tutti hanno la stessa ironia, sarebbe però bello che potessero comunque coglierne il senso. Quì sei tu che cammini in un terreno pericoloso. Se si parlasse di cultura e non di ironia, cosa diresti : "Lui parla da colto. Se gli altri sono ignoranti non è colpa sua"? (e lasciare crepare il popolino nella sua ignoranza era uno dei punti forti dei suddetti "antesignani" da te citati). E comunque, che una cosa sia fatta con ironia non vuol dire che sia adeguata al suo scopo. Se domani, molto ironicamente, postassi una foto di un culo nella sezione ritratti la lascereste lì? Credo neanche se ci fosse scritto che è il ritratto di uno degli ultimi nostri presidenti del consiglio
Saluti |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di Mario Zacchi |
|
@Ciun, il mio parere.
Nel punto 1 sfondi la classica porta aperta: non valeva la pena, per me, spenderci tempo. Nel punto due trovo diverse cose opinabili e visto che si tratta di aspetti inerenti la fotografia, ti dico la mia.
2) Sempre per il fatto che si tratta di un reportage, al suo redattore almeno una critica mi sento di muoverla (e in parte lo si è già detto). Non è inerente l' aspetto della fotografia in se, quanto piuttosto il come si è proposto il lavoro.
-Sono convinto che l' autore non abbia nessun obbligo di manifestare le proprie convinzioni in merito a quanto riporta
Mi pare un’ osservazione quantomeno ingenua: è sostanzialmente inevitabile che un autore (di qualche caratura) “firmi” con la sua sensibilità. E’ per non farlo che deve farsi violenza, non il contrario.
-anzi il reportage proprio per definizione dovrebbe essere neutrale
Ma quando mai? Ti risulta che un qualsiasi servizio giornalistico (e le relative immagini che lo accompagnano ad uopo) non sia sempre di parte in qualche modo?
-ma quantomeno deve contenere tutti gli elementi che consentono di comprendere il senso del suo lavoro
Prima dici che non ha l’ obbligo e ora dici che deve contenere … A prescindere che in queste foto emerge piuttosto bene l’ ironia e che altro è che la si comprenda o no, ti contraddici.
-che per esempio potrebbe essere fruito da una persona che non conosce niente di quella realtà, ad esempio uno straniero
Sarei cauto: l’ universalità può essere desiderabile, ma non è realistico pensare che popoli, ma pure gruppi di persone diversi interpretino in maniera analoga: c’ è la concreta possibilità che a ciascuno vada riservato un linguaggio adeguato.
-contestualizzandolo cronologicamente, spiegando il luogo in cui è fatto, i motivi che muovono queste persone, ecc.
Insomma un articolo di giornale, non le sole immagini per l’ articolo che è il lavoro di un fotografo.
-E' da questo punto di vista che secondo me è carente il reportage, o meglio confezionato così non ha l' aria di un reportage quanto piuttosto di un po' di foto messe così a caso, senza un senso cronologico o altro filo conduttore, oltre al fatto che, non spiegando i motivi di una scelta stilistica si sarebbe portati a pensare che anche la tecnica fotografica risenta di una certa casualità.
Reitero: forse è meglio prima guardare la fotografia di Filippo: per conoscere, non per approvare, sia chiaro. Essa infatti può benissimo non piacere, un po' come a me dà la noia la fotografia a soggetto bellinabellina, ma che non dice niente. Ti direi lo stesso anche se si trattasse di un altro.
-Anche qui, è ovvio, l' autore non ha nessun obbligo, ma se siamo in una piazza in cui si gioca tutti allo stesso gioco e ci sono un minimo di regole che consentono di discutere su basi comuni, sarebbe a mio avviso cosa utile attenersi a quelle regole
A parte che, ripeto: bisogna conoscere un autore per inquadrare bene ciò che vuol raccontare attraverso il proprio approccio, le regole cui pensi in merito sono la morte dell’ espressività, sono i binari sui quali non troverai mai granché. Tanto è vero che dopo un po’ che guardi foto da forum (o da circolo) che sono proprio il risultato di quelle regole, ti stanchi perché tutti le seguono (o perché ci credono o perché le hanno assimilate da chi ci crede) con risultati prevedibili.
-Se poi si vuole giocare a scatenare un putiferio credo che per questo non ci voglia bravura, i temi da lanciare per innescare le polemiche sono tanti e tutti li conosciamo. Sarebbe bastato dare al reportage le caratteristiche che dovrebbe avere (ovvero il corredo di informazioni che deve fornire, oltre alle foto) perché nessuno osasse permettersi di porre questioni sull' opportunità politica di un tale lavoro.
