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| some people in Berlin di KELEBEK commento di Mario Zacchi |
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Qui hai pubblicato qualche foto interessante (a titolo personale 347, 761 mi colpiscono maggiormente; l' apertura è tenera, ma non vedere il volto della bimba mi dispiace un po' ..), ma nel sito sei più esauriente, più completa (magari anche un po' diluita, forse). Ora non dico tu debba traslocare una copia integrale qui, ma una selezione un po' più ampia che includa, come fai lì, anche qualche richiamo al luogo, che ci aiuti a collocare geograficamente, al di là del titolo, queste persone, direi di sì.
Ciao
PS: ma perché hai inquadrato la foto dei brezel (di cui, tra l' altro sono ghiotto ) ? |
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| Scoiattolo di MisterG commento di Mario Zacchi |
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Mi piace un sacco: mi ricorda una postura che si assume per individuare le prese in parete.
Del resto chi, meglio di lui, arrampica?
Ciao  |
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| geometrie infrante di shector commento di Mario Zacchi |
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Ecco un' immagine nella quale la nitidezza molto accentuata ha uno scopo preciso: è funzionale al risultato.
Un bel risultato.
Ciao
PS: mi permetto di cassare cornice e font ... |
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| la maschera di KELEBEK commento di Mario Zacchi |
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| KELEBEK ha scritto: | | ... dai uno sguardo alle nuove foto ... |
lo farò, con un po' di calma e tempo permettendo
quanto alla conversazione, hai trovato pane per i tuoi denti
ciao |
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| la maschera di KELEBEK commento di Mario Zacchi |
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Certo Kelebek, si possono dare letture più raffinate (nel senso di più sottili, non più estetiche, naturalmente). Lo si può fare in questo caso e anche in altri e, personalmente, ho capito chiaramente quale significato tu intendessi dare alla sequenza, anche perché lo hai scritto, quindi è impossibile fraintendere. Diciamo che quel che ti ho scritto è quello che immediatamente mi ha suggerito "la pancia", ovverosia proprio quell' impressione basata su stereotipi.
In una "visione moderna" la semplice parola stereotipo fa dire bleah! che schifo ... perché prevale, nella "cultura moderna" l' accezione negativa del termine. In realtà gli stereotipi non sono affatto da aborrire, se non altro perché, pure se inconsapevolemente, li usiamo di continuo; si tratta infatti della traduzione in schemi dell' esperienza personale, del vissuto ed hanno il compito di semplificare il lavoro che il cervello svolge quotidianamente per interpretare la gran mole di stimoli che ci giungono dall' esterno (*)
E' ovvio che questi stereotipi dipendono dalle culture, non sono immobili nel tempo e non tutti ne siamo allo stesso modo influenzati. C' è però un aspetto che non si può trascurare e con il quale, quindi, si deve fare i conti: la media delle interpretazioni, cioè cosa più probabilmente un terzo qualsiasi è portato a pensare di fronte a qualcosa (es. la tua sequenza), in virtù della potenziale influenza che questi stereotipi hanno in lui?
Si spendono molti, molti Euro per ricerche di mercato, ricerche motivazionali, indagini statistiche, ecc. per capire, prima di proporre un messaggio, come più probabilmente questo verrà interpretato dal target verso il quale è rivolto, perché ai pre-concetti (gli stereotipi) non si comanda ed occorre sapere quali sono quelli che agiscono ed interessano in quel target, per evitare che una troppo raffinata e sottile costruzione intorno al concetto di maschera come nascondersi all' altro, un signo Mario qualsiasi la possa interpretare diversamente, scambiandola, ad esempio, per la semplice favola del principe.
E' vero che "l' artista" può non essere affatto interessato alle letture delle proprie opere: egli produce per sé stesso, per dare libero sfogo al bisogno di creare, non per gli altri. E' necessario però capire se attraverso la fotografia (che non è proprio identica alle altre forme espressive visuali) vuoi raccontare, di volta in volta, qualcosa di preciso, oppure se hai altri obiettivi. Ma tu, l' artista in questo caso, sembri interessata a raccontare, come testimoniano sia le note alle foto, sia il tuo intervento ...
Ciao
(*) Non vorrei sbagliare titolo perché non ho il libro sotto mano, ma mi pare di ricordare "Le armi della persuasione" di Robert Cialdini come pubblicazione interessante al riguardo (stereotipi e schemi comportamentali) |
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| chemical kiss di Salvatore Gallo commento di Mario Zacchi |
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Sei arrivato alla decisione: l' estetica ti piace (*)
Ricorda solo che estetica e verità seguono strade diverse
che non sempre sono parallele (vedi quanto scritto dal tuo omonimo ).
Ciao
(*) ... ma se ti piace davvero, come giustifichi i titoli di coda ?
e come ne giustifichi la coabitazione ? |
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| la maschera di KELEBEK commento di Mario Zacchi |
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Secondo gli stereotipi, che sono le inevitabili e indispensabili scorciatoie verso l' interpretazione del mondo, in questa serie è più facile leggervi, sinteticamente raccontata, la storia della bella e del principe. La lettura che proponi tu è un po' più ardua.
Nella foto in cui lui toglie la maschera a lei, il gesto è poco convincente (la mette o la toglie? ...).
L' ultima foto spiazza. A parte la scelta di rompere con la coerenza stilistica, mi suona come la puntina del disco che salta sulle ultime battute del brano: la storia si era già ben conclusa nel fotogramma precedente, almeno secondo l' interpretazione più immediata che le si può dare (quella di cui ho scitto prima).
