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| Kohoutek a Sant' Agata di giuseppegagliano commento di Mario Zacchi |
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Di reale non si afferra proprio nulla. Nessun problema, chiaramente, se non fosse che come astrazione è davvero molto ostica da digerire.
E' verò che se di astrazione si trattasse veramente, la si dovrebbe prendere per quel che è, ma, personalmente, in questo caso mi riesce assai difficile.
Ciao  |
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| OSTUNI D'INVERNO di Wodkalemon commento di Mario Zacchi |
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| Wodkalemon ha scritto: | Ciao, grazie del commento.
Posso chiederti cosa intendi per composizione confusa? Questo mi permetterebbe di migliorare per i prossimi lavori.
Mi piacerebbe capire meglio anche le imprecisioni.. |
Certamente. Si tratta di due espressioni che sono comode per sintetizzare vari difetti che possono esserci in una foto.
L' imprecisione è qualcosa cha ha a che fare con la tecnica di ripresa, quindi esposizione, mosso, sfocatura (non profondità di campo), inquadratura (non sempre legata al punto di ripresa). In queste foto c' è soprattutto imprecisione di inquadratura. Per esempio nella 122 il cornicione superiore non è parallelo al margine del fotogramma e sotto spunta la cima di un gazebo. Nella 121 è rientrato nel quadro il lampadario che, obiettivamente, disturba senza portare nulla alla foto. Queste sono imprecisioni che bisogna cercare di evitare perché sgradevoli alla vista e perché si sommano all' eventuale confusione della composizione, peggiorando la situazione. Talvolta, non potendole evitare per motivi indipendenti da noi (ostacoli vari inevitabili ..), tanto varrebbe lasciar perdere e cercare qualcos' altro a cui scattare pose. Questa, naturalmente, è un' osservazione che prescinde dal fatto che, al di là della qualità finale dello scatto, si voglia comunque portare a casa l' immagine di questo o di quello. Qui noi, tutti insieme, guardiamo e cerchiamo di mettere in evidenza, a scopo di crescita, ciò che non va in una o più foto, non il motivo per il quale alla fine, ciascuno, ha deciso di scattare a prescindere da tutti i possibili potenziali difetti dell' immagine risultante.
La composizione confusa è qualcosa di meno facile da definire. Si potrebbe essere portati a dire che una composizione è confusa quando ci sono troppi elementi nel quadro, ma ciò non è sempre vero; ci sono immagini ricche di elementi che non appaiono affatto confuse perché questi elementi, nella foto, sono coerentemente legati tra loro ed il loro insieme appare armonico. Analogamente si potrebbe dire che una composizione è confusa quando manca un vero centro d' interesse perché tutti gli elementi, nella foto, appaiono sullo stesso piano d' importanza, ma anche in questo caso ci sono eccezioni. Così come eccezioni positive ci sono quando si scatta senza rispettare i canoni classici della composizione (regola dei terzi, sezione aurea, ..). Personalmente trovo confuse le immagini nelle quali manca un ordine intimo, magari particolare, ma chiaro a chi osserva. Tanto per fare un esempio banale, questo ordine viene spesso meno nelle più tipiche foto-ricordo fatte dai gitanti, nelle quali l' amica, il vesuvio, i traghetto, il venditore ambulante ed un pezzo di giardino si trovano invitati insieme nella stessa immagine senza che l' autore dello scatto sia riuscito spiegare fotograficamente perché.
Ciao  |
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| sciare con stile di aless commento di Mario Zacchi |
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Attrezzatura, logistica, situazione .. un po' tutto, probabilmente, ha contribuito ad un risultato che sul piano del ricordo avrà per te sicuramente grande importanza, ma sul piano del lavoro fotografico e della documentazione-raconto dell' evento non si può dire molto riuscito.
Ciao  |
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| OSTUNI D'INVERNO di Wodkalemon commento di Mario Zacchi |
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Dal punto di vista del contenuto c' è un po' di tutto, ma non c' è l' anima e l' atmosfera di questa splendida cittadina, famosa per il suo candore.
Tecnicamente tutte le foto sono molto imprecise e quasi tutte presentano una composizione piuttosto confusa.
Ciao  |
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| Arabeschi di vLuca commento di Mario Zacchi |
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S' intuisce quel che avresti voluto ottenere, ma il risultato non è in linea con le aspettative.
Troppi elementi inclusi (magari giocoforza) e poca pulizia geometrica (linee non corrette) rendono l' immagine piuttosto confusa.
Ciao  |
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| contrafforti di cesarec commento di Mario Zacchi |
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In queste immagini è particolarmente importante la pulizia dell’ inquadratura, quindi tanto lo “sporco” in basso a sinistra, quanto l’ incerto inserimento della balaustra sopra tolgono qualche punto a questa foto altrimenti interessante.