Perdonami, ma ho l’ impressione che qui emerga (molto prevedibilmente, date le premesse del tuo intervento) un certo spirito “normalizzatore” che proprio gli "antesignani" dei signori ritratti nelle foto di Filippo (e cui in ultima analisi sono rivolti sempre gli strali in quanto origine del male) coltivavano assai bene. Certo su tutt’ altra scala e con ben ‘altro impatto sulla vita delle persone. Ma guarda che quando si inizia a dire cosa è buono e cosa no circa l ‘espressività ed il suo diritto ad autodeterminarsi ci si incammina su quelle strada. Non dimenticare che le dittature fanno fuori per primi intellettuali ed artisti (cioè i pensatori, cioè quelli che ti mostrano tutte le possibili e diverse facce della realtà e dell’ immaginazione, quelli che contestano l’ idea del pensiero unico); dopodiché fanno fuori quelli che hanno fatto fuori intellettuali ed artisti. Così fanno piazza pulita, ovvero, “normalizzano”.
-Poi l' autore potrebbe anche "dichiararsi" nei riguardi delle simpatie rispetto al fatto che ha rappresentato, liberissimo di farlo, ma questo darebbe senz' altro adito a meno polemiche, sapendo già dall' inizio il suo punto di vista.
L’ autore si è chiaramente dichiarato: con la sua ironia. Se non la si coglie o non la si vuol cogliere non è colpa sua. |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di Massimo Passalacqua |
|
Condivido senz'altro anch'io l'intervento intelligente ed articolato di ciun.
Sul web, come nel mondo reale, di questo c'è bisogno: di persone che abbiano idee e la capacità di esprimerle con efficacia.
Ciao.  |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di ciun |
|
E' mia indole stemperare gli eccessi in qualunque cosa faccia perché solo per una cosa non transigo, la convinzione che la ragione non stia MAI tutta da una parte (neanche dalla mia, anche se la frase precedente è a rigore di logica una contraddizione!).
Mi fa immenso piacere che qualcuno riconosca la validità di una simile posizione perché mi intristisce vedere che anche un forum in cui la critica dovrebbe essere l' ingrediente essenziale ed essere sempre beneaccetta e in cui dovrebbero confrontarsi persone accomunate da una bella e sana passione, riesca a diventare addirittura la brutta copia del teatrino di pagliacci nel quale le persone che ci rappresentano stanno facendo ridere il mondo (e piangere noi, giusto per rimarcare che niente è mai solo bianco o solo nero!)
Serena notte a tutti. |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di albatros123 |
|
| ciun ha scritto: | Se posso dire la mia, senza voler essere polemico nei confronti di nessuno, mi preme farlo su due aspetti.
1) Si è dibattuto sin quì se si debba o no tenere conto dell' aspetto "politico" del reportage, ovvero se esso deve essere visto solo dal punto di vista "fotografico" o valutato per il significato che ha ciò che rappresenta oltre all' analisi delle fotografie. Secondo me ne l' una ne l' altra cosa in maniera esclusiva. Essendo un reportage deve rappresentare un aspetto di una qualche realtà, per quanto ci possa essere una parte "teatrale" in questo caso specifico, pertanto non si può "parlare solo di foto", limitandoci a dire se sono stilisticamente ben composte, tecnicamente rigorose, ecc., ma bisogna vederle nel contesto in cui sono nate, lo scopo per cui sono fatte, i motivi per cui si è scelto di raccontare la situazione con una certa scelta stilistica, per poterle giudicare appieno, ecco che allora non si può prescindere dall' emotività che il tema trattato suscita, perché è un tema comunque impegnativo e che ancora oggi accalora gli animi (come si vede) e non lascia indifferenti, a prescindere che si stia da una parte o dall' altra della barricata. Perciò l' aspetto politico, almeno per consentici di contestualizzare il lavoro, deve essere quantomeno accennato.