Ciao  |
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| Cimitero Acattolico di Roma 0011 di pascà commento di Mario Zacchi |
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Le opere statuarie contengono già in sé stesse una visione, un messaggio: quello dell' autore. Quindi il fatto di volerle riprendere pone di fronte a due possibili alternative: valorizzare il contenuto originale o proporre una visione personale di una certa intensità. Siccome in questi primi scatti sembra che la tua visione personale, quella attraverso la quale cioè intendi animare le tue proposte (stando almeno a quanto scrivi nella premessa) passi sostanzialmente proprio per la ripresa della figura (le statue cimiteriali sono quasi sempre figure), credo che un approccio che tenda a seguire le strategie della ritrattistica per ottenere dalle immagini intensità espressiva e coinvolgimento dell' osservatore, sia da tenere in considerazione.
Essendo poi il cimitero un luogo immobile per antonomasia, è possibile valutare con attenzione sia gli scatti che i momenti di luce più opportuni per coglierli.
Ciao  |
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| Tunisia 3...noi e loro. di DYD666 commento di Mario Zacchi |
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mmm ... in effetti il tenore delle immagini è inferiore a quello della prima parte ed anche a quello della seconda, già postate in precedenza. In un certo senso, foto di questo genere avrebbero integrato e completato il primo lavoro che hai mostrato. Tuttavia non si può trascurare il fatto che la diversa impressione che se ne trae (foto per foto) non è trascurabile e probabilmente sarbbe emersa in un ipotetico insieme che ne sarebbe risultato più diluito, come pregio fotografico.
Ciao  |
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| ... di $!MøN& commento di Mario Zacchi |
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Ti sei tenuto morbido con il contrasto e la foto ne ha guadagnato molto in dettaglio e raffinatezza. La scena non è però molto avvincente, tenuto conto pure del fatto che hai anche tagliato quell' albero più scuro a destra, che sarebbe potuto rientrare maggiormente nel quadro, almeno quanto basta a creare continuità tra il tronco ed i suoi rami.
Come esercizio tonale e valido.
Ciao  |
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| Oggi Nebbia di $!MøN& commento di Mario Zacchi |
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I filetti della cornice. Il colore tenue ne risente perché, volente o nolente, gli occhi vedono tutto, anche al presentazione. Prova senza, solo bianco.
Ciao  |
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| Quando il fiume fa paura di cerasus commento di Mario Zacchi |
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L' impeto del fiume in piena a me appare talvolta parzialmente mitigato, nelle sensazioni, dall' intervento estetico (post). Il contenuto di fondo resta, chiaramente, ma mi chiedo se non lo avresti rafforzato lasciando tutte le immagini come scattato (come per es. 7714 ).
Ciao  |
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| Oggi Nebbia di $!MøN& commento di Mario Zacchi |
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Non è detto che lo "spessore" sia indispensabile in ogni immagine ...
Ma cura meglio il colore pastello e magari togli i filetti neri che l' ammazzano.
Ciao  |
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| Tram Lisbona di gulfis commento di Mario Zacchi |
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Foto al volo, immagino. Diversamente penso avresti incluso tutta la rotaia.
Anche così, comunque, l' effetto si percepisce.
Chissà con un tempo più lungo ...
Ciao
... magari ora mi dirai che non ho capito nulla di quello che intendevi fare  |
| | ![Mestieri di una volta [modificato] Mestieri di una volta [modificato]](album_thumbnail.php?pic_id=452824&sid=9f8109e8d11bd39c3a50e1e26ac4e98c) |
| Mestieri di una volta [modificato] di gym81 commento di Mario Zacchi |
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Non in tutte le foto è chiara l' attività svolta (a5, a6, ab1). Ad ogni modo, pure se con qualche difficoltà di esposizione che ha generato forti crontasti e qualche bruciatura non proprio desiderabile, diverse foto sono belle e, tra queste, anche se non per il mestiere svolto, spicca il bel ritratto a6. Altre particolarmente belle sono a8 ed a11 ed a7.
Ciao  |
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| something in the nothing di lamadiluce commento di Mario Zacchi |
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Sui fili d' erba simili selezionerei senza troppi scrupoli: non sono tutte allo stesso livello. A titolo personale, partendo dall' inizio, terrei la 3 e la 5. Poi terrei la 10, ma reinquadranto per togliere la parte superiore che inquina un' altrimenti buona pulizia del soggetto.
Tra le panoramiche, a prima vista, balza all' occhio qualche cielo piuttosto difficile.
Nello specifico, sempre a titolo personale:
13 è la migliore, controllando però l' adombratura in alto a sx.
14 potenzialmente bella, ma con un cielo molto disuniforme, purtroppo.
11 buona come idea compositiva e come effetto a colpo d' occhio; quella piccola e marcata zona scura a sx, però, la sbialncia leggermente.
12 il cielo, anche qui, non è proprio ottimale, ma in ogni caso è una foto che non ha molto sapore.
Ultima e prima le trovo equivalenti, non molto originali, ma piacevoli.
Ciao  |
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| Ciclocross! di petegiu commento di Mario Zacchi |
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Diversi scatti sono ben riusciti ed emanano con una certa forza lo spirito e la grinta dei protagonisti. Nell' insieme però, questa serie di inquadrature, tutte così strette, così concentrate solo sui gareggianti, non trasmette molto del contesto, del pubblico, del clima generale della gara ... Manca qualcosa per completare: qualche panoramica per il contesto, ma anche qualche ripresa più dinamica per arricchire e completare il lavoro (qualche panning, qualche mosso, qualche inquadratura non convenzionale, back-stage, partenza, arrivo, eventuale premiazione ...).
Ciao  |
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