Ciao  |
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| st. di rol1 commento di Mario Zacchi |
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La ripresa, tecnicamente parlando, è ben fatta e se la foto vuole essere un documento è senz’ altro valida. Ma per uno scopo diverso da questo, come per esempio voler realizzare un’ immagine più creativa, il contenuto sostanziale appare non molto ricco. Non è tanto per la barca in sé, quanto perché questo soggetto è proposto senza la mediazione di una visione fotografica che al renda particolare.
Ciao  |
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| Venezia Vicenza finestrino sx di le_pupille commento di Mario Zacchi |
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E’ un mosso di classe, più o meno volontariamente piegato dall’ autore per trasmettere, in tutta la sua intensa chiarezza, la sensazione di pensieri che affollano la mente di chi in viaggio non ha da prestare attenzione ad altro che ad essi perché siano liberi di succedersi, sovrapporsi, risolversi.
Un gran bel lavoro cui togliere qualche ripetizione e poi aggiungere altri due tre scatti che portino ad una convincete conclusione, per poi farne una piccola mostra.
Ciao  |
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| Crte senesi 2 di cerasus commento di Mario Zacchi |
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Una bella serie di scatti spontanei, ariosi e senza artifici per mostrare, senza stupire, complice una luce assai naturale, la Toscana che si apprezza con i propri occhi. Particolari per l' atmosfera sono 63, 83; per gli aspetti grafici 59, 17. Fuori dal coro per la rottura segnata dai forti colori, ma pur sempre una foto piacevole, la 68, magari da proporre sola, volendo restare su quella chiave cromatica o, in alternativa, da proporre con analoghe immagini a tinte forti.
Ciao  |
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| .... di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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Per i miei gusti c' è un po' troppa luce .... anche nella prima. Una maggior penombra (magari giocando sull' orario e l' esposizione) credo avrebbe reso di più l' atmosfera. Ad ogni modo, volendo, ci puoi lavorare in post su questo. Concordo pure io nel ritenere le migliori la prima ed il trittico ed avrei aggiunto volentieri quella immediatamente prima del trittico se non fosse che non c' è volto, non c' è sguardo ed il resto, da solo, non mi pare che regga. Delle altre, in effetti, la seconda non è molto buona esteticamente e l' ultima, più che per la posa non la vedo molto per lo sguarda che a quella posa si accompagna.
Detto tutto questo, visto che che l' avete fatto insieme, devo dire che Salvatore ha scavato di più nel personaggio, mentre tu sei rimasto più in superficie, pur essendo altrettanto capace di farlo.
Ciao  |
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| Ducks in action di trinita commento di Mario Zacchi |
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In generale si nota una certa difficoltà nell' isolare i soggetti veri e propri dei vari scatti, che vengono a trovarsi per lo più sovrapposti al gruppo. In alcuni di essi questa sovrapposizione appare chiaramente penalizzante ( tra l' altro accentuata com' è dalla lunghezza focale che sei stato obbligato ad usare) mentre nella foto di apertura, dove questa sovrapposizione valorizza l' atteggiamento quasi antitetico dei soggetti e nella penultima, dove da origine ad una composizione aggraziata e divertente, diventa quasi un pregio.
Le inquadrature sono in generale poco precise, anche nelle foto appena menzionate. Sotto questo aspetto l' ultima è decisamente la più riuscita ed è anche molto simpatica (sembrano due corazzate in formazione ).
Ciao  |
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| BW_Untitled _#7749 di pascà commento di Mario Zacchi |
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C' è una scenografia interessante, ma manca un vero attore, un protagonista che non sia solo l' ambiente.
La luce qui, da sola, per come è resa, non basta a reggere efficacemente la foto.
Ciao  |
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| Schegge d'Oman di Giap_Tass commento di Mario Zacchi |
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In effetti non si può dire che sia un vero reportage, nel senso di una raccolta con un filo conduttore chiaro. Qualche foto è più interessante, qualcun' altra è più turistica.
Ciao  |
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| Mosè e l'Acqua Santa di motogiullare commento di Mario Zacchi |
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| motogiullare ha scritto: | | ilgazzaladra ha scritto: |
in effetti potresti migliorare il BN |
Sapete darmi qualche dritta in merito? Grazie mille! |
Data la richiesta, dò per scontato che tu sia a digiuno di conversioni in b&n e che disponga di una vesrione CS3 o superiore di Photoshop e ti riporto di seguito, in maniera sintetica, sia un metodo pratico che un principio generale sulla base del quale gestire il b&n.
In primo luogo dimentica la semplice conversione in scala di grigi che, il più delle volte, non dà risultati apprezzabili perché viene fatta dal software in modo paritario su tutte le componenti dell’ immagini (intese nel senso di componenti RGB che danno luogo ai colori che vedi ed alle relative gradazioni di grigio che ne scaturiscono quando trasformi).