2) Sempre per il fatto che si tratta di un reportage, al suo redattore almeno una critica mi sento di muoverla (e in parte lo si è già detto). Non è inerente l' aspetto della fotografia in se, quanto piuttosto il come si è proposto il lavoro. Sono convinto che l' autore non abbia nessun obbligo di manifestare le proprie convinzioni in merito a quanto riporta (anzi il reportage proprio per definizione dovrebbe essere neutrale), ma quantomeno deve contenere tutti gli elementi che consentono di comprendere il senso del suo lavoro (che per esempio potrebbe essere fruito da una persona che non conosce niente di quella realtà, ad esempio uno straniero), contestualizzandolo cronologicamente, spiegando il luogo in cui è fatto, i motivi che muovono queste persone, ecc. E' da questo punto di vista che secondo me è carente il reportage, o meglio confezionato così non ha l' aria di un reportage quanto piuttosto di un po' di foto messe così a caso, senza un senso cronologico o altro filo conduttore, oltre al fatto che, non spiegando i motivi di una scelta stilistica si sarebbe portati a pensare che anche la tecnica fotografica risenta di una certa casualità.
Anche quì, è ovvio, l' autore non ha nessun obbligo, ma se siamo in una piazza in cui si gioca tutti allo stesso gioco e ci sono un minimo di regole che consentono di discutere su basi comuni, sarebbe a mio avviso cosa utile attenersi a quelle regole. Se poi si vuole giocare a scatenare un putiferio credo che per questo non ci voglia bravura, i temi da lanciare per innescare le polemiche sono tanti e tutti li conosciamo.
Sarebbe bastato dare al reportage le caratteristiche che dovrebbe avere (ovvero il corredo di informazioni che deve fornire, oltre alle foto) perché nessuno osasse permettersi di porre questioni sull' opportunità politica di un tale lavoro.
Poi l' autore potrebbe anche "dichiararsi" nei riguardi delle simpatie rispetto al fatto che ha rappresentato, liberissimo di farlo, ma questo darebbe senz' altro adito a meno polemiche, sapendo già dall' inizio il suo punto di vista.
Tutt' al più i commenti si limiterebbero a ingrossare le due fazioni, quella dei nostalgici e quella dei "ma và a farti internare!", il tutto, ovviamente, senza rancore. |
Questo commento è di una perfezione chirurgica! Credo possa essere considerato conclusivo ed esaustivo, per ambo le parti, dell'argomento trattato. E' un esempio solido di come ci si possa confrontare all'interno di una comunità, al di là del tema trattato, con intelligenza, eleganza e contenuto.
Complimenti sinceri, e grazie Ciun.
Ciao
mario |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di ciun |
|
Se posso dire la mia, senza voler essere polemico nei confronti di nessuno, mi preme farlo su due aspetti.
1) Si è dibattuto sin quì se si debba o no tenere conto dell' aspetto "politico" del reportage, ovvero se esso deve essere visto solo dal punto di vista "fotografico" o valutato per il significato che ha ciò che rappresenta oltre all' analisi delle fotografie. Secondo me ne l' una ne l' altra cosa in maniera esclusiva. Essendo un reportage deve rappresentare un aspetto di una qualche realtà, per quanto ci possa essere una parte "teatrale" in questo caso specifico, pertanto non si può "parlare solo di foto", limitandoci a dire se sono stilisticamente ben composte, tecnicamente rigorose, ecc., ma bisogna vederle nel contesto in cui sono nate, lo scopo per cui sono fatte, i motivi per cui si è scelto di raccontare la situazione con una certa scelta stilistica, per poterle giudicare appieno, ecco che allora non si può prescindere dall' emotività che il tema trattato suscita, perché è un tema comunque impegnativo e che ancora oggi accalora gli animi (come si vede) e non lascia indifferenti, a prescindere che si stia da una parte o dall' altra della barricata. Perciò l' aspetto politico, almeno per consentici di contestualizzare il lavoro, deve essere quantomeno accennato.
2) Sempre per il fatto che si tratta di un reportage, al suo redattore almeno una critica mi sento di muoverla (e in parte lo si è già detto). Non è inerente l' aspetto della fotografia in se, quanto piuttosto il come si è proposto il lavoro. Sono convinto che l' autore non abbia nessun obbligo di manifestare le proprie convinzioni in merito a quanto riporta (anzi il reportage proprio per definizione dovrebbe essere neutrale), ma quantomeno deve contenere tutti gli elementi che consentono di comprendere il senso del suo lavoro (che per esempio potrebbe essere fruito da una persona che non conosce niente di quella realtà, ad esempio uno straniero), contestualizzandolo cronologicamente, spiegando il luogo in cui è fatto, i motivi che muovono queste persone, ecc. E' da questo punto di vista che secondo me è carente il reportage, o meglio confezionato così non ha l' aria di un reportage quanto piuttosto di un po' di foto messe così a caso, senza un senso cronologico o altro filo conduttore, oltre al fatto che, non spiegando i motivi di una scelta stilistica si sarebbe portati a pensare che anche la tecnica fotografica risenta di una certa casualità.
Anche quì, è ovvio, l' autore non ha nessun obbligo, ma se siamo in una piazza in cui si gioca tutti allo stesso gioco e ci sono un minimo di regole che consentono di discutere su basi comuni, sarebbe a mio avviso cosa utile attenersi a quelle regole. Se poi si vuole giocare a scatenare un putiferio credo che per questo non ci voglia bravura, i temi da lanciare per innescare le polemiche sono tanti e tutti li conosciamo.
Sarebbe bastato dare al reportage le caratteristiche che dovrebbe avere (ovvero il corredo di informazioni che deve fornire, oltre alle foto) perché nessuno osasse permettersi di porre questioni sull' opportunità politica di un tale lavoro.
Poi l' autore potrebbe anche "dichiararsi" nei riguardi delle simpatie rispetto al fatto che ha rappresentato, liberissimo di farlo, ma questo darebbe senz' altro adito a meno polemiche, sapendo già dall' inizio il suo punto di vista.
Tutt' al più i commenti si limiterebbero a ingrossare le due fazioni, quella dei nostalgici e quella dei "ma và a farti internare!", il tutto, ovviamente, senza rancore. |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di albatros123 |
|
| Massimo Passalacqua ha scritto: | Forse tu non leggi bene quello che scrivo:
1) fin dal primo intervento (vai pure a rileggerlo) ho affermato che le foto mi piacciono;
2) ho tuttavia notato che un tema come questo va trattato con circospezione, chiarendo bene, come poi in parte hai fatto, il contesto e le finalità del servizio;
3) successivamente sono intervenuto semplicemente per controbattere ad affermazioni (non tue) superficiali e, quelle sì, banali, come quelle di chi sostiene che le foto vadano giudicate solo per la tecnica e non per il contenuto. Se così fosse, la fotografia sarebbe ben poca cosa;
4) questo tuo ultimo intervento, questo sì, lo trovo piuttosto sconcertante e fuori dalle righe: prova a sostenere che prendere le distanze dal fascismo è banale con i discendenti delle vittime delle leggi razziali se hai il coraggio....
Ma, dal tenore dei tuoi interventi, penso che lo faresti.
Tieni conto che la fotografia con la f maiuscola non è solo tecnica, ma è soprattutto cultura.
Infine, se volevi che non si parlasse del fascismo, dovevi fare un servizio fotografico su qualsiasi altro argomento. |
sono completamente d'accordo con quanto Massimo ha sostenuto e non solo in questo momento: il problema è che uno vuole cercare di ragionare sulle cose mentre Tu Filippo rispondi sempre in modo perentorio, apparentemente simpatico e fuori dalle righe e con atteggiamento superficiale e scanzonato come se dall'altra parte ci fossero persone chiuse mentalmente , matusa, retrograde e banali. Qui, purtroppo, parliamo di cose molto serie che hanno coinvolto persone e anime innocenti, che hanno lacerato i cuori di persone inermi, che hanno sacrificato in nome della Patria ( dell'amor patrio...attualmente) milioni di vite umane, persone che ancora oggi si sentono offese addolorate e umiliate. Tu dici che hai il dovere di fotografare quell'evento ( e lo scrivi pure in maiuscolo!) che è inevitabile non riprendere: ma quale fesseria più grande è stata detta! Un dovere su commissione, un dovere verso il committente, ma di che stiamo parlando! Vuoi farlo per soldi perchè è il Tuo mestiere o semplicemente per diletto?....va bene! ma tienilo per Te oppure se Vuoi condividerlo, prendile seriamente le distanze senza cincischiare grammaticalmente e intenzionalmente....considerando gli altri fuori di testa o senza spirito goliardico.
Ciao
mario |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di Massimo Passalacqua |
|
| filippo1978 ha scritto: | @ Massimo & Co....però siete un po' pesanti!
ok vi fanno pure c#*e le foto ma che c'è ancora da dire "banalità" circa che il fascismo è male, ecc ecc? o sappiamo, che palle!
Il reportage è sul raduno che ogni anno si fa a Predappio. E' un fatto. E io, come fotografo ho il DOVERE di fotografarlo, e interpretarlo. Punto.
Altrimenti ci facciamo le seghe dicendo quanto siamo bravi a fotografare i neri che soffrono, le donne nude in pose da prostitute, i viaggi che facciamo, e una valigia carica di banalità.