La strada più semplice che puoi seguire è aprire la tua immagine a colori, dopodichè lanciare Immagine>Regolazioni>Bianco e Nero cui accedi dalla barra dei menù (in alto).
Questa opzione (o plug-in) di PS mostra immediatamente la tua immagine in scala di grigi, ma mantiene le informazioni sul colore, sulle quali puoi intervenire. Questo intervento si traduce nell’ agire sui cursori che regolano le quantità di rossi, gialli, blu, ecc. verificando, in tempo reale e direttamente sull’ immagine in scala di grigi, il risultato che esse determinano.
Noterai che, al variare di queste regolazioni, varia di molto il risultato sul bianco e nero. Ma perché si verifica questo? Se sai come funziona l ‘impressione di una pellicola B&N condizionata dall’ uso dei filtri, dovresti aver già capito; diversamente ecco una sintetica spiegazione, con un memo: l’applicazione dei filtri sul B&N, in ordine al risultato, non ha nulla, ma nulla a che vedere con la stessa pratica nel colore.
Una premessa. Quando guardi un oggetto e ne percepisci il colore, ciò che vedi è la parte di luce che l‘ oggetto riflette, mentre tutta l’ altra luce possiamo dire che viene assorbita, dallo stesso oggetto. Come dire: sparisce (molto alla buona eh ..). Questo fenomeno fisico va tenuto presente per comprendere ciò che segue.
Dunque quando realizzi uno scatto in b&N su pellicola, questa si “annerisce”, tratteggiando le sagome del soggetto, proporzionalmente alla quantità di luce che riceve nelle sue varie parti.
Molta luce>molto nero; poca luce>poco nero.
Quando stampi (passi quindi al positivo) la carta si comporta alla stessa maniera solo che “annerisce” proporzionalmente a quanta luce passa attraverso il negativo. Ottieni così la tua immagine in gradazioni di grigio
Detto questo va da sé che se vuoi che una determinata area del soggetto risulti, stampata (in positivo, quindi), di un grigio più chiaro, devi fare in modo che la corrispondente zona del negativo si scura in una certa misura. Naturalmente vale anche il viceversa. Ricorda che dove il negativo annerisce maggiormente, la stampa schiarisce di più e viceversa.
A questo punto supponiamo che tu, ferma restando la resa nei grigi di tutto ciò che intendi inquadrare, voglia rendere una determinata parte del tuo soggetto di un grigio più chiaro di quello che otterresti con la normale esposizione. Come fare? Sapendo che allo scurire del negativo, la corrispondente zona stampata schiarisce, potresti fare in modo che, a parità di esposizione complessiva, l’ area in questione riceva maggiore luce e quindi scurisca, generando poi in stampa un’ area di un grigio più chiaro.
Come si fa? Si utilizza un filtro (anteposto all’ obiettivo) del colore dell’ area che si vuole schiarire dato che, così facendo, si consente un maggiore passaggio di luce di quel colore (quella famosa luce riflessa che è quella che noi percepiamo), che quindi annerisce maggiormente il negativo, generando poi in stampa, come detto, un’ area di un grigio più chiaro.
Tutto questo, naturalmente, vale anche all’ opposto anteponendo all’ obiettivo un filtro capace di sbarrare la strada alla luce di quel colore, che quindi annerirà meno il negativo in quell’ area del soggetto, dando origine, in stampa, ad una gradazione di grigio più scura.
Torniamo ora all’ immagine digitale a colori. Se hai compreso quanto scritto sopra, ti è sufficiente ora pensare ai cursori che regolano giallo, rosso, blu, ecc dell’ opzione Bianco e Nero di PS in termini di filtri colorati che ti consentono di dosare le intensità di luce riflessa che originano i colori presenti nella foto. Agendo su di essi è come se usassi i filtri così come precedentemente spiegato, solo che lo fai comodamente a sedere davanti al pc e verificandone in tempo reale il risultato.
Ovviamente, anche in questo contesto, valgono poi tutte le altre regolazioni di PS (contrasto, livelli, ecc.), oltre che il vantaggio che si ha scattando in RAW.
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L' ultima foto non centra con il resto, mentre la prima non sembra molto slegata solo per via del rubinetto, ma nella sostanza lo è. Il micio, infatti, qui non ci appare molto preso dall' oggetto insieme al quale darà spettacolo nei frame successivi e, nello stesso tempo, questa immagine, per contenuto, non ci introduce bene ciò che accadrà poi. Personalmente credo che la parte buona di questa serie di scatti che somiglia molto ad uno storyboard per immagini fotografiche, anziché per disegni, stia in mezzo: 2,3,4,5. In questo senso, a me questi frame parrebbero più coerenti presetati nell' ordine 5,2,4,3.
Ciao  |
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