Ci sono anche queste realtà che ci piacciono o no. Come fotografi, come fotoreporter si ha il DOVERE di documentarle, di immergersi dentro, mantenendo la propria integrità e le proprie idee.
Questo è il lavoro del fotogiornalista e questo è ciò che amo della fotografia di reportage(come ha sottolineato l'ottimo Ale). |
Forse tu non leggi bene quello che scrivo:
1) fin dal primo intervento (vai pure a rileggerlo) ho affermato che le foto mi piacciono;
2) ho tuttavia notato che un tema come questo va trattato con circospezione, chiarendo bene, come poi in parte hai fatto, il contesto e le finalità del servizio;
3) successivamente sono intervenuto semplicemente per controbattere ad affermazioni (non tue) superficiali e, quelle sì, banali, come quelle di chi sostiene che le foto vadano giudicate solo per la tecnica e non per il contenuto. Se così fosse, la fotografia sarebbe ben poca cosa;
4) questo tuo ultimo intervento, questo sì, lo trovo piuttosto sconcertante e fuori dalle righe: prova a sostenere che prendere le distanze dal fascismo è banale con i discendenti delle vittime delle leggi razziali se hai il coraggio....
Ma, dal tenore dei tuoi interventi, penso che lo faresti.
Tieni conto che la fotografia con la f maiuscola non è solo tecnica, ma è soprattutto cultura.
Infine, se volevi che non si parlasse del fascismo, dovevi fare un servizio fotografico su qualsiasi altro argomento. |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di filippo1978 |
|
@ Massimo & Co....però siete un po' pesanti!
ok vi fanno pure c#*e le foto ma che c'è ancora da dire "banalità" circa che il fascismo è male, ecc ecc? o sappiamo, che palle!
Il reportage è sul raduno che ogni anno si fa a Predappio. E' un fatto. E io, come fotografo ho il DOVERE di fotografarlo, e interpretarlo. Punto.
Altrimenti ci facciamo le seghe dicendo quanto siamo bravi a fotografare i neri che soffrono, le donne nude in pose da prostitute, i viaggi che facciamo, e una valigia carica di banalità.
Ci sono anche queste realtà che ci piacciono o no. Come fotografi, come fotoreporter si ha il DOVERE di documentarle, di immergersi dentro, mantenendo la propria integrità e le proprie idee.
Questo è il lavoro del fotogiornalista e questo è ciò che amo della fotografia di reportage(come ha sottolineato l'ottimo Ale). |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di Massimo Passalacqua |
|
| alfio67 ha scritto: | mi sembra che si stia accendendo una discussione politica troppo accesa.....tralasciando il vero scopo e motivo di questo forum.......
metter d'accordo tutti e' sicuramente impossibile.....ognuno di noi ha idee politiche diverse,che io rispetto anche se non condivido,tuttavia mi accorgo che alcune persone hanno propensione all'offesa verbale......
il luogo piu' adatto sarebbe la piazza,o le tribune elettorali....gia' vediamo spesso in parlamento scene ignobili,gia' ci deridono politicamente all'estero...non vi fa tristezza questo?
perche' in un sito di fotografia non si parla solo ed esclusivamente dell'argomento stesso?
Scusate il pensiero,ma non ho ancora "l'incazzatore personale" di Colorado!  |
1) "Ognuno di noi ha idee politiche diverse": sì, ma riguardo al fascismo il nostro sistema giuridico, a partire dalla Costituzione, ha fatto una scelta inequivocabile e l'apologia di fascismo è reato;
2) "perchè in un sito di fotografia non si parla dell'argomento stesso?": secondo la tua testa qual'è l'argomento di queste foto? |
| |  |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di Habrahx |
|
| alfio67 ha scritto: |
perche' in un sito di fotografia non si parla solo ed esclusivamente dell'argomento stesso?
|
Spero che tu non abbia interpretato il mio messaggio come un attacco personale...
Ho detto che trovo il servizio interessante, e una foto molto espilicativa.
Il pensiero è stato rivolto ai dittatori, che in definitiva giudico piccoli uomini.
Ma questi dittatori fano quello che fanno perché qualcuno crede loro.
Se il popolo tedesco non avesse creduto veramente di esere la razza superiore, ci sarebbero stati tutti quei morti?
Limitarsi al solo aspetto tecnico: luce, esposizione, inquadratura, è secondo me fuorviante.
Noi fatografiamo per descrivere, e il massimo della descrizione si ha nel reportage.
L'indifferenza al tema trattato sarebbe quantomeno una ipocrisia.
Giovanni |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di alfio67 |
|
mi sembra che si stia accendendo una discussione politica troppo accesa.....tralasciando il vero scopo e motivo di questo forum.......
metter d'accordo tutti e' sicuramente impossibile.....ognuno di noi ha idee politiche diverse,che io rispetto anche se non condivido,tuttavia mi accorgo che alcune persone hanno propensione all'offesa verbale......
il luogo piu' adatto sarebbe la piazza,o le tribune elettorali....gia' vediamo spesso in parlamento scene ignobili,gia' ci deridono politicamente all'estero...non vi fa tristezza questo?
perche' in un sito di fotografia non si parla solo ed esclusivamente dell'argomento stesso?
Scusate il pensiero,ma non ho ancora "l'incazzatore personale" di Colorado!  |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di Habrahx |
|
Caspita che bel servizio!
Ce n'è una che reputo geniale, quella fra la corona d'alloro e i busti dei soldati nazisti.
Nulla di più di quel ragazzino tagliato a metà può rappresentare come il potere più becero spopravvive e si propaga: attraverso la cecità dei giovani.
"La guerra è una lezione della storia che i popoli non ricordano mai abbastanza" (Benito Mussolini)
Questa frase, geniale anche essa, andrebbe posta sopra il numero dei morti dell'ultima guerra, che molti ricordano come un periodo di romantico eroismo: 50.000.000.
Cinquanta milioni di morti solo prché qualcuno riteneva di essere il miglior condottiero della storia; e questo tutto sommato è un male innocente, ma gli idoti che lo hanno creduto... |
| |  |
| |  |
| Duce! Duce! di filippo1978 commento di albatros123 |
|
[quote="AleZan"]Caro Mario,
..adesso inizia una storia infinita con la pecca del tono...... Alezan ho risposto al contenuto, formale e sostanziale, delle dichiarazioni di una persona che non conoscevo, che c’è di strano!, e che ora ho il piacere di conoscere un poco in più. Non ho data alcuna lezione di antifascismo, nè è stata mai mia intenzione..... non ci provare a farmi passare da ingenuo o sprovveduto, perchè sono stato molto chiaro nella mia esposizione. Ho voluto rimarcare una serietà di giudizio quasi "paesana", rispetto al tema trattato, che non si presta a toni delicati e riguardosi, dato il tenore della discussione e dell'autore, che comincio a conoscere solo adesso, e di cui, oltretutto, nessuno ha il dovere di aderenza verso le sue intenzioni primarie. Io posso dire di rappresentare un dolore, ma se viene recepita una felicità non posso recriminarmi di nulla....si percepiva una felicità e non un dolore. La visione distaccata da paleontologo rispetto ai fossili, è una immagine dello studioso asettico che cerca di analizzare il problema, di comprenderne l’origine, la funzione e lo scopo di ciò che osserva.....qui l'approccio e il tenore della discussione era sembrato altro: lecita la funzione di riportare un evento e di fotografare a più non posso perfino l’occasione, ancora più censurabile, di un Berlusconi che tiene un discorso alla camera dei deputati, senza scomodare Leni Riefenstah o altri, ma altrettanto lecito è ribadire in maniera seria e costante che l’evento riportato non meriti nemmeno un'irritante disamina tecnica o vignettistica che finisca, alla fine, come è trapelato da i commenti, per esaltarne e giustificarne la condizione di evento………. che può essere semplicemente ignorato ---- al diavolo il committente!--------, da un lato, e osteggiato, sempre e comunque, dall’altro. Avrei preferito che fossero stati rappresentati i disastri compiuti dai mentori di questi “innocui buontemponi”, alla pari di quelli compiuti in Unione Sovietica ed in Germania, piuttosto che in Vietnam o in Laos e via dicendo….Dunque ben venga qualsiasi reportage e ben venga anche la qualità di cestinatore di inutilità. Sarò un rompicoglioni, potrò apparire non possibilista, non conciliante su una fredda analisi tecno-stilistica di alcune tipologie di immagini, ma non riesco a rimanere talmente distaccato da concentrarmi sulla natura artistica e compositiva di quegli scatti, chiedere addirittura spiegazione all'autore del perchè di qualcosa...... no no no, non ce la faccio proprio... .......................e, per di più, dovrei, nel contempo, pure ridere!.......noooo!
Ciao
mario |
| | br> |